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lavoro pubblicato lunedì 2 giugno 2008
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Si dissolvono le lacrime.

di FabrizioPalasciano. Letto 988 volte. Dallo scaffale Pulp

Si dissolvono le lacrime.Di Fabrizio Palasciano “Che hai fatto?”Maude guarda la stagnola sul tavolino. Il cucchiaio è annerit...

Si dissolvono le lacrime.

Di Fabrizio Palasciano

“Che hai fatto?”

Maude guarda la stagnola sul tavolino. Il cucchiaio è annerito dal fuoco.

“Te la sei fatta tutta. Te la sei fatta tutta da solo. Bravo. Grazie. Io adesso che faccio?”.

Julien è fermo. Occhi fissi al soffitto. Siede al suolo con la schiena appoggiata al muro. Con il laccio emostatico ancora stretto intorno al braccio si abbassa la manica della camicia.

Guarda Maude e sorride.

“Ma che cazzo ti ridi bastardo? Lo sai che ore sono? Non c’è più nessuno in giro. Maledetto stronzo che non sei altro”.

Julien si alza con movimento lentissimo. Si appoggia al bracciolo del divano e prova ad accarezzare Maude. Ottiene in risposta un violento schiaffo in pieno volto. Nella stanza, filtra la luce al neon del bar dei cinesi.

“Devi trovare la soluzione. Hai capito? Mi faccio il culo tutto il giorno, mi sbatto senza farmi sbattere solo per i tuoi occhi. E cosa fa il signorino? Se la fa tutta da solo! Non fa un cazzo dalla mattina alla sera e si fa per due. Come devo fare. Porca miseria, come devo fare?”.

Maude piange. Inizia a tremare. Lui la guarda appoggiato alla finestra. Tiene ancora la mano sulla guancia arrossata dallo schiaffo.

“Ammazzati amore mio”.

Maude singhiozza. “Ma che dici? Julien, per favore aiutami. Sono stata tutto il giorno in giro a cercare soldi. Potevi almeno lasciarmi la mia. Perché sei così ingordo? Perché appena ti perdo di vista…”.

“Ammazzati”, la interrompe Julien. Si avvicina a Maude che suda freddo e digrigna i denti. Maude cade in ginocchio. Lui la prende per i capelli e le tira la testa all’indietro. “Ammazzati. Non mi servono i tuoi insulti. Liberati dalla sofferenza”. Julien ha uno sguardo improvvisamente ravvivato. La trascina fino alla finestra. Apre le persiane e la solleva. La tiene dai passanti del blue-jeans e fa in modo che Maude sia sospesa nel vuoto dalla vita in su. Non piange più Maude. Ora non dice niente. Guarda con occhi di lacrima quattro piani sotto. Vede i gruppi di amici che si ritrovano, ascolta le risa degli amanti nel giorno di festa. Guarda le sue lacrime dissolversi nell’aria.

“Che faccio amore mio? Lascio?”. Julien fa come per allentare la presa sul corpo della sua compagna “Caddi come corpo morto cade? Che dici bella mia?”.

Dopo alcuni secondi la tira dentro e la scaraventa al suolo. “Adesso scendi e vai a prendere quello che ci serve. E non dire cazzate, non è vero che a quest’ora non c’è più nessuno. Vai dal Tirchio”. Maude ha il volto sconvolto dal pianto. “Ma saranno almeno quattro chilometri…non ci arrivo a piedi, sono stanca. Sto a ruo..”. “Vuoi anche il servizio a domicilio? Vai, e vedi di non rompere più le palle con le tue sceneggiate”.

Maude si infila il cappotto. Si asciuga le lacrime con il dorso di entrambe le mani. Esce di casa.



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