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lavoro pubblicato domenica 7 dicembre 2008
ultima lettura giovedì 11 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ERBA VERDE

di Alessandro8790. Letto 1158 volte. Dallo scaffale Sogni

Un riassunto che trasmette il succo di quella che vorrebbe essere la storia di un adolescente che si avvicina al mondo del calcio passando, come abbiamo fatto tutti, dalle partitelle con gli amici al tentativo di farne un vero e proprio lavoro.

Matteo aveva 13 anni quando quell'estate suo cugino lo andò a trovare nel suo paese natio. Bacoli era un posto di villeggiatura, ma era un paese piccolissimo dove pochi svaghi erano raccolti tutti nella villa centrale. Andrea aveva sempre passato le estati a Bacoli, col cuginetto maggiore, ma Matteo stavolta lo trovò cambiato. Nonostante fosse più piccolo, dimostrava più carattere e più vivacità. Nel corso dell'anno, a Napoli, Andrea era stato contagiato da una passione: il calcio. Aveva cominciato a giocare con gli amici della città, per strada, o sulle salite dei parchi. L'estate era il periodo migliore per mostrare tutta la sua abilità in quel gioco che è sempre stato momento di incontro per tutti i ragazzini come lui. A soli 12 anni, Andrea sapeva fare già una ventina di palleggi e dribblava benissimo, possedeva un'ottima velocità ed un tiro abbastanza potente. Matteo a calcio non ci sapeva giocare, non conosceva neanche le regole, ma le amicizie in spiaggia, che si basavano solo e sempre su quel gioco, lo videro costretto a provare a giocarci. Non era bravo, e gli amici lo mettevano sempre in porta. Un giorno, fu organizzata una partita su un campetto di calcetto, vicino casa di Matteo. Venne invitato anche lui. La partita si giocava 6 contro 6. Era la prima volta che Matteo vide un campetto in erbetta sintetica, nonostante quel campo fosse vicino casa sua. Suo cugino Andrea si destreggiò in modo autorevole (giocava nella squadra avversaria), beffeggiandolo in certi frangenti (Matteo venne impiegato in difesa). La partita si stava concludendo e la squadra nella quale giocava Matteo stava perdendo di 6 reti di svantaggio, quando il ragazzo prese palla sulla metà campo e con un'istintiva bordata mise a segno la rete del 5 a 10. Aveva segnato da metà campo, era stato il gol più bello della partita, ma lui neanche sapeva come aveva fatto a fare quella rete. I compagni gli corserò incontro abbracciandolo (alcuni lo conoscevano appena). Andrea rimase incredulo, tentando di non scomporsi più di tanto. A Matteo, dentro di se, era piaciuto quel momento. Istintivamente, era riuscito a fare qualcosa di magico, come i calciatori che si vedono in tv. Il 31 Agosto, Matteo salutò suo cugino Andrea, rinnovandogli l'appuntamento alla prossima estate.

19 Luglio 1999: Bacoli

Matteo rivide suo cugino, che in quell'anno aveva assunto ancora un aria piu attezzosa della scorsa estate. Scesi sulla spiaggia, Andrea rimase solo col suo costume boxer e scese a riva a giocare col suo SuperSantos, quando Matteo gli andò di corsa incontro, sradicandogli il pallone dai piedi. Lo aveva sfidato apertamente. Andrea tentò di riportargli via la palla, ma ormai non c'era niente da fare. Il calcio, Matteo sembrava averlo nelle vene.



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