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lavoro pubblicato domenica 18 maggio 2008
ultima lettura mercoledì 9 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A man with beautifull eyes << Capitolo Quinto >>

di Lineabianca. Letto 743 volte. Dallo scaffale Fantasia

quinto capitolo per "A man with beautifull eyes". Chi ha cercato di aggredire Yu? Chi è corso in suo aiuto è un nemico o un alleato? Tutto e altro nel nuovo capitolo. Stay tuned...

I mecha


Il risveglio di Yu non fu certo dei più piacevoli. Prese coscienza improvvisamente e nonostante fosse sveglio, il suo corpo rifiutava di attivarsi. Era come sentirsi vivi in un corpo morto, un corpo che non riusciva a controllare.

Ma poteva ascoltare ciò che succedeva intorno a lui. Poteva sentire distintamente le voci…

<< … Non riesco a capire come sia accaduto… La Tela che abbiamo edificato intorno all’istituto Maho avrebbe dovuto proteggerlo. E invece… per poco non l’abbiamo perso… >>.

<< Non siamo certi che la Tela sia completamente impermeabile. Soprattutto considerato che i poteri della Stella Nera sono a noi ancora sconosciuti>>.

Yu riconobbe la seconda voce. Se le sue sinapsi non sbagliavano, si trattava della ragazza che l’aveva interpellato in giardino, quella che aveva seguito poco prima di cadere nella trappola del suo carnefice.

<< Ma allora questo vuol dire che non siamo sicuri nemmeno qui… Questo vuol dire che la Stella Nera può trovarci in un batter d’occhio se solo lo volesse… >>.

Yu sentì uno schiocco di labbra. << Non dire assurdità. Siamo sottoterra e ci sono quattro sentinelle che proteggono l’edificio da tutti e quattro i lati. Se la Stella Nera si aviccinasse, ce ne accorgeremmo…>>.

<< E allora spiegami perché tu stessa, il nostro capo, non ti sei accorta della presenza della Stella Nera alla Maho… Chiediti perché ti è sfuggita questa cosa.>>

<< E’ forse un rimprovero, Shion? Mi stai… sgridando?>> Yu poteva avvertire la tensione che si era venuta a creare fra i due interlocutori. Poteva sentirla bene, nonostante non avesse la possibilità di attivare il suo supersenso.

<< No… tenente Hana… Non potrei mai farlo… E’ solo che… >> si leggeva chiaramente l’afflizione e l’esitazione nelle parole di Shion. << … E’ solo che ho paura per il ragazzo. E’ troppo importante, e non può andarsene in giro tranquillamente… Se la Stella Nera dovesse farsi nuovamente avanti…>>.

<< Non è detto che quella fosse la Stella Nera.>>.

<< Cosa?? Ma chi può avere un potere così forte da penetrare la Tela?>>.

Yu non poteva ancora vedere, però immaginò che Hana avesse alzato le spalle, un gesto che, per la sua ineluttabilità, fece cadere un silenzio innaturale nella stanza.

Fu in quel momento che, facendosi violenza, Yu riuscì a controllare il suo corpo. Ma nell’attimo in cui lo fece, i suoi polmoni si riempirono di acqua. Strabuzzò gli occhi e cerco di urlare. Si dimenò come un forsennato. Era legato con dei fili e aveva la testa immersa in quella che sembrava una sfera piena di acqua.

<< TENENTE! IL RAGAZZO!>>.

Yu avvertì i passi precipitosi dei due interlocutori. Nel suo campo visivo apparvero un uomo biondo con una coda di cavallo e occhiali piccolissimi sulla punta del naso, e la ragazza che rispondeva al nome di Hana. Con un gesto rapido ma abile, Shion staccò un cavo che collegava la sfera ad un monitor e immediatamente l’acqua si riservò fuori dal globo, sul petto nudo di YU.

<< Come ti senti? Riesci a sentirmi?>> urlò Shion. Yu annuì lentamente. Aveva gli occhi e i polmoni ancora pieni di acqua. Ma era vivo.

Shion e Hana lo aiutarono a mettersi seduto sul lettino. I due estranei si limitarono ad osservare la sua ripresa.

Quando ebbe la forza per respirare, Yu parlò: << Chi siete… Cosa volete… Perché sono qui…>> ma dalla sua bocca uscirono solo frasi sconnesse, soffocate, acquose.

Hana fece un passo avanti. << Adesso calmati. Non dire altro, che è già un miracolo che sei vivo. Sei terribilmente ferito e se ti sforzi, i tagli potrebbero riaprirsi.>>.

Yu le lanciò un’occhiataccia. Chi era quella misteriosa ragazza?

Come se avesse potuto leggere i suoi pensieri, la ragazza chinò lo sguardo, in un gesto di mestizia e di orgoglio al contempo.

<< Ti spiegherò tutto quando ti sarai rimesso. Adesso però riposa.>>.

Fece per voltarsi e andare via, Ma Yu le afferrò il braccio che, incredibilmente, era sottilissimo, fragile, proprio come quello di una liceale. Non avrebbe mai detto che fosse addirittura un tenete.

<< Devi fare una cosa per me.>> le disse. Probabilmente aveva usato troppa violenza sia nel gesto, sia nelle parole, perché Shion fece un passo avanti istintivamente, ma altrettanto istintivamente fu fermato da Hana.

<< Dimmi tutto.>> fece infine Hana.

Yu tirò due sospiri per rimettere aria nei polmoni. << Voglio che ti metta in contatto con Mimi e che le dica che sto bene. Non voglio farla preoccupare.>>.

Yu aspettava l’assenso di Hana per spiegarle come contattare Mimi, ma quando la ragazza annuì soltanto e si incamminò verso la porta, Yu capì di non essere di fronte a persone comuni. Probabilmente, Hana avrebbe trovato il modo di mettersi in contatto con Mimi senza nemmeno sapere che volto avesse. E comunque era ormai convinto che tutti erano al corrente di qualcosa, eccetto lui.

Quando la porta elettrica di quello che sembrava a tutti gli effetti un laboratorio di ricerca si fu chiusa dietro all’elegante tenente Hana, Yu rimase da solo con Shion.

I due si osservarono per un attimo e poi Yu si distese comodamente sul lettino e si mise ad osservare il soffitto. Ripercorse con la mente quello che gli era accaduto a scuola.

Era stato aggredito da un ragazzo… L’aveva ripetutamente colpito con la magia. Voleva ucciderlo.

Era dunque la Stella Nera? Eppure… le sue parole… erano così ambigue…

<< Sai >> Shion si schiarì la gola con un colpo di tosse. << Il tenete Hana ha la tua età. E’ al liceo, eppure ha molta più esperienza di qualsiasi soldato dell’esercito giapponese. Suo padre ha combattuto la guerra di Corea quand’era giovane. Poi è tornato in Giappone, ha frequentato la Todai e si è laureato in ingegneria informatica. Ora è a capo di una grandissima azienda di computer, la più famosa in Giappone, e , nel mondo, seconda solo alla Microsoft. Hana ha quindi ricevuto due istruzioni fondamentali, una nel campo militare, l’altro in quello informatico. A soli dieci anni, Hana ha costruito il suo primo computer. A tredici è entrata a far parte dell’esercito d difesa giapponese. A quattordici ha fondato questa associazione…>>.

<< Ma tutto questo cosa ha a che fare con me? >> urlò Yu e le sue ferite urlarono pietà.

Il dottor Shion posò la beuta nella quale aveva appena fatto cadere una polvere rosa e si voltò a guardare Yu. I suoi occhi erano ridotti a due fessure, la bocca gli tremava dalla rabbia.

<< Ti ho detto tutto questo per farti comprendere quanto il tenente Hana sia una ragazza al di sopra della norma e di tutto rispetto. Quindi, ragazzino viziato, mi aspetto che usi con lei un comportamento più rispettoso. Se adesso sei qui, seduto su quel letto, vivo e vegeto, lo devi solo ed esclusivamente a lei.>>.

Yu non si aspettava certo che quel dottore, che poco prima aveva sentito esitare e balbettare davanti ad Hana e si era riferito a lui come “ad una persona troppo importante” , fosse capace di rivolgersi a lui con quel tono che, era più che evidente, non ammetteva repliche.

Yu distolse lo sguardo dagli occhi severi ed intransigenti del medico e gettò uno sguardo intorno a se.

Era effettivamente in uno studio di ricerca.Nella stanza larga e col soffitto alto erano stipati ovunque libri, ampolle, medicinali dai nome assurdi, lavandini e computer accesi o spenti. La sua attenzione si soffermò su una serie di lunghe ampolle nelle quali si muoveva qualcosa.

<< Dove siamo?>> chiese allora Yu a Shion, che dopo il rimpovero ero tornato a mescolare ingredienti in un bicchiere.

Il medico emise un sospiro e si appoggiò una mano guantata alla bocca, con fare pensieroso.

<< Detto con onestà, credo che di tutto questo voglia parlarti Hana dopo che ti sarai riposato.>>.

<< Ma non ho sonno! Sono solo intorpidito dai medicinali! Puoi dirmi almeno dove mi trovo! Il resto me lo riferirà quella ragazza.>>.

A “ quella ragazza “ Shion scosse il capo, affranto.

<< il tenente Hana, ovvero.>> aggiunse Yu , speranzoso che chiamarla in questo modo avesse incentivato il dottore.

E infatti Shion avvicinò uno sgabello e si sedette comodamente, accavallando le gambe in un modo che a Yu ricordò un personaggio di un film degli anni cinquanta che aveva visto alcune settimane prima, quand’era ancora in Germania.

<< Siamo nella succursale dell’azienda Wings, un polo di ricerca scientifica e tecnlogica creato, come ti ho accennato prima, dal tenente Hana. Ufficialmente, la Wings si occupa di creare software per la Kadokawa tosh, l’azienda informatica del padre di Hana, l’ingegnere Shogo Kadokawa. Ma è una copertura bella e buona. Perché in realtà la Wings si occupa di creare macchine killer super sofisticate.>>

<< Macchine killer? >> esclamò Yu, accigliato e spaventato allo stesso tempo.

Shion annuì e si sistemò gli occhiali sul naso. << Esattamente. Li abbiamo chiamati Mecha. Sono computer moderni, in forma semi umanoide, che posseggono sensori speciali e un microchip che li rende umani.>>.

<< Ma… cosa volete farne?>> chiese Yu, sempre più interessato.

Shion sospirò. << Vogliamo creare un esercito di difesa imbattibile. Vogliamo fare la nostra parte.>>.

<< Ma la vostra parte… per cosa?>>.

Shion osservò attentamente Yu per una manciata di secondi, come se volesse assicurarsi che non avrebbe urlato con tutto se stesso.

<< Yu… Hai idea di quello che succederà a breve? >> chiese infine.

Yu rifletté. Sapeva bene che presto o tardi avrebbe dovuto affrontare il suo nemico… o forse i suoi nemici… Non aveva idea dell’entità del pericolo, questo era certo.

<< Io so solo che devo scovare la Stella Nera e eliminarla… o altrimenti accadrà qualcosa di terribile.>>.

Shion scoppiò a ridere e la cosa fece innervosire non poco Yu. Perché quell’individuo si prendeva gioco di lui?

<< Mio caro Yu… Non hai idea di quanto sarà difficile il tuo compito… Non immagini nemmeno quanto sarà cruenta la battaglia che dovrai affrontare… e sei un folle se credi di poter affrontarla da solo.>>.

Yu fece per alzarsi dal letto, ma le sue ferite glie lo impedirono. Avrebbe voluto sfogare tutta la sua rabbia su quel medico superbo e beffardo.

Shion parve carpire la rabbia dagli occhi di Yu. << Il tenente Hana ti racconterà il resto. Probabilmente non sono la persona adatta a parlarti del tuo futuro.>> aggiunse solo.

In quel momento, la porta principale si aprì con un sbuffo e qualcosa fece il suo ingresso nella stanza, accompagnato da suoni metallici.

Yu si ritrovò ad osservare quello che aveva tutta l’aria di essere un essere umano smisuratamente alto e vestito da Mandrake. Ci mise un pò a realizzare che era effettivamente un robot umanoide, completamente rivestito di acciaio brillante, e con gli occhi cerulei e vuoti.

Il robot aveva la testa lunga e sottile, collegata alla schiena da un cavo metallico che vibrava sensibilmente. Le giunture delle gambe e delle braccia erano collegate da fili elettrici e ingranaggi.

Era uno spettacolo persino per lui, un angelo… Per un attimo si sentì sul set di un film fantascientific di ultima generazione.

Poi il robot parlò, rivoltò a Shion. << Dottore, il tenete ha chiesto di lei.>>. Aveva una voce fredda, inumana, vuota.

Quando Shion annuì, il robot fece un inchino appena percettibile, facendo stridere le giunture del corpo metallico, e se ne andò, seguito dallo scalpiccio dei suoi piedi di acciaio.

Quando la porta si fu chiusa di nuova, Shion si rivolse a Yu con un sorriso a trentasei denti dipinto in viso.

<< Hai conosciuto un Mecha, Yu. Sei stupito?>>


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