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lavoro pubblicato mercoledì 1 ottobre 2008
ultima lettura venerdì 4 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Appunti di un essere umano inaffidabile

di CaramelPop. Letto 1112 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il primo racconto che ho deciso di pubblicare, è stato scritto da me un po' di tempo fa. Non mi considero un genio della scrittura, quindi non aspettatevi molto. Della serie " Io c'ho provato ".......

Dedicato a colui che ha saputo farmi vivere per un po' sull'Isola che non c'è.

Appunti di un essere umano inaffidabile.

Sono sola e strana.
Non è propriamente l'inizio ideale per un libro. O un film. Nemmeno per un cortometraggio. O un dialogo. O per una recita teatrale. Per una canzone. E' solo l'inizio di me.
Vivo in un mondo fuori dal comune. Mi piace leggere libri di storia per sapere com'era tutto prima che io nascessi. E lo so. Ora vorrete sapere com'è il mio mondo. Lo stesso mondo che una volta era anche il vostro.

La terza guerra mondiale è finita centocinque anni fa. Di lì in poi, il mondo con le guerre non si è più fermato. La bomba atomica ha distrutto un quarto d'America. Ora la bomba atomica è sorpassata. Così come i fucili. Le pistole. I cannoni. Tutta roba sorpassata, da qualcosa reso ancor più mortale.

La clonazione è parte della vita di tutti i giorni. Amare qualcuno non è mai stato più semplice. Nonostante questa apparenza di semplicità, ci sono varie cose che complicano sempre tutto. I bambini nascono, come le bibite ai vostri tempi scendevano dalle macchinette. Li scegli perfetti come vuoi. E loro nascono perfetti. Tanto perfetti che immaginerete, no, non sono umani. Sono il risultato della scienza, della chimica, dell'andare contro religione. Di meccanismi umani, che provengono dalla sua mente contorta. Li chiamiamo Fake.
Dio non ha più anime da mandare. Nessuno da riprendersi.

Tutto è come non avreste mai voluto vederlo. Tutto è pieno di luci e allo stesso tempo tanto buio.
Sono sola e strana, perchè io odio questo stare qui.

Poi c'è Eric. Che non mi ama. Che non mi amerà mai. E se solo io potessi ucciderlo, avrei finalmente la sua vita in pugno. Come un tesoro da tenere solo per me.

Sarebbe per l'eternità.

Lui è uno dei pochi essere umani rimasti. Le nostre famiglie hanno centocinquantacinque anni. Abbiamo il dono della giovinezza eterna, ma non quello dell'immortalità. Intendo dire che non possiamo morire di vecchiaia, ma per mano di qualcuno sì. Non siamo Superman, se è quel che ora starete pensando. Non voliamo ancora fuori spazio, ma ci stiam facendo spazio nel teletrasporto. Non siamo invulnerabili a tutto e la vista a raggi X devono ancora inventarla.

Eric è il risultato di una giovinezza non goduta. Primogenito e unico figlio umano, fra altri dieci puramente nati da quelle cose di cui vi ho parlato. Per questo Eric è il più disprezzato in famiglia. Perchè non è perfetto. Perchè non ha grandi conoscenze. Perchè a lui fa schifo la genetica. Eppure Eric è bellissimo. Più bello di tanti Fake. Lui è un uomo. Con il corpo ancora di un diciottenne. Con gli occhi profondi. Con un cuore vero, che non ha bisogno di imparare le emozioni per battere. Le emozioni le conosce già.

Eppure lui non mi ama. Lui non accetta il mio amore e io lo ucciderò. E quando sarà in punto di morte, Eric sarà costretto ad amarmi. Sarà costretto a giurarmi l'eternità. Sarà costretto a darmi tutto sè. Tutto quanto ciò che ha dentro. Tutto.

Una pesante forma di sadismo. La mia.

Sto in una casa dalle forme rettangolari. Non ci sono rotondità. E' tutta bianca. Tutta triste. Tutta fredda. Ho due fratelli Fake. Li odio, perchè non hanno manualità e non vanno oltre le loro conoscenze. Forse perchè in troppa perfezione, non vi è un andare oltre. Non ho un lavoro. Forse perchè di lavori non ve ne sono al di là di programmatori di computer.

I soldi non occorrono più. I Fake, essendo perfetti, non sono avari, egoisti e non vogliono nulla in cambio. Così costruiscono case, regalano mobili, e lo fanno perchè sono programmati per essere così. Hanno una forma dispersa di cordialità.

I Fake e gli esseri umani non vanno d'accordo. Ci sono milioni di Fake e appena due centinaia di esseri umani rimasti. Solo che non vi è un preciso scambio di sentimenti, poichè i Fake hanno in memoria un limitato numero di sensazioni e sentimenti.

Siamo diventati il meccanismo di un mondo che non funziona più, al contrario di quello che ora starete pensando.

Un mondo sporco, putrido, dalle forme regolari, troppo perfetto e irreale. Ateo, putrido, maledettamente falso. La natura non c'è più. C'è solo deserto. Un sole malato che prima o poi si spegnerà. Non vi sono più animali. Non si vedono più le stelle, oscurate dalle migliaia di luci al neon. Il Natale non lo si festeggia più da trenta anni circa. Tutto è diventato statico, fermo. Perchè i Fake sono un'era di distruzione, che ha vinto sull'uomo e sul suo essere troppo curioso, sul suo voler vincere la scienza, distruggendo perfino sè stesso. Finchè estinzione non vi toccherà.

Eric a guardarlo sembra un vegetale.
Lui non sorride.
Lui non ha espressioni.
Lui sembra una statua.
Lui è un Dio greco in terra.
E Lui...Lui non mi guarda.

Ed ha il volto da dannato.

Gli occhi velati.

Ed Eric è il mio umano perfetto a cui rubar la vita. E' il mio uomo perfetto nel mondo. E' la mia emozione impossibile. La mia lenta morte. Eric è un essere divino senza limite. E' quello che voi non potete immaginare.

Siamo gli ingranaggi di un orologio che non gira più.

Le nostre lancette si sono rotte, sullo 0.00.

Lì sono rimaste.

Quella è l'ora in cui ucciderò Eric ( nel giorno del mio compleanno ). Lì dove noi ci siamo fermati. Lì per farlo rinascere. Lì per farlo tornare a vivere chissàdove. Lì per chiudere i suoi occhi e guardarlo tutta una notte. Eric sarà bello. Bello per l'eternità.

E morirà di una morte leggera.
Spirerà in un sonno tranquillo.
Ed in tutto questo io ci sarò e sarò la donna che più lo ha amato, che più c'è stata, che più lo ha avuto. Avuto a morire.

Sono appunto sola e strana e avere amici qui non è fattibile. I Fake non hanno bisogno di amici, poichè non conoscono la solitudine. Gli amici di un tempo si sono convertiti a questo mondo e si illudono del fatto che sia così reale quanto bello. Invece qua dentro è come stare in una campana di vetro, dove c'è solo aria malata. Ed io mi sento sola. I genitori, umani, stravedono per i miei due fratelli Fake. Io no. Io aprirei i loro corpi e staccherei ogni spina, getterei via ogni rotella, ogni meccanismo perfetto. Il mondo aveva bisogno di supereroi umani e sentimentalisti, non di supereroi robot e privi di pura emotività.

Moleskine. Copertina nera, impolverata, risalente a un lontano nonno, che curioso del futuro, l'ha tramandato ( vuoto ) a un nipote un po' solo che avrebbe scritto di come è il futuro nel mondo. Le pagine si sono ingiallite, ma c'è spazio e visibilità per riempirle. I miei appunti di fronte a Dio. Giuro sollenemente di essere colpevole e peccaminosa e di avere il pensiero della morte, per pura necessità di salvezza. Mi affido nelle mani di Dio che saprà mandarmi nel posto più adatto a me. Amen.

Non conto più i miei anni. Sono troppi e io mi sono perfino stancata di questo corpo da diciannovenne.

Ucciderò Eric nel sonno. Lui non mi sentirà. Solo il freddo delle mie mani. Il tremolio. La paura nelle mie vene. Eric, io ti salverò. Non piangerai più di solitudine. Non sarai mai più solo, te lo giuro, Eric.

Sto andando. Ho paura. Ma non lo perderò. E' l'unico modo per averlo tutto, e per sempre.

Non sono un'assassina. Io so che Eric non aspetta altro che imboccare la via della morte. E se non sarò io a ucciderlo, sarà il suo stesso io interiore a farlo. Ed Eric morirà ogni giorno per l'eternità. Continuerà a morire, sempre, per sempre, per l'infinito di questi giorni, ma mai sentirà le gambe cedere, il cuore finire, le braccia fermarsi. Avrà sempre l'impressione di sognare, ma mai di svegliarsi. Fino a quando lentamente capirà di esser diventato un Fake. Uno di loro, senza riconoscer più le emozioni, senza sentir più i sentimenti, senza più il bisogno di guadagnarsi una soddisfazione, nè un amore puro, nè un affetto sincero.

Eric a guardarlo dormire, sembra un angelo.

E' pallido. Non ha forme irregolari. Non è come questo mondo.

Apre lentamente gli occhi e per la prima volta, mi guarda senza distrazioni. Non si muove, non si prende paura, nulla può esser peggio di ciò in cui viviamo. Forse nemmeno parlerebbe, se io non gli domandassi qualcosa >> Non aver paura. Sono venuta a salvarti << Nulla è salvezza se non reca il mio animo all'infuori di questa gabbia. Lo bacio sulla fronte, seduta accanto a lui, fra quelle lenzuola fredde di solitudine >> Credimi. Credi in questo freddo. Credi in questo buio. Credi in ciò che sei e sempre sarai. Nella tua bellezza sprecata. Eric, credi in me, in queste parole, in questo mio amore, per te, disperato e senza rotta. << Io non credo più nell'amore. >> Ora devi crederci. Credici più che puoi, più di ogni singola cellula, tu credici. E per sempre mi avrai. << Appoggio le mie mani sul suo collo. Accarezzandoglielo e poi premendole su di esso. >> Fidati di me. Credici. >> E stringere. Più forte. Più forte ancora. E ancora. Sentire il suo respiro tranquilizzarsi, per poi svanire, come un eco lontano >> Ti amo, Eric << in un orecchio sussurrato >> Ti amo più di me stessa << Ascoltando l'esplosione della sua vita che incontra la morte, ed io ne sono la protagonista. La protagonista della sua salvezza eterna. >> Ti amo, ti amo, ti amo, sarà per sempre, Eric, per sempre. << Guardarlo andare via, via da qui, da questo mondo, morto da essere umano. Via nella sua perfezione. Via insieme a me. Salvo.

" ...e l'uomo per salvarsi dall'eterna vita, solo la morte avrebbe supplicato. "

(...) Eric sarà mio sempre. Oltre la vita e la morte. Mio.



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