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lavoro pubblicato giovedì 29 gennaio 2009
ultima lettura martedì 8 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Norbert

di Clockwise. Letto 1304 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Se l'universo fosse infinito, conterrebbe al suo interno infinite stelle. Ognuna in un diverso stadio di vita. Ognuna capace di generare la sua quota ...

Se l'universo fosse infinito, conterrebbe al suo interno infinite stelle.
Ognuna in un diverso stadio di vita.
Ognuna capace di generare la sua quota di energia.
Un'energia che si manifesterebbe in tutte le sue forme: calore, rumore e luce. E se l'universo contenesse infinite stelle, la somma di infinite luci darebbe una chiarore immenso, infinito.
Già.
Eppure esiste la notte !

Norbert trovava così affascinanti i paradossi che la cultura umana generava e trovava compassionevoli tutti quegli uomini illustri, fautori di questi inestricabili intrecci per dimostrare l'infondatezza delle teorie di altri uomini illustri.
Abbassò lo sguardo dalla finestra, cornice di un adorabile cielo stellato, e tornò a concentrarsi sul foglio bianco.
Un tempo adorava quella sensazione di smarrimento che provava di fronte ai fogli bianchi.
Era una delle poche, pochissime cose che lo accomunava a tutti gli altri. Sapeva cosa doveva comunicare, ma era così difficile trovare il modo di farlo nel modo... perfetto.
In fondo, doveva essere semplice. Doveva esserlo! Bastava lasciare che le parole fluissero come acqua di un fiume, lambendo veloci ogni specifico sentimento e pensiero in atto. Tutte quante, finchè quel filtro sopraffino che è nella nostra mente completi magistralmente il suo lavoro di selezione.
Col pensiero tornò a quello che stava per fare. Il respiro profondo, leggermente agitato, ad inseguire il cuore che batteva forte in petto. La mente lucida, la determinazione di un guerriero, la paura di un bambino.
Le mani inumidite dal leggero sudore rendevano meno sicura la presa sulla penna.
La penna. Tremante, ma inesorabile, la mente mosse il braccio, il braccio la mano, la mano le dita, le dita la penna. La lamina di metallo del pennino della stilografica prese a graffiare il foglio bianco lasciando una preziosa scia di inchiostro nero.
Preziosa come qualcosa di importante che sta per finire. Preziosa come la sua memoria.
Era una tranquilla serata di maggio. Una leggera brezza muoveva le foglioline del bonsai sul davanzale dell'undicesimo piano dell'edificio dei CyberLabs. Sembrava tutto perfetto.
Norbert era venuto al mondo due mesi prima nel dipartimento di robotica avanzata del terzo piano.
Un cyborg.
Modello Deep, ultima serie.
Per la precisione un androide, robot dalle fattezze umane.
In pratica non c'era nulla di meccanico in lui.
Pelle, grasso, muscoli, fibre nervose, vasi, sangue, organi interni, tutto assolutamente umano. L'unica cosa che lo distingueva da un essere umano era il suo cervello e di conseguenza la sua mente. Una complessa rete neurale multistrato.
In pratica non c'era nulla di umano in lui.
Norbert implementava la GUT, la grande teoria unificata, la teoria del tutto. Ogni fenomeno fisico aveva per lui una chiarezza lapalissiana. Le conseguenze e le cause gli si manifestavano nello stesso istante degli eventi. Non c'era sorpresa, nessuna novità, nessuna speranza.
Il processo evolutivo per cui la natura fa economia delle cose inutili, valeva per lui più che per ogni altro essere umano. Per questo motivo, dopo due mesi di vita la sua memoria a lungo termine stava per essere completamente abbandonata ed i suoi circuiti riutilizzati per altri scopi.
Norbert sapeva che bastava inserire il pennino della stilografica al centro del torace, subito sotto lo sterno. Nessun dolore, lo strato epidermico si sarebbe facilmente forato per permettere alle sonde di accedere ai contatti esterni del circuito elettrico. I contatti erano talmente piccoli che il pennino li avrebbe facilmente cortocircuitati.
Sentì le calde lacrime invadere velocemente i suoi occhi e, seguendo destini che anche il più acuto scienziato avrebbe definito casuali, cadere sul foglio ormai non più bianco.
"Un'intelligenza che in un certo istante conoscesse tutte le forze che mettono la natura in moto e tutte le posizioni di tutti gli oggetti la quale natura è conosciuta, se questo intelletto fosse anche abbastanza vasto per analizzare questi dati, raccoglierebbe in una singola formula i movimenti dai più grandi corpi dell'universo a quelli del più piccolo atomo; per una tale intelligenza niente sarebbe incerto e il futuro, come il passato, sarebbe il presente ai suoi occhi." Laplace

OFF


Commenti

pubblicato il 23/06/2009 13.39.58
qvadra, ha scritto: Con il finale potresti costruirci una miriade di cose. Forse renderebbe di più in prima persona, non in terza. E' conciso, ma un pò troppo asciutto, secondo me.
pubblicato il 24/06/2009 11.39.49
Clockwise, ha scritto: Grazie qvadra, apprezzo moltissimo i tuoi suggerimenti. Proverò a riscriverlo in 1ma persona e lo posterò. So che il finale è un pozzo di idee da cui ho attinto solo poche gocce, ma che intendi per asciutto? Breve? Scarno?
pubblicato il 02/07/2009 16.13.25
qvadra, ha scritto: No, non è scarno e la brevità va sempre bene. Ma se fosse più descrittivo, se accendessi certi dettagli, guadagnerebbe moltissimo.

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