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lavoro pubblicato lunedì 11 agosto 2008
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ora che so chi sei

di ireneprandini. Letto 2387 volte. Dallo scaffale Sogni

Spingo il tasto rosso del mio cellulare e il nome del destinatario della mia telefonata diventa trasparente e poi sparisce. Solo un ricordo. Una voce ...

Spingo il tasto rosso del mio cellulare e il nome del destinatario della mia telefonata diventa trasparente e poi sparisce. Solo un ricordo. Una voce che risuona solo nella mia testa, che da realtà si trasforma in immaginazione. La tua voce. La voce di chi non ha un corpo materiale ma solo virtuale per me.

"Devo cambiare questo stato di cose, devo farti diventare reale. Palpabile."

In un istante decido, è il momento, non posso più aspettare.

E' un caldissmo martedì di fine giugno e ho la sensazione di essere sul puto di sciogliermi, di liquefarmi, chiusa in macchina. Non posso chiamarti da nessun altro luogo. Solo l'abitacolo della mia auto è testimone delle nostre telefonate. Ho un crescente desiderio di dare un volto e un corpo, un profumo, dei vestiti, alla tua voce.

Chissà cosa proverei a camminare vicino a te, penso, e, immediatamente, mi considero stupida. Proverei ciò che sento tutti i giorni passeggiando accanto a qualcuno. Ma la sensazione di me che cammino fianco a fianco con te è troppo travolgente, è un'immagine che fino a mezz'ora fa non mi apparteneva ma che ora mi coinvolge in modo imperioso. Ci penso e ci ripenso. Tenerti la mano, guardarti negli occhi, vedere le tue labbra modulare le parole... Chissà, penso, se avrò il coraggio di fare questa pazzia davvero.

"Ho deciso, vado da lui, devo vederlo." Invio il messaggio alla mia amica, compagna di mille follie adolescenziali e un po' mi sento nuovamente quindicenne, quando il cuore batteva forte anche solo per uno sguardo fuggente che poi, ripetutamente, cercavo in ogni angolo. E lei, inaspettatamente, appoggia appieno il mio piano.

E le giornate passano lente, caldissime, afose, soffocanti, cariche ogni ora di più di adrenalina per quella stessa domenica in cui percorrerò finalmente i chilometri che mi separano dalla mia meta ed io non sto più nella pelle, programmo tutto con meticolosità perchè nessuno si accorga che sto mentendo, che non andrò dove tutti credono.

Ho visto molte tue foto e tu hai visto le mie, sullo schermo piatto ed impersonale del telefonino e so che potrei riconoscerti fra mille, con quel tuo viso serio, a volte imbronciato, altre distorto da una smorfia buffa. L'unica foto in cui ridi è troppo buia e sotto tu hai scritto che era meglio così ma ho osservato quell'immagine così tante volte che anche se è scura e tu non sei nitido è diventata la mia preferita.

Il sabato sera, in gelateria con gli amici, non riesco a pensare ad altro che al giorno dopo. Sono emozonata e mi ripeto che finalmente ti vedrò e starò con te e che questa sorpresa sarà per te ma anche per me, la sorpresa di scoprirti, e sono quasi pentita di non aver pensato prima di raggiungerti. Qualcuno si accorge che sono assente e che ho momenti di euforia fuori dal normale ma non importa, nessuno potrebbe capire.

La domenica mattina arriva generosa e desiderata. Sono da poco passate le otto del mattino e fa già un gran caldo. Mi aspettano due ore di strada prima di gettare i miei occhi nei tuoi laghi blu.

Il panorama fuori dalla mia auto cambia non appena oltrepasso il confine della mia regione industrializzata per lasciare spazio a fitte macchie verdi e a sterminati prati color smeraldo. E' un piacere guidare mentre fuori la natura si colora di tutti i suoi toni più vivi e vivaci e la musica del mio stereo passa quella che diventerà la colona sonora di questa giornata così strana e attesa.

Non mi rendo nemmeno conto del tempo che è passato e già vedo il portone di casa tua, la tua macchina posteggiata sotto il sole, le campane della tua chiesa battono l'ora della messa domenicale e il tuo paesino si popola di anziani che vi partecipano fiduciosi.

Io aspetto fuori dal tuo portone che tu ti accorga di me, di quella figura ignota che guarda verso le tue finestre e nel frattempo prova a telefonarti.

In un momento tu esci... e sei davanti a me...

Le mie gambe tremano e il mio cuore fa le capriole quando ti avvicini e mi baci sulle guance infuocate e, non so come, ma al tuo invito ad entrare muovo i passi verso l'interno della tua casa.

In quel momento, IO smetto di esistere ed una nuova me viene a galla, una me stessa libera, avventuriera, passionale, creativa, una me che era nascosta sotto coltri di polvere del tempo, sotto l'abitudine di una vita monotona, sotto l'ozio e la noia.

Tu sei splendente, etereo quasi, sei un'immagine impressa a fuoco nella mente e cerco di imprimere ogni particolare nella mia memoria, perchè so che probabilmente sarà l'unica volta che i nostri corpi si troveranno accanto. La tua voce è morbida e le tue labbra sono dolci al contatto dei miei baci, la tua pelle è liscia e l'accarezzo come se non l'avessi mai fatto prima con nessuno. I tuoi occhi sono ardenti e veloci, sfuggenti e immensamente presenti, eppure sono di ghiaccio, sono di fulmine, sono di tempesta, sono sconfinati, sono il paradiso in cui vorrei vivere, l'inferno in cui mi lascerei morire, sono fiume che scappa veloce, sono l'onda, che torna incessante, sono lo scoglio, che ti tiene a galla, sono il nubifragio, che ti manda alla deriva, sono due ali, sotto le quali mi sento protetta, sono due pugnali, che scavano l'anima.

Tu sei mio, eppure non ti avrò mai. Sei dentro di me, ma sei lontanissimo.

Parliamo, e le tue parole compongono un poema nuovo per le mie orecchie usurate da troppo rumore. Facciamo l'amore e mi scopri come un fiore nuovo, mi aspetti come un cavaliere, mi domini come un re. Mi abbandono al mio nuovo essere e al tuo divenire e so che la realtà non sarà più uguale da domani ma il mondo reale, la vita di sempre mi attende e attende anche te. Devo abbandonare questo angolo di paradiso trovato per caso per tornare nuovamente ad indossare gli abiti di sempre, a cancellare dagli sguardi degli altri i tuoi occhi, a lavare via dal mio corpo le tue imperiose carezze, a serbarne il ricordo nell'anima e a giurare di non perderti, quando ti incrocerò...nella prossima vita.



Commenti

pubblicato il 11/08/2008 14.34.04
ireneprandini, ha scritto: scusatemi...ho scritto imoresso....ma l'intenzione era di scrivere IMPRESSO...
pubblicato il 11/08/2008 18.22.33
vincenzo savatteri, ha scritto: complimenti, denso di poesia e molto efficace nel ricreare le immagini narrative Vi
pubblicato il 19/08/2008 15.01.36
mostriciattolo, ha scritto: Semplicemente deliziosa. Sembrava di essere lì con te, a condividere l'afa e le sensazioni. Davvero... una gradevolissima lettura.
pubblicato il 16/03/2010 17.41.30
fiordiloto, ha scritto: ma che bella! Scrivi da dio! =)

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