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lavoro pubblicato lunedì 18 agosto 2008
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dodicesima notte: Gioia fugace

di fiordiloto. Letto 1256 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ciao a tutti. Scrivere questo new capitolo mi ha creato non pochi problemi. Spero che il risultato vi piaccia. Grazie a tutti quelli che continuano a seguirmi!....

Dodicesima notte:

Gioia fugace

"No, Kya. Ne abbiamo già parlato", dice Andrew. "Devi ancora ristabilirti. Non voglio che tu venga con me a parlare con gli Antichi"

"Non è questo", replico.

"Allora cosa c'è?"

"Fa' molta attenzione, d'accordo?"

Sorride. Un sorriso da mille e una notte.

"I miei desideri ti hanno già messa in pericolo troppe volte. Vorrei che venissi con me, ma ho promesso a me stesso che sarei stato più prudente, d'ora in avanti"

"Allora va'. Compi ciò che solo tu puoi compiere. Comunica agli Antichi la tua decisione"

"Tornerò a riprenderti domani notte. Nel frattempo, non uscire da questa casa. Mallia non può entrare in case altrui senza un preciso invito, perciò sei al sicuro"

"Farò come dici"

S'invola dalla finestra, sparisce in un turbinio di vento. Non un bacio. Non un gesto di tenerezza. Forse non c'è spazio adesso per queste cose. Quando tutto sarà finito, probabilmente. Ma ora bisogna essere forti. Duri come la pietra. Una mano ferma mi si posa su una spalla. Mi volto e Ren sorride. E' rimasto in silenzio fino ad ora, assistendo a tutta la scena.

"Non preoccuparti", dice. "E' un grande capo, e sa il fatto suo"

"Mi sorprende che tu dica una cosa del genere! Credevo che lo disprezzassi"

"Tu lo ami", afferma. "E' lampante. Non posso farci niente, giusto? Perciò è inutile incaponirsi"

"Ren..."
"Non dire nulla. Non hai bisogno di scusarti. So che vuoi bene anche a me, anche se in modo diverso e va...Beh...Va bene così. Però, Kya, lasciami almeno stare al tuo fianco. Ora che lui non c'è, è mio compito proteggerti"

"Accidenti! Detesto sentirmi inutile! Lo detesto!"

"Non c'è nulla di più che tu possa fare al momento. Tranne restare al sicuro come ti ha detto Andrew"
"Temo tu abbia ragione", sospiro. "D'accordo. Torniamo di là. Mamma e Aki staranno per svegliarsi. E' quasi giorno ormai"

"Vuoi restare sveglia?"

"Sì", dico. "Se tiriamo tutte le serrande, non dovrei avere problemi. Probabilmente la battaglia di domani notte sarà senza precedenti, e non ho idea di cosa capiterà. Perciò, voglio stare con mamma e Aki il più a lungo possibile"

Ecco! Finalmente la torta è pronta. Panna montata, ananas e frollini. Una ricetta della sottoscritta.

"Wow, sorellina! Era un po' che non facevi la Torta all'ananas!"

Aki sbuca alle mie spalle, e fissa il dolce con occhi famelici.

"Giù le mani! Deve riposare un po', prima di essere mangiata"

"Ti prego...Solo una fettina!"

"Ho detto di no!"

"Ti prego! Ti prego! Ti prego!"

"Continua, e non ne avrai nemmeno un pezzetto. Ce la mangeremo tutta io, Ren e la mamma"

"EHHHHH????? No! No! Va bene, mi arrendo!"

Sorrido. Visto? Funziona sempre!

Metto il dolce in frigorifero e accendo le candele.

"E' pronto!", annuncio. "Tutti a tavola!"
Il pranzo scorre piacevole. Mamma e Ren cinguettano come al solito, parlando del più e del meno. Aki attacca una scatola di Philadelphia

"Uffa! Perché ne comprate sempre così poca?"

"La prossima volta, fratellino, va' tu a fare la spesa"

"Si certo! E con quale macchina?"

Sembra tutto tornato a molto tempo fa. Quando ancora non sapevo nulla dei vampiri, di Mallia, né delle creature spaventose che si nascondono nell'oscurità. Le candele proiettano sui nostri visi giochi di luce ed ombra. Tutto è avvolto in una calda atmosfera familiare. Mi viene in mente una sola parola per descrivere tutto ciò. Rifugio. Rifugio...Un piccolo posto pacifico, in un mondo inquietante. Una gioia fugace, che però nasconde in sé la consapevolezza. Il mondo inquietante è appena qui fuori. Quando Andrew tornerà, stanotte, dovrò uscire allo scoperto.

"Kya..."
"Eh...? Oh, scusa Ren, ero soprappensiero. Hai detto qualcosa?"

"Tua madre mi stava dicendo che ha preso del vino in una famosa enoteca. Ti va di assaggiarlo?"

"Oh certo! Lo prendo subito"

Apro lo spioncino sotto il tinello e passo la bottiglia a Ren, che si adopra per aprirla.

"Bene!", esclama. "Ed ora, un brindisi! A tutti noi e a questo buon pranzo!"

"Sì", gli fa eco mia madre. "A noi!"

"A NOI!!!!"

Sera. Dopo pranzo sono andata a dormire. Volevo essere almeno un po' riposata, prima che Andrew tornasse a prendermi. Esco dalla mia stanza, e la casa sembra deserta. Non un rumore. Nessuno che chiacchiera...Che stranezza!

"Kya?"

Mi volto di scatto, il cuore in tumulto.

"Ren, mi hai spaventata!"

"Scusami"

"Dove sono mamma e Aki?"

"Dormono. Ho messo del sonnifero nel loro vino"

"Cos'hai fatto!? E perché?"

"Era il tuo piano, no? Volevi che dormissero, per non dover dire loro addio, e per evitare che potessero seguirti mentre vai alla battaglia"

Lo ha capito! Ma io non gli avevo detto nulla! Era un piano escogitato solo da me!

"Come hai fatto a capire?"

"Ti conosco, e ho trovato il sonnifero nascosto sotto il tuo cuscino. Avresti dovuto parlarmene, Kya. Devi fidarti di me"

"No, invece", replico. "Perché volevo dormissi anche tu"

"Anche io?"
"Già. Sei tu quello che mi preoccupa più di tutti. Non volevo che potessi seguirmi"

"Sai che non lo avrei fatto"

"Oh, si che lo avresti fatto! Non puoi nascondere a me i tuoi sentimenti, Ren"

"Hai ragione", sospira, prendendomi le mani. "Anche tu mi conosci meglio di quanto vorrei"

"Già...E' strano, vero? Comunque non puoi venire, sebbene sia ciò che hai in mente"

"E perché? Perché non posso seguirti? Sai che voglio solo proteggerti!"

"Lo so, ma Mallia mi ha morsa, è dentro di me e tu non puoi farci niente. Perché vuoi seguirmi nelle tenebre?"

"Perché anche tu sei dentro di me e non puoi farci niente"

"Oh...Ren..."

Adesso sembra diverso. I suoi occhi da elfo sono determinati. I suoi sentimenti devono essere molto forti, forse più di quanto creda. Vorrei non dover fare nulla di drastico. Però, se è il solo modo per proteggerlo...

"Smettila di pensare a me così. Non posso ricambiare i tuoi sentimenti, te ne rendi conto? Non ha senso che mi segui oltre. Continua a restare nel mondo della luce. Continua la tua vita!"

"No!"

"Ma...?"

"Tu hai smesso di camminare nella luce. Hai scelto la notte. Un'esistenza da vampiro. Perché non posso scegliere anche io?"

"Perché non me lo perdonerei mai", dico. "Tu non hai bisogno di questo, Ren. Tu sei abbastanza forte da cavartela con le tue sole forze. E' per questo che ti voglio bene"

I suoi occhi si fanno umidi. Una lacrima gli solca le guance.

"Non piangere", gli dico, asciugandola con la punta di un polpastrello. "Quello che ti ho detto lo penso davvero. Ti voglio molto bene, Ren. Credo che tu sia capace di vivere senza bisogno di canini acuminati"

"Ho paura", ammette. "Ho paura che non tornerai, se vai via stanotte"

"Allora, toglierò le tue paure..."

Con un movimento rapido, gli blocco i polsi. Avvicino il viso al suo collo. La mia lingua scorre rapida sulla sua pelle. Ren reclina il capo. Come se se lo fosse aspettato.

Lo sfioro appena con le labbra, poi snudo le zanne. Il suo cuore accelera all'improvviso. Affondo delicatamente, e mollo la presa sui polsi. Con il sangue, cerco di trasmettergli il mio conforto e il mio affetto per lui, e in cambio avverto i suoi pensieri. Amore, con un sottofondo di rimpianto. Non voglio che Ren abbia rimpianti, così li prosciugo. Finchè lui non si rilassa, e le sue braccia non si chiudono intorno a me in un abbraccio.

"Kya..."

"Ci rivedremo", sussurro. "Prima che il segno del mio morso sia sparito"

Nel frattempo, l'incantesimo che ho attuato fa già effetto. Ren si accascia fra le mie braccia, e io lo accompagno fino a terra.

"Che cosa...mi hai fatto?"

"Lasciati vincere dal sonno, Ren. Mentre ti mordevo, ti ho fatto un incantesimo. Dormirai, fino al mio ritorno. E quando ti sveglierai, io sarò di nuovo qui"

"Avevi ragione, sai? A parte le zanne, sei sempre la stessa"

Sorrido, accarezzandolo mentre scivola in un sogno senza sogni.

Non so quanto tempo restiamo così. Io appoggiata al muro e lui con la testa abbandonata sul mio grembo. Ma ad un certo punto, la finestra della mia stanza si spalanca. Qualcuno entra in casa, e non ho nemmeno bisogno di vedere chi è.

Andrew appare, avvolto nel suo solito impermeabile nero. Una mano pallida tesa verso di me.

"Andiamo, Kya"

Il dolce sogno continua, la prossima notte....



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