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lavoro pubblicato mercoledì 10 settembre 2008
ultima lettura martedì 26 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Congenito Bisogno

di scomodaMente. Letto 925 volte. Dallo scaffale Pensieri

Si cerca costantemente qualcosa che non c'è, qualcosa che crediamo possa trovarsi al di fuori di noi.. nel Mondo a noi ancora sconosciuto. Qualcuno crede che, assemblando e intrecciando delle idee,  possa costruire ...

Si cerca costantemente qualcosa che non c'è, qualcosa che crediamo possa trovarsi al di fuori di noi.. nel Mondo a noi ancora sconosciuto.

Qualcuno crede che, assemblando e intrecciando delle idee, possa costruire un suo futuro.. eppure cerca la sua fonte d'ispirazione all'esterno del proprio essere. Passeggia magari in un parco, osserva la calma ipocrita del mare o scruta attentamente le sfumature di un languido tramonto.

Qualcun altro ancora crede che cercando un nuovo lavoro, potrà finalmente ritrovare se stesso e magari capire che ruolo ha qui nella grande fabbrica che chiamiamo Mondo. Prepara ed invia curriculum, fa telefonate, si informa da amici di amici e si mangia letteralmente il cervello per capire cosa fare e chi contattare.

C'è chi invece si siede davanti ad un pc, apre un programma di scrittura qualsiasi e crede di trovare improvvisamente un'ispirazione, qualsiasi indizio che faccia scoccare nella sua testa la scintilla necessaria a dar vita ad un testo, una poesia.. un frutto succulento di parole ed emozioni.

Altri ancora cercano nello sport, nell'allenamento mentale, qualcosa che possa essere d'aiuto nell'organizzare la propria vita, scandendo ritmicamente, come i battiti del proprio cuore, ogni impegno, ogni progetto, ogni fatica. Ci si allena, si suda e affannosamente... si respira.

Perchè invece non ci si ferma un secondo a riflettere?

Perchè non si cerca di capire cosa vogliamo prima essere, diventare, cambiare, migliorare, evolvere di noi stessi?

A cosa serve fare il passo più lungo della gamba, se prima non si calcola mentalmente la distanza che ci separa dal traguardo?

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi.

Solo conoscendoci, capendoci, accettando i nostri difetti ed imparando a smussare gli angoli spigolosi del nostro carattere, potremo fare un "passo avanti".

Migliorare non è facile, maturare è molto complesso e mettersi alla prova è una costante lotta contro il proprio orgoglio.

Ma chi ha detto che è impossibile?

Nessuno.



Commenti

pubblicato il 10/09/2008 13.58.27
unaluna, ha scritto: nessuno....tutto ciò di cui abbiamo bisogno è dentro di noi... Ottimi spunti per riflettere. testo non banale. non scontato. non omologato. complimenti per la serietà del tuo scritto. c'è tanta mediocrità intorno a noi...è un piacere leggere qualcosa di intelligente. non capita spesso...all'interno di un sito.
pubblicato il 10/09/2008 15.03.50
monidol, ha scritto: E un po' sentenzioso a mio parere. Assemblare ed intrecciare idee fa parte della creatività dell'essere umano e non lo trovo per niente negativo come nemmeno il godere della vista del mare o di un tramonto. Credo allenare corpo e mente faccia altrettando bene. Cercare di migliorare la propria condizione di vita in questo Mondo significa guardare avanti, intervenire, significa agire cioè vivere. Possiamo anche sederci, meditare, guardarci dentro per delle ore, dei giorni, degli anni e anche per tutta la vita ma così facendo si muore su noi stessi senza far nulla per migliorare. Il dentro e il fuori, lo yin e lo yang devo essere, a parer mio, coltivati alla stessa maniera. Non si può prescindere da uno dei due.
pubblicato il 10/09/2008 17.14.11
scomodaMente, ha scritto: @unaluna: Ti ringrazio del commento, molto gentile da parte tua dirmi apertamente e senza mezzi termini cosa pensi del mio testo. @monidol: Ovviamente ringrazio anche te perchè il tuo commento rappresenta un po' l'altra faccia della medaglia. Ci tenevo a precisare che non era affatto sentenzioso perchè era ed è un mio semplice modo di pensare, scrivendo. Non ho affatto detto che progettare, praticare sport o cercare un lavoro siano controproducenti per noi stessi, anzi è proprio l'esperienza che ci forgia in un certo modo e ci fortifica allo stesso tempo. Molto spesso la vita ci indirizza verso determinati sentieri, senza nemmeno volerlo in prima persona. Credo solo, e poi rimane ovviamente un mio pensiero che può essere assolutamente non condiviso, che delle volte soffermarsi e pensare "Ma io che ci sto a fare qui?" possa essere utile proprio per ripartire con più carica, più grinta e magari sentendoci più motivati. Credo che al giorno d'oggi riflettere possa sembrare una cosa un po' scontata, sottovalutata e, scrivendo, ho desiderato puntualizzare a me stessa e a chi magari ha letto e ha pensato di trarre qualcosa da questo testo, che le cose scontate sono controproducenti al 100%, in ogni campo e situazione. Quindi agire sì.. ma pensare anche.
pubblicato il 11/09/2008 7.52.32
folle, ha scritto: CONGENITO BISOGNO..... l'hai detto tu! :) Anzi con queste parole hai dato nome a questa tua accorata riflessione, ne hai fatto diventare il "TITOLO". E' un fatto "congenito", un bisogno innato quello di cercare e cercare ed ogni volta rimettersi in discussione. Complimenti per il tuo scritto!
pubblicato il 11/09/2008 19.17.11
naid, ha scritto: ah...quanto ti capisco e quanto capisco quello che vuoi dire..ho già letto altre cose tue e come al solito scrivi quasi urlando, scrivi sempre con quell'aria arrabbiata come se credessi che il mondo non ti ascolta, non legge quello che hai dentro. cmq sn d'accordo con te "Migliorare non è facile, maturare è molto complesso e mettersi alla prova è una costante lotta contro il proprio orgoglio.".. non è per niente impossibile! io ci sto già provando lo sai..e anche tu! brava!

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