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lavoro pubblicato venerdì 1 agosto 2008
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

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Potoville

di giuseppeviroli. Letto 922 volte. Dallo scaffale Fantasia

      Il bambino si sveglia. La cameretta è buia. Si è svegliato per il vento che entra dalla finestra aperta. Ma non era aperta, quando si era addormentato. Accende la luce. Vede delle impronte di fango sul pavimento. Van.......

Il bambino si sveglia. La cameretta è buia. Si è svegliato per il vento che entra dalla finestra aperta. Ma non era aperta, quando si era addormentato.

Accende la luce. Vede delle impronte di fango sul pavimento. Vanno dalla finestra alla libreria.

Il bambino capisce.

"E' venuto. Poto è venuto ancora a trovarmi". E stavolta gli ha rubato la banda dei coniglietti meccanici. La banda di Peter, Dindino, Fracasso e Pizzicone. I coniglietti che suonano se giri la chiave.

Poto ha rubato i suoi coniglietti.

Poto quella notte corre per i cunicoli delle fogne di Potoville, con i coniglietti suonatori sotto il braccio. Corre affannato e felice. E sprizza gocce di sudore azzurro. Corre lungo le fogne, arriva al suo nascondiglio. Le orecchie verdi gli brillano di gioia.

"Ci siete, ci siete. Siete miei" Mette i conigli sulla credenza. Ecco. Adesso li faccio suonare. La chiavetta. Funzionano con la chiavetta. Poto si è dimenticato di prenderla. Ma .... Potoville è il mondo delle cose che si animano, che prendono vita da sole, senza chiavette. Allora gli basta prendere la frusta di code di topo. Gli basta agitarla, farla schioccare davanti ai coniglietti.

Loro aprono gli occhi, cominciano a muoversi, timidamente.

"Sveglia, animali servi, musicanti pavidi... Siete in mio possesso. Non è più tempo di chiavette. Ora vi manovro io, siete a Potoville che è il mio regno. E io son Poto. E siete a Potoville, e vi muoverete e suonerete ogni volta che dirò io. Tu!"

"Sono Peter, signore"

"Cosa suoni?"

"Non suono, canto"

"Genere?"

"Genere pinguino innamorato, signore, contaminato da arie mozartiane"

"Intellettuale di merda. Io non ci ricavo niente a Potoville con le tue contaminazioni. Ho una casetta di distribuzione che recentemente è entrata nel giro della Disnoplast. Presente no? Non conoscete la Disnoplast? E' la regina delle marche, un marchio sicuro a patto che rispetti certi canoni. E il canone è che l'acquirente è leso nel comprendonio e nei cinque sensi fondamentali, anestetizzato e da anestetizzare ancora. L'anestetizzato coglie solo i messaggi elementari e quelli elettorali. E il mio amico Walter della Disnoplast manda anche messaggi elettorali. Chiaro? Musica elementar - elettoral - minimal - da non pensar. Verrai educato, Peter. E voi?"

"Io son Dindino, e con lo xilofono creo bolle di suoni nel vuoto"

"Io son Fracasso e faccio sinfonie percuotendo le zucche con le carote, e ho scoperto che ogni zucca ha dentro la sua melodia"

"Io son Pizzicone e ugual cosa ho scoperto con la tela dei ragni, che crea suoni diversi simili di volta in volta alla chitarra o all'arpa a seconda che il ragno sia ad esempio sudamericano o celtico".....

Poto sputa saliva verde sui quattro conigli, e così ha inizio l'opera di rieducazione. Vengono tolti i tre strumenti. Viene tappata la bocca a Peter. La roditor band viene lasciata inattiva per una settimana.

Dopo di che Poto comincia a far loro sentire vecchie cassette da un vecchio mangianastri, e le tiene a tutto volume in qualsiasi ora del giorno così da impedire persino il sonno dei conigli. Vecchie cassette con brani storici della Disnoplast: "La marcia di Quaquarone" e "Conigli e conigliere", inno alla gabbia.

Senza gli strumenti, e senza poter emettere suono, i conigli insabbiano la loro creatività. Lentamente assimilano come unico cibo, e quindi necessario, la Disnoplast music. E via via altre infusioni, colonne sonore come "Bruto, cane eroe da guardia" che staccò trentatre teste di gatti del vicinato, e "Il buono è buono, il cattivo è cattivo", una risposta alle fiabe immorali che creavano lupi simpatici.

Non ci mettono molto, i quattro musicisti, a bersi cervello e lunghe orecchie.

Il bambino, che è considerato depresso, prende regolarmente ogni sera una pasticca consigliata dal neuropsichiatra. Ha buttato nella spazzatura una ventina di cd che prima gli piacevano. Ha comprato tutte le sigle dei programmi.

Poto pensa sia ora di programmare un debutto. Necessario dotare la rodo band di strumenti nuovi, ultimi modelli targati Disnoplast. Suonano da soli, collegati al cervellone collegato a sua volta alle orecchie di Poto. La band dovrà solo fare i movimenti, ma dovranno essere movimenti efficaci, consolatori e sensuali, che esprimano istinti primordiali. L'occasione per il debutto è la produzione da parte della Disnoplast di una nuova acqua minerale che mette sete, un ammasso di bollicine che pizzicano tenute insieme da qualche particella di h2o. La "Walter Water". Walter Water costa e fa tendenza e mette sete in maniera esponenziale, appena bevuto mezzo litro è necessario berne subito un altro e poi altri due e altri quattro e altri otto. Recentemente un ranocchio è esploso, ma la causa è stata vinta provando l'incontenibilità del viscido animale. Bene: i conigli saranno la Walter Water Band, faranno finta di suonare in mezzo alle bolle e suoneranno una compilescion di tutti i pezzi ascoltati a forza e ormai da loro amati.

I conigli non sanno che questa sarà la loro apoteosi, e non è prevista prosecuzione di carriera. Verranno fatti perire al ritorno dal concerto causa incidente tra la loro zucca carrozza e il barracuda turbo di fogna guidato da Scoto, ratto amico di Poto. Una carriera spezzata, finta sepoltura e reale spezzatino di coniglio nella villa che Poto ha già mutuato col previsto incasso dal concerto e dalla Disnoplast.

Un giorno il bambino trova la chiavetta dei conigli. Non la mostra alla mamma, se la tiene in tasca e ogni tanto la tira fuori e la tiene in bocca. Rinfresca le labbra ed ha un buon sapore di ferro. Mentre la tiene in bocca, non sente il bisogno di ascoltare le sigle dei programmi.

Una sera ha sul comodino bicchiere, acqua e pasticca del pediatra. Si tiene in bocca la chiavetta, butta via la pasticca. Beve l'acqua. La chiavetta va giù.

E' il gran giorno del concerto. I 4 conigli sono stati abbronzati a forza con 15 secondi di microonde. Mascara nelle orecchie, lucido bianco sui denti e marchio Disnoplast impresso a fuoco sul pelo. Entrano nella carrozzazucca canticchiando astrattamente "Walter Water is a splendor of balls", lo spot introduttivo e conclusivo della chermess. La carrozza corre lungo Corso Villi, tunnel alberato di filamenti chiari ornati per l'occasione da microbi fluorescenti al bario, tra l'osanna di una folla di settecentosettantasette nani, bambine incappucciate, panieri di marca, nonne imbellettate ornate da sciarpe di vero lupo, cacciatori che sparano a salve in alto, belle vallette addormentate, vecchi principi inazzurrati di fresco dalla pelle liftata, bambini che gettano festosamente briciole di pane, gatti in stivali sadomaso, cenerentole semisvestite in fase di spogliarello di mezzanotte che lanciano pericolosissime scarpe di vetro tra la folla che invoca l'uscita di re nudi.

Corso Villi sbuca in Piazza Colon, sede delirante del concerto. Sull'enorme palco sono disposti gli strumenti automatici plastificati e un microfono che canterà da solo mentre Peter muoverà le labbra leporine.

I conigli salgono inconsciamente sul palco e cominciano a far finta di suonare, mentre Poto appeso con la sua consolle alle pareti superiori di Piazza Colon trasmette i suoni con le orecchie ad alta frequenza verde e spruzza ettolitri di sudore azzurro.

E' stata distribuita gratis la prima partita della nuova acqua minerale, la "Walter Water", mezzo litro ad ogni spettatore. A pagamento sono i litri successivi, erogati dalle autobotti di Potoville collegate con la Potobanca presso la quale gli spettatori possono contrarre mutui e fidi per loro dissetamento.

E' un grande concerto consolatorio. Ma verso la fine ...

Dalla misteriosa apertura che sta proprio a un lato di Piazza Colon e che solo Poto ha osato attraversare senza dire dove porta, da questa apertura cade un grosso oggetto di ferro. Cade sul palco, davanti agli strumenti di plastica. I conigli si fermano. La musica continua, perché Poto è impietrito. Gli spettatori sono drogati di acqua, e nessuno si chiede perché la musica continua se i conigli si sono fermati.

I 4 conigli guardano l'oggetto caduto. E anche Poto, che dice "noooooo!"

Troppo tardi, perché i conigli in trance raccolgono la chiavetta di ferro. Ogni coniglio ha una fessura segreta nell'orecchio. La fessura di riserva. Per la chiave. Per la musica. Poto non ha visto la fessura, non l'ha chiusa. Peter raccoglie la chiave, la fa girare nell'orecchio di Dindino, di Fracasso, di Pizzicone. Prima che Poto abbia il tempo di scendere. Poi se la gira nel proprio orecchio sinistro.

"Nooooooo!" continua a gridare Poto. I 4 conigli ora si muovono da soli, senza la frusta di Poto. Peter canta il pinguino innamorato. Gli altri cominciano a pizzicare, percuotere, melodiare tutto quello che incontrano sulla loro strada. Villi intestinali, batteri, cappelli di nani, scarpe di vetro, cestini della nonna, canne di fucili di cacciatori. E ne viene fuori una melodia che attraversa tutta Potoville. Che entra nel cunicolo proibito, e sfidando la legge di gravità va verso l'altro, percorrendo il corpo del bambino, sale fino allo stomaco e all'esofago fino alla laringe e fino alla stanza dove cibo e aria si incontrano, e la melodia incontra le corde vocali del bambino.

La mamma sente qualcosa nella notte, qualcosa che da anni non sentiva. Sente suo figlio cantare. La melodia più strana che ha sentito, ma che stavolta le mette un brivido. Il bambino triste che da anni non cantava più, canta. La madre corre nella stanza. Lui sta cantando con i coniglietti in mano, appena usciti dalla sua bocca insieme alla musica. "Devo andare un attimo in bagno" dice il bambino

Poto era impietrito. La Disnoplast l'avrebbe rovinato. Ma non riuscirono a rovinarlo, perché in quel momento su Potoville si scatenò in terremoto, un vuoto e un pieno d'aria, e tutti vennero risucchiati ma non verso l'alto, bensì nel loro percorso abituale, da Piazza Colon a Via Tenue a Via Cieca a Via Retta, fino alla completa digestione, espulsione e al totale immerdamento di Potoville e dello stesso batterio Poto, che da allora non avrebbe potuto vivere se non in quello che l'Enciclopedia Medica Musicale definì, anni dopo, come "il suo elemento naturale".



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