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lavoro pubblicato lunedì 23 giugno 2008
ultima lettura venerdì 16 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sognando d’amare…

di valentinaromeo. Letto 947 volte. Dallo scaffale Generico

Immaginando l’incontenibile passione dell’essere in un universo inventato, in uno sfondo di cristallo, su di una musica che ci accarezza la pelle, noi… Sogniamo… Parte normale: Ragazza Parte in corsivo:Ragazzo Nascita di un'amore.

Sarebbe stata una di quelle mie solite notti insonni.

Il mio animo irrequieto non riusciva ancora a calmarsi e il silenzio di quella stanza, di quella notte senza nubi mi avvolgeva ingoiandomi completamente in quel dolce e tetro buio... Aprii gli occhi. Immediatamente mi accorsi che da quelle serrande di poco sollevate, così antiche e rovinate si infiltrava la luce di quella chiara e splendida luna...Mi alzai dal letto...Alzai le serrande e vidi che l'appartamento di fronte era illuminato...vi era lui...

Lui stava seduto sorseggiando caffè e scriveva dando libero sfogo alla sua arte...

Parole, parole, parole...Quella notte su quel foglio bianco sporco di caffè le lettere non prendevano posto.

La luna bianca e pallida, insegnante saggia e severa, guardava dalla mia finestra illuminata da una generosa candela, la cui cera formava piccole macchie sul legno vecchio e scarno.

Lo vedevo indaffarato a scrivere..

Vedevo quello spirito angelico guardare quei fogli in cerca di parole e lo comprendevo perfettamente...Oltre al sonno quella notte mi mancava l'ispirazione...Andai in balcone e accesi l'ennesima sigaretta...E vidi quella affascinante città spagnola, Madrid, mostrarsi in tutto il suo splendore nelle luci di quella sera afosa...E i ricordi cominciarono ad assillarmi la testa...Cercai di non pensare al doloroso passato...Mi sedetti sullo sgabello ormai rovinato di quell'antico pianoforte...Vidi l'orologio...

Segnava l'una...

Non mi importava niente degli altri...Mi misi a suonarlo...E venni trasportata dalla musica...

La notte era stupenda, era adatta a scrivere parole dolci e d'amore che il silenzio tace nel buio di occhi neri come la pece e capelli increspati che, come un fitto groviglio confuso, non hanno un inizio né una fine.

Su quel foglio l'inchiostro veniva cancellato via dai miei pensieri che veloci si lanciavano giù dalla finestra. Pensieri folli e suicidi. Fermarli era impossibile.

Poi una folata di vento irruppe nella stanza. Creò scompiglio, la finestra esplose e i fogli volarono via. Mi alzai nell'impresa disperata di volare via con loro, ma i miei piedi rimasero abbracciati al pavimento, le gambe diventarono radici secolari e i miei occhi trovarono, in quella pioggia di carta, sotto quel cielo limpido e stellato, la sua figura...

Suonavo, era questo che importava...

Non mi importava realmente di quello che avrebbero pensato, di quello che mi avrebbero detto la mattina dopo... Eravamo io, il mio pianoforte, e Rachmaninov...Ero io e la musica...Due anime perdute e confuse che trovavano il loro diletto e la loro felicità stando unite...E suonavo e suonavo... Le mani cominciarono a farmi male...Ma continuavo a sfiorare con mano morbida quei tasti perchè dovevo sfogarmi...Non volevo ricordare...Non volevo che il dolore mi uccidesse ancora di più di come aveva fatto...Dovevo dimenticare...Dovevo semplicemente abbandonarmi al desio di Madama Musica...

A volte alzavo lo sguardo continuando a suonare e lo vedevo...Lo vedevo lì che cercava di raccogliere quei fogli pieni di emozioni, di parole, di sensazioni...Quell'angelo enigmatico a cui non ho mai rivolto la parola...Neanche sapevo il suo nome...Sapevo soltanto che le nostre vite erano intrecciate dalla passione dello scrivere...

E continuai a suonare...

...E continuai a guardarla, mentre la sua musica soffocava il respiro ultimo del battito inerme di ali di un foglio sospeso a mezz'aria. Come un esplosione nella mia mente, come una fiamma nel mio cuore e mille lacrime di una pioggia rinfrescante ai miei occhi. Lei, musa dei miei pensieri, mi emozionava con il suo sguardo che mi sbirciava aldilà di quella finestra, aldilà di quel cielo, aldilà di quell'infinito spazio che separava i nostri ego...

Posi nuovamente lo sguardo verso la finestra... La fissai trasognata...

Era lui...

I suoi occhi curiosi mi guardavano e perscrutavano la mia mente e i nostri sguardi si incrociarono... Era la prima volta che riuscivo a vederlo in viso...Che riuscivo a vedere attraverso quei suoi occhi stanchi lo specchio della sua dolce anima...E rimasi colpita da quel modo di guardarmi che mi infondeva profonda gentilezza...E che capiva come si sentissi...Sola, abbandonata...Le mani smisero di suonare...E li seduta rimasi a contemplare quella meraviglia del creato...



Commenti

pubblicato il 23/06/2008 13.02.00
Reinerart, ha scritto: La simbiose tra musia e poesia tracciata con melinconica intensità. occorre guardare con occhi ricolmi d'amore il proprio li e la propria lei quando sono fonti d'ispirazione d'arte e di poesia.Hia toccato il mio cuore.Reinerart
pubblicato il 23/06/2008 13.02.22
Reinerart, ha scritto: La simbiose tra musia e poesia tracciata con melinconica intensità. occorre guardare con occhi ricolmi d'amore il proprio li e la propria lei quando sono fonti d'ispirazione d'arte e di poesia.Hia toccato il mio cuore.Reinerart

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