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lavoro pubblicato sabato 24 maggio 2008
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

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Il Cliente dell'Anno

di marco gagliardi. Letto 1374 volte. Dallo scaffale Fantascienza

  Sto scappando sulla mia auto in una strada di campagna in mezzo al ghiaccio. Fisso per un secondo il mazzo di chiavi di casa. In rapida successione vedo quella del cancello, poi quella della porta esterna, quella della serranda e infine quella d...



Sto scappando sulla mia auto in una strada di campagna in mezzo al ghiaccio.
Fisso per un secondo il mazzo di chiavi di casa. In rapida successione vedo quella del cancello, poi quella della porta esterna, quella della serranda e infine quella della porta interna: al sicuro come se fossi in un bunker inespugnabile, vorrei in questo momento trovarmi sotto le coperte del mio letto insieme alla mia biondina che oggi ha l'influenza e che mi aspetta.
Ma nel buio pesto di mezzanotte quei fari sono dietro di me, sempre più vicini e minacciosi.
Mi sento la febbre, sudo copiosamente e schiaccio a fondo l'acceleratore verso quel semaforo lontano che proietta luce verde, a pochi metri da casa. Devo assolutamente attraversare l'incrocio. Perché laggiù potrò stropicciarmi gli occhi e capire che è tutto quello che mi sta succedendo è soltanto un incubo.
Ma ecco che un'altra macchina proveniente dal senso opposto effettua una manovra repentina, s'intraversa nella carreggiata, proprio di fronte a me, e m'impedisce di procedere oltre.
Sono costretto ad inchiodare per evitare di andarle contro. E adesso sono fermo, agghiacciato, guardo nello specchietto retrovisore e vedo che dalla porta dell'auto nera che m'inseguiva esce una figura longilinea ancora più scura della notte, chiusa in un impermeabile scintillante.
Anche da quella che mi ha bloccato esce un uomo molto alto, chiuso in un uguale impermeabile nero.
"Adesso non può più scappare", mi dice il Primo con una voce severa.
Il Secondo è di fronte a me e, con le braccia incrociate, mi scruta da sotto gli occhiali da sole.
"Chi siete?", chiedo spaventato.
"Due rappresentanti. Offriamo un servizio particolare: io cancello le Paure a pagamento, e lui", dice indicando il Secondo, "fa lo stesso con le Insicurezze."
Mi tremano le gambe. Li osservo meglio. Hanno scarpe eleganti, cravatte dal nodo bianco, abiti dal taglio grossolano e in mano coltelli a serramanico luccicanti, che brandiscono con arroganza.
"Che cosa volete da me, a quest'ora della notte? Perché mi state inseguendo?"
Il Secondo scoppia a ridere, poi torna ad essere serio e mi risponde: "Ma come, che domanda, è ovvio quello che vogliamo: vogliamo contrattare con Lei. E' il nostro mestiere!"
"Ma io non ho nessun'intenzione di contrattare con voi..."
"Parliamone." Inizia il Primo avvicinandomi la lama alla gola: "Perché forse Lei ancora non sa che le nostre Ditte hanno deciso di nominarLa il "Cliente dell'Anno" e Le hanno regalato una fornitura per tutta la vita dei loro migliori prodotti: "Terrore" e "Assoluta Sfiducia Quotidiana", "Malinconia", "Rabbia", "Anoressia e Pessimismo Cosmico"..."
"...ma Lei ha avuto l'immensa fortuna che la Sua pratica è finita sul nostro tavolo", continua il Secondo, "e noi abbiamo deciso di contattarLa per offrirLe il nostro prezioso aiuto."
Non capisco, sento il freddo del coltello sulla mia gola, non oso muovermi.
"Ma perché mi minacciate, che cosa volete da me?"
I due si lanciano un'occhiata interrogandosi con lo sguardo.
"Ha ragione", dice il Secondo al Primo, "il Cliente ha diritto ad una dimostrazione, non credi?"
Quest'ultimo annuisce e allontana la lama da me. Fa un paio di passi indietro ed estrae dal taschino un telefono portatile argentato e scintillante. Compone un numero e pronuncia una frase che non riesco ad ascoltare. Sento che dice il mio nome e mi definisce come "Il Cliente dell'Anno".
Il Secondo mi sussurra: "sta telefonando in Ditta... Adesso Lei capirà."
Il Primo chiude la telefonata, mi gela con lo sguardo, mi indica e dice:
"Eccole un assaggio di quello che l'aspetta nei prossimi anni!"
Non ha ancora finito la frase che una morsa di freddo s'impadronisce di me, mi stringe lo stomaco, sono attaccato da un'ondata di malinconie e rabbia, dalla noia di giornate di novembre trascorse in casa da solo, a guardare fotografie, dall'ansia di morire senza aver realizzato neanche parte dei miei desideri, dalla consapevolezza di aver fallito.
Poi all'improvviso sento un forte odore di disinfettante. Quando apro gli occhi mi accorgo di essere nella corsia di un ospedale, seduto su una gelida sedia di ferro, vicino al letto dove dorme la mia fidanzata bionda, giovane com'è adesso, collegata da tubi a macchinari che tengono il conto delle sue deboli pulsazioni. Stringo la sua mano fredda ma non riesco a trattenere il terrore di perderla.
Allora spalanco ancora di più gli occhi e mi metto ad urlare, crollo sull'asfalto in preda agli spasimi di tutte queste sensazioni e visioni così reali, mentre i due rappresentanti mi guardano con occhi spietati.
"Sì", riesco ad urlare, "ora vi credo, ma fate finire questa tortura!"
Forse non mi hanno sentito, o forse non vogliono farlo. Restano immobili.
Continuo a vedere immagini terrificanti.
"Vi credo. Vi credo, contrattiamo!"
All'improvviso prima uno spruzzo di ghiaccio, poi una luce accecante ed ecco che la morsa che mi stringe lo stomaco si scioglie, lasciando che un senso di sollievo mi permetta di prendere di nuovo fiato.
"Questa non è che una dimostrazione gratuita", dice il Primo sogghignando, "Il Pacco Premio del Cliente dell'Anno prevede infatti sensazioni ancora più angoscianti..."
"...ma noi sappiamo come aiutarLa", conclude il Secondo.
"Chi siete? Chi siete?", urlo, "Perché mi promettete sciagure e mi dite che siete venuti ad aiutarmi?"
"No", mi risponde il Secondo, "non è proprio così. Noi non promettiamo nulla. Le abbiamo fatto semplicemente vivere qualche emozione che presto proverà. La Paura S.p.A. e L'Insicurezza Inc. sono infatti le nostre aziende, ma lavoriamo anche in proprio. Rimanga un segreto tra di noi: si può dire che facciamo una sorta di concorrenza sleale nei confronti dei nostri datori di lavoro. Certo, conosciamo il valore dei nostri servizi aziendali, ma sappiamo che la gente farebbe di tutto per non beneficiarne. Perché la gente preferisce prodotti come un "Quieto Vivere", "Felicità e Benessere" o "Amore", prodotti che noi non produciamo. Sono in pochi, infatti, quelli che scelgono di fare acquisti da noi, anche se siamo due ottimi rappresentanti. Tanto più che la politica aziendale, essendo i beni prodotti poco concorrenziali, è stata da tempo fondata sulla generosità e i nostri corrieri, ogni giorno, recapitano i nostri servizi gratuitamente a domicilio della gente. Il problema è che in questo modo gli utili non sono affatto elevati... e talvolta i dipendenti non si accontentano di bassi salari... e devono trovare un secondo lavoro..."
"...Perciò il mio collega ed io", prosegue il Primo, il più cattivo, "abbiamo trovato un sistema alternativo per guadagnare. Offriamo ai nostri clienti un rimedio per i regali poco graditi delle aziende che rappresentiamo... ovviamente a pagamento..."
"...e Lei è il Cliente dell'Anno. La stiamo tenendo d'occhio già da molto tempo", conclude il Secondo.
Ascolto le loro parole, intanto rivivo il terrore di quello che ho provato.
"Mi avete mostrato il mio futuro? Come posso esserne certo?"
Il Primo prende allora di nuovo in mano il telefonino.
"No! No! Vi credo, Vi credo. E quale sarebbe il prezzo che dovrei pagare?"
Il Primo sogghigna, allontana il coltello che aveva di nuovo appoggiato sulla mia gola, apre la valigetta che porta con sé ed estrae una gran calcolatrice a cristalli liquidi.
"Guardi. Abbia un minuto di pazienza", mi dice con molta professionalità, "solitamente il prezzo del nostro prodotto è l'ultimo argomento che trattiamo quando parliamo con un cliente. Ma siccome Lei è il Cliente dell'Anno ed è una persona particolare che ha molto bisogno di noi, Le accenno subito alle tariffe."
Mentre parlava digitava velocemente delle cifre sul calcolatore.
"Premesso che ogni individuo, come Lei ben saprà, riceve quotidianamente una dose gratuita di Paure e d'Insicurezze (parlo anche per il mio collega), di conseguenza per ognuno è necessario fare tutto il possibile per liberarsene. Ad esempio facendo con una passeggiata sul lungomare, che vale venti minuti di timore giornaliero in meno, una camomilla, che vale trenta secondi d'insicurezza, o un'ora d'amore con una donna, che potrebbe essere valutato anche come medicina per due giorni di puro panico..."
"...ma per Lei, che ha ricevuto in dono il Pacchetto Premio, questi piccoli palliativi non saranno sufficienti. Lei ha bisogno di un'unica cosa... del nostro famoso Solvente delle Paure e Insicurezze!"
Entrambi tirano fuori della borsa una bomboletta di spray.
"Ecco il nostro prodotto", esclamano insieme, "il primo Solvente di Paure e Insicurezze, l'unico sistema infallibile per vincere i vermi delle sensazioni che di notte La inchiodano al letto, che Le fanno correre i brividi sulla schiena e sudare freddo!"
Li guardo stupefatto.
"L'unico sistema per evitare ovvie lacrime sul cuscino, corse disperate a fari spenti nella notte, una vita di malinconia e ricordi che uccidono ogni giorno come gocce di veleno, oltre a fallimenti sulle spalle di persone insensibili!"
"Ditemi che cosa volete da me, contrattiamo!"
"Il Solvente..." dicono all'unisono, "che scioglie Paura e Insicurezza...ha un prezzo molto elevato... il brevetto è segreto..."
Ora mi stanno parlando a bassa voce, ascolto con ansia le loro parole, penso a tutto quello che potrei offrire loro.
"...e noi non vogliamo denaro... no... niente denaro..."
Mi chiedo che cosa possano volere. Non ho niente da offrire.
"...per restituire una vita normale al Cliente dell'Anno, la nostra richiesta è questa: noi gli forniamo il Solvente per tutto l'anno, consegna a domicilio, spese di spedizione a nostro carico, garanzia di sostituzione in caso di prodotto difettoso. Lui però dovrà cederci a sua volta qualcosa..."
"Che cosa volete?", chiedo. "Che cosa?" Non voglio certo essere derubato da questi due criminali del mercato dei sentimenti.
"Un anno di spray Solvente...", vedo il Primo eseguire strane operazioni sul calcolatore, "...sì. Ecco. Vale esattamente... con un piccolo sconto che Le facciamo per la Sua disponibilità... Sì. Il tempo di tutto il resto della Sua Vita."
Un anno mi rimane, tutto il resto del mio tempo a loro.
Rimango in silenzio
"Lo voglio provare", dico.
Il Primo allontana il coltello dalla mia gola.
"Ha ragione. Il Cliente ha sempre ragione" dice il Primo. "Mi dispiace però che non si fidi di noi. Perché preferivo contrattare sul prezzo, piuttosto che sentire discussioni sulla qualità del nostro prodotto. Ma soddisfatti o rimborsati, no? Allora sia: Campione Gratuito per il Cliente dell'Anno. Trattamento di favore per non acquistare a scatola chiusa."
Il Secondo annuisce e mi porge lo spray, facendo segno che me lo devo spruzzare all'altezza del diaframma.
"Per due o tre secondi, non di più."
Il metallo è freddo, è gelato. Lo stringo forte tra le mani per riscaldarlo, ma più lo stringo più mi sembra freddo.
Mi faccio coraggio e premo sull'erogatore.
La luce gelata che esce dalla bomboletta è accecante e subito mi abbaglia.
All'improvviso mi trovo su una spiaggia di pietre abbracciato alla mia biondina. Ci sono le stelle, un pescatore a pochi metri da noi. E' sera, abbiamo appena mangiato una pasta ai frutti di mare.
Un attimo dopo stiamo camminando sulla Promenade des Anglais a Nizza, notte fonda, noi due soli, ogni incrocio ci fermiamo per baciarci. Poi siamo a letto. Sono a pochi centimetri da lei e ogni minuto mi sveglio per accarezzarla e sono l'uomo più felice del Mondo.
Quando però apro gli occhi l'effetto del Solvente è finito. Non so quanto tempo sia passato, ma la notte è sempre fredda e buia e l'asfalto nero pece.
I due uomini alti e dall'impermeabile nero, in attesa di un cenno da parte mia, non mi fanno più paura.
"Accetto", dico loro, consapevole del prezzo da pagare.



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