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lavoro pubblicato mercoledì 24 settembre 2008
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Occasione della mia vita

di marco gagliardi. Letto 782 volte. Dallo scaffale Generico

 Scintillante. Splendida. Prepotente. L'automobile, dietro la vetrina di cristallo, sembrava un ghepardo pronto a spiccare il volo. Smettevi per un istante di fissarla, Marco. Ti guardavi intorno, circospetto, sospettoso. Una rapida occhiata a des...

Scintillante. Splendida. Prepotente. L'automobile, dietro la vetrina di cristallo, sembrava un ghepardo pronto a spiccare il volo.

Smettevi per un istante di fissarla, Marco. Ti guardavi intorno, circospetto, sospettoso. Una rapida occhiata a destra, una a sinistra. No. Non c'era nessuno.

Poi tornavi di nuovo a nasconderti sotto la sciarpa, con il tuo berretto di lana grezza abbassato sugli occhi e lo sguardo di nuovo fisso oltre la vetrina di cristallo, talmente trasparente che sembrava di ghiaccio:

"L'Occasione della Tua Vita: costa solo 12.500 euro". C'era scritto sulla macchina.

Il tuo cappotto era sì troppo leggero, un po' consumato sui gomiti, ma la città sembrava di nuovo perfettamente coperta, sotto il suo telo di ghiaccio, con il Natale con le sue finte luci ancora una volta dietro le sue porte inaccessibili, sbarrate come il freddo Inverno.

E così, Marco, dovevi correre subito sul tuo motorino, irrimediabilmente da solo. Sotto zero e con i denti che battevano.

Ma il gelo era l'ultimo dei tuoi problemi. Perché la mattina, ancora una volta, la signorina della banca ti avrebbe letto la tua data di nascita:

"27 dicembre? Oggi è il tuo compleanno! Auguri!... Ma posso chiederti una cosa?"

"Sì", gli avresti risposto, già sapevi però quello che aveva da dirti.

"Ti fanno un regalo solo, vero?

Poi avrebbe aggiunto che non ti bastano i soldi, e che "L'occasione della Tua Vita è ancora lontana. Perché per fare aumentare il conto corrente è indispensabile fare dei versamenti. E tu non li fai mai."

Non ti dovevi però scordare. Non dovevi mollare la presa, e non lo avresti fatto.

Perché in quell'istante la sensazione di avercela quasi fatta, viva sulla tua pelle, bruciava.

Perché non avevi più voglia di aspettare ancora. Anzi ti stava stretto il freddo, e per reazione quel gelo riempiva di lacrime il tuo casco.

"Quanto costa scappare di qui? Quanto costa ogni chilometro che ci separa? Come posso calcolare il prezzo di ogni ora che non posso passare insieme a te? Perché sono ancora qui, da solo?"

Ragionavi, rimuginavi, facevi calcoli. Inizieranno i saldi, no? Faranno i saldi anche sulle automobili, no? Poi ti trovavi di nuovo lì, davanti all'occasione della Tua Vita, una di quelle opportunità che neanche l'uomo più stolto della Terra avrebbe potuto lasciarsi scappare.

"Soldi, soldini", pensavi, "mille, più mille e mille ancora, e ma siamo ancora lontani, amore mio, e io non so come fare per comprarla."

Avevi bisogno di un automobile e c'era quell'automobile, l'Occasione della Tua Vita, che sembrava dirti che ti avrebbe portato immediatamente da lei.

Avevi solo un motorino infatti, che tutt'al più poteva portarti a casa tua. Oppure a zonzo. Oppure al tuo lavoro che ti bastava appena appena. O tutt'al più alla banca, dove quella signorina ripeteva come un disco incantato che non avevi abbastanza denaro per comprare l'automobile. L'autostrada, intanto però, stava sempre sorniona lì dietro, con innumerevoli chilometri, e lei dormiva già senza di te. E tutto ciò era troppo, per il tuo motorino.

Così mentre pensavi, rimuginavi, facevi calcoli, la notte di Santo Stefano era già di nuovo profonda, e le strade deserte, mentre la stanchezza era di nuovo calata come un velo pietoso sopra di te, e le vie, coperte da una tetra patina, di certo non tenevano compagnia alla tua fame, da scongelare come un surgelato.

La mattina, dal canto suo, era anche troppo lontana, perché la notte scorreva lentamente. Perché dormire, senza di lei, era un'ambizione.

E sogni inquieti ti facevano rotolare tra le lenzuola spiegazzate, sempre con l'immagine fissa dell'autostrada che scorreva, che scorreva e scorreva, e tu che guidavi veloce come la luce sulla tua nuova macchina, l'occasione della tua vita intera.

Tu, al volante. Però la signorina della banca ti avrebbe detto che sarebbero mancati ancora mille, più mille e mille ancora e ancora. Ancora ancora e c'era molto da fare.

Un'idea. Splendida idea, però, sotto la doccia della mattina.

"Vuoi vedere che non è così lontana, l'Occasione della Mia Vita? Vuoi vedere che spicchiamo il volo insieme?"

Come avevi fatto a non pensarci prima: chilometri e chilometri che ticchettavano come le lancette di un orologio. Lo spazio che diventava improvvisamente lucida velocità, la velocità che vaporizzava il freddo della pianura, che trasformava lo spazio in un meccanismo perfetto, e ogni imperfezione della pianura per magia diveniva liquidità. Tutto ciò era realizzabile.

"Ecco che cosa devo fare, Amore mio, oggi stesso parto e vengo da te."

Ti sembrava di avere scoperto l'America. E mezzora dopo erano le nove e trenta del mattino del 27 dicembre, giornata lavorativa.

Il traffico era quasi quello abituale, solo un po' assonnato, ma anche il tuo motorino quella mattina cantava.

E niente avrebbe potuto distoglierti dalle tue implacabili intenzioni.

Pochi istanti dopo eri davanti al vetro antiproiettile che proteggeva la signorina della banca.

"Marco, 27 dicembre? Oggi è il tuo compleanno! Auguri!... Ma posso chiederti una cosa?"

"Sì", gli avevi risposto, perché già sapevi però quello che aveva da dirti.

"Ti fanno un regalo solo, vero? Natale e Compleanno insieme?"

"No. Nessun regalo. Questa volta neanche uno. Ma non fa niente, va bene così. Però, signorina, ho pensato che potresti dirmi quanto c'è sul mio conto corrente".

L'immagine di mille più mille, la somma di tutti quegli zeri, frantumati, e per contro il prezzo dietro quella sottile vetrina, e i chilometri da fare irraggiungibili come blocchi di granito.

La realtà cruda, matematica, era però quella di una cifra a pochi pochissimi zeri. Ma quello che avevi pensato sotto la doccia era ben altra musica.

"No. Non c'è abbastanza, Marco, non c'è ancora abbastanza, Marco. Ti mancano ancora 12.400 euro per comprare la macchina. E' inutile, lo sai, che vieni qui tutti gli anni, quando arriva il tuo compleanno. L'occasione della Tua Vita è ancora lontana. Perché per fare aumentare il conto corrente è indispensabile fare dei versamenti. E tu non li fai mai."

"Sì certo. Perfetto. Posso prelevare però i miei cento euro per favore?"

Lei disapprovava. Non faceva parte della logica della formichina, azzerare le scorte in quel gelido inverno. Bisognava anzi conservare accuratamente, accumulare e accrescere, aspettare pazientemente sotto le coperte e la neve. Tutt'al più coprire una falla con un piccolo finanziamento, ma mai e poi mai dissipare l'intero capitale.

Dunque la signorina non approvava. Ma ubbidiva e ti consegnava la somma di euro cento, un'unica banconota, tutto quello che c'era sul conto.

Poi uscivi, ti chiudevi nel cappotto, stringevi i pugni nelle tasche e pochi metri oltre eri di nuovo lì, sul marciapiede davanti all'Occasione della Tua Vita.

Marco, tu eri fatto così. Il trascorrere del tempo ti consumava, scoraggiandoti, esattamente come succede per ogni persona come te, che non ha tempo da perdere.

Ma per te era il tempo sprecato era ancora più fastidioso. Perché lei era laggiù e tu, da solo nella tua città, non avevi mezzi per raggiungerla. E in quel momento sapevi, ne eri assolutamente certo, che era inutile aspettare, che dovevi agire in fretta.

Così, finalmente, lanciavi un ultimo sguardo alla vetrina, facevi ancora un rapido calcolo ed entravi a petto in fuori nell'autosalone.

"Che cosa possiamo fare per lei, signore?", ti chiedeva un uomo impomatato e stretto in una giacca con una cravatta che lo strozzava.

"Sono qui per provare quella", rispondevi glaciale, indicando l'automobile con uno sguardo fiero.

"Quella? Come quella? Lei intende "l'Occasione della Tua Vita"? Bene. Oppure male. Perché non è mai cortese indicare con il dito, e soprattutto non appartiene al Galateo denominare qualcuno o qualcosa con il termine "quello" o "quella". In ogni caso soprassediamo. Per questa volta. Perché l'automobile in vetrina non è proprio un automobile normale."

Quante parole, pensavi, quante parole, che spreco di tempo. Nella vita ci vogliono fatti concreti. Intanto, però, il venditore continuava a parlare.

"Ma certo che Lei è una persona proprio fortunata. Non capita a tutti, infatti, di incontrare un venditore come me, un venditore che le può mostrare un auto come l'Occasione della Sua Vita. Allora venga, venga con me."

Da vicino, Marco, l'automobile era ancora più bella e solida, con il suo paraurti cromato dall'aspetto indistruttibile, le ruote alte sulle sospensioni, pronte a spiccare il volo. E' già ti sembrava di guidare, mentre ti sedevi al posto del guidatore. Avresti acceso la radio, poi ingranato la prima e la seconda, con il finestrino tutto abbassato, e il volume della musica che ti avrebbe accarezzato i capelli, avresti cantato a squarciagola, mentre lì fuori si distendeva il Paradiso: l'autostrada che ti avrebbe portato da lei.

"E' bella, vero?", ti chiese il venditore.

"E' bellissima, mi sta aspettando", gli rispondesti, confuso, "Ma chi? La macchina?"

"Certo. Certo. La macchina. Che cosa aveva capito?"

Ma tu non connettevi particolarmente. Viaggiavi già con la mente. Mettevi la freccia ed eri il re della corsia di sorpasso. Facevi gli abbaglianti a quello davanti. Fatemi spazio! Fatemi spazio! Spazio al Re dell'Autostrada! Ti immaginavi di urlare.

"Allora", incalzava il venditore, "che cosa ne pensa? E' o non è l'Occasione della Sua Vita?"

"Sì. E' proprio l'Occasione della Mia Vita. E non posso lasciarmela sfuggire. Proprio no."

Poi il venditore ti toccava una spalla.

"Venga. Venga con me, signore mio", ti diceva. "Sono sicuro che è l'occasione che fa per lei. Ora andiamo in ufficio e parliamo dei dettagli."

Lo degnavi di uno sguardo. Poi stringevi il tuo portafoglio.

Soldi soldini sconti monete e monetine. Il potere del denaro, lo strumento per realizzare i sogni di ognuno di noi. Un'unica banconota nel tuo portafoglio. Ma senza prezzo erano le tue ambizioni, realizzabili in un lampo, che, come spilli sulla pelle, ti distraevano da tutto il resto. Così, che cosa significasse il pensiero di inserire la chiave nel cruscotto, mettere in moto e partire via di lì, era già un'idea sublime: quasi ti sembrava già di vedere scorrere il tratteggio della mezzeria dell'autostrada, a ritmo perfetto.

Il signore dell'autosalone ti aveva portato in uno stanzino, dove c'era un tavolo, due sedie, e un bloc notes, niente altro.

"Si accomodi, prego." Ti disse indicandoti la sedia. "Allora, che cosa ne pensa dell'occasione della Sua Vita?"

"Sono convinto che non posso lasciarmela sfuggire. Nessuno può lasciarsi sfuggire l'occasione della Sua Vita, no? E' evidente. Come le ho detto quando sono entrato, vorrei però prima provarla."

L'uomo nella sua giacca e cravatta, pieno di sé come un uovo, annuiva.

"Sì certo. Sì certo. Mi sembra naturale. Vorrei però prima esporle le caratteristiche tecniche di questo splendido modello..."

Tutte quelle parole. Non potevi più sopportarlo. Basta parole!

"No. No." Lo avevi interrotto. "Non mi interessano le caratteristiche. Voglio sono provarla!"

"Allora mi deve attendere", ti rispose lui, stizzito. "Certo, la cortesia non mi sembra che sia una dote particolarmente a lei propria. Le avrei spiegato tutto e di più. Quell'automobile non avrebbe più avuto alcun segreto. Ma lei non ha intenzione di ascoltarmi. Non mi offendo. No. Non mi offendo. La vuole provare? Ecco le chiavi."

Ti diede le chiavi e il resto fu come un lampo nel cielo.

Un istante dopo gliele strappavi di mano, e come un missile scappavi via, a gambe levate verso l'Occasione della Tua Vita.

Il venditore ti correva dietro, ma tu avevi già inserito le chiavi nel cruscotto. E quando si accese il motore, nell'autosalone il rumore fu un rombo indimenticabile.

"Cento euro per la benzina e l'autostrada, basteranno, no?", pensasti per un istante.

Ma poi eri già in volo, in groppa al ghepardo che era la tua automobile, giù dal piedistallo come se aveste le ali tutti e due, prima come saette verso la vetrina di cristallo, quasi invisibile come una lama di ghiaccio, che tra mille scintille di vetri andò in frantumi, e poi sul marciapiede che vi accolse.

"Vengo da te, amore mio, sei tu l'Occasione della Mia Vita!"


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