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lavoro pubblicato domenica 8 febbraio 2009
ultima lettura martedì 2 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Operazione alberi di Natale

di francy. Letto 1543 volte. Dallo scaffale Fiabe

  OPERAZIONE... ALBERI DI NATALE.     "Il fatto è questo, stateci a sentire...! Ecco ci risiamo tra breve il Natale, - solita storia - l'aria che si respira nei boschi non è una delle migliori a sentire in giro, gli ab...

OPERAZIONE... ALBERI DI NATALE.

"Il fatto è questo, stateci a sentire...!

Ecco ci risiamo tra breve il Natale, - solita storia - l'aria che si respira nei boschi non è una delle migliori a sentire in giro, gli abeti sono in piena agitazione, bisbigliano, si abbracciano con forza e vigore, il borbottio delle cortecce fa da eco, perchè, ahimè, sanno che tra non molto arriveranno i loro nemici ribelli che li decapiteranno senza un po' di cuore e loro per sempre dovranno lasciare la loro casa, il loro bosco!

  • - Non si può credere, ogni anno è sempre la stessa minestra riscaldata! -
  • - Perché non ci ribelliamo a queste ridicolerie, sono stufo di prestarmi a questi giochetti... -.
  • - Oramai siamo spacciati, loro ci porteranno via e a nulla varranno i nostri cigolii (come li chiamano loro umani ) ! -
  • - A pensare che mi addobberanno, mi sento già la Madonna dell'Arco! -
  • - Su, su, non c'è tempo da perdere, dobbiamo farci venire in mente qualcosa, per il momento pacienz' dicett' zi Vicienz' (pazienza disse zia Vincenza) ...Sto'natale s'adda fa'(questo Natale si deve fare), non ci sono né santi, né madonne - recita un vecchio detto. -
  • - E allora , che la Madonna ci accompagni! -
  • - Aggiungiamo i santi protettori, i piccoli e astuti folletti del bosco, i vecchi e barbuti gnomi e chi più ne ha, più ne metta. -

L'operazione dura poco, si odono tonfi di pigne, la voce delle acque vicine sembra correrci dietro, in quattro e quattro otto, ometti forzuti e dai possenti muscoli ci caricano su lunghi furgoni, ce ne stiamo ammassati e tristi (che quadro della disperazione), in giro solo un gran trambusto ......... per noi il viaggio è interminabile!

"Siamo perduti, io mi sento già mancare il terreno sotto i piedi!"

Giungiamo in un gran mercato situato nell'omonima piazza, arrivati ci tirano giù come mazzi di ravanelli, la folla ci travolge, sono tutti così di corsa - sembrano cavalli imbizzarriti -, spintoni a tutta forza, vociare fluttuante un po' dappertutto, carrozzini guidati a mo' di slalom, grida e urla da strapazzo fanno da scena; noi, tra un sospiro e l'altro ci guarda all'ombra della nostra chioma, al riparo da sguardi curiosi per fiutare qualcosa, ma ci sentiamo solo inzallanuti (confusi) e stonati come dei pesci fuor d'acqua!

Veniamo sistemati tra una bancarella e l'altra e per l'aria impacciata, sembriamo tanti manichini.


- Ehi tu con chi sei finito ? -

- Ah finalmente non mi sarai più appiccicata addosso, proprio non ti reggevo. -

  • - Era ora che non dividessimo lo stessa vita terrena, con te non ho niente a che vedere -.

- Guardate quei due...non so come li vedo, deve essere per loro il primo albero di Natale. -Euforici e strampalati ...lei è presissima, lui non riesce a frenarla...lo tira ora per la mano, ora per il braccio di qua e di là alla maniera di un pupazzo!

- Guarda questo mi sembra al caso nostro - dice Pirchipetola andando all'assalto. -

- Mm si va bene - risponde l'accomodante Gigiotto. -

- No aspetta andiamo a vedere quello laggiù - e poi quello e quell altro ancora (una corsa ad ostacoli sarebbe stata meglio) -

- Quando usciremo da questo viavai, non ce la faccio più, abbi pietà di me, ma chi l'ha inventato sto' Natale ? -

- Maro' sta arrivando e che passo frettoloso, sono guai seri! Chi prenderà di noi, non resisto più, è un vero supplizio. -

La paura sembrava mescolarsi all'idea vivace di doversi apparecchiare (travestire) a festa!

Pirchipetola interrompe il suo giro vorticoso e stravagante con Gigiotto stremato dalla forza; si arresta davanti ad Abetina Antonietta: era come se lei la ammaliasse protendendole i suoi rami. Sfoggiava una chioma maestosa e conica come il cappello delle fate, di forma irregolare, rigogliosa di foglie aghiformi sempreverdi, una presenza eccentrica, un fascino unico...

" Si sarà lei il nostro abete" - e già ci fantasticava sopra - ...un'ultima carezza condita da uno sguardo vigile prima di farla impacchettare.

- Negli anni ne ho venduti tanti, ma non ho mai visto tanta passione ed euforia per un albero di Natale. I piccoli ne vanno matti, ma signurì voi tenete un'età. Si vede ad occhio nudo che siete fatte della stessa pasta (carattere), si troverà bene da voi, pardon da lei, questo è poco, ma sicuro - disse il venditore ambulante sbalordito ma compiaciuto del guadagno senza trattative, una volta tanto.

Nel frattempo in giro anche gli altri abeti furono venduti, chissà in quali mani sarebbero capitati...cavoli amari!

Abetina Antonietta era già in viaggio con i suoi due nuovi amici, sotto sotto, però si nascondeva un mistero.


Intanto arriva l'8 dicembre e come da manuale, in tutte le case si compie il rituale della preparazione del fantomatico e tanto atteso - non solo dai più piccini - albero di Natale innescando una sorta di gara a quale sarà il più bello!

Abetina Antonietta mette radici in casa Paraloscandalo, trova sistemazione in un ampio salone, la luce del sole filtra dai vetri regalando una luce intensa. Si accorge di non essere da sola, le fanno compagnia altre piante, ridicole a parer suo, che inizialmente accolgono l'intrusa con diffidenza e non perdono tempo a schernirla.

- Ue' ue'che sarà mai questo Natale? Come ti frusci, lo struscio (sfilata) vallo a fare pure a Parigi. -

- Ehi se proprio lo volete sapere, io qui non vorrei esserci, sono abituata a grandi spazi puri e ossigenati mica come voi poverine, la neve nemmeno dal binocolo la vedete, costrette poi in questi vasi, non ci trovo niente di che. -

- Cosa vorrebbe dire, che non valiamo un'acca?. -

- Semplicemente, rachitiche!. -

L'appiccico (litigio) fu subito messo a tacere e finì sul nascere, grazie al tempestivo intervento di Pirchi.

- Sei bellissima - le disse, suscitando la vegetalinvidia delle presenti. Io ti stupirò, stuzzicherò la tua vanità, ma forse tu nemmeno sai di che sto parlando, a breve lo scoprirai e scommetto che la cosa ti piacerà! Vedrai, sarà uno spasso! -

- "Mm prevedo brutte intenzioni cosa mi combinerà, aiutooo". -

Un particolare degno di nota...al posto dello zerbino, un avviso pittoresco:" Speciale addobbi: si prega di non disturbare" - annunciava che da lì a poco ci sarebbero stati lavori in corso.

Pirchipetola si intrufola nel ripostiglio di casa, s'arrabatta a malapena con la scala pericolante, cimelio di famiglia, tira giù di tutto alla ricerca vivace di quello che le servirà. Tra scatole, pacchi e "conserve natalizie", nastri, pigne per addobbarla a'mestiere (ad arte). Le ginocchia scricchiolano tra una salita e una discesa, le braccia cominciano a cedere per la stanchezza e proprio quando gli starnuti prendono il sopravvento per l'allergia alla polvere, il passamano di decori comincia freneticamente.

  • - Acchiappa questo, e sotto il braccio metti questa altro. Perché non provi a mettere anche questa scatola tra le gambe. -

- Percorro un metro a nord e tre ad est per andare in bagno - disse Gigiotto. -

  • - Non cercare la "pezza a colori" per non aiutarmi - replicò Pirchipetola. -

- Giusto per la cronaca, mica faccio l'equilibrista -.

- Ma ohibò la vanità è femmina...siamo due contro uno -.

Abetina Antonietta con una santa pazienza e un'indifferenza tale, le tende i rami anche quelli più impervi e nascosti per l'arduo compito della vestizione, tutto sommato cominciava a sentirsi trattata come una regina.

Gli addobbi? Tutti kitch comprati in giro per il mondo; alcuni pare provengano da molto molto lontano.

  • - Non avrei mai pensato di conoscere parte della Terra così ! -

Su di un tappeto multicolore Pirchi svuota tutte le scatole contenenti gli addobbi e voilà, il gioco è fatto.

Una slot machine in miniatura, gli m&m's adagiati a cavalcioni di una fantomatica luna di miele, la maschera carnevalesca di un giullare con sonaglini, il tappo della Coca Cola, provenienti dalla favolosa Las Vegas, il mitico tram e un granchio grosso e rosso, di San Francisco, Babbo Natale in piroga con ghirlanda di fiori al collo e gonnellino polinesiano; un canguro con annesso marsupio e canguretto in versione tipicamente natalizia e un buffo koala dall'Australia, un cactus verde e carnoso, per niente arido, originario dell'Arizona, l'originale zoccolo dell'Olanda con intarsi rossi e dorati, gingilletti e matrioschette russe e quant altro...un po' di sana immaginazione non guasta!

"Oh no mi vedo anche costretta a sopportare quelle fastidiosissime luci i " pisellini", mi sembrerà di stare ai Caraibi, mi seccherò tutta".

Incurante del mio stato d'animo, pensava solo ad avvolgermi di calde attenzioni "almeno queste non bruciano".

- Mettiamo questo qua, no meglio là -

- "No il puntale no..." - ohibò e che ci fa quella parrucca lì in mezzo, mica siamo a Carnevale. Che manicomio ! -

Il travestimento pare concluso, Pirchi rimase a contemplarla estasiata, non ne aveva mai visti di così belli. Entusiasta, corse a prendere un mega specchio, Abetina Antonietta nello specchiarsi non si riconobbe più ! Aveva fatto di me un vero e proprio capolavoro...


In una notte rigida e silenziosa stava per accadere qualcosa...le stelle erano così vive che sembravano raccontarne di tutti i colori...non a caso, mentre tutti dormivano profondamente, - erano stati anestetizzati sapientemente da chissà cosa - sbucarono dal nulla i folletti del BoscoAbetone capitanati dalla Fata Palummella, gli gnomi avrebbero pensato a custodire quel segreto: erano tutti corsi nella CittàSenzaRegole per aiutarli a fuggire, a salvarli dalle grinfie degli abitanti di quella città e soprattutto dalle trappole dei cosiddetti "fili d'angelo".

In un battibaleno scavalcarono le ringhiere dei balconi aggrappati l'uno al dorso dell'altro, saltarono con agilità da una casa all'altra, da un capo all'altro, per lanciare il messaggio di SOS, prepararsi e stare all'erta per qualsiasi imprevisto.

Birichini, birichini si appesero con forza sovraumana alle maniglie delle porte d'ingresso come se dovessero tirar giù una campana; le porte finirono con l'aprirsi, le rimasero socchiuse così tutti gli abeti potevano fuggire senza complicazioni...il piano era riuscito! L'unico complice? Il bagliore della luna...!

Quatti quatti sgattaiolano fuori senza farsi vedere, si scrollano dell'inutile chincaglieria e degli sfarzosi addobbi.

Ebbe inizio la più singolare marcia degli alberi natalizi, s'incamminarono procedendo in fila indiana o quasi, a tratti sembrava un esercito di guerrieri, erano in tantissimi, non si sarebbero fermati davanti a niente, non si sarebbero voltati più indietro poco importava di aver lasciato a mani vuote quei poverini ... niente faceva presagire che non tutto sarebbe andato liscio come l'olio!

Abetina Antonietta anche contro natura, senza rimpianto ruppe il patto perché in fondo in fondo la cosa le cominciava a piacere, era un gioco al quale non poteva tirarsi indietro, era troppo divertente. E poi non è sempre vero che " il gioco è bello, quando dura poco " - come dicono i grandi-, salutò i suoi amici abeti e lì fu...

All'indomani il risveglio degli abitanti fu segnato da una spiacevole sorpresa: traccia degli alberi nemmeno a parlarne, sui pavimenti solo i resti degli addobbi, spezzoni di stoffe, l'intenso profumo degli abeti era sparito e con esso tutta la magica atmosfera del Natale!

Tutti increduli di quanto era avvenuto, non sapevano che pesci prendere, tanti punti interrogativi giravano vorticosamente intorno alle loro teste senza fermarsi, sembravano delle trottole...erano in molti a caccia di risposte! Come potevano a questo punto tirarsi fuori dei guai?


Che qualcuno si fosse impossessato con astuzia delle chiavi di tutte le case ? Chi c'era dietro a questa macchinazione ? Di certo il ladro sapeva il fatto suo!

Le persone erano disperate, e se avessero preso di petto la situazione ? Qualcuno suggeriva: -Perché non commissioniamo l'artista Geppino, ci dipingerà degli straordinari abeti immortalandoli sulle sue tele, sarebbe una salvezza per tutti -. - Non sarà la stessa cosa, non ci illudiamo -. Era troppo tardi per rimediare a quel guaio, rimpiazzare gli abeti scomparsi. La notizia balzò subito sui giornali, i notiziari non trasmettevano altro e il passaparola fece in breve il giro della città. Un inviato speciale era sul luogo del misfatto, fu indetta dal sindaco una conferenza stampa con tanti bla bla con la distribuzione di alcuni volantini negli angoli più impensati della città, " Cercasi fuggitivi alberi di Natale"! Lauta ricompensa a chi li dovesse ritrovare consistente in una provvista gratis di sfogliatelle con tanto di zucchero a velo e babà bagnati al rum. P.S. E scusate se è poco! " Ma quello che fece più scalpore era che solo un abete o meglio un'abetina, solo una in verità era rimasta lì dov'era: era vista da tutti come un'aliena cosa mai si nascondeva dietro a questo mistero?

Come il solito tirano in ballo gli extraterrestri, uffa dissero gli ufo da un lontano pianeta!

A questo proposito furono svolte indagini accuratissime senza trascurare nessun dettaglio, le case perquisite da cima a fondo, per trovare qualche indizio a favore che spiegasse il fatto avvenuto.

Intanto c'è chi rimase senza albero e come avrebbe festeggiato il Natale ? Oltre il danno la beffa !

Nelle indagini ci fu un seguito: presso l'Ufficio oggetti smarriti della città furono trovati molti esemplari che non riuscendo a stare al passo con gli altri per il lungo scarpinetto (faticaccia), si persero per la strada, avevano smarrito la dritta via, si erano arresi ed erano arrivati qua, pur non volendo.

Stava avvenendo il miracolo!

Erano in tanti a volersi aggiudicare la scorta di goloserie, nessuno avrebbe rinunciato così facilmente; ma chi era stato il vero "detective in erba"o cosa lo aveva portato lì ?

Ma eravamo sicuri che non si trattasse di un errore ? Era solo un imbroglio ?

Abetina Antonietta in tutto questo baccano ci marciava una bellezza dedicò un attimino del suo tempo a pensare alla vicenda, gli occhi nascosti tra le fronde facevano scorgere qualche lacrima.

Ma chissà cosa le ronzava nella chioma...

...che si fosse pentita di non essersi imbarcata con i suoi simili nella storica fuga. Cosa poteva mai fare ora, buon viso a cattivo gioco ? Ma non doveva essere divertente ?


Intanto un gattino sbucato da chissà dove, si arrampicava su di lei, ma non lo avrebbe fatto cadere...a Natale si è tutti più buoni !

"Prenderò il meglio, potrò raccontare a tutti delle sensazioni che ho provato assaporando l'atmosfera di festa che il Natale via via mi avrebbe donato".

Un signorotto esperto in materia, Linotto per l'appunto corse all'istante per dirigersi all'Ufficio oggetti smarriti per soddisfare la curiosità di tutti, compresa la sua. Sembrava un caso complicato, impossibile, come avere il sole di notte...beh nella lontana Norvegia questo era possibile!

Arrivato sul posto con aria guardinga, passo felpato, occhio vivace e taccuino alla mano annotava quanti più particolari possibili, dettagli all'apparenza anche insignificanti, ma niente si mostrava interessante, tutto era stazionario!

"C'è qualcosa che non mi convince, hanno un'aria sospetta, cosa c'è dietro a questa farsa"?

Nel frattempo Abetina Antonietta -"Bene sono invasa da pacchi e pacchetti, entro trionfalmente in scena", le luci producono uno sfavillio ovunque..."Mi becco il mio momento da star", lo scroscio delle foglie coinquiline applaudano, era tutta una festa.

Mancavano solo i paparazzi all'appello...beh pazienza avrebbe fatto a meno di loro!

"Com'è difficile stare in equilibrio con tutti questi fronzoli, pesano un accidente. "

Intanto dall'altra parte della storia, Linotto scruta i superstiti a 360° gradi, si abbassa, si dimena, scuote i rami; li gira e li rigira ma niente di visibile ad occhio nudo!

- Ehi statemi bene a sentire, aprite quelle dannatissime foglie o qualcosa insomma, non fate finta di non capire! Siete o non siete voi? Io non ci capisco niente perché non vi dichiarate, ne vale la mia dignità di esperto -.

Lo guardarono dall'alto in basso e sapevano che quel signorotto, un come lui non sarebbe mai arrivato alla verità, troppo preso da sé stesso, dalla notorietà per guardare al di là delle apparenze.

" Cosa vi ho fatto"?

- Su, un aiutino poi cosa vi costa, non vi chiedo chissà cosa...un piccolissimo sforzo-

Una banda di scugnizzi, monelli si, ma di cuore...si scoprì alla fine che erano stati loro a scovare quegli alberi nell'Ufficio oggetti smarriti. La cosa andò così... se ne andavano tutto il giorno a bivaccare alla ricerca di novità e stramberie, fino a quando notarono qualcosa di strano in quel posto dove si sentivano magicamente attirati...non se ne sapevano spiegare il motivo, forse gli strascichi di un sogno o una telepatia trasmessa.


Quella strada aveva un cuore e meritava di essere percorsa. Erano entrati in sintonia con gli abeti, la lunghezza d'onda era la stessa. Quei ragazzi affermavano con una certezza disarmante che si trattava proprio di loro................"l'essenziale è invisibile agli occhi" si erano aggiudicati le bontà locali senza colpi bassi.

In verità gli abeti si erano persi nei meandri delle emozioni, un pezzetto di loro aveva messo inconsciamente le radici in quella città, volevano tornare, volevano far parte un po' di quella vita frenetica, erano stati colpiti dalla sensibilità di quegli abitanti provata dalla confessione di Abetina Antonietta. Si, non ce la faceva più a tenere quel segreto - altro che acqua in bocca - e finalmente se n'era sbrodolata tirando un sospiro di sollievo! Raccontò a tutti che il loro destino sarebbe stato un tantino fuori del comune ...ecco perché lei era rimasta.

  • - Non ci tenere sugli aghi - dissero.
  • - Siete i coprotagonisti insieme con me di questa storia, che ne dite di suscitare una leggera suspence ? -.

A squarciagola protestarono - Vo glia mo il fi na le, vo glia mo il fin a le.

  • - Lo scoprirete presto, perché lo vivrete in prima persona, parola d'onore.

Il Natale era trascorso in un soffio, Abetina Antonietta fu portata in un bosco dove Pirchi e Gigiotto erano frequenti fare picnic e scampagnate; gli abitanti li seguirono a ruota. Commossi li piantarono per ridarle nuova vita, quella cui lei e i suoi amici erano diciamo abituati.

La nostalgia delle voci del bosco che l'indomani avrebbe ascoltato... senza rimpianto per ciò che era stata. Il suo posto era lì o altrove, chissà...ma sotto sotto era stata fortunata non come tanti suoi amici abeti che finite le feste di Natale e dopo aver sopportato sfere colorate, frange d'argento, pendagli di cioccolato, avvizziscono tra i rifiuti anziché fermarsi in montagna: questa è la triste fine riservata agli abeti sradicati in contravvenzione alle leggi della natura!

Tra mille pensieri che affollavano ... accennò un sorrisetto disarmante; l'esperienza che aveva vissuto non era poi stata così male ... avrebbe avuto qualcosa in più da raccontare a quella che sarebbe stata da ora in poi la sua nuova casa.

Ma degli altri abeti scomparsi ? Nessuno ne ha mai saputo più niente!

Gli amici umani si misero in macchina a tutto gas, dal finestrino con la coda dell'occhio salutarono Abetina. Antonietta; i rami dondolavano per l'euforia di...arrivederci amici miei e grazie di tutto!

Francesca Ferrara



Commenti

pubblicato il 08/02/2009 11.53.39
francy, ha scritto: " La scrittura ti passeggia nel sangue da quando respiri, magari non lo sospetti. Poi d'improvviso " Lei " vuole uscire come una valanga dal cuore " La scrittura è un talento: certe volte è così potente che scappa fuori subito, certe altre rimane nascosta, vagando nell'incertezza! Qualche spinta di qua e di là ci voleva! Grazie " Non è mai troppo tardi "
pubblicato il 09/02/2009 17.33.35
SalCast, ha scritto: Caspiterina che immaginazione! Oltre che un'ottima fiaba per bambini, traspare tutta la tua sensibilità per gli alberi e per la natura. Molto diverte, complimenti!
pubblicato il 10/11/2009 20.41.08
fiordiloto, ha scritto: Concordo! Davvero super questo tuo racconto! Ben scritto e da cui emerge una forte sensibilità, seppur coi toni sommessi e divertenti della fiaba. I miei complimenti =)
pubblicato il 10/11/2009 21.54.16
anais, ha scritto: bello veramente..brava

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