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lavoro pubblicato mercoledì 15 ottobre 2008
ultima lettura venerdì 25 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Black Sista 002: Sushi & Pallottole Part I

di Tromeo. Letto 1097 volte. Dallo scaffale Pulp

New Orleans, h. 11,05 P.M. Il telefono squilla al quartier generale delle Black Sista. Jenny alza la cornetta, sbadigliando. ...

New Orleans, h. 11,05 P.M.

Il telefono squilla al quartier generale delle Black Sista. Jenny alza la cornetta, sbadigliando.

"Hello, baby!" dice una voce dallo spiccato accento giapponese.

"Akayoma San!" strilla Jenny, "Come butta, vecchio!"

"Tutto ok, come dire voi." Sorride Akayoma. "Voi che fate? Sempre a giocare al Far West?"

"See... io mi sono alzata adesso, Malawi sta giocando alla playstation e Blessy sta ancora ronfando come un ghiro dopo una nottata di bagordi...".

"Capisco, capisco... beh, ho una richiesta che vi farà felici. Si tratta di un lavoro da fare qui a Tokyo. È possibile?"

"Tutto è possibile con noi, vecchio... quindi dovremmo venire a casa tua...".

"Sì. Tra un'ora andate alla Western Union. Vi aspettano i soldi per l'aereo. I particolari vi saranno detti all'arrivo.".

"Ok, vecchio. Allora ci vediamo a Tokyo."

"Ok, bye."

Jenny abbassa la cornetta e si dirige nella stanza di Malawi.

"Malawi, basta con queste cazzate. Dobbiamo andare a Tokyo."

"Eh?" replica sorpresa Malawi, ma già Jenny è andata in bagno a farsi una doccia.

"Che sarebbe ‘sta storia di Tokyo?" chiede Malawi, entrando in bagno.

"Un lavoro per Akayoma San." Risponde Jenny, asciugando il suo corpo.

"Wow! Finalmente un po' di azione!" ribatte eccitata Malawi.

"Già. Vai a svegliare Blessy."

"Ok." Malawi spalanca la porta della stanza di Blessy, che dorme beatamente. Apre la serranda della finestra ma Blessy ancora non dà segni di vita. "EHI, BLESSY! SVEGLIA! CI SONO GLI SBIRRI!" urla allora Malawi, e stavolta fa centro: Blessy salta giù dal letto mezza nuda e con gli occhi semichiusi grida:

"AAAHHHH!!!! VIA! VIA!" e sta per spiccare un salto alla Carl Lewis, quando viene frenata in tempo da Malawi.

"Ma dove cazzo stai andando? Lavati e vestiti. Dobbiamo andare a Tokyo."

"Eh?"

"E' stata anche la mia reazione. Su, va a lavarti."

"Ma che cazzo?" borbotta Blessy, prendendo le sue cose. "Sei una stronza! Mi stai facendo venire un infarto!" e se ne va in bagno.

Finalmente lavate e vestite di tutto punto, le tre Black Sista si dirigono alla più vicina Western Union e ritirano i soldi mandati da Akayoma, quindi si dirigono all'aeroporto e prendono il primo volo per Tokyo.

Tokyo, aeroporto Narita, h. 10,05 P.M.

Le tre Black Sista scendono dall'aereo stirandosi e sbadigliando, e trovano ad accoglierle tre uomini.

"Uhm, che gentile Akayoma San... ha mandato un uomo per ognuna di noi..." sorride Blessy, fissando i tre uomini. "Me li farei tutti insieme..."

"Sta calma, troia." La zittisce Jenny. "Siamo qui per lavorare, right?"

"Right..." replica seccata Blessy, abbassando lo sguardo.

I tre uomini alla vista delle tre Black Sista iniziano ad abbassare il capo e ad inchinarsi, quindi le fanno salire su una macchina blindata e li portano all'ufficio di Akayoma.

Le tre ragazze scendono dalla macchina e salgono al ventiquattresimo piano di un lussuoso palazzo. Le accolgono quattro uomini uno più grosso dell'altro, che in silenzio aprono la porta. Le tre Black Sista varcano la soglia e si trovano finalmente al cospetto di un elegantissimo uomo sui quaranta, in giacca e cravatta, con un sigaro tra le labbra e un paio di occhiali da sole a specchio: Takeshi Akayoma, uno dei più importanti e pericolosi boss della yakuza.

"Benvenute a Tokyo, mie carissime e bellissime ragazze." Sorride.

"Grazie." Risponde Jenny, sedendosi sul divano insieme a Blessy.

"Perché ci hai fatto portare le chiappe fin qui?" va al sodo Malawi, rimanendo in piedi.

"Per queste." Akayoma schiocca le dita e un energumeno dalla faccia sfregiata entra portandosi dietro due grosse borse. Le borse si aprono e mostrano agli occhi sbarrati delle tre ragazze un arsenale di armi: mitra, Uzi, kalashnikov, Beretta e perfino un bazooka.

"Ehi, ma che cazzo ci dobbiamo fare con tutte queste armi?" chiede Jenny, alquanto sbalordita.

"WOW! Mi sa che mi divertirò!" si eccita Malawi, contemplando le armi.

"Questa situazione non mi piace per niente..." borbotta Blessy.

"Siamo in guerra con il clan Okatsu." Dice freddamente Akayoma. "Una settimana fa quei bastardi hanno rapito Kyoko, la figlia dodicenne del mio braccio destro." Indica l'uomo seduto accanto a lui, sui sessanta, pochi capelli in testa, tarchiato ma con la faccia da vero duro, che fissa le tre ragazze in silenzio. "Abbiamo tentato di trovarla, c'eravamo quasi riusciti, ma in quell'operazione ho perso quattro miei uomini. Dato che l'operazione si è rivelata un fallimento e che la bambina è ancora nelle loro mani, ho chiesto aiuto a voi tre.".

"Mmm... capito. Quindi siamo in mezzo a una guerra yakuza..." riflette Jenny.

"Già... ma cosa cazzo c'entriamo noi?" domanda Malawi.

"Idiota. Di che colore è la nostra pelle? Chi cazzo credi che sospetti di tre ragazze nere in vacanza a Tokyo?" replica Blessy.

"Proprio così." Sorride soddisfatto Akayoma. "E' proprio questo il punto. Ovviamente l'elevata difficoltà del lavoro significa che il prezzo è raddoppiato. Sarà un lavoro da dieci milioni di dollari.".

"WOW! Cazzo, nessuno ci ha mai pagate così tanto!" esclama Malawi, con la bava alla bocca.

"Mmm... ok, va bene." Dà il via libera Jenny. "E comunque nessun lavoro per noi è di elevata difficoltà." Aggiunge, ghignando.

"Già, ben detto." Si accoda Malawi, con uno sguardo di sfida.

"Cazzo, quanto vorrei fare un lavoro dove non si rischia la vita..." sussurra Blessy, visibilmente seccata.

"Bene bene. Ad attendervi fuori ci sarà una macchina con dentro una ragazza e un ragazzo. Saranno i vostri aiutanti. Mi raccomando fate amicizia." Sorride Akayoma, quindi congeda le tre ragazze, che escono dal palazzo e trovano ad accoglierle una macchina. Entrano e vi trovano una minuta ragazza giapponese, sui diciotto anni, truccata e vestita elegantemente. Indossa, infatti, un abito da sera rosso e porta una rosa rossa tra l'orecchio destro. Fissa le tre Black Sista senza dire una parola.

"E questa sarebbe la nostra aiutante?" chiede Malawi, squadrando la ragazza dall'alto in basso.

"Mmm... non mi sembra tanto forte..." dice Jenny, perplessa.

"Dai ragazze. Facciamo amicizia. Come ti chiami?" chiede Blessy, tendendo la mano alla ragazza, che però non muove un solo muscolo.

"Ehi, ragazzina. Non fare tanto la schizzinosa." Interviene Malawi. "Che c'è, non ti hanno educata bene?"

"Mi sa che questa non sa una sola parola d'inglese." Fa Jenny.

"Già, questa giapponese del cazzo non conosce un cazzo di inglese... ma come cazzo si fa oggi a non conoscere l'inglese?" chiede Malawi, sempre più nervosa.

"Per vostra informazione io lo conosco l'inglese." Dice all'improvviso la ragazza, con uno sguardo truce rivolto a Malawi, che rimane sorpresa. "Vi pregherei di sfoggiare un linguaggio più consono in mia presenza, scevro di parole oscene e gesti irritanti. Grazie."

"EHI, BRUTTA PUTTANELLA DA QUATTRO SOLDI!" scoppia Malawi. "CHE CAZZO VUOI DA NOI? DEVI LAVORARE CON NOI. TI ABBIAMO PORTO LA MANO MA TU NON L'HAI STRETTA. INIZIAMO MALE, SAI?"

"Per favore, non urlare. La mia testa è molto fragile. Mi potrebbe far male." Replica la ragazza, freddamente.

"MA SENTITELA! ORA BASTA! NON CI PENSO DUE VOLTE A FARTI FUORI, BRUTTA STRONZA!" urla ancora di più Malawi, estraendo una Beretta. La ragazza estrae dal nulla una grossa e affilata katana e la punta alla gola di Malawi, che rimane a bocca aperta. Idem Jenny e Blessy.

"Allora non ci siamo capiti. Qui siete a casa mia e vi dovete comportare come dico io. Niente urla niente parolacce e niente gesti osceni in mia presenza. Chiaro?" dice la ragazza, con un ghigno.

"Ok, ok. Chiaro." Risponde Malawi, straincazzata, riponendo la sua pistola nella fondina.

"Bene, grazie. Io mi chiamo Yuki." Dice la ragazza, riponendo la katana nella custodia e tendendo la mano a Blessy, che gliela stringe sorridendo. "Scusa se non ti ho stretto la mano prima, ma volevo studiarvi."

"Ok. Fatte le conoscenze possiamo anche iniziare." Interviene Jenny, mentre Malawi stringe a stento la mano a Yuki e la guarda con aria straincazzata.



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