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lavoro pubblicato venerdì 14 novembre 2008
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

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La nascita di un nuovo potere

di LarrelII. Letto 914 volte. Dallo scaffale Fantasia

Nessuno sapeva che cosa fosse quella luce. Nessuno di loro sapeva decifrare esattamente ciò che stavano provando. Nessuna sensazione empirica...

Nessuno sapeva che cosa fosse quella luce. Nessuno di loro sapeva decifrare esattamente ciò che stavano provando. Nessuna sensazione empirica. Nessun suono, nessun odore, né freddo né caldo. Anche i ricordi sembravano solo immagini lontane, assolutamente impersonali e privi di qualunque trasporto emotivo. Poi la luce si affievolì e lentamente le menti dei maghi ripresero le loro rigide concezioni; tutto il sapere riprese forma mentre i loro piedi iniziavano a percepire la pressino del proprio corpo. Ancora un attimo di stordimento e di silenzio, poi nelle menti sapienti immediatamente presero forma quei concetti inesprimibili e inesplorabili che i maghi chiamano "Semi".

Ogni Seme porta in se uno specifico potere della Trama (così chiamano la magia quelli che ne fanno uso), esso è la possibilità di manipolare l'energia che ha reso possibile la creazione del Multiverso da parte degli dei.

-Lo abbiamo perso...- Disse un giovane mago con la barba corta, appoggiandosi al proprio bastone.

-Abbiamo dovuto "perderlo"- Precisò il più anziano dei quattro -Ormai la nostra copertura era saltata, se fossimo rimasti lì saremmo stati costretti a combattere, e "lui" sarebbe morto-

-Avremmo potuto ucciderlo, e prendere le conoscenze che ci interessano evocando il suo spirito- esclamò secco una figura strana, leggermente più basso dei primi due, orecchie appuntite ma grandi, corporatura robusta e capelli biondissimi; un mezzosangue.

-Taci negromante- La voce nasale sembrava quella di un bambino, anche se usciva da una folta barba nera -Finché sarai sotto il mio comando non farai uso dei "Semi Neri"- Disse deciso il piccolo gnomo

-E allora cosa ci faccio qui?!- Sbottò il mezzelfo -Sai bene che non molta esperienza con gli altri Semi!-

-Tu ci servi soltanto per il tuo sangue. Lui ti odia per quello. E l'odio potrebbe renderlo meno lucido.- Il piccolo Illusionista dimostrava che la statura delle persone conta poco quando si ha la determinazione.

I quattro maghi erano partiti alla ricerca di uno stregone, cosa che già li disturbava molto, poiché erano certi che egli avesse la capacità di manipolare il Seme inarrivabile, il Seme della Vita. Di tutti i Semi quello è l'unico che, come si era sempre saputo, non poteva essere manipolato, proprietà unica degli dei. Soltanto i sacerdoti e i chierici possono amministrarne gli effetti (essi non manipolano i Semi, semplicemente la fede li rende capaci di amministrare il potere del loro stesso dio).

Dovevano quindi trovare quello stregone e capire da lui come si potesse ottenere tale potere. Trovare lo stregone era piuttosto facile, un elfo scuro che vive sotto la luce del sole è raro come ottenere la possibilità dall'Ordine degli Arcani di utilizzare la Polla senza limiti. Il problema era convincerlo a collaborare. Avevano cercato di conquistarsi la sua fiducia, ben sapendo che un drow si fida soltanto della propria spada, fingendosi mercanti in cerca di oggetti provenienti dalla sua terra natale.

Merlas, un giovane mago molto promettente, che aveva appena finito il proprio apprendistato presso uno dei membri del "Consiglio dei Sei" (il Consiglio dei Sei dirige l'Ordine degli Arcani, discutendone le strategie politiche ed economiche); Mas, un "veterano" dell'Ordine, sapiente ed esperto, con una particolare propensione per i Semi che riguardano la Divinazione; Enoras, un negromante mezzelfo proveniente dalle fredde lande dell'est, dove amava circondarsi di servitori risvegliati e pronti a morire, di nuovo, per lui; Gorlo un illusionista gnomo, scelto dall'Ordine per guidare la ricerca, anche se non vi poteva appartenere a causa della sua razza.

Merlas si guardò intorno, scorgendo la strada che nel buio della notte proseguiva alla sua sinistra tra gli alberi di un bosco: -Dove ci hai portati?- Chiese rivolto all'anziano

-Siamo a pochi minuti di cammino dal borgo di Centostelle-

-E perché non ci hai portati direttamente lì?- Lo incalzò ancora il giovane

-Perché non siamo fenomeni da baraccone-

Il gruppo si mosse in direzione della cittadina seguendo Mas, ma nessuno di loro parlò più quella sera, adesso erano usciti allo scoperto e dovevano escogitare un modo per ottenere la sapienza che cercavano e per uccidere tutti gli altri membri non appena avessero raggiunto il proprio obbiettivo.

Vedeva i piedi di due grossi orchi dirigersi verso la pesante rete di catene che lo teneva ancorato a terra, la sollevarono e lasciarono che il "prigioniero" si alzasse da solo. Appena fu in piedi chiesero grugnendo: -Cosa facciamo adesso padrone?-

L'elfo scuro si risistemo la maschera di seta che copriva la metà inferiore del suo volto, orribilmente sfregiata dall'acido, poi con fare calmo rispose: -Aspettiamo che tornino-

Larrel

PS questo racconto si lega ai seguenti:

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=19254

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=19280



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