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lavoro pubblicato martedì 23 settembre 2008
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Guilty love: quindicesima notte

di fiordiloto. Letto 1073 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quindicesima Notte:Il racconto di Mallia La vampira si guarda intorno come chi, dopo aver riposato troppo a lungo, ha bisogno di riprendere contatto...

Quindicesima Notte:

Il racconto di Mallia

La vampira si guarda intorno come chi, dopo aver riposato troppo a lungo, ha bisogno di riprendere contatto con la realtà. Muove le mani. Stringe fra le dita qualcosa che solo lei può vedere.

"Sono tornata....", mormora. "Dopo tutti questi anni..."

Sì, mi dico. E' tornata. Come il peggiore degli Incubi diventato realtà. Vorrei urlare. Ma non riesco a muovermi. Terrorizzata e avvinta da quegli occhi profondi che non lasciano scampo. Andrew sembra subire lo stesso effetto. Per un minuto buono i due restano immobili a fissarsi. Sono nemici. Ma si rispettano. Come il lupo e la tigre.

Alla fine, è Mallia a rompere il silenzio.

"Andrew...desideravo tanto vedere finalmente il tuo volto. Sei diverso da come ti ho percepito nei pensieri del Barone"

"Mi ha sempre dato troppi meriti", sospira il vampiro.

"Niente affatto. Il Barone sapeva scegliere molto bene a chi dare fiducia"

"Con te ha sbagliato"

La risata di lei è come lo sbocciare di un fiore. Riempie l'aria di polline, e di un profumo troppo intenso.

"Ti sbagli, Andrew. Ti sbagli di grosso. Il Barone non si è mai fidato completamente di me. Se l'avesse fatto, sarebbe stato il suo sbaglio più grande. E non era da lui, commettere simili errori"

"Che cosa intendi dire?"

Il suo sorriso si spegne. D'un tratto Mallia sembra estraniarsi. Il suo sguardo non osserva più Andrew, ma un passato ormai lontano.

"Quando lo incontrai per la prima volta, ero una comune mortale. A causa di una malattia degenerativa, ero costretta a letto. Le mie gambe erano troppo deboli per sostenermi, e il resto del mio corpo stava per seguire lo stesso destino. I dottori...dissero che non c'era più nulla da fare. Il pensiero della morte non era così terribile, una volta accettato. In ogni caso, mi dicevo, non avrei mai più potuto camminare sotto il cielo in un giorno di sole. Non avrei mai più potuto assaporare le semplici cose della vita normale. Non sarei mai più potuta essere normale. Perciò, meglio essere niente. Ma poi, lui si materializzò. Un uomo dalle fattezze da indiano pellerossa, uscito da chissà quale fiaba. Il medico di mio padre ce lo presentò come uno specialista in malattie rare. Così, la mia famiglia mi rimise alle sue cure. "I medici hanno ragione", mi disse. "Non c'è più speranza per te". Quelle non erano parole nuove, e le accolsi con un muto gesto d'assenso. "Però", continuò lui, "io posso darti l'opportunità di camminare di nuovo sotto il cielo, come desideri. Non sarà un cielo azzurro, ma terso di stelle. Se accetti, la Luna diverrà il tuo Sole, e tu otterrai una forza vitale in grado di sconfiggere non solo la tua malattia, ma tutte le malattie del mondo. Tu sei ancora giovane. E sei bella. Io posso darti il potere di vivere tutto questo pienamente, come nessun essere umano potrebbe fare. Ma devi rispondermi. Vuoi diventare un vampiro? Vuoi restare al mio fianco...per l'eternità?"

E la sola cosa che fui in grado di rispondergli quando ritrovai la voce fu...

"Sì, lo voglio"

Volevo vivere. Volevo godere ancora della mia giovinezza. Così, lasciai che mi imponesse il suo marchio. Per tre notti di fila. Ogni notte mi scoprivo sempre più diversa dagli umani, sempre più simile a lui. All'inizio fu doloroso, ma cosa importava un po' di dolore? Dopo, sarei vissuta per sempre.

Appena tramutata ero molto debole, ma poco a poco le forze cominciarono a tornare. Presto, fui in grado di camminare di nuovo, con grande gioia di mio padre e di quanti mi avevano assistito. Il Barone chiese ufficialmente a mio padre la mia mano, e lui acconsentì di buon grado. Lo considerava un po' strano, a volte persino inquietante, però mi aveva salvata, e io ero d'accordo. Per fortuna, i miei genitori erano pagani, altrimenti non avremmo mai potuto celebrare le nozze in chiesa. Quelli come noi, si sa, non sono benvenuti nella casa dell'Altissimo"

Ora che ci penso, Andrew mi ha avvertita subito riguardo a questo divieto. Una chiesa è terra consacrata, proibita a noi Figli della Notte.

"Comunque", continua Mallia. "In principio sfuggimmo i nostri doveri e restammo per conto nostro, lontani da tutti, fra i boschi della Francia. A ripensarci, fu un periodo molto felice. Solitamente i vampiri come noi non nascono, vengono creati dai loro simili. Tuttavia il Barone ed io riuscimmo ad avere tre figli. Vampiri nati come tali, e perciò estremamente potenti. Ma la pace non durò a lungo. Il Consiglio convocò il Barone, perché dall'Europa Mediorientale arrivavano sussurri inquietanti di un male antico che si era risvegliato"

"Conosciamo questa storia", prorompe Rom, Antico del fuoco. "Tu e nostro padre portaste con voi me e Shui. Invece lasciaste Alyn in Francia, perché ancora era troppo giovane e inesperta. Arrivati nei Carpazi, scoprimmo che il male aveva un nome. Vlad Tépes. Cavaliere dell'ordine del Dragone. Il primo vero vampiro mai esistito. Ci accorgemmo subito che il suo potere superava di gran lunga le nostre aspettative. Provammo ad affrontarlo, più è più volte, dandogli la caccia in Transilvania, Romania, fino in Grecia. Ma lui riusciva sempre a sfuggirci, e una notte prese nostra madre"

"E' così", gli fa eco Mallia. "Mi catturò e mi portò nel suo antro. Non ho memoria di cosa accadde di preciso in quell'oscurità. I miei ricordi sono pieni solo di ombre, Di eterni istanti fra il nulla e l'oblio. So solo che, improvvisamente, il Barone venne a liberarmi. Riprese le forze, tornai a lottare al suo fianco. Ma qualcosa dentro di me era cambiato, e lui se ne accorse. Sul mio collo, permaneva il segno del peccato. Il farabutto mi aveva morsa. Sulle prime, tentai di tenerlo nascosto, ma come compagna di un Vampiro Antico, non potevo avere segreti per lui. Quando lo scoprì, ne rimase sconvolto. In preda all'ira, mi trascinò di fronte al Consiglio. Tutti loro mi giudicarono pericolosa, perché ormai contaminata. Ma fu il Barone, assieme ai nostri figli, a proferire la sentenza finale. Per il bene di tutti i Figli della Notte, e della cosiddetta armonia che avevano il dovere di proteggere, mi spedirono in un abisso senza fondo, dove rimasi per secoli...in attesa...

Sola, con la sola compagnia dei ricordi, una domanda cominciò a martellarmi insistentemente. Meritavo davvero quella punizione così crudele? Non avevo forse aiutato il mio consorte a sconfiggere il Male? Eppure, secondo lui, ero diventata male io stessa. Così, lasciai che quella tenebra entrasse nel mio cuore. Sarei diventata quello che tutti pensavano che fossi. Un'anima incatenata alle tenebre. E avrei trovato il modo di tornare, per vendicarmi di tutti coloro che mi avevano tradita"

"E' stato necessario!", si giustifica Shui, emergendo dal gruppo. "Dovevamo prendere quella decisione, madre. Tu stessa sai che il primo dovere di un Antico è salvaguardare i Figli della Notte"

"Anche a costo di condannare una moglie?", sbotta la vampira. "Anche a costo di condannare una madre?"

La domanda riecheggia nell'aria, lasciandoci tutti in balia della sua voce di velluto.

"Giurai che sarebbe cambiato tutto. Che sarei tornata per riprendermi ciò che era mio. E così farò! Ti strapperò il potere, Andrew. Poco alla volta. Cominciando da ciò che consideri prezioso sopra ogni cosa al mondo"

In un Amen, Wolf, Strawberry e Ice mi circondano, come a proteggere il membro debole del gruppo.

"Non te lo permetterò", dichiara Andrew. "Non potrai arrivare a lei di nuovo!"

"Oh...ma l'ho già fatto", sorride Mallia, in modo lascivo. "Sei diventato presuntuoso, Andrew? Il potere ti ha dato alla testa? Hai dimenticato che, in confronto a me, tu sei ancora un neonato con le labbra sporche di latte? Il tuo marchio non può fermare l'effetto del mio morso, solo rallentarlo. Anche adesso, i miei artigli lo stanno consumando dall'interno..."

Notando l'espressione sardonica della vampira, Andrew si volta verso di me. Una fitta lancinante mi taglia il respiro. Cado a terra, con le vene in fiamme. Il mio corpo sta bruciando...!

"Andrew!", strillo. "Fallo smettere! Fallo smettere!"

Il vampiro si precipita al mio fianco. Sussurra qualcosa che non capisco. Perché non fa qualcosa? Non vede il fuoco? Perché non lo spegne?!

Una voce sottile bussa alle porte della mia mente. Mi supplica di lasciarla entrare. Poi, un boato sordo. E infine il silenzio. Torno a guardare Andrew con occhi snebbiati. Sembra tutto normale, eppure c'è qualcosa di strano...come se la mia mente fosse in bilico. Lì lì per andare in frantumi. Poi capisco. Mallia ha vinto. La sua mente circonda la mia come una morsa. Pronta a ridurla in pezzi se solo oso ribellarmi.

"Kya...?"

"Andrew...Mi dispiace...!"

Con un flusso di potere involontario lo allontano da me. Poi balzo. Atterro oltre i miei compagni. Davanti al sorriso vittorioso di Mallia.

"Vieni, figlia mia...", esorta la vampira. "Dimostra lealtà alla tua regina"

Mi tende una mano dalle lunghe dita, e io l'afferro. Il mio corpo si muove senza volontà, lasciandosi attirare dalle sue spire.

"Sei sempre stata amata, non è vero? Sei sempre stata protetta. Coloro a cui vuoi bene morirebbero piuttosto che tradirti. E per questo sono... molto invidiosa"

Con un cenno, mi obbliga a scoprire il collo. Mi scosta leggermente i capelli all'indietro, e posa le labbra gelate sul segno del suo morso. Il Saluto. Il riconoscimento dell'autorità. E' troppo potente, mi dico, mentre l'amarezza mi riempie gli occhi di lacrime. E' tutto come in passato. Sono troppo debole per oppormi. E' sempre stato così. E così...sarà sempre...

Sono prigioniera dei sogni...Non posso svegliarmi....Devo attendere...la prossima notte...



Commenti

pubblicato il 26/09/2008 23.12.41
aNoMore, ha scritto: Immagino sia necessario attendere un'altra settimana per il seguito, la cosa si fa davvero intrigante, anche se devo dire che questo cambio di fazione spezza il cuore.
pubblicato il 03/10/2011 3.43.13
Tatylop, ha scritto: Spiazzare è una arte non da poco soprattutto in un racconto

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