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lavoro pubblicato lunedì 16 giugno 2008
ultima lettura giovedì 7 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

diario di un trentenne sfigato alla continua ricerca della sua realizzazione

di carlo72. Letto 1049 volte. Dallo scaffale Umoristici

Capitolo 4 Missione compiuta con successo. Questa sera sono rientrato trionfante a casa, sono andato in camera di Emi, ho tirato lentamente fuori la ricevuta della bolletta pagata e l’ho lasciata cadere sul suo letto, guardandola con aria di sfida. ...

Capitolo 4 Missione compiuta con successo. Questa sera sono rientrato trionfante a casa, sono andato in camera di Emi, ho tirato lentamente fuori la ricevuta della bolletta pagata e l'ho lasciata cadere sul suo letto, guardandola con aria di sfida. Che soddisfazione!! Non ha avuto il coraggio di dire nulla. Certo che mi ci è voluto per convincere Tchun Tchun ad andare alla posta. Primo, perché non spiccica una parola di italiano e il suo inglese è peggio del mio e ogni volta che gli chiedi di fare qualcosa di diverso dalle sue solite mansioni, va a finire che devi comunicare a gesti per farti comprendere. Oggi poi non voleva proprio capire, ma io non mi arrendo mai e gli ho disegnato un piccola mappa su un foglio. Poi, quando ha finalmente capito, ha preteso che gli pagassi pure il caffè, ma mi è andata meglio del previsto perché non ha voluto la mezza giornata libera e io non mi sono dovuto inventare nessuna cazzata con la Della Vacca per giustificare la sua assenza. Oggi è stata veramente una giornata da dieci e lode. Non solo per la bolletta pagata. Mi sono finalmente deciso a chiamare Tiziana e ..sì, ha detto sì. Domani sera viene lei sotto casa mia e andremo a mangiare una pizza e poi al cinema. Ma sono quasi sicuro che, se me la gioco bene, al cinema non avremo modo di pensare affatto. Ho già tutto in mente. Vicino a casa mia c'è un bel locale con giardino interno riscaldato, dove le uniche luci sono quelle delle candele accese sui tavoli in modo da creare un'atmosfera irresistibilmente romantica. Andremo lì, io farò il galante, la farò sedere, ordinerò un bel prosecco per aperitivo e inizierò a fare un po' lo scemo per farla ridere. Alle donne piace ridere ed essere coccolate. A tratti le lancerò delle occhiate languide e, fissandola negli occhi, le farò qualche domanda personale per farle vedere che mi interessa come persona e non solo come oggetto. Alle donne piace l'uomo che, allo stesso tempo, è capace di essere leggero e profondo. Intanto la farò oculatamente bere: né troppo né troppo poco. Il dessert sarà il momento decisivo. Prenderò un cucchiaino del mio tiramisù e la imboccherò, avvicinandomi un tantino a lei. E mentre ritraggo il cucchiaino le infilo il primo bacio. Poi vedremo come procedere. Tanto, se mai servisse, qualche preservativo lo porto sempre con me nel portafoglio e, se proprio è serata, so io dove portarla con la macchina per fare i nostri comodi. Pensando alla piacevole serata che mi attende domani, il tempo al lavoro è scorso piuttosto veloce. Certo, ce ne sono di cose da fare. Manca appena un mese alla cerimonia di laurea dei nostri studenti e siamo ancora in alto mare. Oggi da Paula ho avuto la conferma definitiva che Mr ****, il premio nobel per l'economia, ha dato il suo OK per la conferenza stampa dove esporrà i risultati dei sui studi sul sistema lavoro in Italia. Averlo con noi è stato veramente un colpaccio non da poco. Ed è stata dura convincerlo. Anzi, è stata dura mettere d'accordo tutti, anche perché io con l'inglese me la cavo ma non ho una padronanza della lingua tale da poter trattare direttamente con un americano. Così mi sono dovuto servire di Paula. Fin qui nulla di strano senonché ogni minima mossa che facevamo dovevamo comunicarla alla Della Vacca, che a sua volta doveva riferire al Presidente al quale spetta sempre l'ultima parola su tutto. La Della Vacca non smuove una virgola se prima non ha avuto il bene placet dell'Altissimo e fa bene. Ogni volta che ha tentato di fare di testa sua, infatti, ha ricevuto certe mazzate. Contemporaneamente dovevamo comunicare ogni cosa anche al Rettore, il Professor Pastini, che è il fratello del Presidente. Ora si dà il caso che la Signora e il Rettore si odino amorevolmente. Cioè, quando si incontrano è tutto un abbraccio e un bacio, ma di dietro l'uno cerca di ostacolare l'altra. Sono in eterna competizione perché vogliono dimostrare di essere il migliore per accaparrarsi tutta la fiducia dell'Altissimo che, serafico, se la gode un sacco. Il risultato di questo conflitto è che ogni volta che dobbiamo organizzare un evento a farne le spese è direttamente il mio dipartimento. L'ufficio comunicazione, infatti, fa capo direttamente alla Della Vacca, ma allo stesso tempo deve portare rispetto anche al Rettore e tenerlo costantemente informato. Ovviamente deve anche seguire le sue indicazioni quando le dà e le dà spesso. Alla Della Vacca tutto ciò dà tremendamente fastidio ma poiché il Rettore è il fratello del Presidente, deve ingoiare il rospo. Una persona ragionevole se ne farebbe una ragione e cercherebbe di fare quanto meno al meglio il proprio lavoro. Ma la Della Vacca è tutto meno che una persona ragionevole, è anzi una donna focosa, irascibile, che ama il potere e ha del potere una concezione stalinista. Quindi, per partito preso, ogni cosa che il professor Pastini ci dice di fare, per lei è sbagliata. Il che per noi - nell'ufficio comunicazione lavoriamo io, Paula e Rosaria - è veramente un gran casino. Questa volta siamo arrivati ai confini dell'incredibile. Il tutto è iniziato con una riunione a metà settembre alla quale abbiamo partecipato io, la Della Vacca, il Professor Partini, il direttore accademico della sede di Roma, professor Jhonn Sterne e Giovanna, la responsabile della segreteria. Dovevamo parlare della cerimonia di laurea. Già per fissare la data sono iniziati i problemi. Io e la Della Vacca propendevamo per individuare prima l'ospite d'onore e d'accordo con lui trovare la data. Ma non il Il Rettore, che in queste situazioni mette in mostra tutta la sua ambiguità. Già, perché il furbone, colto dal suo solito fervore, aveva già fatto mandare di nascosto una mail a tutti gli studenti laureati in cui comunicava che entro novembre avrebbero avuto la loro bella cerimonia con un ospite importantissimo di cui però non poteva ancora rivelare il nome - perché ovviamente ancora non c'era alcun ospite importantissimo - . Siccome la mail portava la sua firma, gli scocciava doversi rimangiare la parola. Gli scocciava però anche mettersi contro tutti noi e dovercene spiegare il motivo. Ha pensato bene allora di fingere di essere in pieno accordo con noi. Così nel giro di appena due ore la riunione è finita. A me sembrava strano che si riuscisse una volta tanto ad andare tutti d'amore e d'accordo. Avevo pensato che i miei capi fossero finalmente cresciuti e che finalmente saremmo riusciti ad organizzare un evento senza scannarci a vicenda, come di consuetudine. Ma era troppo bello per essere vero. Mi stavo organizzando con Paula e Rosaria per iniziare subito il nostro lavoro quando dall'ufficio della Signora sentiamo provenire delle urla preoccupanti. Noi tutti, ovvero l'ufficio stampa, la segreteria generale, l'ufficio placement, l'ufficio didattico ed altri ancora per un totale di 15 persone, siamo collocati in un grande open space dove c'è un gran baccano. La Della Vacca per tenerci meglio sotto controllo si è fatta mettere l'ufficio proprio dietro il nostro open space e, non paga del risultato, ha fatto aprire nella parete una specie di finestra dalla quale ogni tanto ci osserva. La finestrella ha però un grande vantaggio anche per noi, soprattutto per me che ho la scrivania proprio lì accanto: ci fa sentire molto di quello che accade dentro l'ufficio della direzione quando la Della Vacca dimentica il vetro, e accade spesso, un po' aperto. E così, prima ancora che mi chiamasse a rapporto, ho potuto sentire ogni cosa. Era accaduto che il buon professor Pastini, appena uscito dalla riunione, si era catapultato sul telefonino e aveva chiamato l'Altissimo per metterlo al corrente degli sviluppi della riunione. Ovviamente anche la Signora ci aveva provato, ma stavolta gli è andata male: il prof. ha ottenuto la connessione per primo e ha cercato di aggiustare le cose come gli pareva. Ha detto al fratello che noi dell'ufficio di Roma, Della Vacca in testa, siamo dei cacasotto che non abbiamo alcuna voglia di lavorare e che, pertanto, alla sua proposta di realizzare in un mese la cerimonia di laurea abbiamo risposto picche. Lui, invece, che considera ogni cosa possibile purché la si voglia veramente, è del parere opposto. Ma dinanzi alla nostra reticenza ha dovuto alzare le braccia e chiedere consiglio al Presidente. Ora bisogna dire che l'Altissimo è un fervente sostenitore dell' <> e al solo sentire parole come prudenza, paura o titubanza inizia a dar di testa. Tempo 20 minuti, giusto il tempo di calmarsi un po', e il telefono della Signora è squillato minacciosamente <>. Io potevo sentire tutto perché la Della Vacca aveva inavvertitamente schiacciato il pulsante che aziona il vivavoce. Madonnina mia quanto urla il nostro Presidente, a volte mi chiedo da dove trae tutta quella forza. Un giorno o l'altro secondo me ci rimane. Intanto la Della Vacca, poverina, cercava di difendersi ma <>. E che doveva dire la disgraziata <>. E così è iniziata la nostra bella corsa disperata contro il tempo, ma la parola d'ordine, dal momento che l'Eccellentissimo aveva parlato, era: ce la faremo senza problemi e sarà tutto organizzato alla perfezione. E invece sarà tutto un gran casino come ogni altra volta, ma dirlo è proibito. Anzi, è diventato un anatema. Comunque, aldilà di ogni previsione, abbiamo avuto un culo da paura. Dei cinque ospiti individuati quattro ci hanno dato subito buca. Ma con il quinto ci è andata abbastanza bene: la sua richiesta iniziale è stata solo di 10.000 euro. Oggi ha dato anche la sua disponibilità ad annunciare in conferenza stampa i risultati dei suoi studi sul "sistema lavoro in Italia". Io ho visionato alcuni stralci del discorso che intende fare e sono favolosi. Ce n'è da far rizzare i capelli a più di un ministro. Perbaccolina, sarà un colpaccio da dieci e lode. I giornali in queste cose ci sguazzano e noi acquisteremo una grande visibilità. Sono proprio un genio. L'idea della conferenza su questi suoi studi è stata mia. Ora debbo fare pressioni affinché la Della Vacca non si rimangi la parola data sul compenso previsto. Ci ha fatto scrivere una lettera ufficiale in cui offriamo 5000 euro, volo in prima classe e soggiorno presso il Baglioni Hotel, ma l'ho vista titubante quando le ho tradotto - già, lei di inglese non sa un cavolo fritto - la lettera che ho preparato con Paula. Prima di spedire la mail, l'ho anche chiamata sul cellulare per chiederle l'ultima conferma. Si è pure incazzata perché ha detto che stava dal parrucchiere e che le rompevo i coglioni con le mie solite manie di scrupolo, ma io temo che non si sia fatta approvare le condizioni dal Presidente. Spero di sbagliarmi


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