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lavoro pubblicato giovedì 5 febbraio 2009
ultima lettura mercoledì 10 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: sesta notte

di fiordiloto. Letto 1193 volte. Dallo scaffale Fantasia

Un ringraziamento particolare a Matsuri Hino che mi sta ispirando questa storia. E come sempre a voi, amici di Ewriters. Grazie per la vostra attenzione! Spero che questo capitolo vi piaccia. Un saluto grande!......

Sesta notte:

La decisone di Iku

Ren era rincasato quasi subito. Vedendo Iku semisvenuta fra le braccia del fratello, non aveva tardato a capire. Andò immediatamente di sopra, in camera di Raven, dove il ragazzino si era rinchiuso in preda allo sconforto. Iku invece si era ripresa, e stava seduta sul divano del salotto. Piangeva sommessamente, mentre Kain si preoccupava di medicarle la ferita.

"Fammi dare un'occhiata". Le sollevò il capo e analizzò i segni del morso con aria clinica. "Ha quasi smesso di sanguinare", disse. "Però, è profonda. Deve averti morsa con forza"

Iku lo fissò in silenzio. Sentiva le lacrime rigarle le guance ed era incapace di fermarle.

"Iku, ti fa ancora male?"

"Eh...? N...No"

S'inchinò di fronte a lei e le posò una mano su un ginocchio.

"Adesso, ti è venuta paura dei vampiri?"

La ragazza dissentì con un cenno del capo.

"Kain..."

Il vampiro si girò verso la voce. Strawberry era emersa dalla cucina e lo guardava con aria preoccupata. "Puoi andare un attimo di là, per favore? Wolf è molto arrabbiato"

"Ho capito", disse. "Vado subito"

Si alzò e scivolò con grazia verso la cucina. Quando fu sparito dietro la porta, Strawberry si spostò di fronte ad Iku.

"Mi dispiace, topolino. Kain ha fatto bene a convocare subito Wolf e me. Devi esserti spaventata parecchio, dopo un'esperienza del genere"

"Io...", Iku trovò finalmente la forza di mettere insieme una frase. "Io non credevo che Raven potesse trasformarsi in un vampiro"

"Il processo non era completo", spiegò Strawberry. "Tuttavia...doveva essere abbastanza avanzato per risvegliare in lui la Bestia"

"La Bestia?"

"L'animale oscuro che si nasconde dentro ogni vampiro. Quelli come noi imparano a domarla, tramite l'autocontrollo e il sangue che ci arriva dagli ospedali. Però, il risveglio di Raven è stato troppo violento. E' un vampiro incompleto, è in più è senza un Master che possa guidarlo"

"Perciò...", Iku era più confusa che mai. "Cosa gli succederà, ora? Che cosa gli farete?"

"Ren è salito in camera sua. Per il momento si è calmato. Il resto è una decisione che spetta a Kain. Purtroppo, temo che ormai Raven sia troppo pericoloso per rimanere qui"

Quando Iku si fu calmata, Strawberry raggiunse Kain e Wolf nello studio di Ren. Iku si ritrovò da sola nel salone, a fare i conti con i suoi pensieri. La trasformazione di Raven era stata un autentico shock. Però...era davvero giusto mandarlo via? E poi, dove? Dove lo avrebbero portato? La luce dello studio filtrava attraverso la porta. Incapace di resistere, Iku si avvicinò e appoggiò un orecchio alla serratura.

"Ren", esordì la voce di Kain. "Finora ho acconsentito a lasciare quel ragazzo qui con voi in nome della tua amicizia con i miei genitori e del grande rispetto che provo per te. Tuttavia, lasciarlo ancora qui potrebbe risultare rischioso, oltre che assolutamente inopportuno"

"E dove vorresti portarlo, Kain?", domandò Ren, in tono stanco.

"Al mio palazzo, dove possiamo tenerlo sotto controllo"

"Sii ragionevole. La vita di quel ragazzino è stata devastata dall'attacco di un vampiro. Odia quelli come voi. Come potrei autorizzarvi a trasferirlo in mezzo a gente della vostra razza?"

"Quel ragazzo ormai è un vampiro!", sbottò Wolf, sbattendo le mani aperte sulla scrivania. "Bisogna impedire che faccia altri danni!"

"Hai ragione amico mio. Ma dopo tutto quello che ha passato, fargli una cosa del genere..."

"Intendi forse lasciarlo qui? Dove mette a rischio tutto ciò che tu e Kain avete lottato per proteggere?"

"Basta così!", intervenne Kain. "Fra qualche giorno verranno a prenderlo per portarlo via. Ormai, è deciso"

Ren capitolò. Tuttavia, il suo tono diceva a chiare lettere che non era d'accordo.

‘Vogliono portarlo via!', si disse Iku, scansandosi dalla porta. Non riuscirò mai ad accettare l'esistenza dei vampiri. Raven l'aveva detto proprio quella mattina. ‘Giusto! Raven odia i vampiri e...', Iku ci pensò con una fitta al cuore. ‘Probabilmente, ora odia anche sé stesso!'. In un battibaleno aveva deciso. Non avrebbe permesso che lo portassero via.

Il mattino seguente, dopo essersi rigirata tutta la notte nel letto, Iku alzò la cornetta del telefono.

"Pronto?", rispose dall'altra parte una voce assonnata.

"Zia Strawberry, sono io"

"Iku...Che succede?"

"Scusami se ti disturbo proprio adesso, ma ho bisogno di un favore"

"Di che si tratta?"

"Vorrei parlare con oniisama, se è possibile"

"Mi dispiace, topolino. Ma è quasi giorno. Tutti si stanno preparando per andare a dormire"

"Lo so, ma è urgente"

Iku gli spiegò con poche parole le sue intenzioni, e dall'altra parte ci fu un lungo silenzio.

"Se vuoi chiedergli una cosa del genere, sarebbe meglio che lo facessi di persona"

"D'accordo. Arrivo subito. E...Zia Strawberry?"

"Sì?"

"Grazie"

Attaccata la cornetta, Iku si infilò il giaccone e scivolò fuori di casa. In un battibaleno, un impetuoso vento autunnale la investì. Avviandosi verso la fermata del bus, la ragazzina tentò di non pensarci e di focalizzare l'attenzione su ciò che voleva fare. Probabilmente, Kain non le avrebbe dato ascolto. Sapeva che quando suo fratello prendeva una decisione era irremovibile. Però doveva tentare. Non voleva abbandonare Raven, soprattutto adesso. Nonostante l'esperienza scioccante della notte prima, non riusciva a considerarlo un mostro. L'autobus arrivò cigolando e Iku salì dalla porta posteriore. Una leggera nebbia grigia avvolgeva i contorni delle case, e Iku osservava i palazzi familiari del suo quartiere scomparire, mentre il pullman correva sobbalzando lungo la strada.

La residenza di Kain era un palazzo maestoso. Un imponente cancello in ferro battuto sovrastava l'ingresso al giardino. Iku sentì la ghiaia del vialetto scricchiolare sotto i suoi piedi e fu scossa da un brivido. Non era mai stata in quel luogo prima d'ora. Tuttavia non poteva esitare. Afferrò la maniglia in ottone e tirò con forza. La porta si aprì cigolando, e un'atmosfera sgradevole si riversò all'esterno. Come se avessero aperto la porta di una cantina fredda. Iku si fece coraggio ed entrò nell'enorme salone, tutto mobili antichi e tende di velluto pesante. L'intera sala era avvolta in una penombra perlata. Il silenzio regnava sovrano, interrotto solo dal risuonare dei suoi passi...

"Iku..."

Strawberry comparve al fondo di una rampa di scale. Mentre le si avvicinava la sua lunga vestaglia lilla produceva un lieve fruscio sulle piastrelle.

"Hai fatto presto", la sua voce era pallida e piena di sonno.

"Scusami ancora se ti disturbo a quest'ora"

"Non preoccuparti. Però, è meglio sbrigarsi"

La vampira le posò una mano sulla schiena e la condusse gentilmente su per le scale. Iku la seguì docile, fissando il tappeto rosso sotto i suoi piedi. Quando arrivarono in cima, Strawberry si fermò di scatto. All'angolo del corridoio, appoggiata con la schiena alla parete, c'era una figura avvolta nell'ombra.

"Xander", mormorò la vampira. "Che ci fai ancora sveglio?"

"Potrei chiedere la stessa cosa a te", rispose una voce profonda e liscia come seta. "Ormai è quasi giorno, ed è così luminoso..."

"Sto accompagnando questa ragazza umana dal nostro leader"

"Ah, così hai portato un'umana qui tra noi", disse il vampiro, scivolando via dall'ombra. "Che tentazione..."

Era alto e slanciato. Il volto pallido e gli occhi verde smeraldo erano contornati da una cascata di capelli neri come il petrolio.

"Xander, lei appartiene al nostro leader, perciò comportati bene"

"Così, tu appartieni a Kain-sama", disse il vampiro, rivoltò ad Iku. "Però...i segni sul tuo collo non sono quelli delle sue zanne"

"Trattieniti", lo avvertì Strawberry. "Sai perfettamente quali sarebbero le conseguenze se facessi infuriare Kain"

Xander restò immobile, però una scintilla di paura baluginò sul fondo dei suoi occhi smeraldini.

"Come desideri"

Annuì e fece un inchino, ma quando Iku gli passò davanti per superarlo le mostrò un sorriso lascivo, illuminato dal luccicare di zanne.

"Zia Strawberry...!". Iku si aggrappò ad un braccio della vampira.

"Stammi vicina, topolino"

Procedettero fianco a fianco fino ad una porta decorata da disegni arcaici. La vampira si fermò imitata da Iku, allo stesso tempo eccitata e intimorita.

Entrare nella sala nel trono era come sprofondare in una scatola di seta. La luce soffusa che penetrava dalle tende creava giochi di luce in armonia con la semioscurità. Sul pavimento laccato in nero era disteso un'enorme tappeto blu. Il trono era sul fondo, nella parte più in ombra. Tutto vestito di nero, Kain sedeva lì sopra. Il viso incorniciato dal colletto rigido della camicia, che aperta fino al terzo bottone mostrava un triangolo di pelle bianca e purissima.

"Master, è arrivata", annunciò Strawberry.

"Iku...", mormorò il vampiro, mentre il suo sguardo attraversava la stanza e si posava su di lei. "Ti avevo detto di non venire in un posto tanto pericoloso"

"Avevi detto che non mi volevi nel palazzo del Consiglio, non che non potevo venire alla tua residenza"

"Vero. Però è stato comunque un gesto imprudente". Avrebbe dovuto essere un rimprovero, invece il tono di Kain era pacato e gentile.

"Sei arrabbiato con me?"

Il vampiro sorrise. "No davvero"

"Chiediglielo, Iku", la incoraggiò Strawberry.

"Ecco...In realtà, sono qui perché volevo chiederti un favore"

"Sentiamo"

La ragazzina prese un bel respiro e..."Ti prego! Non mandare via Raven da casa nostra!"

"Perché?"

Quando Iku tacque, Kain si alzò dal trono e percorse i metri che li separavano fermandosi di fronte a lei. Iku alzò il viso a guardarlo negli occhi. Sentiva di nuovo le lacrime in agguato.

"Scoprire che Raven è diventato un vampiro è stato un forte shock. Sicuramente, sarà sconvolto. Trasferirlo in una casa piena di vampiri sarebbe...". Una completa crudeltà. Iku non riuscì a dirlo, perché il magone del pianto le aveva chiuso la gola.

"Iku..."

Kain sollevò una mano ad accarezzarle il viso, e Iku la prese fra le sue.

"Mi dispiace, ma anche se è un tuo desiderio non posso acconsentire. Raven è un vampiro incompleto, e per di più senza il supporto del master che l'ha creato. Questo lo rende estremamente pericoloso"

"Questa storia l'ho già sentita!", protestò lei.

"E' da te essere gentile, ma questa non è una faccenda di cui dovresti preoccupar..."

"Ti sbagli! Io non voglio! Non voglio che a Raven venga fatto del male!"

"Raven non sarà in grado di controllarsi. Prima o poi la Bestia al suo interno prenderà il sopravvento. Sono sicuro che nemmeno lui vuole che tu lo veda in quello stato. Per il suo stesso bene, è meglio tenerlo dove possiamo sorvegliarlo"

‘Raven...perderà la sua umanità!', pensò Iku, sgomenta.

"Strawberry, riaccompagnala fuori per favore"

"Subito, Kain"

"Ma, onisama...". La ragazza non voleva arrendersi così facilmente.

"Non posso prometterti nulla, ma ci rifletterò. Va bene?"

Sul viso di lei si accese un sorriso di speranza. "Grazie! Grazie mille!"

"Torna a casa ora, Iku. Torna pure nel mondo della luce"

Iku e Strawberry accennarono un inchino e uscirono dalla sala. Kain restò a guardare pensieroso la porta che si richiudeva alle loro spalle. Dopo qualche minuto, Ice apparve dietro di lui come un'ombra uscita da un sogno.

"Non capisco, mio signore. Lasciare quel ragazzo a casa di Ren non era nei piani. Perché cedi così facilmente alle richieste di una ragazzina?"

Kain si appoggiò languidamente ad una finestra e sollevò la tenda. Lei stava andando via.

"Perché Iku è....la sola fanciulla importante per me in tutto il mondo"

***

Raven era raggomitolato sul letto in camera sua. Le braccia intorno alle ginocchia e la testa contro il muro. Aveva pianto a lungo, ma poi si era calmato. Troppo esausto persino per riflettere, aveva pensato di dormire un po'. Ma appena chiudeva gli occhi, l'immagine di Iku appariva nitida nella sua mente. La vedeva girata verso il lavandino, e poi voltarsi con il suo solito sorriso. Sorrideva, perché non si aspettava di venire aggredita. Disperato, era rimasto chiuso lì dentro. Aveva preparato i bagagli, e controllando nelle tasche dei pantaloni aveva trovato qualcosa. Il coltello sottratto a quei delinquenti l'altra sera. Se l'era intascato senza rendersene conto.

Si sedette sul bordo del letto e lo aprì. La lama balzò fuori con uno scatto. Era d'argento. Così lucida e fredda...Impulsivamente voltò il coltellino e se lo avvicinò al petto.

SBAM!

La porta di camera sua era stata spalancata. Iku era ferma sulla soglia, impietrita, i pugni premuti sulla bocca.

"Raven...Che cosa stai facendo!?"

Si scaraventò su di lui tentando di sottrargli il coltello, ed entrambi finirono sdraiati sul letto.

"Nulla", rispose lui, in tono neutro.

"Bugiardo!"

A quel punto, Raven l'afferrò per i polsi e la ribaltò. Sovrastandola, le infilò il coltello in mano e se lo puntò alla gola.

"Uccidimi..."

Iku scosse il capo.

"Devi averlo sentito, non è vero?", disse, passandole due dita sui segni del morso. "Il rumore del tuo sangue succhiato via. Non ho saputo trattenere la parte di me che voleva divorarti. Non puoi stare bene dopo un'esperienza così terribile! La prossima vittima potrei finire con l'ucciderla. In fondo ti faccio paura, no? Perciò...uccidimi! Prima che faccia del male a qualcun altro!"

Iku lasciò andare il coltello, che ricadde con un tonfo sordo sul materasso. "Raven...Non posso..."

Il ragazzo digrignò denti e si alzò di scatto. Afferrò la valigia e si voltò a guardarla di nuovo. "In questo caso, stai alla larga da me"

Uscì.

Per qualche secondo, Iku rimase sdraiata su quel piumino verde. Non aveva voluto ferire Raven. E non voleva nemmeno che andasse via. Balzò in piedi e si catapultò di sotto.

Il ragazzo era ormai a metà del vialetto. Se ne stava andando senza voltarsi indietro, ma quel rumore di passi in corsa lo fece fermare.

"Raven!"

Iku lo raggiunse e gli cinse la vita con le braccia, da dietro. Affondando la testa fra i muscoli delle sue spalle.

"Va tutto bene ora!", disse. "Io non ho paura di te"

Quando cercò di girarsi, lei lo trattenne.

"Diventerò...tua alleata, Raven". ‘Anche se non potrò ottenere il perdono di oniisama'.

In tutta risposta, Raven lasciò cadere la valigia e alzò il viso al cielo. Una lacrima gli scivolò lungo la guancia. Voleva dire tante cose a quello scricciolo che lo tratteneva. Tuttavia, quando socchiuse le labbra, tutto quello che ne uscì fu un sussurro fioco. Poco più lieve di una carezza.

"Iku..."

To be continued...



Commenti

pubblicato il 05/02/2009 21.03.43
Mario Vecchione , ha scritto: me li sto godendo tutti questi capitoli, meritevoli d'una sceneggiatura almeno fumettistica alla Lanciostory, e poi Hino è un Grande, non ha bisogno di altri aggettivi, brava...
pubblicato il 10/02/2009 16.19.46
Muse90, ha scritto: Brava davvero! Anche per me Vampire heart è un appuntamento fisso...Raven e Iku...ci saranno ulteriori sviluppi... :-)
pubblicato il 07/03/2009 14.18.42
aNoMore, ha scritto: Finalmente ho un po' di tempo, ero fermo al capitolo 3 e finalmente sono potuto andare un po' avanti, spero nei prossimi giorni di trovare anche il tempo di scrivere. I capitoli che ho letto sono molto belli, negli ultimi due si sentiva davvero tanto l'influenza di Vampire Knight, devo ancora decidere se questo sia un bene o un male, la serie animata mi ha lasciato un po' deluso, per come era partita mi aspettavo qualcosa di più roboante e profondo. Alla prossima :)

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