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lavoro pubblicato martedì 24 marzo 2009
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

vampire heart: diciottesima notte

di fiordiloto. Letto 778 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ecco il nuovo capitolo! Scrittori di Ewriters, vi adoro! Grazie per il vostro sostegno! Grazie a tutti quelli che mi seguono in quest'avventura di scrittura creativa. Grazie alla grande Hino-sensei, che con i suoi disegni mi ha dato l'idea. GRAZIE!....

Diciottesima notte:

Prima della battaglia

(Un addio)

La notte della battaglia, i passi di Kain risuonavano nel corridoio, fra le tende di velluto a frange e i quadri della sua residenza. Rannicchiata dietro uno di questi, una figura minuta attendeva in silenzio. Quando lo vide arrivare, si sporse in avanti.

"Kokoro..."

La servetta umana gli puntò in viso i suoi occhi grandi.

"Kain-sama", disse. "I vampiri si stanno preparando ad andare oltre la barriera. La battaglia sta per cominciare"

"Ho capito", disse lui, fermandosi. "Grazie per tutto ciò che stai facendo"

"Io...", la servetta esitò, ma poi prese coraggio e disse: "Io vorrei unirmi a voi. So di non essere forte, ma potrei dare una mano con i preparativi"

Kain sospirò. Kokoro fece per superarlo, ma lui la bloccò gentilmente per un braccio.
"Kokoro", sussurrò. "Mi dispiace..."

Lei avvampò, e abbassò gli occhi imbarazzata.

"Non...Non devi scusarti, Kain-sama. Sapevo che il mio sentimento era a senso unico. Volevo solo continuare ad illudermi. Ho continuato a non voler vedere la verità finchè non mi si è imposta con tutta la sua forza. Tu ami quella ragazza. E' lampante. Ma voglio che tu sappia che continuerò a servirti come ho sempre fatto. Non cambierà nulla"

"Allora lascia che ti dica almeno questo. E' la verità, e sarà brutale"

Silenzio.

"Io...mi fido molto di te, Kokoro"

La servetta alzò lo sguardo e sorrise. "Grazie, Kain-sama!"

Era più di quanto osasse sperare. Non era nello stile di Kain mostrare rispetto e attenzione se non riteneva che ne valesse la pena. Poteva ritenersi soddisfatta, ed era più che decisa a fare del suo meglio. Inoltre, non era lei quella che da allora in poi avrebbe affrontato momenti difficili. Non toccava a lei camminare al fianco di un lupo. Quel compito sarebbe spettato a qualcun'altra...

***

Iku guardò la sua immagine riflessa nello specchio, allibita. La sua pelle era così diafana da essere quasi fosforescente, gli occhi brillavano di un color miele scuro con bagliori bronzei. I capelli castani avevano assunto un intenso color ramato sangue, dentro cui palpitavano riflessi neri. Era come se li avessero filati da un gomitolo di rubini. Erano capelli in cui un amante sarebbe annegato dolcemente.

‘Sono...davvero io?'

Esatto, rispose la voce dentro di lei. Sei la Principessa dei Sangue Puro. Un vampiro. Sei il mostro che Raven odia!

Raven...

L'odore di sangue che aveva avvertito era il suo, e questo pensiero la turbò. Non aveva il diritto di preoccuparsi ancora per lui. Conosceva il suo odio, e sapeva che non l'avrebbe mai perdonata. Ciononostante...Voleva parlare con lui!

Sul tavolino accanto allo specchio c'era un paio di forbici. Iku le studiò con attenzione. ‘Una nuova identità...', si disse. ‘Ora so chi sono e non posso tornare indietro'

Chiuse gli occhi e restò qualche istante in ascolto. Dentro di lei c'era ancora qualcuno che piangeva sommessamente. Nostalgia, assenza, rimpianto. Rivoleva indietro la sua infanzia, i giochi, l'innocenza, la pace...‘E' solo la mia disperazione', pensò. ‘E' la Iku umana che sta piangendo'.

Afferrò le forbici.

Le ciocche di capelli caddero una per volta, lentamente. Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta di fiamme ribelli. Suo padre entrò nella stanza e la vide immobile dinnanzi allo specchio. Rimase di sasso.

"Iku! Che cos'hai fatto?!"

"I capelli lunghi appartengono al passato", disse. "Ora sono un'altra Iku"

Ren la guardava con un groppo in gola.

Le aveva portato dei vestiti puliti. Iku li afferrò e iniziò ad indossarli lentamente. La sottoveste era soffice, e a contatto con la sua pelle nuda le trasmise un piacere sensuale, che però la fece sentire indifesa.

"Iku", disse suo padre, all'improvviso. "Dobbiamo parlare"

Quando si fu vestita, la fece sedere accanto a sé sul letto.

"Alla fine, non sono riuscito a farti sfuggire al tuo destino. Ma prima che tu volti totalmente pagina, c'è ancora una cosa che devi sapere"

Le disse la verità: ossia le rivelò che lei e Kain non erano fratelli di sangue. Gli raccontò di quando i suoi veri genitori erano morti, e allora Andrew lo aveva preso con sé, per crescerlo come un figlio.

"Ora capisci?", domandò. "Tuo fratello ti ha mentito, è vero. Ti ha anche raccontato un sacco di bugie. Ma devi sapere che tutto è stato fatto per proteggerti. Perciò... non biasimarlo. Non giudicare male le sue azioni. Non ha mai voluto mentirti, solo proteggerti, come ho fatto io, per me stesso e per il ricordo di tua madre"

Iku era ancora seduta sul bordo del letto, e lo guardava a bocca aperta.

"Perché non me l'avete mai detto?", sussurrò. "Perché nessuno ha mai avuto il coraggio di dirmi la verità?"

"Lo sai, il perché. Il Senzavolto e i suoi demoni danno la caccia a Kain perché è a tutti gli effetti figlio di Andrew. Se avessero saputo di te, avresti dovuto condividere il suo stesso destino"

Iku abbassò gli occhi. Dunque, era quella la realtà dei fatti...Kain non era realmente suo fratello, e per giunta l'aveva amata e protetta nonostante non ci fosse fra loro un vero legame di sangue. Pensò a tutto quello che aveva fatto per lei, e a ciò che lei non aveva fatto per lui.

"Non può andare avanti così", mormorò. "Sono stanca di essere una bambina inerme che non sa da cosa deve essere protetta. Se oniisama intende combattere, io farò altrettanto!"

Con una mano Ren scompigliò i capelli della figlia. Aveva sempre avuto il cuore tenero con lei, ma a quelle parole gli vennero le lacrime agli occhi.

"Sei proprio uguale a tua madre", disse, con tanta tenerezza da stringerle il cuore. "Anche io farò la mia parte. Quando tutto questo sarà finito, voglio vederti sorridere per tutta la vita"

Iku l'abbracciò.

C'era ancora qualcosa che doveva fare, prima di tagliare i ponti col passato. S'infilò la casacca e scese verso la segreta.

***

Chiuso nella sua cella, Raven non la sentì arrivare, ma la percepì, e il suo profumo lo paralizzò. Non si era aspettato di vederla, e nel suo cuore c'erano troppe emozioni amalgamate perché una prendesse il sopravvento. Rabbia, odio, disperazione..., Fece la prima cosa che il corpo gli suggerì. Prese la pistola e la puntò contro la figura minuta appoggiata contro le sbarre.

E quella s'irrigidì.

"Credevi che avremmo potuto parlare, se ci fossimo incontrati di nuovo?", chiese a voce bassa, quasi fioca, come se si stesse sforzando di non gridare. "All'inizio, pensavo tu fossi solo un altro umano tramutato in vampiro. Qualcuno come me. Ma è venuto fuori che in realtà sei sempre stata una di loro. Un Sangue Puro!".

Pronunciò quell'ultima parola come uno sputo rovente. Tutto in lui era teso, pronto a scattare come un elastico al minimo movimento brusco. La tensione si trasmetteva al grilletto, e Iku se ne sentì investita.

"Ora", continuò lui. "Quello che vedo dall'altra parte delle sbarre è solo un altro mostro arrogante che gioca con la vita degli umani"

Iku si sentiva le lacrime agli occhi, ma non le lasciò sgorgare. "Hai ragione, Raven...Sono felice che tu capisca. La Iku che conoscevi non c'è più. E' stata mangiata dalla Iku vampiro. Ero venuta solo per dirtelo"

Lui la guardò con espressione devastata, umana.

"Addio, Raven"

Iku si allontanò dalla cella. Era come aveva temuto. Non restava altro da dire.

Si voltò e uscì dalla segreta, senza guardarsi indietro.

Cominciò a risalire le scale. Aveva quasi raggiunto l'uscita, quando le emozioni la travolsero. Le lacrime cominciarono a scendere, bollenti e inarrestabili. Cadde in ginocchio, coprendosi il viso con le mani. Non era quello che voleva! Non era quello... ‘Mi merito tutto il suo odio', si disse. ‘Però non voglio! Non voglio essere suo nemico! Oh, Raven! Non c'era...davvero nessun altro modo?'.

Lasciò che l'inondazione si sfogasse, portando con sé i piccoli brandelli della vecchia sé stessa. Quando si arrestò, non rimase altro che il vuoto. Il nulla. L'atarassia totale.

Voci concitate provenivano dalla sala principale. I vampiri si stavano radunando nel salone. ‘Staranno aspettando me?', si chiese. Lentamente, si risollevò appoggiandosi alla parete e si asciugò il viso arrossato. Era giusto. Lei non era più soltanto Iku. Anche se la Iku umana urlava e piangeva da qualche parte, nel suo intimo. Decise che l'avrebbe messa a tacere per sempre. Si sentiva stranamente serena. Ora aveva preso la sua decisione e nulla poteva più smuoverla.

Il sogno di una vita normale era finito.

Quella notte, sarebbe diventata la principessa dei vampiri.

***

Non appena i vampiri si avvidero della presenza di Iku, nella sala cadde un silenzio carico di rispetto e di muto stupore. Ice, che si era già ripresa, estrasse uno dei suoi pugnali e s'inginocchiò chinando il capo. Xander fece lo stesso, subito seguito da tutti i presenti. La vampira bionda sollevò il pugnale in segno di omaggio e disse:

"Onore a te, Iku-sama. Vera erede al trono e principessa dei vampiri!"

Iku la fissò, allibita. Sama era l'appellativo riservato ai nobili e ai reali. Non era abituata ad un atteggiamento tanto servile.

"Iku...sama?"

Addirittura Wolf e Strawberry si erano inginocchiati.

"Zio Wolf! Zia Strawberry! Anche voi..."

"Tu sei la nostra Hime", rispose la vampira dai capelli rosa. "La principessa. E' nostro dovere servirti e trattarti come tale"

"Vi prego....", disse Iku, chinandosi per spingerla a risollevarsi. "Non sono ‘Hime'. E nemmeno Iku-sama. Voi tutti, per favore, rialzatevi! D'ora in avanti aiuteremo oniisama. E lo faremo tutti insieme, combattendo uniti. Perciò smettetela con queste inutili cerimonie"

"Come desideri, topolino", disse Strawberry sorridendo.

Lei e Wolf furono i primi a rialzarsi. Lentamente, tutti gli altri li seguirono. La ragazzina li guardò. Dopotutto, Wolf e Strawberry erano parte della sua famiglia. Almeno questo non poteva essere cambiato.

"Iku..."

Quella voce l'avvolse alle spalle, così dolce e tenera da spingerla a voltarsi.

"Kain...oniisama!"

Il vampiro avanzò verso il centro della sala, fermandosi di fronte a lei. Le prese una ciocca di capelli corti fra le dita e fece per dire qualcosa, ma poi ci ripensò.

"E' ora di andare"

Lei inarcò un sopracciglio. "Vuoi dire che oniisama e io non dobbiamo andare con gli altri oltre la barriera?"

"E' così", disse lui.

"Intendi tornare alla residenza del Consiglio?", volle sapere Wolf.

"Precisamente. Per quanto io lo detesti, è necessario che vada. Mentre i nostri vampiri proteggeranno la città e i suoi umani dall'esterno, io attaccherò il nemico al cuore"

A quel punto, circondò la sorellina con le braccia.

La visione colpì Iku all'improvviso. Vide i vampiri del Consiglio trasportare qualcosa di molto pesante oltre la città, aiutati da guardie avvolte in armature nere come la notte, sulle quali si dipanavano fili argentati a mo' di ragnatele. Iku non li aveva mai visti, ma seppe che erano demoni. La sua attenzione si concentrò sulla figura scomposta, adagiata malamente su una portantina improvvisata. Qualcosa, in quella figura, fece fremere Iku di ribrezzo. Il volto era privo di occhi e di naso. Solo la bocca era presente nel grigiore del suo volto, lucida e offensiva come uno sfregio.

Un lato di quella bocca si piegò in un sorriso lascivo, e la ragazzina ebbe tutta l'impressione che fosse rivolto proprio a lei.

"Non posso!", disse, ritraendosi. "Oniisama, ho appena percepito una presenza malvagia che si sta spostando fuori dalla città! E' il nostro nemico! Non posso rifugiarmi ancora all'interno della barriera!". Non poteva abbandonare i vampiri. Sentiva di avere un grosso debito verso tutti loro. "Gli altri stanno andando ad affrontarlo. Anche io voglio combatterlo, perché ora anch'io ho delle persone da proteggere. Per favore, oniisama, va' per conto tu...!"

D'un tratto, l'abbraccio di Kain si trasformò in una morsa.

Iku tentò di ribellarsi, ma invano. "Oniisama...mi fai male!"

"Non puoi lasciare le mie braccia, Iku...", le sussurrò. "Non ti ho protetta tutto questo tempo per vedere il tuo corpo di giglio fatto a pezzi da quel bastardo. Ti terrò lontana da lui, anche se dovessi portarti via con la forza!"

"Se fai una cosa del genere", replicò Iku, "non ti perdonerò mai. Mai e poi mai!"

Le braccia del fratello allentarono la presa.

"Paragonata a me, tu sei come una bambina piccola. Una ragazzina indifesa come te...che cosa potresti fare, anche se scendessi in campo?". La sua voce si era addolcita di nuovo. "Il compito di proteggerti è mio, Iku. Perciò, per favore, vieni con me"

"Non posso...", insistette lei.

Nel suo sguardo, Iku vide quanto le sue parole l'avessero ferito e confuso. Non sopportava di vederlo così.

"No...", mormorò. "Ti pregò! Non guardarmi in quel modo!"

Il suo corpo agì d'istinto. Fece scivolare le mani intorno al collo del fratello e si sollevò in punta di piedi, per baciarlo con tanta veemenza da farsi quasi male.

Kain emise un piccolo suono sorpreso, poi rispose al bacio con trasporto. Le parve di fondersi con lei, dopo averlo desiderato per così tanto tempo.

"Andrà tutto bene!", lo rassicurò Iku. "Fra noi due c'è un legame indissolubile. D'ora in poi non ti abbandonerò più. Tutto ciò che mi succederà sarà insieme a te. Vedrai che insieme vinceremo questa battaglia, e alla fine...tornerò sicuramente fra le tue braccia, oniisama"

Kain alzò fiero la testa a guardare i suoi vampiri.

"Wolf, Strawberry...e anche tu, Ren. Vi affido la mia Iku"

La vampira dai capelli rosa sorrise. "Sta' tranquillo Kain. La proteggeremo come si deve"

Ciò detto, le loro strade si divisero. Kain andava per l'ultima volta verso il palazzo dei consiglieri. Mentre Iku, affiancata da Wolf e da suo padre, procedeva con gli altri diretta oltre la barriera. Non pensò a Raven. Né a suo fratello. Non pensò a nulla. ogni fibra nel suo essere ribolliva di energia ed era concentrata sulla battaglia imminente.

Quando uscirono dalla residenza una figura solitaria si staccò dal corteo, silenziosa come un'ombra. Ice, la valchiria del Nord. Intenta a seguire il suo signore Kain.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 25/03/2009 8.09.27
sothis85, ha scritto: Davvero un bel risveglio!brava.un bacio

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