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lavoro pubblicato martedì 17 febbraio 2009
ultima lettura martedì 13 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

vampire heart: ottava notte

di fiordiloto. Letto 855 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il Consiglio tende le sue reti, ma Kain è più che deciso ad affrontarlo. Cosa accadrà? Per i curiosi: leggere per scoprire!....

Ottava notte:

D'inganni e di bugie

Strawberry bussò alla porta della sala del trono. Nessuna risposta. Bussò di nuovo, un po' più forte. Ancora nessuna risposta.

"Kain?"

Niente. Silenzio.

La vampira sospirò, lasciando ricadere il braccio lungo il fianco.

"Cerca di riposare bene. Buonanotte..."

"Non preoccuparti, amore mio". Il suo compagno le strinse le spalle con le mani. "Ha solo molte cose a cui pensare"

"Mi preoccupa. Sono tre giorni che se ne sta chiuso lì dentro. Mi chiedo se stia bene"

"Non essere così turbata", la rassicurò. "Kain è il figlio dei nostri migliori amici. So quanto gli vuoi bene, però la cosa migliore che possiamo fare è essere pronti ad aiutarlo in caso di necessità"

"Per me, Kain è come un figlio. Se ha qualcosa che lo turba perché non ce ne parla?"

"Ti capisco. Ma dagli fiducia. Probabilmente è qualcosa di cui non vuole, o non può parlare con noi. Non possiamo intrometterci"

"Probabilmente hai ragione", ammise la vampira, posando una mano sulle sue. "Forse mi sto solo preoccupando troppo"

"E' quasi giorno. Andiamo a riposare"

"D'accordo"

I due vampiri si allontanarono, circonfusi dalla luce velata del mattino.

La notte seguente, Wolf si era riunito insieme alla sua compagna e alcuni vampiri nel salone della casa. Le tende di velluto non lasciavano penetrare il lucore perlato della luna, ma il chiarore dei candelabri offriva una luce più calda e accogliente.

"Così, è di nuovo il Consiglio...", disse Wolf, sprofondando in uno dei divanetti. "Non hanno perso tempo e hanno dato la caccia a quel ragazzino"

"Già", fece Xander, il vampiro dagli occhi smeraldo. "Ma sembra che il nostro leader adesso voglia incontrarli. Mi chiedo se sia una buona cosa"

"Rilassati", intervenne Strawberry. "I membri del Consiglio sono potenti, ma non sono i nostri sovrani"

"In ogni caso, sono preoccupato", disse Wolf. "Quelli tenterebbero qualunque cosa per tenere Kain sotto controllo, forse addirittura una trappola"

"Forse non è il caso di agitarsi tanto", lo confortò la vampira. "Se Kain vuole andare, noi lo accompagneremo. Inoltre, mi chiedo chi faccia più paura. Se lui o il nobile Kaleb"

"Non è ovvio?", domandò Xander, con un sorriso eloquente stampato sul volto.

"Immagino non abbia altra scelta", concluse Strawberry. "Nemmeno io voglio che la pace di questa città venga turbata. Anche per il bene di Kain"

"Oh...Kain!", esclamò Wolf all'improvviso.

Il vampiro stava scendendo le scale. Si era cambiato, e l'aura intorno a lui risplendeva con rinnovato vigore.

"Non devi andare per forza di persona al palazzo del Consiglio! Possiamo occuparcene io e Strawberry, se ci invii come ambasciatori"

"E' da tempo che desidero parlare nuovamente con Kaleb", disse il vampiro, scendendo l'ultimo gradino. "Ho qualcosa di molto importante di cui devo discutere con lui. E' forse vietato?"

"Non è che sia vietato, però..."

Senza aggiungere altro, il vampiro si diresse all'attaccapanni e afferrò l'impermeabile. "Il tramonto è passato ormai. Se volete venire con me, vi consiglio di prepararvi in fretta"

"Ma certo che veniamo", disse Wolf, vestendosi. "Non pensare nemmeno per un secondo di andare lì da solo!"

Una macchina li aspettava fuori dal cancello. I quattro vampiri salirono in silenzio e poi l'autista, la servetta Kokoro, avviò il motore. L'auto scivolò fra le vie silenziose della città, che si stava preparando a dormire. Svoltò in un corso principale e i lampioni si accesero all'unisono, brillando come lucciole nel crepuscolo.

Quando finalmente giunsero al palazzo del Consiglio, i vampiri li accolsero con inchini solenni e borbottii curiosi.

"Così lui è Kain-sama!"

"Sì, ed è davvero bello come dicono!"

"Pare che ancora non abbia una compagna"

"Già, sembra che questo genere di cose non gli interessino"

"Del resto, è impegnato nella difesa della città. Un'impresa che gli fa onore. Degna persino dei Vampiri Antichi"

Il piccolo gruppo si fermò in mezzo alla sala. Il mormorio cessò quando Kaleb comparve in cima ad uno scalone percorso da un tappeto di velluto. Avvolto in un completo nero gessato e nel solito, pesante mantello.

"Il Consiglio ti da il benvenuto, Kain-sama"

"Felice di vedere che stai bene, Kaleb"

"Vogliamo andare nel mio ufficio?", propose il vampiro.

Ma, ai piedi della gradinata, Kain rimase immobile.

"Qualcosa non va?"

"Non è mia abitudine partecipare a simili eventi. In realtà, sono qui perché ho una richiesta. Ho saputo che l'altra notte i vostri vampiri hanno dato la caccia ad un ragazzo di nome Raven"

"Esatto. Ci siamo incaricati di catturarlo, in modo che non fosse una minaccia alla pace che regna in questa città"

"Già, per la pace...", mormorò Kain sottovoce. "In ogni caso, ci siamo già occupati di lui. In questo momento è sotto la nostra protezione. Vi prego quindi di non intromettervi oltre in questa faccenda"

A quelle parole, si levò un mormorio generale di stupore.

"Se questi sono i tuoi ordini, noi li rispetteremo, Kain-sama. Permettimi solo di chiederti questo: come mai sei tanto interessato a proteggere quel ragazzino?"

"Questi non sono affari che ti riguardino", replicò il vampiro, in tono decisivo. "Il Consiglio si limiti a restarne fuori"

A quel punto, Kaleb ridiscese lentamente fino a ritrovarsi di fronte a Kain, sovrastandolo con tutta la sua altezza.

"Dopotutto, i vampiri di Sangue Puro sono diversi da noi", disse in tono cupo. "Il tuo potere, Kain-sama, discende direttamente dai vampiri primigeni, coloro che abitavano la terra prima ancora della venuta dell'uomo. E' un peccato che tu non voglia sposare la causa del Consiglio, e utilizzare tali poteri per alti fini"

Il suo potere si sollevò, impetuoso e travolgente come un'onda. Immediatamente Kain contrattaccò, rispondendo con una scarica liscia e fredda. Come un leone, il potere cavalcò l'onda e la domò. Una battaglia silenziosa, durata il tempo di respiro, che però aveva fatto cadere un silenzio glaciale in tutta la sala. Un silenzio spezzato da una voce di donna.

"Master Kain!"

Kokoro si era lanciata fra loro due, posando una mano sul braccio destro di Kain.

"Chiedo scusa Master Kain. Però..."

"Basta così!", sibilò Xander, imitandola dal lato sinistro. "I tuoi giochetti stanno andando troppo oltre, vampiro anziano. Io non ti temo e sappi che..."

Un dolore acuto e improvviso lo fece curvare in avanti, con le mani sul volto. Le unghie di Kain lo avevano colpito in pieno viso, graffiandolo dolorosamente.

"Kain-sama...Perché?"

"Chiedo scusa, Kaleb", si giustificò il vampiro, ignorando completamente Xander. "A volte sembra che manchi la disciplina"

"Non c'è da preoccuparsi", replicò Kaleb. "Gli umani di questa città possono dormire sonni tranquilli perché tu, Kain-sama, ti preoccupi di proteggerli"

"Questa città è il mio giardino. Non desidero che sia turbata da altre azioni avventate del vostro braccio armato"

"Come desideri, mio signore"

"Ottimo, e adesso ritiriamoci", concluse Kain, rivolto ai suoi vampiri. "E' sempre un piacere incontrarti, Nobile Kaleb"

"Lo stesso vale per me, Kain-sama", replicò quello, fasullo come perle false. "Lo stesso vale per me". E con quelle parole li congedò, voltando loro le spalle con una muta sferzata del suo mantello.

***

All'esterno, la luce livida dell'alba annunciava un nuovo giorno, ma le tende di velluto avvolgevano la stanza in un tenue chiarore crepuscolare.

Kain giaceva abbandonato su un divanetto bianco, la pelle candida quasi come la stoffa. Una mano reggeva una fotografia, mentre l'altra ricadeva mollemente fino a terra. Sospirò, poi i suoi occhi si spostarono quasi impercettibilmente verso la porta.

"Hai intenzione di restare lì dietro fino al tramonto, Kokoro?"

La servetta spalancò piano la porta e scivolò dentro, richiudendola dietro di sé.

"Io...non sono stata ancora rimproverata"

"Vuoi essere schiaffeggiata anche tu?", le domandò una voce neutra, con una sfumatura di divertimento. "Che ragazza strana!"

"Master Kain, tu sei una persona gentile. Hai colpito Xander per salvarlo dalle ire del Nobile Kaleb, non è così?"

"Possiamo dire che ha avuto quell'effetto"

Molti foglietti di carta erano sparsi sul pavimento. Kokoro si fece avanti e casualmente ne pestò uno. Si chinò a raccoglierlo e si avvicinò per porgerlo al suo Master.

"Grazie"

"Sembri molto abbattuto ultimamente. Come se non avessi più energie", disse. E poi, chinandosi lentamente sopra il viso di lui: "Kain-sama, se un po' del mio sangue può farti sentire meglio, io..."

Accostò un'unghia curata alla giugulare, per incidersi il collo, ma lui la fermò sfiorandole il viso con gesto gentile.

"Oggi hai fatto abbastanza, Kokoro. In più, non devi preoccuparti per me. Sto bene, davvero. E sono pieno di energie"

"Capisco..."

Lentamente, la servetta si raddrizzò con un sospiro, per poi avviarsi verso la porta con passo afflitto. Tornata nelle sue stanze si abbandonò su una sedia, le mani chiuse a pugno appoggiate sul grembiule, e versò qualche lacrima da amante delusa.

"Che succede?", le domandò un suo collega, anche lui servo umano e amico di vecchia data.

"Che succede, mi chiedi? Ma anche tu già lo sai! Kain-sama non ha voluto il mio sangue. Eppure, lo desiderava la prima volta che è venuto qui. Ho tanto sperato che...Ma era solo un mio folle desiderio. Che stupida che sono!"

"I vampiri non bevono sangue solo per placare la sete", mormorò l'uomo. "Il vero motivo per cui lo fanno è per tentare di colmare il vuoto dei loro pensieri. Probabilmente, per quella persona, il tuo sangue non è abbastanza"

"Capisco", disse la donna, tentando di ricomporsi. "Che lui si accorgesse di me era solo una mia speranza. Però, anche se lui mi piace così tanto, sia nel presente che nel passato, non riesco mai a capire cosa Kain-sama pensi realmente"

***

Nella segreta non c'era alcun odore, eccetto quello sopito della pietra morta.

Una luce tenue e azzurrina illuminava l'unico elemento presente nella stanza: un letto, su cui erano appoggiati i resti di un cadavere. Il corpo era informe, totalmente squassato, ma Kaleb riusciva a riconoscere in quel marasma le sembianze del Senzavolto, il signore che tanto aveva amato. Aveva inviato i suoi servi a catturare quel ragazzino, Raven, ma era riuscito a scappare. Quando gliel'avevano detto, la penna che teneva in mano si era spezzata.

"I miei uomini hanno fallito, mio signore", si scusò. "Il nostro bersaglio è riuscito a scappare insieme a quella ragazzina. In più, Kain si è intromesso, venendo qui di persona. Non credevo potesse arrivare a tanto". Come mai si era spinto così in là per difendere quel ragazzo? Che cosa nascondeva? E che cosa sapeva?

"Mio Signore", sussurrò. "Ora che la tua rinascita è così vicina, non permetterò a quel ragazzino arrogante figlio di traditori di rovinare tutto. Non permetterò a nessuno di riportarti nell'oblio. Deve morire, tu risorgerai, e sarai ripagato della tua lunga attesa"

Kaleb mise le mani sul guanciale e vi appoggiò la fronte. La visione del Senzavolto gli infondeva nuova forza e fiducia. Poi, fu distratto da un apparizione alle sue spalle. Sollevò lentamente il capo per ritrovarsi davanti ad una donna davvero molto bella. Alta e femminile, capelli scuri a incorniciare un volto a cui un lieve pallore conferiva una nota di solennità. Gli occhi scuri e profondi, le labbra piene e scarlatte.

"Ah, Yuko. Sei tu!"

La donna lo guardò con un sorriso ingannevole. "E' questo il tono con cui ci si rivolge a una nipote dopo tanto tempo, zio?"

"Che cosa sei venuta a fare?"

"Ti porto un dono dal nostro comune amico", replicò la donna, in tono enigmatico.

Kaleb si fece interessato. Si rialzò e la raggiunse, notando che la donna teneva una boccetta stretta in mano.

"Di che cosa si tratta?"

"Sangue di demone", rispose lei, porgendogliela. "Renderà più veloce il risveglio del nostro signore"

Un sorriso di tetra gioia si accese sul volto del vampiro. "Sei stata provvidenziale, nipote mia. E visto che sei qui...avrei una missione per te"

"Non chiedo di meglio, zio! Sono tutta orecchie"

"Ultimamente sembra che Kain-sama, il nostro leader, non faccia altro che ostacolare le operazioni del Consiglio. Qualche notte fa, un ragazzo di nome Raven si è risvegliato come vampiro. Abbiamo cercato di catturarlo, ma c'è scappato e Kain ci ha messo i bastoni fra le ruote intervenendo in sua difesa"

"Kain-sama...", mormorò la vampira, umettandosi le labbra. "Un Sangue Puro come me! Il suo sangue... dev'essere squisito!"

"Non devi pensare a questo!", la redarguì lo zio. "E' necessario che tu scopra quali sono le intenzioni del nostro leader. Lucifero stesso lo vuole. Usa pure tutti i tuoi trucchi. Hai carta bianca, ma ritorna quando avrai trovato il modo di liberarci di Kain-sama!"

"Lo farò, zio", annunciò la vampira. "Troverò quel ragazzino, attirerò Kain-sama in trappola e quando sarà mio...potrò finalmente assaggiare del sangue degno di questo nome"

To be continued...



Commenti

pubblicato il 18/02/2009 21.16.53
Mario Vecchione , ha scritto: ritornano le atmosfere alla Bram Stoker, d'una saga vampieresca sempre intrigante e gotica...buona come sempre la struttura...continua...

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