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lavoro pubblicato martedì 24 giugno 2008
ultima lettura mercoledì 21 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

il diario del trentenne continua....fatemi sapere il vostro parere e i vostri suggerimenti!!!!

di carlo72. Letto 1409 volte. Dallo scaffale Umoristici

Carla, Giorgia, Antie, Maude, Mary Pat, Francesco, Federico, Donatella, Cinzia, Anna Maria, Astrid, Gianpaolo, Enrico, Fabio, Agnese, Manuela, Paola, Daniela, Simon, Jhon, Alexander, Isabel, Chen. Queste sono solo alcune delle persone che, in 5 anni ch...

Carla, Giorgia, Antie, Maude, Mary Pat, Francesco, Federico, Donatella, Cinzia, Anna Maria, Astrid, Gianpaolo, Enrico, Fabio, Agnese, Manuela, Paola, Daniela, Simon, Jhon, Alexander, Isabel, Chen. Queste sono solo alcune delle persone che, in 5 anni che sto alla People of Tomorrow International School , hanno fatto parte dell'allegra schiera dei collaboratori a progetto della nostra società. Persone che arrivano, impari a conoscerle e ad affezzionartici un po' e che, nel giro di un batter di ciglia, se ne vanno per altri lidi. Di solito funziona così. Si fanno i colloqui, si scelgono persone giovani e iper-referenziate, meglio se straniere, e gli si rifila un contratto di collaborazione a progetto con la promessa che, in un futuro non meglio definito, otterranno un contratto migliore. Ovviamente, siccome sono giovani, li si paga due euro e si chiede loro orari di lavoro sostenuti: 9 - 10 ore al giorno. Quelli all'inizio buttano giù amaro ma, si sa, il bisogno di lavorare c'è e quindi si rimboccano le mani. Poi incontrano la Della Vacca, subiscono tre o quattro volte le sue simpatiche sfuriate pre o post evento, telefonano alla mamma, ottengono il suo consenso e ci salutano. Naturalmente la colpa è sempre loro. Non erano abbastanza affezionati al progetto, non avevano le qualità per stare vicini alla Scuola o, come dice la Della Vacca, non avevano la forza di guardarsi dentro per scoprire e superare i propri limiti. Oggi è toccato a Rosaria. Sin dalla mattina si era capito che sarebbe stata una giornata del cavolo. Per me era già stata dura a casa. Avevo dovuto faticare un bel po' per convincere Corrado ad alzarsi, farsi una doccia e andare al lavoro. Poi avevo dovuto pensare a me e così sono arrivato in ufficio alle 8:40. Un ritardo imperdonabile per la Della Vacca visto che siamo a soli dieci giorni dalla Cerimonia di Laurea.

Mi sono dovuto sorbire una pippa di 10 minuti sulla mia poca responsabilità e altre storie simili, ma il bello è venuto quando se ne esce fuori con un<<e gli altri? Tutti presenti vero?>>. No, non erano tutti presenti. Stavolta mancava Rosaria che, cosa gravissima, avrebbe dovuto essere la prima ad arrivare. Doveva infatti mandare entro le 9:00 una lettera via fax alla segreteria dell'onorevole Tacco di Rico. Figuriamoci, la cosa non era gravissima come la Della Vacca voleva farla intendere: le segreterie degli onorevoli non si popolano mai prima delle 9:30. Ma la Della Vacca si era convinta che entro le 9:00 andava fatto e nessuno poteva smuoverla da quella convinzione. Anzi, ha colto subito la palla al balzo per scaricare un po' della sua ansia. D'un tratto Rosaria è diventata la causa dell'inevitabile insuccesso dell'evento e bisognava correre subito ai ripari. Cercarla sul cellulare , aprire il suo computer, rifinire la lettera, stamparla e inviarla iMMediaaatamenteeeeeeeee o era la fine. Io intanto cercavo di tirare avanti tenendo la cornetta del telefono a debita distanza e giocando la mia partita a Blocks, ma oggi non era giornata. Non riuscivo ad andare oltre il quinto livello. Ero troppo stressato per Corrado e per la sorte di Rosaria ed anche perché avrei tanto voluto mandare un sonoro vaffanculo alla Signora e attaccare il telefono ma sapevo che non dovevo farlo, assolutamente. Invece l'ho fatto. Ovvero, ho finto che la comunicazione fosse disturbata e ho iniziato a dire<<Signora....Signora non la sento, deve essere in un punto della casa in cui il cellulare non prende, prego si sposti...Signora io non la sento più>> clic, ho attaccato. E poi l'ho detto, fra gli applausi generali degli altri<<Fanculo, fanculo>> Quando ci vuole ci vuole.

Intanto Rosaria aveva fatto la sa comparsa: ore 9:15. Aveva avuto un problema con la metropolitana. Qualcuno aveva cercato di suicidarsi buttandosi sotto la metro a Termini. Fortunatamente il macchinista aveva fatto in tempo a frenare ed il peggio era stato evitato, ma si era perso tempo perché era arrivata la polizia. Dico io: queste persone che pensano di farla finita buttandosi sotto la metro non le capisco. Proprio non le capisco. Se vuoi farla finita con la vita, abbi almeno il buon gusto di non rompere i coglioni a chi invece tenta di tirare avanti come meglio può. Che ne so: buttati da un ponte, sparati, prendi una scatoletta di sonniferi, ma sotto la metro alle 8:00 del mattino no!!! Rompi le palle a chi sta andando al lavoro, a chi magari si reca all'ospedale perché deve fare una visita importante e vuole continuare a vivere. E' un modo davvero inelegante per dire basta con il mondo. Comunque la povera Rosaria era pallida in viso. Sapeva cosa la attendeva. Io ho cercato di tranquillizzarla dicendole che stavolta la Della Vacca avrebbe capito. Manco per il cavolo!!! Ore 9:30, arriva la Della Vacca con un certo anticipo sul suo solito orario. Solitamente non si fa vedere prima delle 11:00 perché, rispettando gli insegnamenti dell'Altissimo, prima fa sempre una capatina dal parrucchiere per rifarsi i capelli e il make up. Si sa, una manager che si rispetti è sempre in ordine. Tutti a rapporto nel suo ufficio ci ha chiamato. La voce le tremava un po' e c'ha attaccato un bottone di quelli che non ti puoi scordare facilmente. <<siete tutti inaffidabiliiiiiiiiiiii!!!! Te per primo Marco. Sei la persona a cui affido più responsabilità qua dentro e ogni volta me ne devo pentire. A dieci giorni da un evento della massima importanza ti permetti di arrivare alle 8:40? Lo sapevi che avevamo appuntamento telefonico alle 8:30 o no? Non trovare scuseeee!!! Non me ne frega un cazzo del traffico - quando si arrabbia dice molte parolacce la cara Signora -. Incompetente!!! Io ti mando a pulire i cessi. Solo gli impiegati si permettono il lusso di fare tardi e noi qui di impiegati non ne vogliamo. E te, Rosaria, hai combinato un bel casino e ora come rimediamo? Un fallimento, un completo fallimento sarà la cerimonia>>. Io qui mi sono sentito in dovere di dire che la lettera l'avevo già spedita e avevo anche chiamato per assicurarmi che tutto fosse a posto. Ma la tempesta ormai era scoppiata.

Secondo me la Della Vacca non scopa. O comunque non scopa abbastanza perché i suoi attacchi isterici sono sintomatici di una certa frustrazione sessuale. Avesse qualche coso da maneggiare ogni tanto, sfogherebbe su di quello la propria ansia. Purtroppo gli insegnamenti dell'Eccelso le dicono che cavalcare fa male e così lei si mantiene in piena astinenza, o quasi. È un peccato, perché a suo tempo si vocifera che facesse furore e che da giovane fosse pure una bellissima donna. A guardarla stamattina, non si sarebbe certo detto. Per la fretta, infatti, di metterci tutti in riga, non era passata dal parrucchiere e aveva i capelli combinati in un modo tale che, mamma mia, a me veniva da ridere. Aveva un riccio ribelle che le cadeva proprio in mezzo alla fronte e la faceva di un ridicolo. Per non parlare del fondo tinta. Se lo era spalmato male e aveva la faccia a chiazze:un po' più chiare e un po' più scure. E il contrasto fra il tono della sua voce incazzata e l'aspetto del suo viso erano una miscela esplosiva. Pareva una caricatura di Hitler: le mancavano solamente i baffetti ed era fatta. Ma la voglia di ridere mi è passata presto perché le cose si sono messe decisamente male. Giustamente Rosaria ha cercato di difendersi raccontando lo spiacevole accaduto. Pensava che così le cose si sarebbero sistemate. Lo pensavo pure io. Ovviamente ci sbagliavamo perché la Signora ha cominciato con il dire che<< e ti sembra una scusa accettabile? La colpa è comunque tua. Se oggi ti trovavi là sotto mentre quel demente cercava di togliersi la vita, tu sicuramente ti meritavi di stare là sotto. Vuol dire che non hai fatto sufficientemente chiarezza dentro di te per non trovarti più in situazioni di questo genere. Vuol dire che ancora dentro di te sei conflittuale e che proietti questa tua conflittualità esternamente. Te ne rendi conto? Tu devi smetterla di comportarti come fossi una principessa sul pisello, altrimenti di piselli ne prenderai tanti nella vitaaaaaaaaaaa e danneggi noi!!!!!!!>>. No, Rosaria non capiva e - giustamente - si ostinava a difendersi finché non ce l'ha fatta più. S'è messa a piangere, ha buttato per terra non so che cosa, si è alzata e se ne è andata. Con la Signora bisogna fare così quando esagera perché lei pensa che tu tanto te ne stai lì tranquillo a sorbirti il meritato cazziatone senza batter ciglio. La prende come un missione e pensa sinceramente che tu gliene sia grato se spiattella davanti a una folta schiera di colleghi i tuoi limiti . E infatti. Per qualche secondo non si è resa conto che la Principessa sul pisello se ne stava andando, ma quando ha udito la porta chiudersi, ha sbattuto gli occhi e ha chiesto dove fosse finita Rosaria perché non aveva finito mica di cazziarla. Ha mandato subito Giovanna a cercarla. Ma Rosaria non si trovava. La centralinista l'aveva vista andarsene affermando che lì non ci avrebbe messo più piede. E così, a dieci giorni dall'evento, ci ritroviamo con una preziosa collaboratrice in meno, guai però ad ammettere la realtà. Ci siamo sorbiti un'altra mezz'ora buona di prediche volte a farci capire che era inevitabile che Rosaria se ne andasse. Troppo ottusa, forse bravina a scrivere e ad intrattenere rapporti con persone di alto profilo, ma nella sostanza insignificante. Non avremmo certo sentito la sua mancanza.

Forse la Della Vacca no, ma io e Paula sì che l'avremmo sentita la sua mancanza. Ora dovevamo smazzarci noi i suoi compiti e non ci andava neanche un po' l'idea di fare altri straordinari. Chiamarli straordinari poi fa ridere. Nel vocabolario dei Collaboratori a progetto la parola straordinario non ha diritto ad esistere. Noi non abbiamo un orario di entrata - anche se c'è un foglio d'entrata da firmare a fini puramente statistici (dicono!!!) - né uno di uscita. Il che significa che finché c'è da lavorare si lavora. Senza troppi grilli per la testa. E quando c'è poco lavoro, bisogna inventarselo, sennò ti minacciano che quella e la porta e, se vuoi, puoi.....accomodarti. La Della Vacca dice che dobbiamo ringraziare iddio di non avere un contratto a tempo indeterminato perché quello è l'anticamera della morte cerebrale. Bah!!! Sarà vero sotto certi aspetti ma io, quando arriva il natale e debbo fare tanti pensierini ai miei amici, la tredicesima me la sogno la notte e anche il diritto alle ferie me lo sogno d'estate. Quando sento in tv i politici dire che, con le nuove riforme, i giovani devono esultare perché la flessibilità creerà nuovi e numerosi posti di lavoro a me viene da ridere. Perché in Italia mi pare che flessibilità significa libertà di licenziare e non possibilità di scegliere il lavoro che più ti piace. Qua, se un giorno perdi il lavoro, rischi di rimanere a spasso per almeno un anno, se ti va bene. Meglio non pensarci, sennò mi rovino la giornata più di quanto ormai non sia stato fatto. Con questa storia, infatti, siamo rimasti in riunione fino alle 11:00 senza fare un kaiser e poi abbiamo dovuto pedalare per recuperare il tempo perso. Ma ci siamo riusciti io e Paula. Abbiamo terminato il comunicato stampa, lo abbiamo rifatto quattro volte perché ogni volta alla Della Vacca qualcosa non andava bene o voleva aggiungere una parola di particolare importanza e siamo riusciti anche a mandarlo via mail e via fax ai giornalisti. In tutto questo ho trovato anche il tempo di sentire Corrado, confortarlo un po' e promettergli che stasera sarò a sua completa disposizione. Ho anche sentito Federica e mi è sembrata proprio strana, domani sera mi vuole assolutamente vedere. Dio, prevedo altri colpi di scena nella sua love story.



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