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lavoro pubblicato mercoledì 10 settembre 2008
ultima lettura sabato 16 maggio 2020

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Fried Potato's Suicide- Capitolo 10

di Ciaby92. Letto 912 volte. Dallo scaffale Horror

  La porta che Mitsuko aveva trovato conduceva in una stanza buia, illuminata semplicemente da una luce occasionale che proveniva da un atonale schermo del computer. Senza far rumore, la donna chiuse la porta dietro di sé e restò ad .....

La porta che Mitsuko aveva trovato conduceva in una stanza buia, illuminata semplicemente da una luce occasionale che proveniva da un atonale schermo del computer. Senza far rumore, la donna chiuse la porta dietro di sé e restò ad osservare quello strano luogo, avanzando lentamente, mentre dei click senza forma la avvolgevano.
Davanti a sé riuscì a vedere un uomo che osservava con maniacale precisione gli schermi delle telecamere di fronte a sé. Mitsuko era ricoperta di sangue, dalla testa ai piedi.

"Ti aspettavo" disse l'uomo con un sorriso penetrante, che le attraversò il cuore come fosse una spranga.
"Chi sei?"
"E tu chi sei?"
"Hai chiamato la polizia?"

"Perché avrei dovuto?"

"Sei stordito, per caso? Quella donna mi vuole uccidere!"
"No...non è vero...sei stata tu a cominciare..." stava fumando una sigaretta, aspirava e inspirava, mentre un'ondata di fumo trapassava narici e denti, arrivando ad irradiare la stanza oscura, riempendola di un odore insopportabile. La sigaretta roteava tra le sue dita alabastrine con eleganza e velocità, fino quasi ad ipnotizzare Mitsuko, che ormai aveva già dimenticato di Hana

"è l'amante di mio marito" balbettò "mi sono lasciata trasportare dall'impulso...non pensavo certo che sarebbe scoppiata una guerra come questa"
"Capisco"
"Hai chiamato la polizia?"
"Perché dovrei?"
"Scusa...ma..."
"E perché cazzo mi dai del tu?"

Si spense la sigaretta su una mano, ma nessuna smorfia di dolore apparse sul suo volto.

Mitsuko lo guardò stranita ed indietreggiò, nonappena notò la presenza macabra ed inquietante di una pistola sul tavolino su cui reggevano gli schermi delle telecamere.

"Chi- Chi sei?" balbettò Mitsuko tra le lacrime

Lui si alzò e quel nome sul cartellino la sorprese, fino a farla quasi svenire. Indietreggiò sino alla porta e allungò la mano verso la maniglia.

"Shinji Wakamatsu"

Solo allora si accorse che l'uomo di fronte a lei, aveva una profonda cicatrice che si estendeva per tutto il collo, da un orecchio all'altro.

Mitsuko si fece trascinare da un grido, che provocò un forte eco, che si propagò per l'intera stanza, mentre Hana, armata di mocio vileda stava venendo a prenderla.



Commenti

pubblicato il 10/09/2008 14.49.02
monidol, ha scritto: Ciao Ciaby. A tratti è scritto proprio come quelli veri, compresi alcuni particolari davvero preziosi. Peccato alcune cadute come per esempio il "ma sei stordito?" (linguaggio un po' troppo adolescenzale e scanzonatorio per la situazione ) o "ha cominciato prima lei" che toglie tensione al dramma che si sta consumando... Però magari è voluto, e comunque è solo la mia modesta opinione.
pubblicato il 10/09/2008 16.11.54
Ciaby92, ha scritto: è voluto...è voluto... adolescente lo sono, ma il registro linguistico è scelto appositamente, come potrai notare anche il fatto che lei utilizzi il "tu" per una persona che non conosce. Sono rimasti bambini dentro, fermi a quella tragica esperienza avvenuta anni prima che ha sconvolto la vita di tutti i personaggi in questo romanzo. :D

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