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lavoro pubblicato lunedì 1 dicembre 2008
ultima lettura domenica 14 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cuore di Maska: terzo battito

di fiordiloto. Letto 879 volte. Dallo scaffale Fantasia

Terzo battito:Gli occhi dello Shinigami "Prossima fermata: Paradiso"La voce metallica dell'altoparlante ripeté l'annuncio in inglese....

Terzo battito:

Gli occhi dello Shinigami

"Prossima fermata: Paradiso"

La voce metallica dell'altoparlante ripeté l'annuncio in inglese. Poco dopo, la metropolitana si fermò e le porte scorrevoli si spalancarono. Ruby scese insieme ad un gruppo di altre persone, e si diresse soprappensiero verso la scala mobile. All'esterno l'aria era carica di elettricità. Segno che di lì a poco si sarebbe scatenato un acquazzone. Alzò lo sguardo verso il cielo e si rimproverò per la propria impulsività. Sperava davvero che non si mettesse a piovere, perché i temporali la spaventavano da morire. Non era la pioggia il problema, però fin da bambina non aveva mai potuto sopportare i tuoni. Era una paura irrazionale, e lo sapeva. Però non poteva farci nulla. Oltretutto, ora che si era catapultata fin lì, non sapeva cosa cercare. Di sicuro lo Shinigami non sarebbe uscito allo scoperto facilmente. Né avrebbe lasciato indizi. Si strinse nel cappotto e tirò un lungo sospiro.

"Non preoccuparti di come localizzare il nemico" , le disse Sorriso, sempre nascosto nella tasca del giubbotto. "Basterà fare come al solito e sarà lui stesso a trovare te"

"E' una minaccia o una promessa?"

"Scusami...Volevo rassicurarti, non ottenere l'effetto opposto"

Ruby rispose con un risolino nervoso. E se non si fosse trattato di uno Shinigami? Se a commettere quelle atrocità fosse stato...qualcos'altro?

"Impossibile", sussurrò Sorriso, in risposta ai suoi pensieri. "So che è innaturale per uno di loro uccidere così, però nessun altro avrebbe la destrezza e l'agilità necessarie per saltare alle spalle di qualcuno senza farsi notare. Hai letto il giornale: la vittima non presentava segni di lotta"

L'immagine le saltò immediatamente agli occhi. Sorriso aveva ragione. Solo uno Shinigami poteva fare una cosa del genere. Doveva agire. Doveva impedire che succedesse di nuovo. O almeno doveva provarci.

"Coraggio!", esclamò. "Facciamo del nostro meglio!"

Attraversò un incrocio e si ritrovò in un giardinetto. Al centro c'erano dei giochi per bambini, dove le mamme si affrettarono a richiamare gli ultimi ritardatari. "Veloce, vedi il cielo com'è scuro? Dobbiamo tornare a casa!". Uno di loro si lasciò scivolare giù da una pertica, ma mollò la presa troppo presto e finì per terra gambe all'aria. Ruby percepì il cuore della mamma accelerare i battiti, mentre si avvicinava per consolarlo. Per fortuna, si era preso solo un bello spavento. Lei lo rimproverò dolcemente e lo prese per mano, portandolo via con sé. Finalmente sola, Ruby decise che era il momento. Poteva lanciare l'esca.

Nell'espandersi, la sua aura incontrò la resistenza del rosario. Quando il potere s'infranse contro la barriera lei l'abbassò un po', lasciandolo uscire come gocce da un rubinetto. Giunta davanti ad una stradina laterale, guardò oltre. Era deserta, ma non molto lunga e dall'altra parte c'era un grande corso trafficato.

Simulando noncuranza, Ruby si accinse ad attraversare il vicolo. Il cuore in gola e i sensi in allerta...

Lo Shinigami socchiuse gli occhi e tese le orecchie. Quel rumore era... L'indecisione rallentò la sua andatura. Stava da ore dietro alla sua preda, e abbandonare la caccia non era nel suo stile. Ci pensò un po' su. Prede come la sua avrebbe potuto trovarne a iosa. In fondo, il suo involucro esterno era abbastanza attraente. Occhi di ghiaccio, riccioli neri che contornavano un volto d'alabastro. Ma il battito nel vento che aveva sentito apparteneva senz'altro a un cuore eccezionalmente puro. Una merce rara...

Cambiò direzione e scivolò nell'ombra, seguendo la pista. Era come un segugio. Come un drogato che fiuta la sua qualità preferita di eroina. Poteva sentire già sulla lingua il calore di quel cuore pulsante.

Arrivato nei pressi di una piazzetta, il battito divenne assordante. E poi la vide. Una ragazzina, avvolta in un cappotto pesante. Uno spettro luminoso che attraversava una strada deserta.

"Beccata", sussurrò, umettandosi le labbra con la lingua.

Lei procedeva con calma, quasi lo stesse invitando. Quindi scivolò in un vicolo, ignara del fatto che lui la stesse seguendo.

Silenzioso come un incubo, lo Shinigami studiò dall'alto la sua vittima. Così invitante, così viva...Ed era pure carina! Magari, prima di impadronirsi di tutta quella forza pulsante avrebbe potuto...Ma no. Aveva fame. Doveva farla finita in fretta.

Scivolò giù, acquattato nella penombra di un bidone.

Non appena lei superò il suo nascondiglio, la doppia fila di denti nella bocca del demone uscì dalle guaine. Saltò fuori, pronto a balzarle addosso, quando un colpo deciso lo bloccò a mezz'aria, mozzandogli il fiato. Lei si era voltata e l'aveva respinto con un bastone, spuntato da chissà dove.

"Beccato!", esclamò, tenendo la sua arma con entrambe le mani.

"Come hai fatto a sentirmi?"

"Sapevo dov'eri, perché sono stata io ad attirarti qui"

Lo Shinigami le rivolse un'espressione interrogativa. In tutta risposta, l'oro baluginò per un istante negli occhi di Ruby.

"Una Maska!"

Tentò di avanzare, ma lei lo bloccò puntandogli il bastone al petto.

"Ho da farti delle domande"

"Non mi capita spesso di parlare con una di voi. D'accordo. Ma prima allontana da me quell'arma!"

Ruby rinserrò la presa sul bastone e si distanziò un po'.

"Sei stato tu a strappare il cuore a quelle due persone?"

"Ti riferisci agli omicidi di cui si parla sui giornali, vero? Beh, ti risponderò: no, non sono stato io. Anche noialtri stiamo cercando quel farabutto"

"E uno di voi?"

"Già...e sta mettendo a rischio la nostra copertura. Se vuoi un consiglio, non t'immischiare. Appena lo troviamo, ci occuperemo noi di quel folle. Chiunque egli sia"

"Come faccio a credere ad una sola parola di quello che dici?"

"Oh, bella domanda!", rispose quello, beffardo. "Peccato che non ci sia una bella risposta. Ma sto dicendo la verità, anche se ormai non ha importanza..."

Scomparve, e Ruby si ritrovò a fissare il vuoto.

"Devi trovarlo, Ruby!", esclamò Sorriso. "Ha capito chi sei. Se resta vivo avvertirà i suoi simili!"
"Sorriso, riesci a scovarlo?"

"No, mi spiace..."

"Maledizione! Non va bene! Non va bene per niente!"

Ruby si concentrò sul battito del proprio cuore e cercò di mantenerlo costante. Tutto era calmo, fuori e dentro di lei. E poi, un fruscio alle sue spalle.
Dietro di me!

In un battito di ciglia si ritrovò a terra, le mani bloccate ai polsi da una presa d'acciaio. Lo Shinigami torreggiava su di lei. Lentamente, abbassò il capo e le annusò il collo, sfiorando con la lingua l'arteria pulsante. Poi tornò a guardarla in volto.

"Il tuo cuore. Sta battendo molto veloce. Non devi preoccuparti, sarò gentile..."

Ruby era impietrita. Il colpo le aveva fatto perdere il bastone, e gli occhi dello Shinigami indugiavano nei suoi, simili a quelli di un lupo inferocito. Il demone spalancò la bocca, e mostrando due file di denti affilati piombò sul suo petto.

Uno sparo! "Non osare toccarla con le tue luride mani!"

Lo Shinigami venne catapultato contro il muro. Chi aveva sparato si fece avanti. Aveva il cappello sugli occhi e una pistola poco ordinaria ben salda in mano.

"Non solo le verghe delle Maska provocano danni a voi maledetti", spiegò. "Anche questi giocattolini tecnologici sono molto utili"

"Una pistola ultraterrena", mormorò lo Shinigami, scivolando a terra tramortito.

L'uomo lo ignorò e si diresse verso Ruby. Quando le tese una mano, lei poté guardarlo in viso e riconobbe i suoi occhi cobalto. Non era possibile! Lo strano uomo incontrato da Mario! Dopo averla aiutata ad alzarsi, raccolse il suo bastone da terra e glielo porse.

"Presto l'effetto del mio colpo si esaurirà, Ruby-sama. Ti suggerisco di sigillare l'animo di quel vigliacco al più presto. Dopo ti spiegherò"

Ruby non potè ribattere. Prima si liberava dello Shinigami, meglio era per tutti.

Si avvicinò alla creatura accartocciata contro il muro. Il suo torace ora si muoveva spasmodicamente su e giù.

"E' la fine", sospirò rassegnato. "Ma ti ringrazio, da ora non dovrò più uccidere"

"Così sia. Riposa in pace..."

Quando pronunciò l'incantesimo, una miriade di scintille multicolore esplose dalla punta del suo bastone. Rimasto vuoto, il corpo dello Shinigami si afflosciò per terra come un sacco vuoto.

"Ottimo lavoro", esordì lo strano individuo, dopo un minuto di silenzio.

La ragazzina si voltò verso di lui.

"Grazie per avermi salvata"

"Non ringraziarmi. Ho fatto solo il mio dovere"

"Chi...Cosa sei?"

Lui fece un sorriso enigmatico. "Sono una Bruma. Un corpo inconsistente che può assumere svariate forme"

"Mi hai seguita, non è vero? Posso sapere perché?"

"Il mio nome è Alek. Sono al servizio del Re Bianco. Lui mi ha mandato a sorvegliarla"

Il cuore di Ruby ebbe un sussultò.

"Lui..."

"Già. Adesso però ti conviene tornare, Ruby-sama. Mi occuperò io del resto qui. Se si mette a piovere e non rincasi, i tuoi umani genitori si preoccuperanno"

Il consiglio era molto ragionevole. Ruby indietreggiò e si diresse di corsa verso la metro, con la mentre intrappolata in mille pensieri.

Improvvisamente, un rombo scosse il cielo e una pioggia sferzante cominciò a cadere. La nebbia saliva dal terreno cancellando i contorni delle case. Ruby guardò in cielo con aria inquieta. Poteva aver paura di uno Shinigami, ma i tuoni la terrorizzavano a morte. Tappandosi le orecchie con le mani aumentò l'andatura. Finchè non andò a sbattere contro qualcuno.

"Mi scusi! Mi scusi! Mi spiace davvero!"

"Pel di carota?!"

"Shin!"

Il suo compagno di scuola la squadrò con un'espressione fra il sorpreso e il divertito.

"Che ci fai da queste parti?", gli domandò.

"Sto tornando a casa dal lavoro. Oggi abbiamo finito prima. Tu piuttosto...che ci fai qui da sola a quest'ora e con questo tempo?"

Ruby lo guardò senza rispondere.

"Non importa. Vieni con me, ti riaccompagno a casa"

"A casa?"

"Non puoi mica restare qui così", le disse, invitandola sotto l'ombrello. "Ti prenderesti un malanno"

Ci fu un altro tuono e Ruby sobbalzò. Vedendola così agitata, Shin le posò le mani sulle spalle.

"Che ti prende?"
"I tuoni...Mi fanno paura!"

"Non devi", la rassicurò. "E' solo un temporale"

Visto che non accennava a calmarsi, Shin le passò un braccio attorno alle spalle e la attirò più vicina a sé. Si avviarono insieme verso la fermata della metro. Ruby aveva meno paura, ora che lui era lì con lei.

To be continued....



Commenti

pubblicato il 02/12/2008 15.27.59
aNoMore, ha scritto: Mi sa che questo giro ti è sfuggito il mouse, mi sono accorto per errore che la tua nuova pubblicazione stava nel canale "Filosofia".

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