ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 3 gennaio 2009
ultima lettura sabato 30 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La serpe

di EvaFerrari. Letto 727 volte. Dallo scaffale Generico

Ci sono giorni in cui la lingua va da sè, in cui tacere sugli argomenti che per pura formalità eviti è impossibile. In quelle ore non cogli la differenza tra morsi e carezze, non distingui i tabù e sputtani tutto ciò ...

Ci sono giorni in cui la lingua va da sè, in cui tacere sugli argomenti che per pura formalità eviti è impossibile. In quelle ore non cogli la differenza tra morsi e carezze, non distingui i tabù e sputtani tutto ciò che ti passa per la testa. Ogni singola parola è una coltellata, un cazzotto nello stomaco, una ginocchiata nel basso ventre. Pur sapendo di ferire, sebbene tu riconosca il male procurato, non puoi frenarti. Ci vorresti provare, ma la lingua biforcuta corre più in fretta del tuo pensiero. Solo dopo aver ferito ti rendi conto di tenere tra le mani un vetro tagliente, soltanto quando hai morso capisci di essere una serpe velenosa. E t'allontani. Speri di non incontrare nessuno per strada, di non sentire uomini parlare alle spalle, ti auguri che in quelle ventiquattr'ore tutti spariscano, si dileguino nel nulla. Invece, proprio in quella giornata, amici perduti ti ricercano, ragazzi si fanno avanti, idioti ti fraintendono e parenti ti soffocano. E vorresti scappare, chiuderti in una stanza e buttare la chiave per ritrovarla il giorno dopo. Pensi a tutto e a nulla, ti sfoghi, ma chi potrebbe appoggiare una stronza? Ti rifugi in illusioni, in lacrime che non vengono giù, in arrabbiature che vorresti sfogare e poi dimenticare. Cinica, masochista, odiosa, maledetta, ma perchè? In fondo sei soltanto sincera, oltremodo schietta, diretta. A nessuno piace la chiarezza eccessiva, pochissimi ammirano la verità assoluta. Se un uomo è troppo pesante, se puzza, s'è antipatico, se infastidisce o se è particolarmente casto perchè non gli si dice la vertità? Perchè non dobbiamo dire ma-quanto-sei-pesante, accidenti-quanto-puzzi, sei-a-dir-poco-antipatico, m'infastidisci o, ancora, sei-un-prete-perdio! Perchè le formalità devono farci sostenerte il contrario, negare l'evidenza, affermare l'impossibile? Non ci sto, mi piace essere una serpe velenosa, malvagia, assassina. Perchè è così che mi sento in pace con me stessa, quando sputtano tutto ciò che la società mi obbliga ad omettere dalle mie conversazioni, dalle relazioni pubbliche. Credo che l'ipocrisia sia letale, che le illusioni siano sinonimo di omicidio. Ritengo che il silenzio equivalga alla nullità, all'apatia, allo scoglionamento più vergognoso. Tacere significa annuire al buio per poi negare d'averlo fatto, rinunciare alla propria posizione per lasciare spazio a quella altrui. E così mi chiedo: può un uomo ritenere insignificanti le proprie ragioni? Può sopprimere la propria indole? No! E se lo facesse? Come lo definiresti? Un debole, un inutile, un sottomesso. Non un uomo, no, accidenti. Un eunuco, al limite. Ecco, sostengo che il mondo sia pieno di eunuchi. In fondo a prima vista anche l'eunuco sembra un uomo, ma non lo è e non lo sarà mai. L' unica differenza è che l'evirato è stato sfortunato, è stato privato degli attributi che lo qualificavano, l'uomo no. L'uomo e la sorte avversa non si sono mai incontrati, l'una non ha mai determinato la vita dell'altro. Ed è questo ciò che mi fa arrabbiare. Il castrato può giustificarsi, l'uomo no. Questo discorso vale pure per il gentil sesso eh, non tralascio generi. Certo, in termini differenti, ma il problema è il medesimo. L'indignazione più grande da riservare alle donne è un'altra. Accuso le donne dal pulpito quasi come se io non fossi una di loro. Una volta tanto sarò obbiettiva in toto e analizzerò le pecche del mio adorato genere d'appartenenza. Nascere donna vuol dire avere delle responsabilità specifiche, significa saper dire no con cognizione, equivale a riconoscere d'avere il coltello dalla parte del manico e saperne fare un buon uso. La scaltrezza è donna, così come la negazione, la disobbedienza, la determinazione e l'intrepidezza. Sì, quest'ultima è forse quella che dovrebbe meglio definire il genere, invece spesso viene ignorata, gettata nel dimenticatoio, sotterrata e poi sostituita con la debolezza. Ebbene sì, la donna è anche debole e non c'è affermazione più dura da fare. La fragilità caratterizza le donne, è un gene che qualsiasi bambina, ragazza, donna o anziana dovrà prima o poi scoprire. Questo è il difetto più grande, il muro più spesso da abbattere, l'ostacolo più alto da scavalcare. Come ogni aspetto deficitario, tuttavia, può essere analizzato, affrontato e migliorato. Molte donne si rifiutano di farlo e, proprio in queste situazioni, mi ritrovo ad odiarle, a guardarle con aria delusa e schifata, quasi m'avessero fatto chissà quale sgarro. Ecco, le signorine dalla lacrimuccia facile, le fanciulline gne-gne, mi fanno rabbia. Nauseanti bamboline prive d'ideali, di progetti, di obbiettivi, preoccupate soltanto delle loro unghie lunghe, delle loro gambine perfettamente depilate ed aggiornatissime sul gossip. Nocive per il nostro genere. Se avessi una lista di proscrizione sarebbero le prime a comparire nell'elenco. Odio anche quelle che fingono di non aver la forza neppure per aprire una bottiglietta d'acqua, quelle che ridacchiano per ogni stupidaggine, le schifiltose e le gallinelle, le bugiarde e le racchie che se la tirano quasi fossero tutte delle Moniche Bellucci o delle Maryline Monroe. Se c'è, però, una categoria che proprio non digerisco è quella delle accomodanti. Quante donne non s'oppongono alle ingiustizie? Quante? Troppe! A quant'ammonta il numero delle ragazze stuprate che poi optano per un religioso silenzio? Ora, mi chiedo, perchè una donna non dev'essere libera di passeggiare per un vicolo? Per quale motivo devono esserci animali che, privi di raziocinio, le possano saltare addosso e poi passarla liscia? In fondo, allora, più eunuchi non guasterebbero?! Sebbene il genere femminile si sia risollevato notevolmente non basta. Ed io non faccio altro che pensare al 8 marzo del ' 72 a Campo de' Fiori e chiedermi se davvero è servito far scendere in piazza centinaia di donne contro la violenza e la sottomissione. Perchè degeneriamo? Per quale ragione non lottiamo più contro le ingiustizie? Basta. Concludo, con un po' di veleno in meno nella mia bocca da serpe malvagia.



Commenti

pubblicato il 03/01/2009 16.21.00
SalCast, ha scritto: Accidenti che caratterino! Mi hai ricordato molto le accese discussioni con mia figlia. Complimenti non mollare...
pubblicato il 03/01/2009 16.24.40
EvaFerrari, ha scritto: Grazie SalCast, mi pare d'aver già commentato un tuo lavoro. A presto.
pubblicato il 03/01/2009 20.41.29
Mario Vecchione , ha scritto: rabbia tosta, determinata, efficace, ok Eva...
pubblicato il 03/01/2009 21.05.04
Schnier, ha scritto: MI piace la tua lucidità..sei un'attenta osservatrice

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: