ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 13 gennaio 2009
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La vera storia di Enimrac di Grosso Borgo - Prologo

di Klinemar. Letto 1017 volte. Dallo scaffale Fantasia

Presento qui il prologo di un racconto lungo fantasy che sto scrivendo. Tratta cosmologia, teologia, filosofia, storia, linguistica e etnologia del mondo immaginario in cui è ambientato. Background: filosofia del rinascimento e platonismo.

PROLOGO

Molti sono i sentieri inesplorati delle ultime ere di Nostra Terra; dove prima colonne possenti di ricche città, porpore ingioiellate di diplomatici e sovrani, strade di lucida pietra sotto i soli di Cailum, ormai soltanto ruderi selvaggi, felci agitate da venti ignoti e muschi pigri e sempre uguali nelle stagioni. E così, dove prima c’era solo la vergine campagna, l’inesplorata selva o la brulla steppa, ora sorgono le vive pietre ed i legni parlanti della nostra epoca; Fiusis ha compiuto bene il suo dovere, la lungimiranza del suo sguardo ha falciato le antiche civiltà, e ha dato a noi la nuova Via ed i nuovi Luoghi. C’è stato un tempo in cui, però, la forza di Fiusis era un mistero sconosciuto ai più; si viveva ovunque ed a qualunque altitudine come ignorando la sua imminente venuta. Soltanto i maghi, i sapienti ed i pellegrini più coraggiosi potevano reggerne la conoscenza; soltanto l’occhio impavido, il cuore profondo e la mente sgombra riuscivano a non tremare come foglie di Crepuscolo mentre percorrevano le righe profane che nei libri più rari narravano di come Fiusis fosse il movimento stesso di Nostra Terra, dei suoi venti, del suo rinnovarsi in forme sempre esaltanti. Era naturale perciò che Nostra Terra languisse e fosse afflitta da pensieri immobili; le stesse forme che per mano di Uomo o Paud, di Silvano, Megano, o mezzo Etrin, venivano alla luce del giorno o alla tenebra luminosa della notte erano soltanto simulacri ciechi e quasi opposti alle forme radiose delle quattro Vite di Nostra Terra. E per quanto il cuore tremasse di fronte ai freddi marmi di Anantin, alle basiliche elicoidali di Torpin, alle infinite gallerie di Eoron, e a tutte le meraviglie delle antiche Vie e degli antichi Luoghi, lo stupore era allora come l’ultimo barlume di una luce destinata a morire. Adesso invece stupore è per noi la Via percorsa con Fiusis, ed il Luogo che raccoglie la sua forza invisibile.

Quando avvenne tutto ciò? Fiusis insegna che esistono altre divinità, e molte erano adorate prima del Cambiamento. Ma Fiusis ha anche con crudeltà insegnato che il Cambiamento sarebbe stato repentino, e soprattutto senza ritorno. Così, nel cuore dell’antica era viveva già inconsapevole la mano di Fiusis, sebbene vagabonda, solitaria, dispersa ed umile. E non mano di sapiente o mago, né di coraggioso pellegrino era la sua, ma mano di persona ignota, di cui si credeva di sapere tutto, ed in realtà si sapeva ben poco.

LA COSMOLOGIA DELLA PRIMA ERA

Ora, l’idea che gli antichi avevano del cosmo era grossomodo simile alla nostra. Le piccole variazioni dipendono tutte dalla diversità dei Luoghi in cui essi vivevano, sebbene gli attuali sostenitori della dea Stasis vogliano far credere che esisteva presso le Gilde un sapere riposto e a noi ormai inaccessibile. Ma la mia opinione è che non si possono conoscere le Immagini antiche senza prima conoscerne i Luoghi, visto che in quel tempo Immagine e Luogo non erano ancora distinti, e neanche la speranza poteva dunque avere un senso. Ciò che resta di Torpin, ad esempio, è ormai una rovina fumosa, un covo di Etrin malefici; come possiamo conoscere l’Immagine di un Luogo per noi così remoto? Ora invece l’Immagine è intatta, più comprensiva, più fulgida di quella antica, ma non priva di storia; ecco perché dico che le due idee cosmiche (attuale ed antica) sono simili e raffrontabili. Abbiamo già detto perciò che Immagine e Luogo costituivano un’unica cosa; mancava però un’idea completa della Via, idea che sembrava cosa facile e come precostituita o addirittura compresa nell’Immagine/Luogo. Il cosmo era quindi più complesso del nostro; Nostra Terra (allora chiamata Aedis) era di quanto più immobile vi fosse, ma non il grado più basso tra le sfere, componendosi essa di tutti gli elementi della natura, divisi per regni (animale, vegetale, ventoso, luminoso, tenebroso, temporale e vitale) e per composizione (questo, come oggi, a seconda delle cose riscontrabili magicamente in essa). Ad Aedis erano associati gli Uomini, ma non si conoscevano ancora le distinzioni tra Uomini e Paud, se non per forma esteriore. Come oggi, anche allora Aedis aveva luoghi bui e spaventosi; se essi erano ritenuti benefici venivano definiti appartenenti alla sfera del Silvis, patria dei Silvani; se malefici, invece, Meghis, patria dei Megani. I Megani, con i quali oggi conviviamo, erano ritenuti malefici per la loro insondabilità; quelli che oggi ci sembrano i tratti salienti (e belli) del loro carattere, vennero interpretati come tradimenti e malvagità. È quanto avvenne prima ancora che venissero aperti i libri delle Ere; ciò che sappiamo dei libri del Pre-Era, infatti, narra di avvenimenti per noi inconcepibili, dopo i quali fu infranta l’alleanza tra Silvani e Megani; prima si credeva che ciò fosse avvenuto per tradimento dei Megani, oggi sappiamo invece che tutto avvenne per creare un’alleanza ancora più solida attraverso battaglie che non sto qui a ricordare. Infine vi era Cailum e, nei suoi mondi, gli Etrin. Di questi, anche allora i mezzi Etrin erano conosciuti e visibili; gli Etrin puri (con tutte le loro divisioni, benigne e maligne, che impareremo dalla storia) vivevano, come pure oggi, nelle volte di Cailum. Ai tre livelli se ne aggiungeva un quarto, che era il Talsur; ma noi oggi sappiamo che il Talsur è compreso tra vari continenti di Nostra Terra, e lo chiamiamo semplicemente Mare.

Erano adorate cinque divinità per ogni sfera, ma su tutte vi erano le sfere stesse personificate, che non rientravano nel novero delle cinque, e non potevano essere pregate direttamente. La divinità più alta era perciò il Cailum, che veniva confuso con Fiusis. La dottrina che è invalsa dopo il Cambiamento voluto da Fiusis è che Fiusis stesso è la divinità di tutte le divinità, e le comprende tutte senza identificarsi con alcuna di esse. Inoltre, oggi sappiamo che alcune divinità ritenute minori e sottovalutate, sono in realtà potentissime e fondamentali; una di queste, Stasis (appartenente allora come oggi al Cailum) è addirittura secondo alcuni l’antagonista principale di Fiusis e, come tale, anch’essa una divinità separata, non rientrante in nessuna sfera. Però non sto qui a parlarvi di come nacquero le divinità e di come agli albori di ogni Via, di ogni Luogo e di ogni Immagine lottarono tra esse per generare il cosmo in cui viviamo. Ciò è narrato nei libri delle attuali Gilde Magiche, anche se con differenti teorie. Alcune di esse sostengono ancora, come si diceva nella prima era, che i quattro corpi di Cailum, ossia Fas, Dunkeon, Eierin e Drozir, siano divinità; tuttavia oggi la maggior parte di noi giustamente crede che i Quattro Celesti (come chiamiamo i volti di Cailum) rappresentino soltanto dimensioni parallele di Cailum stesso, e ad esso inferiori. Altri ancora pensano che essi siano pianeti, altri dimensioni, altri Etrin di origine ancestrale e privi ormai di forza e vitalità; le teorie abbondano e non è questo il luogo per discuterne.

NOSTRA TERRA DURANTE LA PRIMA ERA

Il Talsur della prima era, ciò che oggi chiamiamo Mare, e che allora era ritenuto una sfera cosmica di natura mediana tra Meghis e Cailum, rappresentava il confine invalicabile di Nostra Terra; fu al termine della prima era stessa che il leggendario Silvano Talsurin abbandonò i suoi boschi e, raggiunte le sponde luminose di Limextremus (il luogo che noi oggi chiamiamo Antiche Mura), si imbarcò con un manipolo di pellegrini e stregoni deciso ad esplorare lo sconfinato oceano. Quando egli tornò, si dice dopo 3000 Cronache Compiute (più meno 3000 pagine dei libri di quel Tempo), la prima era aveva da tempo lasciato spazio agli eventi della transizione che noi chiamiamo seconda era; Talsurin portò con sé un resoconto dei viaggi compiuti nel quale si narrava dell’esistenza di terre lontanissime; flora, fauna e popolazioni ignote, civiltà di storia anteriore alla nostra Pre-Era, Luoghi inesplorati e, forse, Vie differenti. Lo sconvolgimento provocato dall’acquisita consapevolezza di altri continenti nascosti alla vista dall’orizzonte del Talsur, e di un decorso di eventi assolutamente indipendente dal nostro, condusse i maghi, i sapienti e tutti i saggi detentori dei libri del Tempo, a porre la parola fine alla seconda era, inaugurando la terza; in essa Talsur fu per la prima volta nominato Mare, non più sfera cosmica e alveo magico di Nostra Terra, ma strada, difficoltosa e impervia, verso Luoghi ignoti di identica collocazione nella scala delle forze. Si discusse a lungo, e se ne discute ancora oggi, se il Mare fosse un elemento compositivo di Nostra Terra, o un semplice Luogo che unisse croste pesanti e lontane. E secondo quale era, ci si chiedeva e ci si chiede, il Mare cresce nel Tempo? I libri delle ere, a noi noti e da noi utilizzati, hanno validità anche per esso? Sono tutte questioni che si allontanano dalla nostra storia, ma il culto di Fiusis, che intanto si è affermato, ha aiutato sicuramente a concepire il Mare come qualcosa di più che un semplice Luogo, essendo le sue acque eterne, ed i suoi abissi reconditi, almeno per il momento, inconoscibili per noi (infatti qualcuno ritiene che gli abissi del Mare racchiudano sfere Meghis, e Megani di natura straordinariamente diversa da quelli delle terre emerse). Sicché non ci volle molto prima che questa scoperta epocale dovuta a Talsurin venisse associata a quella del Cambiamento, e con essa operasse ai fini di una redistribuzione repentina dei regni di Nostra Terra. (Il resoconto dei viaggi, scritto da Talsurin, è ritenuto uno dei primi libri della terza era, ed è andato perduto. Le odierne Gilde Magiche ne hanno fornito versioni letterarie di inestimabile bellezza. Esse andrebbero lette quantomeno dopo l’apprendimento della presente storia di Enimrac)

Durante la prima era, Nostra Terra era divisa in regni di varia estensione, ognuno dei quali faceva capo ad una città; la polvere dei fatti si è depositata sugli edifici e le forme delle antiche civiltà, e la memoria di molte di esse è ormai svanita. Sappiamo che ogni regno aveva la sua razza dominante, ed il suo culto principale in relazione ad una delle divinità delle (allora quattro) sfere cosmiche. Ad esempio, Màxuras, come lo stesso nome lascia intuire, era una città Silvana adoratrice di una divinità di Talsur, in quanto situata e distesa lungo le ventose Coste Rocciose a nord-ovest. Forse a Màxuras si adorava Glacis, la terza divinità di Talsur, anche se questo culto, evidentemente, doveva sposarsi ben poco con l’indole boschiva dei Silvani. Altri quindi sostengono che la venerazione principale spettasse ad Algheus, la quinta divinità talsuriana, il cui dogma era (giacché Algheus è ormai adorato solo da pochissimi fanatici) l’unità della forza cosmica animale e vegetale. Come che fosse, nessuno sa perché le razze fossero distribuite come erano distribuite, ma tutti siamo concordi, oggigiorno, nel dire che le città sorsero inizialmente in stretta connessione con questa distribuzione: la commistione delle razze, infatti, era molto meno accentuata, ma non inedita, e i Megani, come già detto, vivevano isolati in città spesso cancellate dalle carte. Addirittura, alcuni diffidavano delle splendide città Etrin, che i maghi e i sapienti meno progressisti ritenevano sacre e inaccessibili quanto i templi di Cailum, per chi non avesse adeguata dottrina. Un genere letterario molto diffuso era infatti quello della “guida alle città Etrin”, in cui si narrava della loro conformazione e delle leggende legate a quei Luoghi. Ciò ovviamente faceva dei mezzi Etrin delle entità molto più divine ed eteree di quanto effettivamente fossero.

Non starò qui ad elencare i regni e la loro posizione, la storia delle guerre e delle vermiglie notti della prima era; né di tutto ciò che concerne la flora e la fauna. Queste notizie abbonderanno nel corso della storia, in quanto costituiranno parte principale della formazione di Enimrac.

LINGUE, NOMI, GENEALOGIE E CRONOLOGIA

Nella prima era, come oggi, esisteva una grande quantità di lingue. Secondo gli studiosi della nostra era, ne esistevano almeno 30; di queste 5 erano Umane, 3 Paud (ma allora non si distingueva in quanto i Paud erano ritenuti piccoli uomini, o nani), 6 Silvane e 6 Megane, 10 Etrin. I maghi ed i sapienti ritengono che il numero di queste lingue sia spiegabile in base ad una precisa visione del cosmo; secondo essi, ad esempio, è significativo che nessuna razza avesse solo 4 lingue, ossia un numero di lingue uguale al numero delle sfere cosmiche. Le lingue variavano da luogo a luogo, e due popoli Silvani potevano comprendersi solo fino a un certo punto se parlavano lingue differenti. L’Alto Silvano ed il Basso Silvano, ad esempio, differivano in una serie di parole riguardanti (come ci si poteva attendere) le divinità del Silvis; Sotobos, ad esempio, era chiamato anche “dio degli inferi” in Alto Silvano, “dio del suolo” in Silvano Basso. Ma grossomodo tutte le razze usavano lo stesso criterio per l’attribuzione di nomi a cose, persone, sfere, divinità e via dicendo, a seconda del Luogo (non distinto dall’Immagine) e della Via che riscontravano in esso. Quindi il nome era per essi un qualcosa di più che la mera composizione cosmica di ciò che in quel modo veniva chiamato; una foglia, ad esempio, poteva essere definita “carne verde” se viveva nei pressi di una città e serviva come pascolo per una qualche bestia da allevamento, oppure “corda del vento” se nasceva in luogo ventoso. Anche oggi abbiamo una varietà linguistica simile, sebbene la separazione che Fiusis ci insegna dell’Immagine dal Luogo ci aiuta a dare alle cose nomi meno cangianti e più stabili nel tempo e nello spazio.

Le lingue venivano fatte risalire ad un progenitore unico; ogni regno aveva il suo, come noi oggi abbiamo, o crediamo di avere, il nostro. Un mago, un guerriero, un re, un pellegrino, o un semplice mortale. Ma oggi, che il culto di Fiusis è nella maggior parte dei casi invalso, Enimrac è per noi più se un semplice progenitore, così come Talsurin è più di un semplice esploratore del Mare.

La divisone del tempo si compiva in modo praticamente identico ad oggi. Si considerava l’inizio di un’era in relazione alla chiusura di un libro dell’era precedente e all’apertura del libro dell’era presente; la prima parola, che magicamente compariva sul foglio della nuova era, segnava l’evento luminoso alla base di una nuova fase della storia. Già durante la prima era, però, lo smarrimento dei divini libri di ciò che oggi chiamiamo Pre-Era, fu visto come più che un semplice passaggio di era; per quanto importante sia stato il passaggio dalla prima alla seconda era, o dalla seconda alla terza, nulla è paragonabile al passaggio dalla Storia-non-detta alla Storia-narrata-nei-libri. La prima era fu perciò cosciente di rappresentare il primo gradino di un’enorme biblioteca, ma ebbe la presunzione di non dover guardare oltre. Così, quando nei libri del Tempo si dovette narrare del Cambiamento voluto da Fiusis, vi fu una lotta sanguinosa, che noi narreremo, tra quanti ebbero la forza di ribellarsi al passato, e quanti invece invecchiarono sempre più simili alla polvere di Anantin.

Ogni era ha un numero imprecisato di libri del Tempo; si ritiene che la prima era ne avesse all’incirca 7, e che ognuno di essi riguardasse un aspetto del cosmo. Importantissimo fu, soprattutto, il libro del Tempo che nella prima era narrava quanto ancora si ricordava della Pre-Era. E ciò che noi ancora oggi sappiamo di quel tempo così lontano e nebuloso, lo dobbiamo soltanto a quel libro, il cui autore fu un potentissimo mago, che pare si chiamasse Nixoril.

Abbiamo detto tutto quanto ci serve sapere per seguire come si deve i passi di Enimrac, e molto ancora lo apprenderemo attraverso ciò che egli apprenderà. È perciò il momento di iniziare la storia che riguarda gli ultimi eventi narrati nei libri della prima era.



Commenti

pubblicato il 14/01/2009 17.22.52
Klinemar, ha scritto: Prima di pubblicare il seguito (ossia la storia vera e propria) vorrei conoscere qualche vostro parere...
pubblicato il 14/01/2009 20.45.46
Mario Vecchione , ha scritto: è un lavoro denso, compatto, dal forte spessore culturale, mi complimento e ti invito a proseguire: c'è anche il bisogno di soffermarsi su un po' di cultura meno banale, della tanta che si vede e si legge in giro...
pubblicato il 14/01/2009 21.12.06
yogyety, ha scritto: mi piace e pieno di argomenti che mi interessano e affascinano e si fa leggere volentieri
pubblicato il 14/01/2009 23.34.51
Klinemar, ha scritto: grazie mille...ho postato la prima parte del capitolo 1. spero vi sia gradita!

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: