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lavoro pubblicato mercoledì 6 agosto 2008
ultima lettura giovedì 7 novembre 2019

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LA SCOMODA VERITA’ SUL CAPITALISMO E SUL COMUNISMO

di Silok. Letto 1555 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Alla fine della Terza Guerra Mondiale sopravvivono mille uomini. Non è rimasto più nulla, non ci sono auto, non ci sono strade, non ci sono case. L'economia deve essere ricostruita da zero.

Alla fine della Terza Guerra Mondiale sopravvivono mille uomini. Non è rimasto più nulla, non ci sono auto, non ci sono strade, non ci sono case. L'economia deve essere ricostruita da zero.
Viene indetta la prima riunione generale, un uomo in giacca e cravatta si alza in piedi e parla alla folla: "Io so come tirarvi fuori dai guai: c'è bisogno di gente coraggiosa, che riorganizzi il lavoro. Solo mettendo le attività nelle mani dei privati si avrà la spinta necessaria per una rapida ricostruzione".
L'idea viene accolta con successo dalla maggioranza, che esulta. In un primo momento le cose sembrano andare bene, chi sa coltivare il grano assume personale e gli fa lavorare la terra, chi sa costruire le case fonda società edilizie e costruisce le case. Ma per dare un ulteriore contributo alla ricostruzione a qualcuno viene la grande idea di produrre le prime macchine industriali, per fabbricare oggetti in serie. In un solo mese la produzione triplica, nascono le prime grandi aziende, che possono permettersi macchine industriali sempre più costose e che possono permettersi di assumere sempre più personale. Siamo in pieno capitalismo, ma i primi problemi non tardano ad arrivare. Per i piccoli industriali è diventato impossibile sopravvivere, tutto è ormai gestito da monopoli. La ricchezza finisce tutta quanta nelle loro mani, mentre la gente muore di fare.
Così viene indetta la seconda riunione generale. Il primo a parlare è sempre l'uomo in giacca e cravatta: "Ho una soluzione per voi" proclama. "Sapete perché è così difficile aprire un'azienda? Perché manca il capitale. Da oggi istituiremo un ente speciale in grado di emettere titoli acquistabili. Chi vorrà potrà investire il proprio denaro in essi, in modo che l'azienda che ne beneficia possa crescere con gli investimenti. Chiameremo questi titoli obbligazioni o azioni, e all'istituto daremo il nome di Borsa".
La gente è di nuovo felice e torna a lavorare nelle fabbriche. Già nelle prime settimane si vedono i risultati: tramite il mercato finanziario, ora anche le piccole aziende possono crescere e fare concorrenza ai grandi gruppi. Però sorge presto un altro problema: i grandi industriali cominciano ad acquisire le piccole aziende, mantenendo il loro monopolio. Non solo: il capitalista adesso è anche costretto a remunerare l'investitore, che guadagna almeno il 7 per cento senza fare niente, sulle obbligazioni. Per far fronte a questo costo, l'imprenditore comincia a sfruttare il personale facendogli fare lo straordinario e sottopagandolo. Le auto e gli altri beni vengono prodotti con materiali scadenti e dopo pochi mesi si rompono, la gente è disperata e proprio non capisce perché dopo poco tempo si ritrova a comprare sempre le stesse cose. La ricchezza si trasferisce ancora di più nelle mani di pochi, mentre la massa si ritrova alla fame. Si diffonde il precariato, nel vano tentativo di ridurre il rischio d'impresa e la gente ora è del tutto impotente di fronte al mostro del capitalismo.
Viene indetta la terza riunione generale. Questa volta ad alzarsi in piedi è un umile ometto con la barba. La gente lo ascolta con attenzione. "Sentite, io ho davvero una soluzione per voi. Questo sistema non funziona perché toglie ai poveri per dare ai ricchi. L'impresa deve essere gestita dallo stato, che è l'unico a garantire il minimo indispensabile a tutti. Da oggi saremo tutti uguali e ognuno avrà lo stesso stipendio del vicino. Questo porterà alla pace sociale, in quanto non ci sarà più invidia".
La gente è contenta di questa nuova idea e torna nelle fabbriche, che adesso sono statali. Anche questa volta, in un primo momento le cose sembrano andare bene, finché la gente comincia a prendere il lavoro alla leggera. "Chi me lo fa fare di sudare" dice qualcuno. "Tanto guadagno comunque la pagnotta". La merce non esce più dalle fabbriche, la produzione cala in maniera drastica. Tutti guadagnano, ma non c'è più niente da comprare. La gente è di nuovo ridotta alla fame.
Viene allora indetta l'ennesima riunione generale. Questa volta la popolazione ha perso la fiducia e per diversi minuti nessuno ha il coraggio di parlare. Poi si alza tra la folla un uomo coi capelli bianchi: "Io so come creare una nuova economia. Il capitalismo non può funzionare perché è incontrollabile, il comunismo non può funzionare perché toglie ogni spinta all'individuo. Ma io conosco la cura..." In quel momento si sente uno sparo, l'uomo cade a terra esanime, prima di poter raccontare la scomoda verità.
Nei giorni seguenti le imprese tornano nelle mani dei privati, qualcuno sospetta un complotto da parte dei capitalisti, ma viene subito tacciato di cospirazionismo.
Già, che sciocchi! il governo occulto mondiale non esiste, il grande complotto capitalista è una farsa per allocchi e il Nuovo Ordine Mondiale una PALLA GIGANTESCA.


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