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lavoro pubblicato venerdì 16 gennaio 2009
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire Heart: terza notte

di fiordiloto. Letto 850 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ecco il nuovo capitolo! Mentre Kain e suoi sono impegnati nella difesa della città, a casa di Iku arriva un nuovo inaspettato ospite. Aspetto opinioni, critiche e suggerimenti da voi, e sempre vi ringrazio per l'attenzione e il sostegno! Un abbraccio

Terza notte:

Raven

Una fredda pioggia grigia batteva sulla cupola tesa dell'ombrello di Iku, che avanzava fra le pozzanghere dirigendosi verso la fermata dell'autobus. Le auto le sfrecciavano accanto, senza che i conducenti si curassero delle annaffiate che le ruote mandavano sui marciapiedi. I fanalini di coda si lasciavano dietro una scia rossa sulla strada viscida e nera. Al di là della via, i lampioni erano circondati da un nebbioso alone iridescente. La chiamata le era arrivata all'improvviso, proprio mentre serviva ai tavoli del Golden, il locale dove lavorava part-time tre sere a settimana. Doveva essere successo qualcosa di veramente serio, altrimenti papà non le avrebbe mai telefonato chiedendole di catapultarsi a casa in pullman con quel tempo da lupi. Sarebbe venuto a prenderla, come faceva di solito quando pioveva.

‘Spero non sia successo nulla di grave', pensò, mentre infilava le mani nelle tasche per assicurarsi di avere il biglietto. ‘Anche se papà sembrava molto agitato '.

Arrivò l'autobus. Iku salì di corsa e le porte automatiche si chiusero alle sue spalle. Sedette sul fondo, assorta nei suoi pensieri, mentre il pullman partiva traballando nella notte. Quasi mezz'ora dopo, raggiunse la sua fermata e scese a precipizio. Se non altro aveva smesso di piovere. Una fortuna, visto che aveva dimenticato l'ombrello sul pullman. Corse lungo il vialetto, con le scarpe da tennis che facevano cic ciac nelle pozzanghere. Aveva freddo e si sentiva terribilmente umidiccia, ma al momento non aveva importanza. Spalancò la porta d'ingresso e si piegò, posando le mani alle ginocchia per riprendere fiato.

"Sono a casa!", annunciò, a nessuno e a tutti. " C'è qualcuno? Papà? Ci sei?"

"Ah, Iku! Sei arrivata finalmente!"

Suo padre emerse dalla cucina. Il volto oscurato da un'espressone molto seria. Iku rabbrividì. Era come quando la rimproverava. Era...spaventocalmo.

"Che succede, papà? Perché non hai voluto dirmi nulla al telefono?"

"Vieni con me..."

Senza fiatare, la ragazzina lo seguì in corridoio. Al centro del salotto c'era una figura. Suo padre si spostò per lasciarla vedere, e la bocca di Iku si dischiuse in una piccola "Oh!" di sorpresa. Avvolto nell'impermeabile di Ren c'era un ragazzino.

"Questo ragazzo si chiama Raven", spiegò suo padre. "La sua famiglia è stata uccisa da un vampiro malvagio"

Iku si sentì sprofondare. ‘Da un vampiro malvagio? Ma...non è possibile...!'

"Ti spiegherò tutto in seguito. Ho già preparato l'acqua calda. Per favore, aiutalo a ripulirsi. Io vado a parlare con Kain"

"Va...Va bene"

"Brava la mia ragazza. Conto su di te!"

Così, Iku si trovò faccia a faccia con quell'enigmatico ragazzo. Ad occhio e croce doveva avere la sua stessa età. I capelli biondi contornavano un viso cinereo. Se ne stava lì immobile con lo sguardo fisso a terra, come una statua pronta a crollare da un momento all'altro. ‘Che sensazione sgradevole...', pensò Iku. ‘Questo ragazzo trema come una foglia, eppure...in lui c'è qualcosa d'inquietante!'

"Ehm...Il bagno è da questa parte", spiegò.

Due occhi pieni di paura la fissavano, nascosti sotto la zazzera bionda.

"Andiamo...", disse, cingendogli delicatamente le spalle con le braccia.

La porta era aperta. Sul lavandino, Iku trovò la bacinella con l'acqua calda e una spugna. Si disfò in fretta del giubbotto bagnato e tornò ad occuparsi di lui.

"Ti aiuto a togliere il giaccone"

Silenzio.

Lentamente, l'impermeabile scivolò a terra, rivelando una brutta ferita sul lato destro del collo. Il mento, la spalla e metà del petto erano ricoperti di sangue rappreso.

Iku immerse la spugna nell'acqua e la strizzò ben bene.

"Va bene se ti ripulisco?"

Ancora silenzio.

Aveva quasi finito, quando il volto di lui sbiancò improvvisamente. Si aggrappò alla mensola dell'asciugamano e voltatosi inizio a vomitare con violenza nel water. Iku l'afferrò e gli posò una mano sulla fronte, per evitare che il cranio gli andasse a pezzi per lo sforzo.

"E' disgustoso...", gemette il ragazzino. "Sento ancora in bocca il sapore del sangue di quella persona!"

Il disagio di Iku fu temperato dalla pietà. Gli ripulì il viso e gli diede dell'acqua fresca per risciacquarsi la bocca. Poi l'accompagnò a letto. Dopo avergli rimboccato con cura le coperte, tornò in camera sua.

‘Sono esausta', pensò buttandosi di peso sul materasso. L'intera serata le era sembrata un susseguirsi di eventi troppo caotici per avere un senso. In più, suo padre l'aveva lasciata sola con quel ragazzino distrutto dal dolore. Scivolando nel dormiveglia, rivide i suoi penetranti occhi che la fissavano. Erano pieni di angoscia e... di qualcos'altro. Qualcosa che in principio Iku non aveva percepito, ma abbastanza forte da metterla a disagio. Collera. Ecco cos'era! Puro, autentico odio. Nei confronti dell'assassino. E forse anche di tutti i vampiri. ‘E' comprensibile', si disse. ‘La sua famiglia è stata sterminata da un vampiro malvagio. Però mi sembra impossibile! Tutti i vampiri che conosco sono gentili e ammirati da tutti. Ammirati anche...da me...'

Fu svegliata nel cuore della notte da alcune grida inarticolate. Credendo di sognare, si tappò le orecchie e affondò la faccia nel cuscino. Poi capì. Venivano dalla stanza di Raven. A piedi nudi scese dal letto e si diresse in corridoio. Spalancò la porticina e lo vide. Artigliava il cuscino con le dita e il suo intero corpo era scosso dai tremiti mentre continuava a urlare.

‘Poverino', pensò Iku. ‘Sta avendo un incubo'

Si avvicinò in punta di piedi e gli sedette accanto. A quel punto Raven spalancò gli occhi, sorprendendola.

"Allora eri sveglio!", esclamò. "Non riesci a dormire, vero? Lasciami provare una cosa..."

Con dolcezza, gli posò una mano sulla nuca.

"Non so perché funziona", gli disse. "Quand'ero bambina avevo spesso degli incubi. Sognavo cose inspiegabili e mi svegliavo spaventata. Però, quando succedeva, il mio oniisama si sedeva affianco a me e mi metteva la mano così sulla nuca. Quel calore aveva il potere di calmarmi, e così mi riaddormentavo"

Restò con lui finchè i lamenti non divennero solo radi sospiri e lui ricadde nel sonno. Subito dopo si udì il rumore della porta d'ingresso, e Iku scese ad accogliere suo padre.

"Come sta?", le domandò, appendendo il cappotto all'attaccapanni.

"Dorme"

"Menomale. E' stata una serata faticosa. Ti va un tè prima di andare a dormire?"

"Un tè alle tre del mattino?"
"Hai ragione", convenne Ren. "Forse meglio una camomilla. Ci calmerà entrambi"

"D'accordo. La preparo subito"

Cinque minuti dopo erano seduti al tavolo della cucina, sorseggiando camomilla al chiarore di una tenue lucina a muro.

"Che cos'ha detto oniisama?", domandò Iku.

"Dice di tenerlo con noi, per ora. Almeno finchè non prende una decisione definitiva"

"Capisco..."

"La cosa ti crea problemi?"

"No, certo che no! Solo che, quel povero ragazzo...Cosa è successo esattamente?"

"Quando l'hanno trovato i suoi genitori e suo fratello erano morti. Stavano quasi per andarsene, quando si sono accorti che respirava ancora"

"Ha detto di sentire ancora in bocca il sangue di quella persona. Che cosa significa? Che cosa possono avergli fatto?"

"Ha detto così, dunque...". Suo padre si fece dubbioso. "Tu sei nata come un normale essere umano, perciò non puoi saperlo. Per rendere qualcuno un vampiro non basta morderlo. Bisogna prosciugarlo, quasi fino all'ultima goccia, e poi fargli bere il proprio sangue. E' un processo che di solito dura tre notti"

"Perciò, chiunque sia stato voleva tramutarlo in vampiro?", domandò Iku, sconvolta.

"Suppongo di sì. In ogni caso, non ha fatto in tempo. Il processo non è stato completato"

"E in questo caso, cosa gli succederà?"

"Chi può dirlo? Ad ogni modo, intendo prendermi cura di lui"

"Sono d'accordo"

"Bene, però Iku... non rivelargli che tu è Kain siete fratelli. Almeno per il momento, pensiamo sia meglio mantenere il segreto. E' per la tua sicurezza. Lo capisci, no?"

Iku fece su è giù con la testa. "Tutta questa storia è incredibile"

"Al mondo non ci sono solo vampiri amichevoli. Dovresti averlo capito, ormai"

‘Lo so', pensò Iku. "So che ci sono anche vampiri che attaccano gli umani, tuttavia oniisama è diverso, e anche i suoi amici"

"Certamente. Non devi preoccuparti. Siete entrambi al sicuro. Kain e gli altri non permetteranno che vi accada nulla di male"

Finirono di bere in silenzio. Poi Ren si alzò per rimettere a posto le tazze. "Va'a riposare Iku. Ne abbiamo bisogno tutti e due"

Iku annuì. Infine entrambi salirono di sopra.

"Buonanotte, papà"

"Buonanotte"

Avvolta sotto il piumino, Iku si rannicchiò in sé stessa. ‘Posso stare tranquilla. Oniisama è...un vampiro gentile'. Dopo questi pensieri, si addormentò subito.

***

Quando Raven si svegliò, si sentiva come morto. Anzi peggio. Come se qualcosa dentro di lui si fosse spezzato. Giaceva nel letto, con una barriera invisibile a separarlo da tutto quello che accadeva all'esterno. Non era male, perciò decise di rimanere lì dov'era. In un luogo dove non provava desideri né affanni, senza sapere se fossero trascorsi giorni o settimane. La luce del giorno gli feriva gli occhi, così ogni mattina Ren entrava a chiudere le tende. Di notte, invece arrivava lei. La ragazzina, che sembrava fluttuare in un sottile strato di nebbia. Capelli castani le ricadevano a onde lungo i lati del viso. Due occhi color del miele lo fissavano con aria preoccupata. Lo nutriva e poi gli sedeva accanto, posandogli una mano sulla nuca e continuando a parlargli in tono sommesso e gentile. Sebbene Raven non avesse alcun desiderio di rispondere, capiva che quel contatto era l'unica cosa concreta nel suo mondo ovattato. In qualche modo, lo teneva ancorato alla realtà, impedendogli di sprofondare.

Una notte, nella stanza entrarono altre due persone. Un omone così grosso che faticò ad entrare dalla porta e una donna dai capelli rosa. Raven sentì la ragazza discutere con loro sulle sue condizioni. Non riuscì a cogliere del tutto il filo, ma le parole "omicidio" e "trasgressore" furono pronunciate parecchie volte. Poi anche "attacco casuale" e "ce ne siamo già occupati". Quando udì la parola "vampiro", la paura tornò a stringergli lo stomaco e gli strappò un gemito.

"Mamma!", gridò. "Papà!"

Iku gli sedette accanto per prendergli una mano fra le sue. Raven tremava, come se avesse avuto la febbre.

"E' tutto finito, adesso", gli disse. "Ti hanno fatto cose terribili, vero? Ma ora nessuno ti farà più del male, perché io rimarrò accanto a te"

Finalmente, dopo quasi una settimana, Raven sentì la barriera assottigliarsi e infine infrangersi del tutto. Era debole ma vivo, e di nuovo in sé stesso. La tensione all'interno della casa diminuì.

" Ci hai fatto preoccupare, ragazzo!", disse Ren ridendo, mentre lo accompagnava al piano inferiore. "Abbiamo davvero pensato che stessi per andartene!!"

"E' bello essere tornato", disse Raven. "Mi sento esausto, ma abbastanza a posto"

"Benone! A proposito, voglio presentarti una persona!"

In cucina, Iku stava preparando la tavola. I capelli raccolti in un'eccentrica bandana viola. Quando lo vide, gli andò incontro sorridendo.

"Ben tornato nel mondo dei vivi!", esclamò. "Spero tu abbia fame!"

Il suo viso pareva più disteso, adesso. La sua espressione era gioviale, totalmente diversa da quella della ragazzina che gli era stata accanto ogni notte.

"Lei è mia figlia Iku. Si è presa cura di te fin dall'inizio"

"Ti...Ti ringrazio", mormorò Raven, sedendosi a tavola.

"Oh, di nulla! Comunque, la cena è pronta. Che ne dite di mangiare?"

"Io ci sto!", annunciò suo padre. "Ho una fame che non ci vedo!"

"Ottimo! Allora sedetevi!"

Mangiarono e parlarono. Ren tenne banco, narrando a Raven dei giorni in cui era semicosciente. All'improvviso, il ragazzino alzò gli occhi e chiese a bruciapelo:

"Che cosa mi dite dell'assassino?"

Per un secondo, il silenzio regnò sovrano.

"Beh...Era un Innominabile", spiegò Ren. "Un vampiro in preda alla sete sfuggito al controllo del Consiglio. Alcuni dei nostri amici si sono già preoccupati di lui"

"Quindi è morto?"

"Lo hanno acciuffato appena prima che oltrepassasse la barriera intorno alla città. Stava per diventare carne per demoni, ma i vampiri sono arrivati prima. E' rinchiuso nelle segrete del palazzo del Consiglio. Probabilmente, non vivrà a lungo"

A Raven occorse qualche secondo per assorbire la notizia.

"Puoi stare tranquillo", aggiunse Ren. "D'ora in poi, andrà tutto bene. Potrai restare con noi finchè lo desideri"

L'atmosfera era tiepida e familiare. Iku e Ren discorrevano animatamente, proprio come padre e figlia. Per la maggior parte del tempo, Raven si limitò ad ascoltare. Però, un po' per quello e un po' per il buon cibo, sentì il suo cuore alleggerirsi.



Commenti

pubblicato il 16/01/2009 14.50.41
Muse90, ha scritto: Secondo il mio modesto parere la scrittura è scorrevole e impeccabile come sempre. L'entrata in scena di Raven aggiunge carne al fuoco, quindi resto in attesa del prossimo capitolo. Le vicende di Kain e Iku meritano davvero. Lo scenario è oscuro e pieno di insidie come nelle migliori storie di vampiri e come in quelle che piacciono a me. Ps: Se posso permettermi, auspico un futuro rientro in scena del Senzavolto. :-)
pubblicato il 16/01/2009 21.53.09
Mario Vecchione , ha scritto: mi sto gustando i vari capitoli e il commento lo farò alla fine, ad ogni modo concordo con Muse90...se ti capita, senza impegno, ti invito a leggere il mio Big foot di qualche anno fa, un horroraccio ad effetti...

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