ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 13 dicembre 2008
ultima lettura venerdì 23 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Pietra.

di JustMe. Letto 1009 volte. Dallo scaffale Fantasia

Parole si formano dinanzi ai miei occhi , su di uno schermo che illumina l'oscura stanza, quanto basta per poter scorgere le mie dita che scorrono su una tastiera pigiando tasti in rapida sequenza.Ed è qui che mi ritrovo ogni sera, a f....

Parole si formano dinanzi ai miei occhi , su di uno schermo che illumina l'oscura stanza, quanto basta per poter scorgere le mie dita che scorrono su una tastiera pigiando tasti in rapida sequenza.
Ed è qui che mi ritrovo ogni sera, a formulare frasi che rispecchino i miei pensieri e cercando di dar risposte a domande che mai ne hanno avuto una. Quante notti passate insonne cercando di far prevalere sulle altre, una sola fra le tante teorie da me forumalte. Teorie che possano rispondere alle domande alle quali più di tutte l'uomo vuole conoscere risposta. Ed è così ch'io vivo, pensando e ripensando cento, mille volte a tutto ciò che può essere ragionato.

LA SCOPERTA:
Così una sera mi ritrovai in solitaria compagnia a fare una passeggiata all'area aperta, una come tante ch'io faccio solitamente sempre con mille e più pensieri che rapidi scorrono nella mia mente, figurandosi quasi come immagini astratte, o comunque prive di una sostanziale realtà. Ero uscito di casa alle 19.35 circa. Incontrai un amico di lì a poco con il quale mi fermai a parlare per qualche minuto, poi mi disse di avere un impegno e andò via. D'un tratto sentii un impulso che mi spinse a cambiare la solita strada che percorro ogni qual volta faccio le mie passeggiate, non so quale potesse essere l'ambiguo motivo di tale decisione, ma la feci senza pensarci poi tanto.
Mentre ero immerso come sempre nei meandri più nascosti dei miei ragionamenti, ecco che il mio sguardo cade su di un oggetto che giace per terra, lungo il marciapiede. I miei occhi si soffermano su tale oggetto, che ad uno sguardo più attento si rivela essere una pietra. Non è tuttavia una pietra normale, ma ha qualcosa di particolare.. un qualcosa che forse l'animo mi suggeriva, ma che la mente non poteva comprendere. Mi decisi a raccogliere questa pietra, così da poterla osservare meglio data la scarsa presenza di luce nel loco. Ha un colore viola, ma non un viola classico, è un colore che non può essere spiegato a chi mai l'ha veduto. La forma era ovale, non perfettamente liscia, bensì livellata, come se fosse stata tagliata più e più volte in varie direzioni. Decisi di metterla nella tasca del cappotto e di esaminarla con più calma una volta rientrato a casa.

IL POTERE DELLA PIETRA:
Mentre mi dirigevo verso casa avevo le mani nelle tasce del cappotto dato il freddo che stava calando. Ero quindi in contatto con la mano destra con la pietra che in quella tasca avevo riposto . Mentre proseguivo il mio cammino, ecco che la pietra si faceva calda, sempre più calda. Mi fermai. Presi la pietra e la tirai fuori dalla tasca. Era più luminosa, forse solo perchè il luogo era più illuminato rispetto a quello precedente, ma lì successe qualcosa che ancora oggi non sò spiegarmi. Mi guardai attorno mentre la pietra era divenuta calda, ma non bollente, un caldo piacievole. Scrutandomi attorno vidi che tutto, persone, macchine e i rami degli alberi mossi dal vento diventavano sempre più lenti, fino a fermarsi completamente per qualche istante. Brevi istanti nei quali la pietra divenne così luminosa che dovetti chiudere gli occhi e quando li riaprii tutt'intorno a me era bianco. V'ero solo io e la pietra che stringevo nel pugno della mano destra. Ebbi paura, pensai d'esser morto, non udivo nulla se non i battiti del mio cuore che mi fecero capire che ero ancora vivo. Quattro battiti. Chiusi gli occhi, e quando li riaprii, mi trovia dinanzi alla porta di casa mia. Stetti lì per circa 30 secondi, guardandomi attorno e pensando a cosa fosse successo. Sconvolto dall'accaduto, presi le chiavi dalla tasca sinistra senza cercare in un primo momento la pietra. Aprii la porta ed entrai in casa, chiudendo la porta dietro di me.
Mi ritrovai mia madre davanti che mi guardò un pò perplessa e disse:"ci hai ripensato?" Mi domandai a cosa si riferisse, e non trovando risposte lo chiesi a lei: "ripensato a cosa?" lei rispose:"ad uscire"; ero ancora più confuso di prima, guardai l'orologio, e vidi che erano le 19.35 circa. Mi assicurai che l'orologio non si fosse fermato. Andai subito al piano superiore, dov'è la mia camera senza rispondere a mia madre. Chiusi a chiave la porta della camera, mi allungai sul letto e cercai di dare una spiegazione a tutto... ma invano. Fu allora che controllai nella tasca del cappotto se ci fosse ancora la pietra. Non la trovai. Controllai nelle altre tasce, ma nulla. Era come se fosse sparita, era come se tutto il tempo che avevo impiegato nel trovare la pietra fosse stato cancellato, ma non nella mia mente. Cercai conferme, e l'unica che potessi ricevere era solo quella di chiamare l'amico che avevo incontrato quella sera. Lo chiamai, gli chiesi se quella sera ci eravamo incontrati, ma lui mi disse un pò stupito di no. Questa era la conferma che cercavo, ma nonostante questo, non riuscivo a spiegarmi dell'accaduto. Ed è proprio così che ora io vivo, cercando di dare una risposta a tutto ciò...



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: