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lavoro pubblicato venerdì 19 settembre 2008
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Polite- Capitolo 2

di Ciaby92. Letto 783 volte. Dallo scaffale Horror

"ultimamente avverto strane presenze" la donna che Su-Jeong aveva conosciuto al telefono appariva strana e dimmessa. I capelli lunghi e brizzolati le scivolavano giù sulle spalle, ricoprendo di peluria la parte superiore del golfino bl...

"ultimamente avverto strane presenze" la donna che Su-Jeong aveva conosciuto al telefono appariva strana e dimmessa. I capelli lunghi e brizzolati le scivolavano giù sulle spalle, ricoprendo di peluria la parte superiore del golfino bluastro. Dopo quella strana telefonata, la donna misteriosa aveva invitato Su-Jeong a casa sua per raccontarle di diversi strambi fatti che le accadevano ultimamente.

"Ma che cosa hanno a che fare queste presenze con mio marito?" chiese indispettita e spaventata Su-Jeong, mentre si massacrava le mani, tentando di espellere le pellicine con le dita e con i denti.

"Suo marito è..."

di nuovo quella suoneria frivola risuonò dalla tasca di Su-Jeong, che tremolante, trovò il coraggio di rispondere e mettere in vivavoce in modo che persino la donna riuscisse a sentire.

"Su-Jeong. Amore mio, tornerò presto"

La signora anziana corse in camera da letto e non appena vide che il cellulare era spento trasalì dal terrore. Lo staccò dal cavo di ricarica e lo riaccese, quando irruppe Su-Jeong.

"Che cazzo pensa di fare?" urlò tra le lacrime "Vuole giocare con i miei ricordi, eh?"
"Io? Io...io ero con lei non potevo aver chiamato"
"è il suo cellulare, no? Quindi deve per forza avere attinenza con lei!"
"Ma..."
"Mi dia quel cellulare"

confusa e stremata, la signora porse il telefonino a Su-Jeong, quando questa con i nervi a fior di pelle lo gettò a terra e iniziò a calpestarlo.

"Che cosa fa?" urlò la donna, osservando il suo cellulare andare in frantumi.

"Ora...non mi chiamerà mai più" sospirò Su-Jeong con cattiveria, per poi uscire da quella casa dalla strana atmosfera. "Stronza" si lasciò scappare, poi , una volta fuori.
E poi un urlo. Improvviso. Un urlo che squarciò il silenzio e attraversò la porta di ingresso di quell'appartamento, che convinse Su-Jeong a farci ritorno. Con affanno si precipitò nella casa, quando con orrore vide il corpo della donna impiccato al lampadario.

Il suo corpo ciondolava con un motivo martellante, la gola era stretta da un tessuto grezzo ma morbido e gli occhi erano aperti, fissi, nascosti dai capelli. Segni violacei violentavano il colore roseo dell'ugola.

Su-Jeong, stremata, si lasciò cadere, mentre urla e pianti le fuggivano dalle labbra.

In quel momento. Ancora quella suoneria.
Una chiamata in arrivo.



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