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lavoro pubblicato mercoledì 17 dicembre 2008
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'esattore - Opera ciceriana

di progettocicero. Letto 981 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Opera Ciceriana" composta da Pietro Cadeddu con immagini di MariaVittoria Argenti. Le opere ciceriane sono componenti preziose del patrimonio culturale del Progetto Cicero che si adopera per la loro diffusione...................

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di Pietro Cadeddu

Quella stanza mi sembrava troppo grossa.
Un passo dopo l'altro, un tempo scandito da un orologio a cucù messo al muro. L'atmosfera intorno a me era cupa, e non mi riferisco a quel colore marroncino della vernice posta alle pareti, che con quel buio profondo sembrava nero.

Non erano facili quei momenti, nonostante tutto non ero ancora abituato a quel tipo di situazione, me n'ero andato da pochi giorni del resto. Mi domandavo se in qualche modo ci si potesse mai abituare a tutto questo.

Il vociare delle gente dal primo piano si sentiva distintamente e m'aiutava a non pensare, Baton Rouge quella sera era un proliferare di gente al limite della pazzia, purtroppo questo per me voleva dire di solito tanto lavoro.
L'uragano Katrina non aveva affondato il magnetismo di questa città, quell'inspiegabile magia che t'attraeva ogni volta.

Ognuno nella vita ha un compito mi dicevo, ed io ho il mio, ma poi la mia era vita?

Erano due notti che non riuscivo a dormire, più che un look da essere maschile selvaggio ed affascinante, sembravo un selvaggio fetido, e questo abbassava i punti del mio fascino, ed uno come me deve per forza creare fascino, e uno dei più classici luoghi comuni.

C'era un bagno in casa, lui tardava , così ne approfittai per un doccia.
La Jacuzzi aveva segni d'uso recente, un tanga femminile troneggiava sull'orlo della vasca, pensai che almeno s'era divertito prima dell'ora X.
Una doccia calda finalmente, di certo con l'acqua non potevo lavare via i peccati, anche perché ormai era decisamente tardi, ma potevo stare decisamente meglio.
Tirato a lucido, mi risentivo finalmente me stesso, la gente s'immagina che uno nella mia condizione debba puzzare ampiamente, a pensare che io odio lo sporco.

Il porto Sandeman spiccava fiero nel banco bar vicino alla finestra, nel mobile dello stereo “Back in Black” in vinile attraeva le mie attenzioni, e con Angus non potevo resistere. Caricai il disco, mi versai un po' di Sandeman, e continuai a consumare, con uno stile che sicuramente mi garbava di più, il preludio all'ora X.

Mentre il mio Sandeman stava per finire, sentii una chiave infilarsi nella toppa, e chi interrompe il mio Sandeman rischia di creare una grossa incazzatura alla mia parte oscura, quindi a gran parte di me stesso.

"Prendo quello che mi serve e la chiudo in fretta" pensai subito.

Lui mise piede nella stanza, con accanto una piccola stella persa nel mare di merda della vita. Maximilian era il suo nome, che nome altisonante per uno stronzo, ma la vita mischia le cose in maniera tutta sua.
S'avvicinò, e come immaginavo tirò fuori subito la sua calibro 44 , l'unica donna che riusciva a dominarlo.

“Max! Posso chiamarti Max, vero?” esclamai.

Vi risparmio la parte in cui lui mi promise le pene dell'inferno se non l'avessi lasciato andare, perché altrimenti penso mi scapperebbe seriamente da ridere, prima a me, e dopo a voi.

Max era un tipo disposto a sacrificare tutto per il successo, e qualcuno purtroppo per lui di molto in basso, l'aveva già sentito qualche tempo fa,e fidatevi, è uno che non dimentica .

“Max” gli dissi “rendimi facile il compito, vieni con me, io mi prendo ciò che mio ed al fiore accanto a te, per questa notte restituiamo un minimo di dignità”.

Max come tutti i tipi uguali a lui era un "cagasotto", e con due “carezze” ben date, lo trascinai fuori dall'appartamento, dopo aver lasciato 200 dollari al piccolo fiore che era con lui (... chi l'ha detto che uno come me non deve essere sensibile).

Dopo tutta questa storia vi chiederete chi sono io. A volte me lo chiedo anch'io.
Di certo vi posso dire il mio nome e ciò che faccio: mi chiamo Maximus Numb e sono l'esattore della tasse di colui che è padrone di ciò che sta sotto i vostri piedi, come lo chiamate voi “ Satana”, nome che per altro non sopporta , vi consiglio quindi di stare attenti.

No, non sono l'esattore della tasse classico, quelli all'inferno ci sono finiti prima di me .
Sono solamente colui che s'occupa di prelevare, ciò che voi sacrificate in nome del vostro unico e vero Dio:il denaro. Parlo della vostra anima; sì, avete pensato bene, quell'insieme di buoni propositi a cui rinunciate, quando non riuscite ad ottenere immediatamente ciò che volete.

Quanto ci facilitate il lavoro, a volte m'annoio pure, vi basta un nulla per cadere in tentazione.

Adesso vado, il capo m'aspetta.
Ha un locale a Memphis sulla Beale Street, il “Satan's Bed”.
E' un posto carino, l'unico suo reale difetto come potete ben immaginare, e l'alta temperatura interna dei locali, ma a parte questo vi trovereste bene .

Venite a trovarmi coraggio, se vi comporterete bene prometto che non vi porterò via nulla.

"Cosa faccio al "Satan's Bed?!"

Ma pensate veramente che uno come me non debba avere una vita propria?!

Ah, voi essere umani! Siete un'unica idea precostituita, su tutto.
Incontrerò la mia amata vampira, regina del mio oscuro cuore.
Il nostro è stato un amore al primo morso.

"Volete dei dettagli su com'è cominciato il nostro Amore?"

Ve li potrei anche dare miseri, curiosi esseri umani, ma poi voi in cambio: COSA MI DATE?

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Foto intitolata "Io sono la morte" scattata da MariaVittoria Argenti



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