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lavoro pubblicato lunedì 17 novembre 2008
ultima lettura mercoledì 27 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La nascita di un nuovo potere 1

di LarrelII. Letto 651 volte. Dallo scaffale Fantasia

  L'odore di carne arrostita permeava l'aria, la terra umida e foglie marce dava alle punte delle sue dita una strana sensazione di freschezza, l'instabile e flebile balenare del fuoco era un invito irresistibile per i suoi occhi, come la luce di ...

L'odore di carne arrostita permeava l'aria, la terra umida e foglie marce dava alle punte delle sue dita una strana sensazione di freschezza, l'instabile e flebile balenare del fuoco era un invito irresistibile per i suoi occhi, come la luce di una lampada a olio per una zanzara, le grida e le risate dei tre nani semi ubriachi avevano invaso la vallata silenziosa. Troppo silenziosa per essere sicura. Dantrag Sìrsereg sentiva nuovamente l'ebbrezza della caccia, l'attesa snervante, l'eccitazione, la brama di sangue e di potere.

Ma potere su che cosa? Spesso si sorprendeva a chiedersi perché continuasse a cercare nuove vittime, nuove sfide. Forse cercava la morte, ma in essa sapeva che non avrebbe trovato riposo. No lui cercava il potere, non tanto la possibilità di decidere quello che è giusto e quello che non lo è, quanto piuttosto la capacità di causare la morte dell'avversario, la capacità sopravvivere.

Passarono circa due ore nell'attesa di udire il russare sonoro di tutti e tre i nani. Uno era stato designato per rimanere di guardia, ma i nani quando si tratta di birra accompagnata da ottime storie di battaglie, risse e miniere di metallo, non riescono a contenersi. Poi il momento giunse. L'assassino uscì dal suo nascondiglio, dove per ore era rimasto immobile, e senza emettere il minimo suono si avvicinò al fuoco, accanto al quale tre tozze figure russavano così rumorosamente da tenere alla larga gli animali selvatici, anche quelli più importuni.

Lui però non era un animale, lui possedeva una ragione, un'anima immortale. E un retaggio che non gli permetteva di avere paura, poiché portava in se la conoscenza di ogni dolore. Si ricordò delle punizioni di sua madre, la matrona della sua casata, che spesso consistevano in numerose serie di frustate o in visite nelle tane dei grandi e ripugnanti ragni che adornavano la sua dimora. Si ricordò dei duri all'accademia della guerra, delle torture e delle punizioni. Si ricordò dell'attentato, del sapore acre dell'acido, della cacciata dalla casata e della fuga verso il mondo della superficie.

Uccise i primi due con un preciso colpo di spada dritto al cuore, poi tagliò loro le braccia all'altezza del gomito e, dopo essersi posto alle spalle dell'ultima vittima, li lanciò contro l'unico ancora vivo che, svegliatosi di scatto, impiegò qualche istante per capire cosa lo aveva colpito e cosa era capitato ai suoi amici. Istanti in cui la paura cresceva esponenzialmente, e in cui cercava di trovare la soluzione migliore per la propria sopravvivenza. Capì di avere qualcuno alle spalle e velocemente si rotolò in direzione del fuoco, trovandosi a fissare una figura scura, non ben definita, piuttosto esile per i suoi canoni, me i capelli color argento palesavano la sua natura. Estrasse il pugnale che teneva nello stivale e si lanciò contro l'assassino con tutta la rabbia di chi subisce violenza ingiustamente, ma questa era la mossa che Dantrag stava aspettando. Con un rapido movimento di lato uscì dalla traiettoria della carica e afferrando il braccio del nano lo costrinse a terra. Le urla echeggiarono per tutta la vallata per alcuni minuti, dopodiché regnò il silenzio. L'elfo scuro si incamminò verso la propria caverna con un sorriso beffardo sul volto. Non sorrideva per quello che aveva fatto, sorrideva a causa della strana sensazione che provava: tutti i drow hanno una naturale resistenza alla magia, e quelle che stava provando era proprio l'azione della magia su di lui. Qualcuno lo stava osservando, non poteva sapere chi o da dove lo stesse facendo ma stava accadendo. Se avesse voluto avrebbe potuto resistere a quella sensazione, scacciare la magia e rimanere invisibile, ma non lo fece. Tornò invece velocemente verso la caverna certo che presto avrebbe avuto visite.



Commenti

pubblicato il 17/11/2008 17.21.21
matteo, ha scritto: oh, finalmente qualcuno che scrive fantasy! per scrivere di drow e cose varie o hai letto il ciclo di Drizzt oppure giochi di ruolo (o entrambe le cose, probabilmente). non male il personaggio...bastardo e tormentato, un classico evergreen

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