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lavoro pubblicato venerdì 4 luglio 2008
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il viaggio

di Pasquale Francia. Letto 1165 volte. Dallo scaffale Pulp

-Oh Signore!  Esclamò urtato Urbano, mentre con le grosse mani torceva il volante della sua Audi. -Ti dico che non devi assolutamente preoccuparti! E' tutto sotto controllo. Vedrai che quando saremo a Salerno tirerai un bel sospiro...c...

-Oh Signore!
Esclamò urtato Urbano, mentre con le grosse mani torceva il volante della sua Audi.
-Ti dico che non devi assolutamente preoccuparti! E' tutto sotto controllo. Vedrai che quando saremo a Salerno tirerai un bel sospiro...certo, non stiamo facendo qualcosa di normale ma...Dio Santo! Non siamo mica dei criminali!
Amanda, accese l'ennesima sigaretta e tradì il tremore nervoso della sua mano, pesantemente inanellata; poi guardò per un po' fuori del finestrino, ma non riuscì a stare zitta. La situazione in cui si trovava non le piaceva per niente!
-Se penso -disse - che a quest'ora dovrei essere con Gilda alla spiaggia, seduta sullo chalet a godermi il fresco, ed invece sono con te in macchina, a mezzogiorno, e con lei dentro il baule...Beh, caro mio! I miei nervi saltano! Lasciatelo dire, saltano!
Ma dico, tu e le tue idee di merda! Ma sì...di merda! E se per caso ci ferma la stradale? Eh? Ah...non ci pensi? Cosa gli spieghi, sentiamo? Che porti tua nonna a Salerno perché così puoi dire che è morta in casa? E chi ti crede?
La verità è che sono una stronza...perché avrei dovuto telefonare all'ospedale, ecco cosa avrei dovuto fare! Telefonare all'ospedale!
-Ma stai un po’ zitta! Che credi, telefonavi all'ospedale e poi? Passale tu due settimane in questura a Reggio per le carte e la denuncia... spendili tu i soldi per riportare la salma a casa. Rognazzi, quell'usuraio delle pompe... lo so io quanto avrebbe chiesto! Quello sì che è uno sciacallo. Lesina sui morti, lesina! Fanculo! E poi, l'autopsia, il certificato sanitario... oh ma che credi? Io mi sono fatto un culo così quest'anno, me lo sarò meritato oppure no un po’ di riposo? Non voglio rogne, ne ho già le scatole piene di questa merda di burocrazia!
-Ah ah... il signorino mi fa ridere! Non vuole “rogne”. Tu sei sempre stato strambo, caro mio! Non vuoi rogne e giri con il cadavere di tua nonna chiuso nel bagagliaio? Complimenti... no, bravo davvero! Questa è logica stringente! Ed io sono proprio una scema, perché ti ho lasciato fare! Bravo...
-Santo Dio, basta! Stai zitta! Ormai siamo in strada e manca poco. Non possiamo tornare indietro, quindi silenzio! Tra due ore quest'incubo sarà finito e mi sparerò una bella vodka ghiacciata sul sofà del salotto...
-See contento tu!
-Accendi sta’ radio va... finiamola di fare storie...

Tre minuti di silenzio, solo Battiato riempie di note l'abitacolo ben raffreddato e protetto dal furente sol leone. L'asfalto sembra una massa liquida che si staglia all'orizzonte. Nel bauletto ci saranno almeno ventisette gradi, e la nonna, per giunta, è avvolta in una doppia spira di coperta di marocchino: lei che da giovane ha odiato la sauna!
-Mamma...- sussurrò Urbano, tra i denti.
-Mamma cosa?- Sussultò Amanda, scrutando già in panico la strada.
-No, dicevo, mamma: è tutta colpa sua. Ha fatto di tutto per appiopparmi la vecchia! Non c'è stato verso...
-Quando affermo che la tua mamma ha il pallino di addossarti i fardelli allora mi dici che sono buona solo a dire cazzate! Ecco qui le cazzate... siamo sull'autostrada con un cadavere, che se ci capita qualcosa ci sputtaniamo con tutto il nostro entourage.
Ah, ma quando arriviamo me la metto sotto io tua madre! E vedi, stavolta, se la spunta con i suoi soliti sofismi. La faccio rimanere muta. Muta!
-“Muta” questo paio di balle, Amanda! Appena saprà tutta la storia, s'incazzerà tantissimo... primo, perché non le abbiamo detto niente, secondo, perché, dopotutto, è morta la nonna. Sì, lo so, la vecchia stava sui coglioni di tutti però...
-Ah... lei “s'incazza” ed io, invece, che dovrei fare? Dovrei darle una pacca sulla spalla e dire: “Coraggio mammà, ha fatto la vita sua...” ed ingogliare il magone. La verità, bello mio, è che la tua famiglia mi ha riempito le scatole. Questa è l'ultima volta che riesce a distruggermi le vacanze... l'anno prossimo, vedi come devi fare, ci liquidiamo la tredicesima e ce ne andiamo in crociera!
-Tu riesci a farmi ridere nei momenti meno opportuni, lo sai? Parli come se fosse stato tutto premeditato. Chi se lo aspettava che la nonna avrebbe tirato le cuoia? Mi pare che Il dottor Palmisani avesse parlato chiaramente all'ultimo check-up. La vecchia, aveva una salute di ferro ed era sin troppo arzilla, ecco perché ce l'hanno mollata! Con lei in casa, sarebbe andata a finire come l'anno scorso: mamma avrebbe di nuovo litigato con papà. Eh, quello ha già due by-pass, non può affrontare mamma e le sue sfuriate come una volta!
E poi: ti è piaciuta la villa ad Avellino che la nonna ti ha lasciato nel suo testamento? Cazzo, allora sappitela almeno sciroppare per queste tre settimane di vacanza! E' non è chiedere tanto, mia cara!
-Ma, questa è morta!
-Questo è il vero problema, non il fatto che ce la siamo portata appresso! Se, a quest'ora, la nonna stava in terrazza, seduta sulla sedia a fissare il mare, non avrebbe rotto i coglioni a nessuno!
-Va bene. Finiamola qui, mi è preso un mal di testa da urlo! Pensa a guidare, e vediamo di chiudere questa storia al più presto!

Tre chilometri al casello. La coda di macchine prende già forma. La radio ha smesso di strepitare. Dopotutto, c'è un lutto da rispettare!

-E vai! - Dice Urbano, fissando il semaforo, mentre l'uomo del casello gli scarica nel palmo le monete di resto.
Le getta nel portaoggetti, proprio vicino al cambio. Sono tutte lucide, nuove di zecca. E' una vita che se ne chiede il perché: quando ti danno le monete di resto in qualunque altro posto, esse appaiono sempre consumate e sporche. Al casello, no. Le monete, soprattutto le duecento e le cinquecento lire, sono sempre lucide e nuove di zecca.
Inarca le grosse sopracciglia e pensa: “Urbano, sei un cretino! Hai il cadavere di tua nonna nel bagagliaio e pensi alla lucentezza delle duecento lire!”.
Quante volte, nel corso della nostra vita e nei momenti più impensabili, ci ritroviamo a rimuginare su cose senza senso?
E, dopotutto, ha un senso viaggiare con la nonna morta nel baule della macchina?

Le sette di sera: sono cinque ore ininterrotte che le ruote macinano chilometri. L'agognata meta è vicina, ed anche l'ultimo calvario dell’adorata nonna.
-Urbano!
-Sì?
-Fermati al primo Autogrill.
-Al primo... ma, amore! Siamo quasi arrivati, non ce la fai a tenerla fino a casa?
-Urbano, fermati al primo Autogrill! Devo andare al bagno e non ce la faccio a tenerla fino a casa! Hai capito?
-Va bene, va bene. Fermiamoci pure all'Autogrill, tanto abbiamo fatto l'abitudine a viaggiare con un morto, nevvero?

La stanca e nevrotica Amanda non risponde. La giornata è stata lunga ed insidiosa: La paura di beccare le pattuglie della stradale, l’incazzatura patita per l’inopportuna morte della nonna, la mancata vacanza... tutto questo fa sentire il suo peso anche a livello fisiologico!

“Autogrill n.234”, Il verde pannello dai bordi fluorescenti incrocia i fanali dell'audi nera che svolta veloce la rampa d'ingresso. La zona del parcheggio è piena di TIR, ed in un angolo ci sono anche un paio di tipi senza né arte né parte che parlottano vivacemente fra loro.
-Fai presto! - Bisbiglia stanco il pallido ingegnere, mentre cerca una posizione più rilassante per la povera schiena. I tacchi della moglie picchiettano l'asfalto in modo fastidioso. La segue con gli occhi fino al grosso marciapiede illuminato. Poi la sua figura scompare tra i grossi pannelli della porta automatica.
-E' fatta! Un’ora, al massimo, e sono a casa! - La bocca di Urbano s’increspa, grazie ad un lieve sorriso di soddisfazione.
-Tutto liscio come l'olio! - Continua, e le dita tamburellano allegre una improbabile marcia trionfale.
All’improvviso, qualcuno bussa al finestrino e l'ingegnere sobbalza.
-Cosa vuole? - Chiede.
Fuori, c’è un omone che gli sorride. Il gesto che fa con la mano è inequivocabile: cerca degli spiccioli.
-Non ne ho! -Gli urla Urbano distogliendo lo sguardo.
Quello lo guarda in cagnesco e scompare dalla sua vista.
-Ma guarda questi fanfaroni! -Si dice fra sé- Non hanno lavoro e credono di campare con l’elemosina! Eh... l’unica persona brava era la nonna, che, quando era in vena, sganciava anche una dieci a quegli straccioni davanti alla chiesa!

Si apre di scatto lo sportello.
Urbano si gira, ma i suoi occhi non incrociano le azzurre pupille della moglie. Davanti a lui, con una pistola ben salda nella mano destra, c’è l’omone di prima...
-Ma... ma... cosa... non ho niente... guarda!- e si fruga nelle tasche convulsamente.
-Scendi subito! Scendi! -Risponde l'altro, sempre più nervoso.
-Guarda... ho solo questa centomila... non ho niente... guarda!
-Scendi... vai via! Scendi subito!
Questa volta, Urbano la pistola se la sente premuta contro la pancia. Basta ed avanza: apre la portiera e piomba in strada. E' un bagno di sudore. In giro, neanche l'ombra di una persona.
Bastano pochi attimi. L’omone mette in moto l’audi e sgomma via. L’auto sfreccia fuori dell’Autogrill e s'immerge nel buio dell’autostrada. E’ un momento di profondo smarrimento.

-Urbano! Dove hai messo la macchina? Urbano! Urbano... che, sei scemo? Ma cos’hai?
Stavolta, i fastidiosi tacchi della moglie non li ha sentiti.
-Amanda... la macchina!
-Dove l'hai messa? Urbano... insomma, che cazzo ti è successo?
-La macchina... si sono fregati la macchina!
-Cosa? Chi? O Dio, o Dio mio!
-Zitta...sta’ zitta! Non urlare!
-La macchina... oh Dio, la macchina!
-La macchina? La nonna... porca troia! La nonna!
-Oh Urbano! Dio Santo, la nonna!
-Sta’ zitta. Sta’ zitta! Fanculo… Proprio adesso dovevi andare nel cesso? Hai il cellulare nella borsa? Sta’ zitta! Zitta! Dammi sto telefonino!

Dita veloci, sulla tastiera, chiudono il sipario di questo strano viaggio...
-Pronto? Armando? Sono Urbano...

Una voce squillante risponde dall’altro lato…

-Ah, ciao Urbano! Come va?
-Come uno che sta affogando in un letamaio...
-Che succede? Qualche problema?
-Mi devi tirare fuori da un grosso casino...
-Dimmi, che è successo?
-Sono fermo all’Autogrill, qui sull'autostrada... vicino al pastificio Nastarelli. Mi hanno fregato la macchina!
-Ma, come...
-No... no, aspetta... devi anche sapere che dentro l’auto c'era la nonna!
-La nonna?
-Sì, la nonna… ma non era viva, era morta e chiusa nel bagagliaio!
-Urbano… ma che cosa stai dicendo?
-Dico la verità, caro mio. Tu, piuttosto, agguanta la macchina e vienici a prendere, che io ed Amanda stiamo gelando… e non dire niente a mamma e papà, mi raccomando! Sono sicuro che mi verrà qualcosa in mente per mettere una pezza a tutta questa storia!






(c) 2000-2001 by Pasquale Francia, Diritti Riservati.
Edizione 2.01


Commenti

pubblicato il 30/09/2008 12.48.21
RobertGoone, ha scritto: Ancora una vacanza rovinata... Complimenti! Deliziosissimo racconto. Trama riuscita che tiene gli occhi sulle righe e l'animo divertito. La chiusura è molto riuscita. Mi ha attratto il titolo, e devo dire che leggendolo sono rimasto colpito. Abbiamo simili toni di ritmo e musica linguistica, nonché curiose affinità di stile. Ancora complimenti. Se vuoi prova a leggermi. Saluti Robert Goone

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