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lavoro pubblicato lunedì 24 novembre 2008
ultima lettura venerdì 15 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cuore di Maska: secondo battito

di fiordiloto. Letto 1034 volte. Dallo scaffale Fantasia

Mentre il freddo annuncia l'imminente arrivo dell'inverno, il proprietario di un accogliente bar offre alla nostra protagonista una fumante tazza di cioccolata calda, e...

Secondo battito:

Scacchi e cioccolata

Pedine di una scacchiera. La regina bianca è prigioniera in un angolo. Il re nero le da scacco. I suoi pedoni la circondano, impedendole la fuga. Il re bianco si avvicina una casella alla volta. Ma è distante. Troppo distante. Poi, un nitrito sconvolge il gioco. Il cavallo nero avanza, assieme al suo cavaliere. Tradendo la fiducia del suo re, si frappone fra lui e la sua preda...

Ruby si svegliò di soprassalto. Con una mano sul rosario tentò di placare il tumulto del suo cuore, ma invano. Aveva fatto di nuovo quel sogno...Era strano ed enigmatico, però era ricorrente, e l'esperienza insegnava a Ruby che i sogni ricorrenti sono premonitori. Il pinguino di peluche dormiva raggomitolato in un angolo del cuscino. Quando la sentì agitarsi spalancò un occhio, si stiracchiò e zampettò fin sulle sue ginocchia.

"Ruby-chan? Hai fatto di nuovo quel brutto sogno?"

Lei fece su e giù con la testa.

Il re nero la spaventava. Però, c'era quell'altra figura. E quella frase, che risuonava nel sogno come un grido di speranza. Fidati del cavaliere oscuro...

Abbracciando il cuscino, si lasciò ricadere sul materasso. Sorriso le si sistemò accanto, accoccolandosi fra i capelli. Ruby tentò allora di concentrarsi sul piccolo rosario. Sentire il peso del metallo fra i suoi seni era una sensazione rassicurante. Era concreto, reale. Quando finalmente riuscì a calmarsi, la livida luce dell'alba già premeva sulle tende, avvolgendo la stanza in un'aura irreale.

Quello stesso pomeriggio, dopo le lezioni, Ruby sedeva con Sara nel solito bar di fronte alla scuola. Mario, il proprietario, le raggiunse e posò tre tazze sul tavolo, ciascuna piena di densa, fumante, cioccolata calda.

"Ecco qua, ragazze. Una per voi, e una per me"

"Sei sicuro che possiamo?", domando Sara. "Sai che oggi non abbiamo soldi e..."

"Lascia stare! Offre la casa. In cambio voglio i pettegolezzi. Dateci dentro con quella cioccolata e nel frattempo raccontatemi che succede di nuovo fra i banchi di scuola"

Gli occhi delle due ragazze si fecero liquidi per l'acquolina. Mario le guardò soddisfatto. Era un omone panciuto, con due baffoni spettinati sotto il naso e un cuore tiepido come una pagnotta. Tutto quel tepore uscì in una sonora risata quando Sara raccontò che il giorno prima la sua amica del cuore si era addormentata di nuovo durante matematica.

"Ah...uffa, Sara!"

"Non preoccuparti! So bene che il professore Jacobs parla come...come..."

"Come un vecchio giradischi mezzo scassato?"

Altre risate.

Fuori soffiava un vento gelido, con cui l'inverno desiderava annunciare il suo imminente arrivo. Ma né Ruby né Sara gli diedero retta. Si stava bene lì dentro, al calduccio. Ruby si portò la tazza alla bocca, e fu piacevolmente sorpresa quando scopri, mista alla dolcezza del cioccolato, una punta di peperoncino. La fece sentire subito a suo agio. Per il resto del tempo, i tre s'incamminarono in una lunga conversazione, sprofondati in quelle morbide poltrone da biblioteca. Furono interrotti solo quando uno dei campanellini attaccati alla porta si mise a tintinnare tutto eccitato, annunciando l'arrivo di un cliente. Causa di quello scompiglio era un signore alto e magro, avvolto in un pesante cappotto. Appena entrato si guardò attorno, come se cercasse qualcuno, quindi rivolse a Mario un cenno di saluto.

"Buon pomeriggio! Hai fatto bene a ripararti qui con il freddo che fa", esclamò l'omone quando l'ebbe riconosciuto. "Dai, accomodati. Ti preparo subito qualcosa di caldo"

Si alzò per andare dietro il bancone, e nel frattempo lo strano signore si tolse il cappello, rivelando una folta chioma bionda lunga fino alle spalle, e due occhi cobalto dalla limpidezza sorprendente. Stretto in una mano, teneva un quotidiano. Ruby dedusse che era il giornale di quel giorno, perché l'uomo lo posò sul bancone per mostrare a Mario le notizie in prima pagina.
"Hai sentito?", domandò. "Ne hanno trovato un altro"

"Lo sapevo", rispose l'altro, cupo. "Immaginavo sarebbe stata solo questione di tempo"

Quelle parole catturarono l'attenzione delle due ragazze.

"Che succede?", domandò Sara, raggiungendo il fianco di Mario.

"A quanto pare è successo di nuovo"

"Che cosa? Di che parli?"
Prima che chiunque potesse precederla, Ruby afferrò il giornale e lesse l'articolo in prima pagina. Una persona era stata trovata morta nella zona nord della città. Sul corpo non c'erano segni di lotta. A quanto pareva, qualcuno gli era saltato alle spalle e aveva estratto il cuore dal petto, bucandogli la schiena. La ragazzina rabbrividì. Nascondendo la faccia nel giornale tentò di non darlo a vedere, e proprio in quell'istante avvertì nella mente la voce di Sorriso.

"Ruby..."

"Ti sento. Sei sempre lì, vero?"
"Sì, sono nascosto nella tasca del tuo giubbotto"

"Hai sentito tutto?"

"Ogni parola. E ho anche letto il giornale attraverso i tuoi occhi"

"Pensi che sia...?"

"...uno Shinigami? Si, senza alcun dubbio!"

Eppure a Ruby i conti non tornavano. Uno Shinigami di solito non strappava il cuore alla sua preda. Si limitava ad addormentarla, per poi risucchiare via il Seme di Luce nascosto al suo interno. Allora, il poveretto rimaneva come in coma. Il suo cuore cominciava a battere sempre più piano finchè...Ruby scosse il capo per allontanare il pensiero.

"Scusatemi", disse. "Ma adesso devo proprio tornare a casa"

"Aspettami, Ruby", la incalzò Sara. "Vengo con te!"

Quasi senza ascoltare l'amica, Ruby s'infilò la giacca e spalancò il portone. Prima di uscire si voltò verso Mario ed accennò un brevissimo inchino.
"Grazie per la tua cioccolata. Era davvero squisita"

"Di nulla", le disse l'omone, senza staccare gli occhi dai suoi.

Rimasto solo con il suo interlocutore, Mario estrasse qualcosa di grosso da sotto il bancone. Lo strano uomo l'osservò incuriosito, e non appena riconobbe l'oggetto fece tanto d'occhi.

Una scacchiera...

"Vedo che non sei cambiato durante la mia assenza, vecchio mio", esordì. "Ti piace ancora tenere sotto controllo l'andamento della partita"

"Oramai sono anziano", rispose l'altro. "Non mi piacciono le sorprese. Preferisco sempre sapere prima cosa succederà"

Lo strano uomo abbozzò un sorriso, e afferrò un pedone nero.

"Stai ancora tentando di proteggere quella ragazzina, non è vero?"
"Già. Sono leale al Re bianco. E lui mi ha affidato il compito di sorvegliarla"

"Ma il Re bianco è lontano. Non può fare nulla per la sua regina. Tu sei solo un vecchio alfiere. Se al Re nero venisse in mente di attaccarla ora, che cosa pensi di poter fare?"

"Non preoccupartene, per adesso. Il Re nero non si è ancora risvegliato. E questo vecchio alfiere . . . come lo chiami tu, conosce ancora parecchi trucchi"

A quelle parole, la pedina fra le mani dello strano uomo andò in frantumi.

Coming next: Gli occhi dello Shinigami



Commenti

pubblicato il 25/11/2008 0.03.27
sothis85, ha scritto: Ero in attesa,finalmente leggo il secondo episodio del tuo racconto, nel quale esalta la padronanza del linguaggio, la descrizione dei personaggi. Bravissiima.un bacio Ruben o Ruby

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