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lavoro pubblicato lunedì 2 marzo 2009
ultima lettura venerdì 18 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: decima notte

di fiordiloto. Letto 996 volte. Dallo scaffale Fantasia

Lei...è un volo che afferrerei e stringerei...ma sale su l'Inferno a stringere me! (...) C'è qualcuno che le scaglierà la prima pietra. Sia cancellato dalla faccia della terra! Volesse il diavolo la vita passerei, con le mie dita fra i capelli suoi.........

Decima notte:

L'orgoglio dei Sangue Puro

Al rientro in casa, Raven si sentiva esausto. Il suo corpo, che durante lo scontro se n'era rimasto buono e zitto, aveva cominciato a lamentarsi sulla strada del ritorno. Il dolore era pulsante nella ferita al ginocchio, dove s'era sparato, e da lì s'irradiava a tutta la gamba. Iku lo sostenne come poté, e infine si lasciò cadere sul divano, sfinita, al suo fianco.

"Sembra che non ci sia altro che possiamo fare", disse.

"Già..."

"La tua gamba?"

"Guarirò", si limitò a rispondere lui.

Sospirando di stanchezza, Iku si sfilò il giaccone. Era stremata e la testa le doleva. Voleva solo stendersi su una superficie orizzontale e lasciarsi andare ad un sonno ristoratore. Raven si voltò verso di lei, per scrutarla in volto. Era bianca come un lenzuolo.

"Ti senti un po' meglio?", le domandò.

"Un po'", rispose lei. "Però...Sono preoccupata"

"Riguardo a cosa?"

Iku sospirò e chiuse gli occhi. "Da quando ho memoria, mi sono sempre affidata a Kain-sama nelle situazioni difficili. Per quanto mi trovassi nei pasticci, bastava chiedergli aiuto e lui accorreva sempre, pronto a tirarmi fuori dai guai. Tuttavia... quella vampira è davvero potente. Mi chiedo se sia stato giusto caricarlo di questo ulteriore fardello". La sua espressione tradiva imbarazzo e vergogna, quasi che si rimproverasse di non essere capace a uscire da sola dalle brutte situazioni.

"Non preoccuparti troppo". Raven poso una mano sulla sua, offrendole conforto. "Hai detto che ti fidi ciecamente di lui, no? Vedrai che torneranno tutti sani e salvi"

"Lo spero", disse lei, sforzandosi di sorridere.

‘Il suo sorriso è così tiepido...', pensò Raven.

"Non mi fido di quella vampira", le disse. "Andrò a cercarla. Non intendo darle un attimo di respiro"

"Ma che dici? Tu sei ferito!"

"Non preoccuparti per me, io me la caverò"

"Ma certo che mi preoccupo!", sbottò Iku, alzandosi. "Non intendo lasciarti andare da solo!"

"Non voglio che tu venga"
"Ma è una follia!", protestò lei. "Ho promesso che ti avrei protetto, giusto? E' lo farò maledizione! So che sono una semplice umana, ma anche se sono un'alleata inaffidabile, io..."

Lui la zittì con due dita sulle labbra.

"Questa sera sei stata tutto il tempo al mio fianco, pronta a proteggermi", le disse. "Pensi davvero di essere così inaffidabile?"

Il suo sguardo era così intenso che Iku dovette distogliere il suo. A modo suo, Raven stava cercando di proteggerla.

"Va bene", acconsentì.

Lentamente, si sbottonò un polsino e gli porse il braccio. La pelle candida del polso luccicava a pochi centimetri dalle labbra del ragazzo.

Raven fece tanto d'occhi.

"Non rifiutare", disse lei. "Lo vedo dal tuo volto che stai morendo di sete. Inoltre, se proprio vuoi andare, in questo modo le tue ferite guariranno più velocemente"

Raven prese quella mano fra le sue, vi poggio sopra le labbra e chiuse gli occhi.

Poi, una fitta al cuore.

Come un artiglio in pieno petto.

La Bestia era sveglia...

Le zanne luccicarono un secondo nella penombra, prima di scendere a fondo nel polso di Iku. Lei emise un piccolo gemito. Gli occhi di Raven la inchiodavano. Nell'oscurità le iridi rosse brillavano come tizzoni ardenti.

‘Gli occhi dei vampiri dovrebbero fare paura', si disse. ‘Però, non riesco a distogliere lo sguardo'. Forse, Raven voleva comunicarle qualcosa. ‘Magari vuole farmi sapere che non si è arreso alla sua maledizione. Che è ancora qui con me, anche se non conosce fino in fondo la sua nuova natura'

Infine, Raven si staccò, allontanandola decisamente da sé con un gemito.

"Non metterti mai più in pericolo per me, siamo intesi?"

"Ma..."

L'avvolse con le braccia, per stringerla a sé. Iku non si oppose, sebbene le sue guance si fossero tinte di rosso. Sapeva che i vampiri cercano il contatto fisico molto più degli umani. E' una forma di rassicurazione. Era stata Strawberry a spiegarglielo.

"Sono felice che tu sia sana e salva", le sussurrò. "Però non capisco, Iku, perché tu ti dia tanta pena per me".

Poi, sciolse l'abbraccio e i due rimasero a guardarsi, storditi.

"Che cosa sono io per te?"

Silenzio.

Iku si sentì avvampare. Non aveva una risposta. Non ci aveva mai riflettuto seriamente.

"Ancora una cosa", disse lui, sfilando dalla tasca il coltellino a scatto. "Se succede qualunque cosa, voglio che tu usi questo"

"Ma è tuo, e poi nessun vampiro assetato di sangue verrà a cercarci qui"

"Preferisco che lo tenga tu"

Iku sgranò gli occhi, mentre lui le infilava il coltellino in mano.

"D'accordo", promise. "Lo accetto. Però, tu giurami che non farai nulla d'imprudente"

"Promesso", disse lui. "Adesso resta qui. Io tornerò presto"

Prese delle nuove munizioni dal doppiofondo dell'armadio e un caricatore di riserva, quindi si catapultò fuori casa. Quando si accorse di poter correre senza problemi si guardò la gamba, incredulo. Non faceva più male. Sebbene la ferita non fosse del tutto rimarginata, aveva cominciato a cicatrizzarsi. Stava meditando su quale direzione seguire, quando il vento gli portò qualcosa. Un'inezia. Come il presentimento di un odore. Raven chiuse gli occhi e trattenne quel profumo. Era familiare. Quasi...conosciuto. Spalancò gli occhi e scattò in quella direzione. Non aveva dubbi. Era l'odore di Yuko.

***

Kain riagganciò la cornetta. Si appoggiò alla finestra e restò incantato a guardare la Luna. Quel cerchio di luce candida esercitava sempre una sorta di fascino sinistro che lo irretiva. Così il consiglio si era dato da fare, finalmente. Lui non aspettava altro.

Era arrivato il momento di agire. Un'altra pedina del suo gioco si stava muovendo, pronta a cadere fra le sue spire.

"Kain-sama?"

La voce di Ice arrivò improvvisa e fredda dall'oscurità. La vampira si avvicinò e fece un inchino.

"Kain-sama, hanno iniziato a muoversi"

"Ho capito", disse lui, laconico. "Grazie, Ice"

In breve, mandò a chiamare Wolf e Strawberry. I due vampiri non si fecero attendere. Arrivarono nella sua stanza armati di tutto punto e pronti a partire.

"Si tratta di Yuko, vero?", domandò Wolf, cupo.

"Esatto"

"Come immaginavamo. Quali sono i tuoi ordini?"

Il vampiro si girò a guardarlo, un'espressione indecifrabile stampata sul volto.

"Sarà un avversario difficile", ammise.

"E allora?"

"Allora niente. Volevo solo avvertirvi"

"Abbiamo già combattuto contro un Sangue Puro", disse Strawberry. "Se intendi darle la caccia, siamo pronti a seguirti in qualsiasi momento"

Il quartetto uscì dal palazzo, ritrovandosi immerso nella notte. Wolf e Strawberry procedevano mano nella mano. Ice poco lontano con il solito passo sicuro. Kain, alla testa del gruppo, era assorto nei suoi pensieri.

Era quasi l'alba. Yuko si stava dirigendo verso il palazzo del Consiglio. La strada dietro di lei era cosparsa da macchie del suo sangue. Non erano ferite mortali, ma la rallentavano. Si strinse in sé stessa e represse un moto di collera. Non riusciva a capacitarsi del fatto che un vampiro di infimo livello e una ragazzina umana l'avessero potuta ferire a quel modo. Ma forse, in quella giovane c'era di più di quanto trasparisse all'apparenza. Avrebbe voluto indagare, ma non adesso. L'unica cosa da fare era rintanarsi nelle stanze del Consiglio a leccarsi le ferite.

Era quasi giunta a destinazione, scivolando fra le vie silenziose della città immota, quando un oscuro presentimento la spinse a fermarsi, i sensi in allerta.

Wolf e Strawberry apparvero da un vicolo scuro, proprio di fronte a lei.

"Sembrano ferite piuttosto gravi, Yuko", osservò il vampiro.

"Tu devi essere il segugio di Kain-sama", ghignò lei, per poi rivolgersi alla sua compagna. "E tu la sua balia. Il vostro leader è così spaventato da mandare i suoi cagnolini in avanscoperta?"

"Non scherzare, donna", l'ammonì Wolf. "Sottovalutare Kain equivale a chiedere di morire"

La vampira rispose con un verso sprezzante. "Sentiamo, dove sta il grand'uomo? Voi non siete nemmeno degni di essere miei avversari. Non ce nulla che possiate fare contro un Sangue Puro"

"Questo non vale se l'avversario e già ferito, vero bellezza?", domandò Strawberry, avanzando verso di lei con un sorriso minaccioso. "L'odore del tuo sangue è così forte che se ne sente il sapore nell'aria"

La vampira trattenne un moto di stizza.

Wolf e Strawberry avanzarono verso di lei. Yuko indietreggiò, mantenendo il suo sorriso gelido. Si voltò di scatto, pronta ad involarsi e sparire nell'oscurità, ma si trovò di fronte Ice. La vampira sorrideva, bella e fredda come un blocco di ghiaccio alla luce della Luna. Le due donne si guardarono per un istante, poi si scagliarono l'una contro l'altra con ferocia animalesca. La tecnica di Ice era perfetta: attaccava con due pugnali a tre lame, sferrando fendenti precisi e veloci. L'altra schivava, muovendosi come un derviscio, ma tentava di tenersi in chiusura, per proteggere meglio il corpo ferito. Evitava gli affondi senza contrattaccare.

"Che ti prende?", domandò Ice, spavalda. "Non hai appena detto che non siamo avversari degni di un Sangue Puro? Ti stai forse prendendo gioco di noi?"

Yuko non si scompose. "Niente affatto"

"Allora battiti come si deve!"

Raven era quasi arrivato a destinazione. Il profumo ora era più intenso. Permeava l'aria senza lasciare ombra di dubbio. Seguì l'istinto e trovò la direzione. Poi furono rumori di scontro a guidarlo. Svoltò un angolo e la trovò. In una piazza deserta, Yuko stava combattendo contro una vampira dai capelli biondi, che le teneva testa con bravura magistrale. A spalleggiarla c'erano due vampiri che già conosceva. Il pelato grosso come una montagna e la donna dai capelli rosa.

Si avvicinò cautamente, sicuro di non essere notato.

Lo scontro infuriava e le due donne non si davano tregua. Volteggiavano silenziose e letali, come angeli notturni. Era uno spettacolo impagabile. Bellissimo e terribile.

A bocca aperta, Raven osservò la vampira bionda tentare un affondo col pugnale. Il colpo andò a segno e Ice gridò di gioia. La sua soddisfazione ebbe però vita breve. Yuko si era stancata. Voleva schiacciare quegli scarafaggi a qualunque costo. Mormorò una formula e una sfera di luce rossa la circondò, attraversata da lingue di fuoco. Ciò che accadde dopo fu una sequenza al rallentatore.

Wolf si lanciò verso Ice.

L'afferrò per la vita e la trascinò verso terra.

Si chinò su di lei a mo' di scudo, mentre la sfera esplodeva in milioni di frammenti infuocati.

Nonostante l'onda d'urto fosse stata impressionante, l'esplosione era avvenuta in sordina. Il silenzio rimbombava nell'aria, quando Wolf si rialzò per accertarsi delle condizioni di Ice.

"Sto bene", disse lei.

La ferita più grave era quella all'orgoglio.

"Dov'è Yuko?"

"Ci è scappata da sotto il naso", sibilò il vampiro, mostrando le zanne.

"Dobbiamo inseguirla!", esclamò allora Raven.

I tre vampiri si voltarono verso di lui, notando solo allora la sua presenza.

"Ha ragione", ammise Strawberry. "Non possiamo lasciarla scappare per nessun motivo"

E seguendo la pista lasciata dall'odore, si lanciarono tutti all'inseguimento.

Yuko sospirò, e si appoggiò all'albero di un parco per prendere fiato. Era già indebolita per le ferite e il sangue perso, e l'ultimo affondo di Ice le aveva prosciugato le ultime forze. Si avviò fra i viali alberati, fiduciosa che l'odore dell'erba e delle foglie avrebbe fatto perdere le sue tracce. Stava quasi per guadagnare l'uscita del parco, quando intravide una figura snella, appoggiata ad un albero con le braccia conserte.

"Sembri parecchio malridotta, Yuko"

"Kain...", disse lei, mantenendo la sua compostezza. "E' passato molto tempo"

"Moltissimo", concordò lui. "E da quanto sei entrata al servizio del Consiglio che non ci vediamo"

"Avresti potuto rimanerci anche tu. Sarebbe stato tutto molto più facile"

"Non volevo essere viziato", fu la risposta laconica.

"Perciò hai organizzato tutto questo per liberarti del Consiglio?"

"Beccato", ammise il vampiro, trattenendo una risata. "E' singolare che tu l'abbia capito. Ma del resto, sei un Sangue Puro come me. Lascia che ti chieda: perché sei tornata in questa città?"

"Potrei farti la stessa domanda"

"E' un buon posto per ottenere ciò che voglio, e per mantenere una vecchia promessa"

"Capisco..."

La vampira sospirò e, voltatasi, rimase di stucco. Kain era sparito.

Un istante dopo, riapparve alle sue spalle, l'afferrò con una mano affusolata e l'attirò a sé.

"Iku mi ha telefonato per avvertirmi, ma sapevo già da tempo come sarebbe andata a finire. Ho solo atteso impaziente che il Consiglio facesse la sua mossa"

"Che sporco trucco", mormorò lei. "Hai aspettato che venissi ferita da un'arma antivampiro per potermi uccidere più facilmente"

"Esatto. Affrontare un Sangue Puro illeso sarebbe una pazzia. Un duello alla pari fra noi due finirebbe in un massacro"

"Anche io ho pensato di ucciderti", confessò Yuko. "Sfruttando il tuo interesse per quel ragazzino. Ma poi è comparsa quell'umana. Ho letto nei suoi pensieri. E così...sei il suo oniisama"

"Iku é come noi, sì. Ma sarei stato più felice se fossi davvero suo fratello maggiore"

"Cosa intendi dire?"

"E' una storia complicata..."

Yuko spalancò la bocca, ma non emise nessun suono.

Rapida e precisa, la mano di Kain le aveva trapassato il petto.

"Riesci a sentirlo, Yuko? Sto stringendo il tuo cuore. Sai cos'accadrebbe, se ora te lo strappassi dal petto?"

La vampira annuì. "Nessun vampiro può vivere se il cuore gli viene strappato", disse, la voce ridotta ad un filo. "Bevendo il sangue di un nostro simile, si acquisisce il suo potere. Solo la morte attende il perdente di questo gioco"

Kain si spinse più vicino e le sussurrò all'orecchio: "Yuko, la tua vita... io l'avrò!"

Le scostò i capelli dal collo, per affondare le zanne con la velocità di un incubo.

"Strano...", mormorò lei, chinando la testa. "Strano che questo possa accadere fra noi. La prima volta che ci siamo visti, eri ancora un bambino. Non sembravi neanche lontanamente destinato a diventare il leader del Consiglio"

Kain sollevò lentamente il capo. "Certe cose non sono affatto cambiate da allora"

Con un gesto fulmineo, ritrasse la mano. Il cuore pulsante di Yuko stretto fra le dita.

Lei si accasciò lentamente. Kain la sostenne, per accompagnarla fino a terra.

"Non lascerò che la tua vita vada sprecata", le disse. "Colui che bramavi di far rivivere, io lo distruggerò sicuramente. Userò tutto il mio potere, per proteggere Iku"

"Come immaginavo", mormorò lei. "Lo fai per amore di quella fanciulla. Chi lotta come te, chi ama come te, non si ferma di fronte a nulla"

Dopo quelle parole, sprofondò verso il mondo dei morti.

Raven arrivò per primo sul luogo, seguito a ruota da Wolf e dalle due vampire. Quando si resero conto di ciò che era successo, per un momento rimasero a fissarsi gli uni con gli altri, increduli. Il parco era deserto. Il corpo senza vita di Yuko era adagiato ai piedi di un enorme albero.

"Che diavolo è successo qui?", domandò Wolf, sgomento.

Strawberrry gli si affianco. "E' opera di Kain. Ha ucciso lui la vampira"

"Sarà meglio occuparsi del corpo", disse Ice, in tono molto pratico. "Se i vampiri del Consiglio scoprono che è stato lui si solleverà un vespaio"

Raven fissava ad occhi spalancati il cadavere della vampira. Una vasta macchia di sangue si estendeva sull'erba sotto di lei, insudiciandole il viso. Una ciocca di capelli ricadeva morbida su una guancia. Nonostante la morte, il ragazzo dovette ammettere che conservava ancora la sua bellezza. Il suo volto inespressivo era come quello di una bambola di ceramica. Bello nella morte, lancinante come il dolore.

Si accorse di avere i pugni serrati. Una sgradevole sensazione si era impadronita di lui e sudava freddo. Wolf gli rivolse uno sguardo interrogativo.

"Ragazzo, che ti prende?"

Raven cadde in ginocchio. Stava impazzendo. La Bestia si era risvegliata alla vista del sangue della vampira, più violenta che mai. Ciò che aveva cercato di evitare stava per giungere. La follia. Il dolore. Ma non la morte. La peggior sorte possibile.

"Portiamolo via"

Ice e strawberry si preoccuparono del corpo, mentre Wolf sollevava il ragazzo di peso. Raven si accasciò ancor di più. ‘Muoio, finalmente muoio!', si disse, mentre gli artigli della Bestia lo laceravano. Ma quelli che vedeva non erano gli occhi della Bestia, erano diversi. Grandi laghi color miele, dominavano il volto di Iku come la Luna domina il cielo notturno. ‘Iku non guardarmi! Non guardarmi, ti prego!', implorava, mentre lo portavano via urlante.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 02/03/2009 15.16.57
sothis85, ha scritto: La tua fervida fantasia continua a coinvoilgermi. Brava!
pubblicato il 02/03/2009 19.00.54
biancaneve, ha scritto: Sono passata solo un attimo, e purtroppo non ho abbastanza tempo per leggere tutto quanto...ma volevo dirti che mi ha colpito tantissimo l'introduzione, adoro quella canzone, ancor più la versione francese. Scusami se ho usato questo spazio per dirtelo, ma ho tentato di mandarti un messggio privato, senza successo. Non che tu non abbia ririsposto, ma non è proprio partito, sarà stato un problema momentaneo del sito.

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