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lavoro pubblicato sabato 13 dicembre 2008
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

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Xander's World [Il Nuovo Mondo]

di JustMe. Letto 658 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sono Alexander Xander,  e vivo in un mondo non come quello in cui voi risiedete.  Avevo 21 anni, e la mia vita non andava a gonfievele.  L'università non era adatta alla mia persona, nè quest'ultima lo era nei confronti del...

Sono Alexander Xander, e vivo in un mondo non come quello in cui voi risiedete. Avevo 21 anni, e la mia vita non andava a gonfievele. L'università non era adatta alla mia persona, nè quest'ultima lo era nei confronti dell'università. A trovare un lavoro non ve ne parlo neanche. Campavo ancora con i soldi dei miei ma che ahimè, anche loro sarebbero dovuti sparire un giorno o l'altro. Perchè parlo come se tutto fosse concluso vi starete chiedendo... beh perchè forse in realtà è davvero tutto finito. La vita che avevo prima, per quanto schifosa potrebbe risultare, non è minimamente paragonabile a ciò che è ora la mia vita. Un giorno mentre sdraiato sul letto in camera mia meditavo a ciò che allora di meditar mi giungeva, ecco che odo il telefono squillare. Nessuno v'era in casa oltre al sottoscritto. Mi alzai dunque interrompendo i miei pensieri per andare a rispondere. Nonostante ci misi alcuni minuti per alzarmi, ed incamminarmi nella stanza nella quale il telefono era sito (stanza che era distante dalla mia dato l'enorme spazio, fin troppo inutilizzato che in casa vi era) lo squillo non cessò, dato che sta a significare che a telefonare era un qualcuno che sapeva con certezza che in casa ci fosse qualcuno. Ma chi poteva sapere con tale certezza che v'ero solo io, non avendo io alcun amico che si preoccupa di chiamare a casa. Mentre la mia mente era occupata in questi sottili ragionamenti che sempre m'accompagnano, arrivai finalmente ad alzar la cornetta e a rispondere. Dall'altra parte però nessuna voce a replicare, solo il silenzio. Silenzio. Stetti lì, in silenzio anch'io per qualche istante, al termine dei quali riagganciai. Nel momento stesso odo il suon del campanello della porta. Mi affrettai, un pò perplesso da tale sincronismo, ad andare ad aprire. Aperta la porta mi trovai dinanzi due persone alquanto strane per aspetto ed atteggiamento. L'uomo sulla sinistra era piùttosto alto, fisico atletico ed asciutto. Capelli biondi, lisci e lunghi fino alle spalle tirati per la maggior parte all'indietro. Occhi azzurri. Masticava una gomma ed il suo abbigliamento prevedeva un solo smanicato nero di pelle sotto il quale si poteva intravedere null'altro che suoi muscoli. Alle gambe un paio di jeans scuri e ai piedi neri anfibi. L'uomo sulla destra era basso, piùttosto paffutello, cchi e capelli neri con questi ultimi corti e di cui era privo in prossimità dell fronte. Indossava una camicia bianca a mezze maniche ed anch'egli, come l'altro, dei jeans scuri così come gli anfibi ai piedi. Sul suo volto si poteva intravedere un sottile sorrise compiaciuto. Solo dopo alcuni attimi mi resi conto che quell'abbigliamento non era proprio consono all'inverno inoltrato in cui eravamo. Gli domandai <posso aiutarvi?> il più basso rispose <certo, è proprio per questo che siamo venuti da te>
Guardai i due ambigui individui con aria sempre più perplessa ed anche preoccupata. Domandai loro cosa vollero. La loro risposta fu data stavolta dal più alto che disse <portarti via con noi> ed in contemporanea con queste parole l'uno m'afferrò il braccio sinistro e l'altro il destro. In quel preciso istante chiusi gli occhi. Volevo ribbellarmi, ma sentii le forza che mi mancavano. Quando riaprii gli occhi ero in un mondo invaso da fiamme che tintegiavano tutto ciò che mi circondava di rosso. I due individui dissero :<ecco, cosa puoi fare per noi...fà subito ad imparare l'arduo mestiere, poichè questo sarà il tuo compito finchè qui rimarrai...> prima di sparire senza che io potessi rendermi conto di dove potessero essere andati....
Fine Prima Parte.


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