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lavoro pubblicato martedì 20 gennaio 2009
ultima lettura lunedì 4 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: quarta notte

di fiordiloto. Letto 827 volte. Dallo scaffale Fantasia

Entrate, entrate nel mio mondo kaleidoscopico, dove "tutto è ordine e beltà, lusso, calma e voluttà..." :-)

Quarta notte:

Il complotto svelato

"Raven, visto che ora stai bene, perché non prendi in considerazione l'idea di lavorare anche tu al Golden?"

"Beh...non so se sia il caso, ma ci penserò"

Raven, Iku e suo padre erano seduti a tavola per la cena, quando la porta di casa venne aperta all'improvviso e una ventata fredda pervase la stanza. Iku si alzò e corse all'ingresso. In qualche modo, sapeva chi era.

"Kain-sama! Bentornato!"

"Buona sera, Iku", rispose una voce dolce e piena.

"Entra, entra! Non fa freddo?"

Raven arricciò il naso. All'improvviso, un odore rivoltante gli era arrivato alle narici. Non appena il nuovo ospite entrò nella sala, lo colpì con la violenza di un pugno. Quell'odore! Possibile che fosse...? Si alzò, rinserrò la presa sul coltello e si gettò come una furia contro il nuovo arrivato. Iku urlò. Kain la spinse indietro e la riparò con un braccio. La lama gli si conficcò a metà fra polso e gomito.

"Colpirmi così all'improvviso", commentò freddamente. "Davvero spregevole da parte tua, no?"

"Taci, vampiro! Tu hai lo stesso odore di quella persona!"

"Ah, tu devi essere Raven, il ragazzino di cui mi hanno parlato. E' orribile ciò che è capitato alla tua famiglia. Tuttavia, non ho la minima intenzione di farmi uccidere da te"

"Il bersaglio della tua vendetta è sbagliato, Raven", lo ammonì Ren, posandogli le mani sulle spalle. "Kain è a capo di coloro che proteggono la città. Sono i suoi vampiri che hanno braccato l'assassino dei tuoi genitori"

Il ragazzo teneva il capo chino e i pugni serrati. Per calmarlo, Ren lo ricondusse in camera sua. Iku si voltò a fissare sgomenta Kain che si liberava del coltello.

"Kain-sama..."

"Non preoccuparti", le disse lui dolcemente. "Sono un vampiro, ricordi? Guarirò presto. E poi, in questo momento, chi soffre terribilmente non sono io..."

Iku dovette ammettere che aveva ragione.

Molto più tardi, mentre Kain parlava con Ren nel suo studio, Iku entrò nella stanza di Raven. Lo trovò seduto sul letto, rannicchiato con le spalle al muro.

"Mi dispiace, Raven. Avrei dovuto avvertirti che Kain-sama è un vampiro. Ora ti senti un po' meglio?"

Allungò una mano verso un suo ginocchio, ma lui la respinse con un gesto di stizza.

"Non toccarmi con le stesse mani che hanno toccato lui!"

Con queste parole, afferrò l'impermeabile e uscì di casa. Iku gli andò dietro fin oltre l'ingresso, poi ebbe un'esitazione. Che cosa avrebbe dovuto fare? Avvertire suo padre oppure...? Decise che avrebbe continuato a seguirlo.

Raven camminò a lungo, pestando i piedi quasi a scacciare il proprio furore. La tranquilla zona residenziale cedette il passo alle strade pulsanti di vita delle periferie. Lì le vie brulicavano delle luci dei bar e delle pizzerie, delle sale gioco con i loro video-game e dei pub che sembravano non chiudere mai. Raven abbandonò la via principale per infilarsi nei vicoli bui. Proseguì rapido sul un marciapiede sconnesso, poi svoltò un angolo, continuando a camminare fino ad uno spiazzo coperto di erbacce, occupato solo da un'auto abbandonata.

Si appoggiò al paraurti e levò lo sguardo verso la luna. Poco distante, Iku si era acquattata a studiarlo dietro un muricciolo diroccato. ‘Accidenti!', pensava. ‘Siamo parecchio lontani da casa. Ma che cosa ha intenzione di fare?'

"Hey, ragazzino!"

Dall'oscurità emerse un adolescente scapigliato, sui diciott'anni.

"Sì, dice a te!"

Un altro ragazzo, forse con qualche anno di più, emerse da dietro la schiena del primo. Un bulletto in jeans e camicia di flanella. Seguì un terzo in giubbotto di pelle e con l'aria strafottente. Nella mano destra stringeva una bottiglia di liquore semivuota, nella sinistra un bagliore argenteo. Un coltello. I tre, in ordine sparso, avanzarono con una sorta di manovra a tenaglia su di lui. Raven si alzò lentamente, i muscoli tesi.

"Da dove vieni?"

"Questo è il nostro campo giochi, amico"

"Non sembra di queste parti. Forse non lo sa"

"Già", fece il primo. "E in questo caso, credo che dovremo informalo. Così, in futuro, si ricorderà di stare alla larga dai territori altrui"

"Giusto!", gli diede corda il secondo. "E poi, se nessuno qui ti conosce, significa che non verranno a cercarti. Significa che non sei nessuno!"

Raven avanzò, inoltrandosi nella loro rete. Ero giusto di cattivo umore, pensò. Questa volta avevano preso uno squalo.

"Ma guarda! Un vero duro, eh?", lo sbeffeggiò il più grosso.

"Un vero fesso, vuoi dire". Il ragazzo con il giubbotto di pelle posò la bottiglia fra due mattoni rossi. "Un ritardato mentale..."

Allarmata, Iku agì d'istinto. Scattò in piedi, decisa a fermare lo scontro con ogni mezzo. Stava per balzare fuori dal suo nascondiglio, quando una mano veloce l'afferrò, tirandola indietro. ‘Raven!', urlò con la mente. "Rav...!". Un'altra mano le tappò la bocca. La stretta era ferma quanto bastava per trattenerla senza farle male.

‘Chi è...?'

"Se finisse male contro avversari del genere non ci sarebbe di alcuna utilità fin dall'inizio", le sussurrò all'orecchio una voce familiare. "Se è davvero così debole non abbiamo bisogno di lui. Però Iku, siccome non posso assolutamente perdere te..."

Iku avvertì una carezza, e il mondo farsi sempre più distante. Lentamente, scivolò in un sonno che aveva in sé il profumo della notte.

Raven si era voltato verso il tipo col coltello. Gli altri due erano dei vigliacchi. Era lui il vero problema. Un pazzo. Uno di quelli che non fumano solo erba, ma roba più pesante. Lo aveva capito dallo sguardo.

"Ti va di giocare?"

Finalmente Raven parlò. "E' quello che ho chiesto a tua madre l'altra notte"

"Figlio di una...!"

Il grassone lo caricò e Raven sgusciò di lato, veloce come il pensiero.

L'altro vacillò, rimase un attimo interdetto, poi si girò come un orso infuriato per attaccare di nuovo. Ancora una volta Raven schivò di lato. Il suo avversario ansimava. Lui sorrise, tenendo sempre sott'occhio il pazzo. Non si poteva mai sapere, con tipi del genere. Ballarono una strana danza asimmetrica sul terreno abbandonato, mentre la furia del grassone continuava a montare. Poi Raven restò fermo e l'altro l'agguantò. Con un ghigno soddisfatto e il respiro pesante gli torse il braccio fino quasi a spezzarlo, quindi si preparò a vibrare il colpo. Ma Raven fu più veloce, e con la mano libera lo colpi in mezzo agli occhi, rompendogli il naso. Guaendo come un cane, il grassone se la diede a gambe, subito seguito dal suo degno compare. Rimaneva il tipo col coltello. Avanzò furtivamente, la lama scintillante nella luce dei lampioni. Poi, qualcosa negli occhi di Raven lo spinse a vibrare il colpo. Troppo tardi. Si sentì sfilare di mano il coltello e un diretto lo spedì a gambe all'aria contro l'auto. Il secondo colpo gli fece perdere conoscenza, mentre il sangue scorreva caldo fra le nocche delle dita della mano di Raven.

"Sono impressionato! Davvero scioccante!"

Un richiamo dal muricciolo alle sue spalle. Raven si voltò di scatto. Dapprima intravide una gamba, poi lentamente Kain si materializzò alla luce dei lampioni.

"Che cosa vuoi da me?!"

La collera montò nuovamente, poi Raven si accorse del corpicino abbandonato contro il petto del vampiro.

"Iku...! Che ci fa lei qui?"

Kain si avvicinò e la depose delicatamente fra le sue braccia.

"Sta solo dormendo", spiegò. "Ti ha seguito. Volevo evitare che venisse coinvolta nello scontro"

Allibito, Raven fissò Iku, poi di nuovo lui.

"Stammi a sentire! Non so che genere di rapporto tu abbia con lei, ma la tua presenza mi urta. Stalle lontano! E' stata molto gentile con me, e io la proteggerò con tutte le mie forze!"

"Allora fallo", rispose il vampiro, con espressione indecifrabile. "La mia più grande speranza è che tu ne sia capace. E dopo quello che ho visto stasera, sono soddisfatto"

"E questo che vorrebbe dire?"

"Non è necessario che tu lo sappia. Limitati a tener fede alle tue parole. Se non lo farai, questo mi creerà dei grossi problemi"

Un secondo dopo era sparito, ma la sua voce riecheggiava ancora nell'aria.

***

Kaleb sedeva alla sua scrivania. I tratti del volto erano duri e i capelli bianchi raccolti in una lunga treccia. Sedeva con le mani in grembo osservando il suo strano interlocutore con malcelata superbia. Lui parlava a bassa voce, quasi bisbigliando, e teneva il volto nascosto sotto un pesante cappuccio.

"Vi ringrazio, Kaleb, per aver permesso a qualcuno come me di oltrepassare la barriera senza diventare bersaglio di qualche imboscata o di qualche sortilegio mortale"

"Ne dubitavi, amico mio? In fondo, ti avevo dato la mia parola"

"Giusto!", replicò lui. "Anche se voi siete un vampiro e io un demone, credo che abbiate desiderato questo incontro tanto quanto me"

"Desidero solo vedere il Consiglio dominare incontrastato su tutti i suoi vampiri, come succedeva un tempo. Ecco perché ti è permesso essere qui"

"Spiegatevi meglio", disse il demone, in tono condiscendente.

"Vedi...Solitamente, le decisioni del nostro leader vengono discusse insieme ai membri del suo Consiglio. E' una tradizione che vige ormai da quasi due millenni. Tuttavia, il nostro attuale capo si rifiuta di ascoltare le opinioni del Consiglio, anzi le disprezza. Capisci bene che, siccome egli non condivide i nostri ideali, il Consiglio non può agire nel modo più giusto per assicurare il dominio e la pace sul nostro territorio"

"Perciò ha chiesto la mia collaborazione", arguì l'altro.

"Il tempo è ormai vicino", annunciò Kaleb. "Per quando il Senzavolto si sarà risvegliato, io abbasserò la barriera che Kain-sama e i suoi hanno eretto intorno alla città. Così facendo, l'accesso a lungo negato vi sarà consentito, e potrete finalmente entrare nella città"

"Abbiamo uno scopo comune, dunque"

"Precisamente. Kain-sama è il figlio di colui che ha offeso il vostro sovrano. Quando avrete lavato l'offesa con il suo sangue non avrete solo libero accesso alla città, ma il Consiglio collaborerà con voi per aumentare il proprio potere. Tutto questo sotto la guida dell'unico re che entrambe le nostre razze riconoscono: il Senzavolto".

Continuarono a parlare con lievi sussurri, senza accorgersi del gatto soriano che, gli occhi splendenti alla luce della luna, lì osservava attraverso il vetro della finestra.

Il felino si leccò una zampa e salto giù dal davanzale, atterrando con grazia sulle quattro zampe. ‘Ho sentito abbastanza', pensò, allontanandosi verso la strada buia. Più tardi, quando ormai era abbastanza lontana da sentirsi sicura, Ice riprese la sua forma umana. Una donna bella come una valchiria del nord. Era stata nella stessa posizione su quel freddo davanzale tutta la notte, perciò si stiracchiò e gradualmente scivolò in uno stadio intermedio, più nebbia che forma. Era facile, ed era una sensazione meravigliosa! Bastava liberare il proprio corpo e lasciarsi andare. Era la volontà a tenere unite le molecole, attraverso sottili tentacoli di pensiero. S'involò impalpabile sopra gli alberi e poi sui tetti delle case, facendo brillare col suo fiato l'aria frizzante della sera.

Rimase in quella forma finchè non si fermò davanti alla residenza di Kain. Quando atterrò di fronte al portone, questo si aprì automaticamente e Ice scivolò all'interno. Camminò veloce lungo i corridoi bui fino alla sala del trono.

All'alba, Kain rientrò e Ice gli andò incontro. Il vampiro attraversò la stanza e si lasciò cadere mollemente sul trono, una gamba distesa in avanti e l'altra appoggiata su uno dei braccioli. La vampira accennò un inchino, quindi gli raccontò ciò che aveva udito nei minimi dettagli.

"Dunque è questa la realtà", sospirò Kain. "Ci preoccupiamo tanto dei nemici fuori dalla città, ma è all'interno il pericolo maggiore"

Ice lo fissò senza dire nulla.

"Non importa", mormorò. "E' troppo tardi, Kaleb. Ho trovato un'arma. Un'arma che tu ignori"

To be continued...



Commenti

pubblicato il 21/01/2009 14.33.43
Muse90, ha scritto: Davvero ben fatto! Le domande aumentano e tengono con il fiato sospeso...Che ruolo avrà mai Raven in tutto questo? Lo scoprirò nei prossimi capitoli...Brava come sempre a mio giudizio :-)
pubblicato il 20/02/2009 20.34.42
aNoMore, ha scritto: Purtroppo lavoro e impegni mi stanno tenendo lontano da questo hobby che adoro, non posso neppure leggere i racconti delle persone che seguivo (te compresa), spero di riprendere nei prossimi giorni. Cmq la cosa non sorprende sono al capitolo 19 (La saga della Torre Nera insegna)...

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