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lavoro pubblicato domenica 13 luglio 2008
ultima lettura domenica 26 maggio 2019

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Eco e Narciso

di silvialoiacono. Letto 3418 volte. Dallo scaffale Fiabe

Eco e Narciso C'era una volta una fanciulla di nome Eco; la piccola Eco parlava moltissimo, discuteva di questo e di quello e faceva compagnia a tutti...

Eco e Narciso

C'era una volta una fanciulla di nome Eco; la piccola Eco parlava moltissimo, discuteva di questo e di quello e faceva compagnia a tutti gli abitanti di una città sul monte Olimpo. All'inizio la gente della città era felice che Eco parlasse con loro nessuno si annoiava ma presto si stancarono delle sue chiacchere continue e desideravano facesse silenzio.

Un giorno Giunone, la moglie del re, si infuriò moltissimo con Eco che di smettere di parlare non voleva saperne e le fece un sortilegio: sarebbe stata capace di ripetere solo le ultime lettere delle parole che sentiva. Se Eco sentiva qualcuno dire "scoiattolo" lei poteva solo ripetere "olo", "cioccolata" ripeteva "ata", "giocare" ripeteva "are" e così via.

Eco ora era molto triste perché aveva perso la cosa più importante per lei: la parola. Mentre si aggirava sola tutto il giorno nei boschi dell'Olimpo, incontrò un ragazzo bellissimo dai capelli d'oro, gli occhi colore del cielo, i denti bianchi come le perle, e i muscoli forti come quelli di un guerriere. Il suo nome è Narciso. Eco se ne innamorò all'istante e lo seguiva ovunque lui andasse. Narciso dapprima si vantava dell'amore di Eco ma dopo qualche giorno voleva che lei andasse altrove e smettesse di cercarlo. Le diceva: "Eco, basta, vattene" e lei ripeteva "tene". "Non voglio più vederti" ed Eco "erti" così per ore e ore. Senza l'amore di Narciso , senza potere chiacchierare, Eco si rifugiò ai piedi di una rupe. Trascorreva lì giorni e giorni sola , triste e affamata finchè un giorno si trasformò anche lei in una rupe. E' per questo che quando noi adesso ci troviamo su una rupe e quando gridiamo qualcosa ad alta voce, sentiamo la vocina flebile di Eco che ripete le ultime lettere delle parole che abbiamo detto.

Nemesi, un abitante del monte Olimpo, seppe di Eco trasformata in rupe e si rattristò molto. Decise allora di punire il bel Narciso che era stato crudele con la povera fanciulla. Lo attirò vicino ad un laghetto dalle acque chiare e calme . Narciso , vanitoso, sapendo di essere molto bello si specchiò e fu allora che sentì una voce dire:" Narciso, rimarrai qui per sempre, costretto a guardare la tua immagine riflessa in questo lago".

Se ci troviamo vicino ad uno specchio d'acqua infatti vedremo lì vicino un piccolo fiore giallo delicato con lo stelo piegato sull'acqua come a volersi specchiare: è Narciso , rimasto lì a guardare per sempre solo sé stesso .

Silvia Lo Iacono


Commenti

pubblicato il 19/09/2008 16.12.15
Sardina, ha scritto: Delicatissima... il narciso poi è un fiore così delicato che vederlo specchiare fa solo tenerezza...

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