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lavoro pubblicato lunedì 23 marzo 2009
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

vampire heart: diciassettesima notte

di fiordiloto. Letto 1166 volte. Dallo scaffale Fantasia

Diciassettesima notte:Risveglio(Come reclamò l'ascesa) Vento. Notte limpida. Una tonda luna da streghe inondava di luce la città dorm...

Diciassettesima notte:

Risveglio

(Come reclamò l'ascesa)

Vento. Notte limpida. Una tonda luna da streghe inondava di luce la città dormiente.

Kain, seduto sul tetto del suo palazzo, teneva Iku stretta in grembo. Faceva freddo, eppure la ragazzina non lo sentiva. Le sue membra erano intorpidite.

‘Oscurità...', pensò, alzando una mano al cielo. ‘Il mondo e la luce del giorno sono precipitati in un abisso di tenebra. Nulla potrà più tornare com'era prima. E pensare...che io volevo solo conoscere la verità'. Quel pensiero la rattristò, a tal punto che una lacrima scese a rigarle una guancia. Una lacrima che Kain asciugò con un polpastrello.

"Iku...", sussurrò. "Il dolore passerà. Però, devi cercare di svegliarti. Svegliati ancora una volta, prima di essere distrutta"

Lentamente, Iku lasciò scivolare indietro il capo.

"Svegliati", ripetè Kain, soffiandole dolcemente il fiato sul collo.

"Svegliati!"

Poi, il bacio pungente, lucente, il bacio d'argento, rapido e netto, affilato come una lama.

Iku gettò un piccolo gemito di sorpresa e lottò per qualche istante, ma lui le accarezzò i capelli e il viso.

"Ho così paura...", mormorò.

E allora Kain l'abbracciò più stretta.

ku non capiva bene quello che stava succedendo, si sentiva solo molto debole e fredda. Poi, le labbra di Kain sforarono le sue, e lei avvertì il sapore metallico e dolce del sangue che scaturiva pulsando dalla bocca di lui, dalle sue dita, dalle sue braccia, dal suo petto, mescolandosi al suo in un ritmo martellante. Poi un tonfo sordo, come se qualcosa dentro di lei si fosse spezzato.

Quando Kain sollevò il viso, lei lo guardò negli occhi, stordita.

"Ti sei svegliata, Iku?", le chiese. "Ti ricordi...chi sei?"

Lei sollevò lentamente una mano, per accarezzargli il viso.

"Io sono...", disse tremando. "Io sono..."

Sì, sei un vampiro!

Un'ombra si materializzò alle spalle di Kain.

Era Raven.

Alzò la pistola e si fermò a pochi passi da lui.

"L'avevo immaginato!", sussurrò, furioso. "Vi ho seguiti. Ho riconosciuto l'odore del sangue di Iku e poi... la presenza di ben due vampiri". La sua voce era profonda e roca, come un grido soffocato che infine esplose.

"KAIN! COME HAI POTUTO TRAMUTARE IKU!?"

"No Raven! Fermati!"

Iku si era lanciata fra loro due, le braccia aperte a scudo.

"Non farlo!", implorò. "Questa persona è mio...E' mio fratello maggiore!"

Mentre l'espressione sul viso di Raven si frantumava, Iku vide la realtà allontanarsi. Le tremarono le gambe e cadde all'indietro. Kain l'afferrò per sostenerla col proprio corpo.

"Fratelli...!", mormorò il ragazzino, basito.

"Iku è la figlia di Andrew e Kya, che erano anche i miei genitori adottivi", spiegò Kain. "Questo fa di lei la principessa dei vampiri. Tu sei uno di noi, perciò dovresti già averlo percepito"

Con quelle parole, sollevò Iku e s'involò nella notte. Rimasto solo, Raven indietreggiò. La verità lo aveva atterrito, improvvisa e violenta come un pugno nello stomaco. Soffocando un ringhio si piantò le unghie nei palmi delle mani, così forte che un rivolo di sangue cominciò a scivolargli fra le dita.

***

Il vento si era irrobustito, e scompigliava i capelli rosa di Strawberry, appoggiata alla ringhiera del suo terrazzo. Gli occhi da vampiro scrutavano lontano, oltre la barriera. Demoni di ogni sorta avevano iniziato a radunarsi intorno alla città. Alcuni erano avvolti in mantelli neri, altri levitavano a pochi centimetri dal terreno, altri ancora strisciavano, come vermi della terra. Erano grossomodo un centinaio, ma crescevano in maniera esponenziale.

"Il mio animo avverte qualcosa", disse al vampiro alle sue spalle. "Come se la terra intonasse la canzone di un triste presagio"

Wolf si appoggiò a lei con tutto il corpo e le annodò le braccia intorno alla vita.

"Il loro signore risorgerà domani notte. Probabilmente la sua aura li sta spingendo a radunarsi"

"E' stato Kain a far sì che si risvegliasse, vero? Spero che sappia quello che fa"

"Sta' tranquilla. Io mi fido di lui"

"Anch'io"

La vampira si scostò un ciuffo di capelli dal viso. Entrambi rimasero muti ad osservare quell'immane esercito di anime inquiete che cresceva a dismisura. All'interno della barriera si respirava una calma innaturale. Tuttavia l'aria era carica di elettricità, come prima di un temporale. Molto presto, la tempesta si sarebbe abbattuta su di loro con tutta la sua forza...

***

Quando Kain entrò nel suo palazzo, la presenza di Iku fu accolta da una serie di mormorii e esclamazioni di sorpresa. Tutti, nessuno escluso, avvertivano il potere di quella ragazzina priva di sensi. Il vampiro avanzò verso lo scalone, e gli altri si fecero da parte per farlo passare.

"Kain-sama", mormorò Kokoro, incredula. "Quella ragazzina è..."

"Sì, Iku è mia sorella minore. Ed è anche la fanciulla nata per diventare mia moglie"

A quella rivelazione, un silenzio attonito cadde fra i presenti.

"Cosa sono quelle facce stupite? E' naturale per i vampiri Sangue Puro sposarsi fra membri della stessa famiglia. Ed é quello che avverrà, se Iku...ancora lo vuole"

"Perciò", intervenne Xander, "I demoni che si stanno radunando all'esterno della città danno la caccia sia a te che a tua sorella, giusto?"

"Proprio così", rispose Kain, cupo.

"Allora andremo tutti alle porte della città. E ci prepareremo ad affrontarli"

"Non mi chiedete nemmeno il nome del nemico?"

"No, Kain", rispose una voce decisa e profonda. Quella di Wolf. "Tu sei il nostro leader. Ma non è il solo motivo per cui ti seguiamo. Io, Strawberry e tutti gli altri combatteremo fino alla morte"

"Fino alla morte", confermò la vampira dai capelli rosa. "Come abbiamo fatto con i tuoi genitori"

Nella sala si levarono mormorii d'assenso, e sul volto di Kain affiorò l'ombra di un sorriso.

"Wolf, Strawberry...Sono proprio stato viziato da voi due"

***

Assenza di luce. Assenza di suono. Fluttuare. Andare alla deriva. Movimenti leggeri nelle vicinanze. Indefiniti. Ma ancora.

"Iku?"

Caldo. Il corpo di Iku ribolliva, in preda ad una pulsazione nera e ossessionante.

‘Sete! Ho tanta...sete!'

"Segui la mia voce. Apri gli occhi!"

Sollevò le palpebre e vide il volto di Kain. Lui sorrise. La sua pelle era lucida. Le sue mani fredde le sfioravano il viso, dando sollievo alla sua fronte bollente.

"Cerca di respirare"

Una presenza dentro di lei prese forma, mentre le ritornavano le sensazioni. Si sentì distesa sul letto che sapeva appartenere al fratello. Percepiva qualcosa di strano nella bocca: la lingua trovò due canini superiori più lunghi della norma. I lineamenti di Kain le sembravano sfocati e il suo corpo luminoso. Le vene del collo affioravano opache appena sotto la pelle pallida. L'essere dentro di lei divenne estremamente definito, completo. Un crampo le trafisse lo stomaco, togliendole il fiato.

"Oniisama...", disse, ansimando. "Mi dispiace! Io voglio...Io voglio..."

Io voglio il sangue di quest'uomo!

"Va tutto bene", sussurrò lui. "So cosa vuoi fare..."

L'avvicinò a sé. Lei lo spinse all'indietro finchè non fu completamente disteso e si sollevò sopra di lui. Poi, come se l'avesse fatto già un migliaio di volte, con i denti aprì la vena sul suo collo. Soffocando un gemito, Kain l'abbracciò e sussurrò il suo nome.

"E' così, Iku... E' giusto... Non piangere..."

Ma lei non riusciva a trattenersi. Le lacrime le rigavano il viso mentre cavalcava un'onda di agonia ed estasi, portando la sua essenza nel proprio corpo.

"Ho atteso impazientemente questo momento", le disse lui. "Adesso però, ho spezzato l'incantesimo e ti ho fatta ritornare a questa forma mostruosa. Perdonami..."

La mente di Iku parve scattare, e lei iniziò a turbinare in un vortice silenzioso d'immagini proiettate all'interno delle sue palpebre chiuse. Sua madre che camminava con lei in una foresta buia piena di cumuli di neve sporca. Suo padre che l'incitava a proseguire, fin troppo consapevole che il pericolo li stava raggiungendo. Una figura sinistra. Un volto senza espressione. Una faccia senza viso...

Si risollevò urlando, ma Kain si mise a sedere e le cinse il busto con le braccia.

"Lo hai visto?"

"Sì. Ho ricordato tutto. La morte di papà. E anche l'incantesimo che la mammana posto su di me, sacrificando la sua stessa vita. Erano entrambi molto forti, e coraggiosi, eppure adesso non sono più qui!", esclamò, aggrappandosi alla camicia del fratello. "Perché?! Perché hanno dovuto sacrificarsi per me!? Da che cosa volevano proteggermi?!"

"No...", Kain le fece scivolare la mano intorno alla vita e la trasse a sé, per cullarla. "Così non va bene. Calmati..."

I vetri dalla finestra tintinnarono, per poi frantumarsi e ricadere sul pavimento in tanti pezzettini. Iku si voltò a guardarli, allibita.

"Sono...Sono stata io?"

"Iku... non chiederti il perché della tua esistenza. Non disprezzarti, e non biasimare mamma e papà. Si sono sacrificati per permetterti di vivere. Tutto questo tempo passato a proteggerti per loro, vedendoti crescere da lontano senza che sapessi nulla..."

"Oniisama..." , mormorò lei, voltandosi a guardarlo. "Dev'esserci qualcosa ti terribilmente sbagliato in me"

"Perché?"

"Perché...il mio lato vampiresco, pur restando sopito per tutto questo tempo, è sempre stato innamorato di mio fratello"

"E allora?". Kain le prese il viso fra le mani. "Noi siamo fidanzati dal giorno in cui sei nata", disse, baciandole la fronte, il naso, le labbra. "Oppure Iku, stai forse pensando di lasciarmi di nuovo da solo?"

Noi saremo come mamma e papà, nel futuro...

Iku ebbe un moto di ribellione. "Ma, questo genere di cose...le fanno solo le bestie!"

"E' vero", concordò Kain. "Noi non siamo umani"

Il vento soffiava nella stanza attraverso la finestra. Portava con sé i profumi della notte, netti e ben distinti. E fra essi ce n'era uno familiare: quello che spinse Iku a voltarsi nuovamente.

"Questo è...odore di sangue?!"

In un attimo terribile, si rese conto di averlo riconosciuto: era il profumo di Raven.

"Sì, Iku, è giusto". Il labbro inferiore di Kain le sfiorò un orecchio, quasi come un bacio ma non proprio. "Rilassati in questo profumo. Forse, così ti diverrà più chiaro il lato a cui appartieni"

Iku sentì la tensione abbandonare il suo corpo. Era ancora troppo confusa, e la mente faticava a ragionare con lucidità.

"Resta qui", le disse lui, alzandosi per andare verso la porta. "Io tornerò presto"

Quando se ne fu andato, Iku si abbandonò sul letto e tirò un lungo sospiro. La vicinanza di Kain la confortava, ma all'improvviso sentiva il bisogno di essere sola. Sola per riflettere. Sola per capire come mai all'improvviso il suo intero mondo si fosse capovolto.

***

Due guardie avevano trovato Raven sul tetto della casa di Kain. Immobile e con la pistola ancora stretta in pugno. Siccome non aveva risposto alle loro domande, erano passati alle minacce. Poi, dato che nemmeno quelle l'avevano smosso, l'avevano messo in catene e trascinato in una delle segrete. Per parecchio tempo se ne rimase lì, rannicchiato sopra una brandina, senza pensare a nulla. Solo quando Ren si presentò davanti alla cella alzò la testa. L'uomo rabbrividì. Il suo sguardo non era più umano. I tratti del volto erano diventati completamente ferali.

"Ragazzo, ti lascio la tua arma", gli disse, infilando la mano fra le sbarre per deporre Akabara lì sul pavimento. "Voglio che tu abbia almeno questa. Non ho avuto il coraggio di dire la verità. Né a te, né ad Iku. E così, alla fine, lo avete scoperto entrambi nel modo peggiore"

Nella sua voce c'era rammarico, e una nota di paura.

"Tu sapevi tutto?!", domandò Raven, furente.

"Già...Ho protetto il segreto di Iku per tutti questi anni. Non immaginavo che gli eventi sarebbero precipitati in questo modo. Per quello che vale, mi dispiace..."

Raven continuò a guardarlo, chiuso in un silenzio ostinato. Sentiva che se avesse mosso un solo muscolo tutto il furore che provava sarebbe esploso con la forza di un uragano. Sconfitto, Ren lo lascio. Mentre usciva dalla segreta per dirigersi verso i piani superiori un pensiero lo tormentava: non così che voleva andassero le cose. Si era ripromesso di proteggere Raven e Iku. E lo avrebbe fatto, maledizione!

***

Una goccia. Una goccia che cadeva a poca distanza da lui. Un suono ritmico, snervante, che gli penetrava le tempie come un cuneo. In quel luogo il buio era totale, ma Raven poteva vederla lo stesso, e quel suono lo faceva impazzire. D'un tratto sentì un rumore diverso, che si avvicinava. Passi. Sorrise. Li riconosceva. Non potevano che essere i suoi. Sapeva che prima o poi l'avrebbe rivisto, ma non si aspettava che venisse laggiù.

La porta della cella si spalancò e la figura inconfondibile di Kain si stagliò nella luce del corridoio. Era venuto solo. Nessuno dei suoi l'aveva accompagnato. Avanzò a passi lenti.

"Vattene!", sibilò. "Sei una visione rivoltante!"

Il vampiro rise, e quella risata riempì la segreta di rumori di sottofondo.

"Per un momento ho creduto che stessi per piangere. Mi sarei preoccupato se avessi perso questo tuo atteggiamento arrogante"

Ravrn lo guardò con astio. "Che diavolo vuoi ancora da me?"

"Il Senzavolto da la caccia a me per conto del Signore dell'Abissso", disse Kain. "Da quando i miei genitori hanno ucciso la sua sposa, i suoi demoni non hanno mai cessato di perseguitarmi. Quando tutto sarà finito prenderò con me Iku e lasceremo la citta. Sfortunatamente, finchè quel mostro non sarà distrutto definitivamente, né lui né il suo signore cesseranno mai di inseguirci. Perciò, domani notte tu lo distruggerai"

Raven odiava quella voce, la sua freddezza, e quel velo di compiacimento che celava in sé.

"Perché non lo fai da solo?"

"Non mi è possibile. Lui non è un vampiro normale. Non può essere distrutto da nessuno di noi, ma tu...Tu hai bevuto il sangue di Iku, che ti è stata vicino e ti ha accudito con amore e dedizione quando ne avevi più bisogno"

A udire quel nome, Raven si sentì sprofondare. "Taci! Non dirlo!"
Ma il vampiro continuò. "In seguito, ti ho dato il mio sangue, che aveva in sé anche quello di Yuko. In totale, nel tuo corpo circola il potere di ben tre Sangue Puro. La nostra magia si sta mescolando nel tuo corpo e sta già cominciando a muoversi. Non puoi non essertene accorto. Tu sei il Difensore. Ho progettato tutto per darti il potere di uccidere quel bastardo, proteggere Iku e liberarci così di lui una volta per tutte"

Raven emise un verso di scherno. "Ah! E cosa ti fa credere che ti aiuterò?"
"Perché tu non potrai mai tradire Iku", fu la risposta ovvia. "Non ci sono guardie all'ingresso. Puoi uscire, se lo desideri. Ma sarebbe meglio per te se attendessi qui il completarsi della trasformazione". La sua voce rimbombò nel buio della cella. "Addio, Raven..."

Un secondo dopo era sparito.

Raven represse un gemito rabbioso. Ciò che Kain aveva detto lo spaventava. Qualcosa di arcano vorticava dentro di lui. Un potere enorme aveva cominciato a svegliarsi, a scorrere appena sotto la superficie. Come poteva pensare chiaramente?

To be continued...



Commenti

pubblicato il 23/03/2009 17.26.58
sothis85, ha scritto: Ormai attendo con ansia0il tuo racconto che s4 anima di mirabili personaggi che si animano di vita.brava bacio Ruben
pubblicato il 23/03/2009 19.53.00
Mario Vecchione , ha scritto: sempre interessante ogni tuo capitolo, con la giusta alchimia tra brivido e tensione...

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