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lavoro pubblicato giovedì 19 giugno 2008
ultima lettura domenica 8 dicembre 2019

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diario di un trentenne sfigato - parte sesta

di carlo72. Letto 887 volte. Dallo scaffale Umoristici

  Capitolo 6   <<Marco, potevano dirmi tutto ma questa da te proprio non me la sarei mai aspettata tu che fai sempre il dolce e il comprensivo che ti sforzi di dare sempre i consigli più avveduti proprio te mi cadi in maniera cos...

Capitolo 6

<<Marco, potevano dirmi tutto ma questa da te proprio non me la sarei mai aspettata tu che fai sempre il dolce e il comprensivo che ti sforzi di dare sempre i consigli più avveduti proprio te mi cadi in maniera così stupida Ma come ti è saltato in mente Sei tale e quale ai tuoi amici Tutti così voi uomini una ragazza carina accetta di venire a cena con voi e subito pensate che potete portarvela a letto ma ti rendi conto di che cosa hai combinato e poi in quel modo barbaro e insulso non siamo più ragazzini di 20 anni Voi uomini solo una cosa c'avete in mente siete delle teste vuote Tiziana mi ha chiamata ieri sera piangendo e mi ha raccontato quello che hai fatto Io dal principio non volevo crederci e t'ho pure difeso ma di fronte all'evidenza mi sono quasi sentita in obbligo di scusarmi Guarda è inutile che tenti di difenderti io posso pure capire che te ragioni con il pisello abbi però l'accortezza di renderti conto di chi hai davanti e sappi comportarti di conseguenza tu ti sei fiondato come un assatanato su una focolarina Hai almeno una vaga idea di chi sono i focolarini certo che ce l'hai ne abbiamo parlato tante volte ti ho pure portato a delle loro riunioni e quindi lo sai che non fanno sesso prima del matrimonio che per loro scambiarsi un bacio con il primo che capita non è certo una prassi comune ma che ti sta capitando dov'è il Marco che conosco la prossima volta prima di fare qualcosa accertati di aver collegato il cervello>> e bla bla bla bla bla.

Mezz'ora, dico mezz'ora di telefonata mi sono dovuto sorbire da parte di una Federica a dir poco indiavolata. Stavolta ho toccato proprio il fondo. Ho anche cercato di difendermi ma non avevo alcuna scusante e così dopo alcuni vani tentativi ho dovuto soccombere. Il bello è che mi ha chiamato in ufficio e siccome mi dava fastidio far capire agli altri quel che stava succedendo, mi sono sforzato per tutto il tempo di assumere un'espressione allegra con un falso sorriso stampato sulla faccia.

Solo ad una persona qualcosa ho detto. A Paula per la precisione, ma almeno di lei mi posso fidare. Verso le 11:00 stamattina ha insistito all'inverosimile per andare a prendere il caffè con me. La furba si ricordava del mio appuntamento e voleva assolutamente che le raccontassi i particolari piccanti. A me dirle per filo e per segno come erano andate le cose non andava affatto, anche perché avrebbe significato dover ammettere che aveva ragione lei e che io ero un coglioncello in erba. Raccontarle una cazzata non mi andava nemmeno perché da qualche tempo, su ordine perentorio della mia analista, ho deciso che debbo imparare ad essere una persona trasparente e onesta. Ho scelto allora la via di mezzo: né tutta la verità né tutta una bugia. Le ho detto che abbiamo riso un sacco e che, mentre mi stava riaccompagnando a casa, l'ho baciata e lei è diventata tutta rossa, pregandomi di andarci piano perché è una persona seria e precisa. Siamo rimasti con il proposito di rivederci presto.

Paula era un po' interdetta perché, secondo lei, queste lungaggini sono una stupidaggine. Io non ho trovato niente di meglio che concordare con lei e ho subito colto la via di fuga che mi aveva offerto. Ho precisato infatti che non sono tanto sicuro di voler continuare con Tiziana perché lei magari si innamora e io invece non ne ho alcuna intenzione. Anche perché sinceramente avere a che fare con una focolarina non è una cosa semplice. Anzitutto non te la dà prima del matrimonio ma anche fosse che tu riesci a convincerla e gliela prendi senza portarla all'altare, poi sono cazzi tuoi. Perché quella è capace di farti sentire in colpa per aver macchiato la sua anima e storie di questo genere.

Solo che alla fine della chiacchierata con Paula mi sono accorto che invece di dirle una mezza verità, avevo inventato un romanzo che non stava né in cielo né in terra. In parole povere le avevo raccontato non una bugia, ma una grandissima bugia.

Di cazzate non ne vorrei raccontare mai, solo che è più di forte di me. Quando esco con una donna nuova e le cose non vanno come speravo sarebbero andate e qualcun altro, incuriosito, mi chiede di raccontargli la serata, io non so cosa mi succede. Da una parte vorrei dire la verità, ma poi guardo questo qualcuno negli occhi, e finisco con il raccontargli quel che vuole sentirsi dire.

Per Giove, come sono incasinato. E non parliamo del lavoro. I preparativi per la cerimonia di laurea e per la conferenza stampa fervono all'impazzata. Da qualche giorno ormai non c'è un attimo di respiro anche perché sono sorti, come temevo, dei problemi. Quel bastardino del premio nobel ha risposto alla lettera mia e di Paula affermando che sotto i 7000 euro non scende e ha ribadito che o gli troviamo una stanza all'hotel Baglioni o non se ne fa niente. Poco male, ho pensato io. La nostra offerta era di 5000 euro, ma era normale aspettarsi un rilancio. La Della Vacca non era però dello stesso parere, anzi quando le ho portato la mail del premio nobel si è arrabbiata non poco dicendo che io e Paula siamo degli emeriti inetti, che le combinano continuamente dei casini. A me la sua reazione è sembrata strana ma non mi ci è voluto molto a capire il perché. La scorsa notte - lei e il Presidente hanno sempre l'abitudine di stare per ore al telefono di notte e di fare il piano per il giorno a venire - ha ricevuto una telefonata dall'Altissimo, che l'ha illuminata sul da farsi. E quando l'Altissimo parla la Della Vacca esegue ed è pronta rimangiarsi tutto quello che ha detto un minuto prima. Ora si dà il caso che è opinione dell'Illuminato che 5000 euro per avere il premio nobel siano più che sufficienti e che il Baglioni hotel è troppo. Il Presidente infatti non tiene in alcuna considerazione i luminari della scienza, li disprezza proprio. A me di scendere nel merito della questione non va affatto, però se si vuole un premio nobel, qualcosa bisogna essere disposti a spendere e mi aspettavo che almeno questa volta la Signora riuscisse a far comprendere questa banale verità all'Altissimo. Nemmeno per il Kaiser. La Della Vacca a sentire il Presidente parlare, si è infervorata e gli ha promesso che riuscirà a spuntarla su tutto. Ovviamente convincere il premio nobel sarà compito mio e di Paula e guai a fallire, ne va - ha detto lei - della dignità del nostro ufficio. Io stavolta non ci ho visto più. Ero già stressato per quel che era successo la sera prima e gliene ho dette quattro, cercando di parlare con tono pacato e sguardo bonario. Ma la sua risposta è stata di quelle che non ammette repliche<<Marco, so benissimo che non sarà facile, ma ci dobbiamo riuscire, è il nostro mestiere di comunicatori. In fondo organizzare quel che stiamo organizzando è facilissimo con tanti soldi. La vera bravura sta nell'organizzare il medesimo evento con un budget ridotto all'osso e il nostro Presidente, che vuole la nostra crescita come persone, ci ha offerto un'altra magnifica occasione per mettere alla prova i nostri limiti e superarli. Quindi fatti uscire tutte le tue negatività, respira, respira e torna subito al lavoro>>. A me, a sentire queste parole, il sangue è salito alla testa e ho iniziato a battere nervosamente il mignolo sulla scrivania. Non lo avessi mai fatto <<Marco smettila di fare il bambiiiiiiiiiiiiino, togliti quel broncio dalla faccia che sennò contamini l'aria che respiriamo, inizia a sorridere a vai subito a scrivere la lettera con Paula.>>. Meno male che mi sono ripreso subito. Quando mi sono accorto infatti che stava per iniziare a farmi un'altra delle sue famose sedute psicoanalitiche, mi sono subito stampato sulla faccia un finto sorriso e ho detto che, come sempre, aveva ragione lei.

Però le parole della Della Vacca mi avevano punto sul vivo e cos,ì tornato alla mia postazione, ho chiamato accanto a me Paula e Rosaria per metterle al corrente degli ultimi sviluppi. Rosaria, che dei tre è la più arrendevole - non a caso è la vittima preferita della Signora che l'ha soprannominata "la principessa sul pisello" - ha subito sbottato. Paula, che è una grande paracula, si è lasciata andare ad una delle sue solite risate semi-isteriche mimando la direttrice. Messo alle strette, ho trovato in due minuti una soluzione. Con piglio deciso ho composto il numero di telefono dell'agente italiano del premio nobel e gli ho spiegato che<< il nostro budget è ultraridotto perché siamo una piccola università privata che si mantiene con le sue sole forze, ma che, nonostante ciò, ci teniamo ad offrire agli studenti una cerimonia con i fiocchi. Ovviamente siamo disposti a fare dei sacrifici ma oltre i 5000 euro e al viaggio in prima classe, non possiamo proprio andare>>. Doveva mettersi una mano sulla coscienza. <<Qui si tratta di onorare dei ragazzi appena laureati, speranze per un futuro migliore, che si sono inorgogliti quando hanno saputo chi sarebbe venuto a consegnargli le lauree - in realtà a loro di chi viene non gliene può fregare di meno, ma a noi sì!! Come facciamo sennò ad uscire sui giornali ?-. Non li si può deludere in questo modo per 2000 miseri euro >>. Il poveretto, che è stato ad ascoltare la mia filippica senza poter ribattere, alla fine si è lasciato convincere . <<Cavolo - ha detto - si tratta di onorare dei bravi e volenterosi ragazzi!!!>>. <<Cavolo - ho pensato io - qua se non riusciamo a spuntarla siamo nei guai, la notizia che arriva il premio nobel l'abbiamo già diffusa da tutte le parti, se non viene facciamo una figura del kaiser!!!>>. Sistemata questa faccenda, ero talmente gasato che ho chiamato il Baglioni. Con loro ho insistito talmente tanto che ,pur di non sentirmi più, hanno acconsentito a farmi un prezzo stracciato. Paula e Rosaria mi guardavano stupite. Rosaria è giunta al punto di dirmi <<mi fai quasi paura>>.

Insomma, successo su ogni fronte ma non è che ne vada molto fiero. Per riuscire nella mia impresa ho dovuto infatti mentire spudoratamente. E' vero che noi siamo un ente privato, che si mantiene con le rette degli studenti, ma ho omesso di dire che gli studenti la cerimonia se la pagano, ed anche profumatamente. C'è sempre qualche genitore che chiama infuriato perché, dopo aver pagato la bellezza di 50000 euro per far laureare i figli, se ne vede chiedere altri 1000 per la cerimonia, ma alla fine, grazie alla minaccia di non consegnare ai loro pargoli la tanto agognata pergamena, i soldi li tirano fuori tutti. Stavo giusto facendo queste considerazioni, quando mi viene voglia di fumare una delle mie amate marlboro.Purtroppo io ero già uscito per la mia pausa caffè. Non potevo assentarmi ancora senza rischiare una lavata di capo dalla Signora. Ma come dice lo stesso Altissimo, c'è sempre una via di fuga, basta avere l'accortezza di trovarla. Mi sono rifugiato nel bagno dei maschi, ho chiuso la porta a chiave e me la sono accesa. Dio che goduria fumarsi una sigaretta quando sai che che stai trasgredendo le regole. Me la sono aspirata tutta, piano piano, assaporando fino alla fine il gusto amaro che le marlboro ti lasciano in bocca.

Alla fine ho capito che, se ero riuscito ad ottenere quel che volevo con l'albergo e l'agente del premio nobel, non era perché io sono più cazzuto degli altri o più stronzo. Era semplicemente che, a forza di sentirmi dire che sono un deficiente, un coglione, un inetto, il mio amor proprio ha preso il sopravvento e mi ha fatto fare cose che non volevo fare.



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