ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 18 maggio 2008
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A man with beatifull eyes <<Capitolo Terzo>>

di Lineabianca. Letto 935 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ecco il terzo capitolo=) Scusate l'asssenza ma ho avuto molto da studiare. In questa terza parte, la verità comincerà a profilarsi lentamente all'orizzonte, ma ancora troppo vaga per essere compresa. Riuscirà Yu a trovare la Stella Nera e eliminarla?..

A man with beatifull eyes. Terzo Capitolo.



Illusione ottica?


<< Disturbo? >>

Mimi era seduta all'ombra di un enorme platano a studiare gli orari delle prossime lezioni, quando le si avvicinò una ragazza carina. Bassa, con i capelli lunghi fino alla vita e enormi occhi marroni .

Mimi la guardò a lungo, cercando di capire se stesse in classe sua, o No.

<< No, tranquilla, non siamo in classe insieme>> sorrise la ragazza, come se avesse capito al volo ciò che le stava passando per la testa. << Ma ti ho visto qui appollaiata, e ho capito che non sono l'unica ad amare questo posto. E' il secondo giorno che ti vedo seduta qui.>>

<< Si, è davvero un posto piacevole.... >> realizzò Mimi, guardandomi intorno. << Cercavo un posto un po' appartato, per poter fumare una sigaretta senza essere disturbata dai prof.>>.

La ragazza sorrise. Mimi si accese finalmente la sua sigaretta e spinse il pacchetto verso la ragazza.

<< Vuoi?>>

La ragazza scosse il capo, poi tese la mano lunga e affusolata, smaltata di rosa. Mimi pensò che somigliava ad una bambola di porcellana, talmente fragile che aveva paura a stringerle la mano troppo forte.

<> disse poi, con un sorriso stampato in viso. << Frequento il secondo anno.>>.

<< Io sono Mimi. E' davvero un bel nome il tuo.>>

<< Grazie, in molti me lo dicono. E' coreano. >> scoppiò in una risata infantile.<< Io sono coreana, anzi. Ma io e mia madre ci siamo trasferiti qui anni fa.. Ormai sono giapponese a tutti gli effetti.>>

Le ragazze parlarono a lungo, sulla città di Tomoeda, sugli ultimi film, sui libri e sulla scuola. L'ora di spacco passò talmente rapidamente che sembrava si fossero presentate solo cinque minuti prima.

<< Io vado, allora. >> disse Mun, alzandosi e sistemandosi la gonna della divisa che si era stropicciata. <>.

Sorrise e fece per allontanarsi, poi si voltò. << Ah... e se hai qualche dubbio sugli orari fammi sapere. Dato che sono la rappresentante del collegio studentesco, posso darti una mano.>>.

Mimi arrossì e spense la sigaretta che si era appena accesa. << Scusa, non sapevo che... Mi spiace, non lo farò più a scuola... >>.

Mun scoppiò in una risata argentina.<< Ma dai.. Non sono mica così schiavetta dei professori ?! E poi mi sei simpatica, quindi chiuderò un occhio>>. E chiuse davvero il suo, in un occhiolino molto femminile.

Mimi la vide allontanarsi. Quella ragazza era tutto ciò che a lei mancava.

Bella, intelligente e molto, molto femminile. E soprattutto, magra.

Si guardò i fianchi. Era decisamente ingrassata durante il corso delle vacanze. Era tempo di mettersi a dieta... Voleva davvero trovare un fidanzato, questa volta...

Le venne immediatamente in mente Yu. Cosa stava facendo in quel momento? Forse era già alla ricerca della Stella Nera..

Ma quante certezze aveva riposto in quella storia? Lei stessa non riusciva a crederci a fondo.... Insomma... Yu era un angelo, quindi la possibilità che ci fossero altre creature di quel genere o di altro, non doveva essere tanto un'assurdità... Ma tutto aveva un sapore così strano, così irreale.

Mimi convenne che non era fatta per l'irrazionalità. L'ultima volta che aveva avuto a che fare con qualcosa di inspiegabile, era prima ammutolita e poi era svenuta fra le braccia di un angelo.

E la seconda volta, mentre volava "in sella" a quello stesso angelo, aveva avuto un dolore allo stomaco durato tutto il volo.

Fece per alzarsi e allontanarsi, diretta a ( secondo il suo criptico orario scolastico) lezione di letteratura giapponese, quando sentì un forte battito d'ali alle sue spalle.

Si voltò, giusto il tempo di vedere Yu atterrare ai piedi del platano. Si scosse di dosso foglie e polvere varia, e poi alzò i suoi bellissimi occhi verso Mimi.

<< Ciao. Sei in pausa?>>disse il ragazzo, sorridendo cordialmente, e ritirando in fretta le ali nelle scapole.

Mimi aveva la bocca spalancata. Ruotò su se stessa, e guardò ovunque nel giardino, nella speranza che nessuno stesse gironzolando da quelle parti.

<< YU!>> sibilò Mimi, avvicinandosi. << Tu sei matto! Avrebbe potuto esserci qualcuno! Avrebbero potuto vederti ... !>>.

Ma Yu, invece di reagire, continuò a sorridere. Mimi era troppo vicina a lui, ora. Poteva vedergli persino dentro le narici, e in quegli occhi ipnotici. E in quelli non poté fare a meno di porre il suo sguardo sognante. E , come le era capitato già due volte, si sentì vuota e fragile, carpita prepotentemente da una sensazione inspiegabilmente forte e dominante. E improvvisamente volle baciarlo.

<< Non sei cambiata in tutti questi anni. Sei sempre la solita piccola , buffa Mimi. Bella, ma buffa.>> disse Yu , interrompendo quel momento. Mimi scosse la testa, e sentì di essere di nuovo tornata sulla terra.

<< Potrei vomitarti addosso una parolaccia, ma non so se Dio me lo perdonerebbe. >> disse allora Mimi, assumendo un'aria finta - sprezzante.<< Piuttosto, perché sei qui? Non hai lezioni?>>.

<< Ho chiesto al preside di poter prendere un'ora libera. E' amico di mio padre, e ha chiuso un occhio.>>.

Mimi scoppiò a ridere. << E bravo il nostro figlio della gallina bianca, già salti le lezioni?>>.

Yu scrollò le spalle. << Tanto non mi servono a nulla. Io non ho bisogno di studiare... Durante la prima ora, ho letto tutto il libro di geometria. E adesso so dimostrarsi qualsiasi teorema tu voglia sapere.>>

Mimi sbuffò, incrociando le braccia. << Non è affatto giusto che ci siano persone con simili poteri in giro. Non è moralmente coretto, soprattutto per chi si auto distrugge sui libri per capirci qualcosa.>>

<< Non posso farci niente. Sono così.>> fece Yu.

<< Cioè? Arrogante, presuntuoso e belloccio?>> lo apostrofò Mimi.

<< Ah-Ah-Ah-Ah-Ah. Potrei morire dalle risate , ora.>> scherzò Yu.

Stettero un paio di minuti in silenzio, Yu appoggiato contro il platano e Mimi in piedi, a pochi metri da lui.

<< Hai scoperto qualcosa? >> fu Mimi a rompere il silenzio.

Yu scosse la testa. << Nulla di preciso. Quel liceo è davvero una tana oscura. Appena entrato, sono stato sopraffatto da una sensazione sgradevole che non mi è ancora del tutto passata. Gli studenti sono tutti molto riservati. Nessuno è disposto a far amicizia, non che ci abbai provato per davvero, ma l'ho constatato leggendo le loro menti. Sono intellettuali presuntuosi e scostanti. A cominciare dal presidente degli studenti, Mimura Yogi. >> Yu si scostò, con un gesto principesco e femminile, i capelli neri dalla fronte. << L'erede della famosa famiglia di banchieri giapponesi Yogi. E' quello che mi crea più disagio di tutti. Credo che comincerò da lui.>>.

<< Cosa hai intenzione di fare? Come credi di indagare?>>.

<< Non lo so... dovrò scoprirlo. Nel frattempo, credo di dovermi fidare delle mie sensazioni.>>

<< .. ma a quanto pare non riesci a distinguere il male dalle semplici e comuni sensazioni umane.>>.

Yu annuì tristemente. << Esatto... >>.

Affondò le mani nelle tasche e trasse fuori da una di esse il libricino che tanti anni prima aveva recuperato sull'isola del lago di Tomoeda, e che aveva decretato il suo destino. Mimi aveva un ricordo confuso e sbiadito di quel 'oggetto. Non lo vedeva da cinque anni.

<< Non ho ancora capito molto di questo libro. Mio padre è riuscito a tradurre poche righe... Alcune sono scritte in una lingua sconosciuta, che somiglia molto al greco antico...>>.

Mimi sfogliò il libricino e osservò alcune pagine.

" Il paradiso ha aperto le sue porte, loro sono discesi." lesse ad alta voce un rigo tradotto, forse, dal padre di Yu.

Yu annuì. << Io credo che ce ne siano altri di angeli come me. Forse non sono l'unico, anche se una di quelle profezie che si trovano nel libro sembrerebbe suggerirmi il contrario...>>.

<< Il tempo della verità è giunto per tutti voi. Verrà il giorno in cui l'ultimo angelo del Signore morirà, e il cielo, e la terra, e tutto l'universo creato, sarà oscurato dalla Stella Nera. Non ci sarà più pace, ne speranza, ne vita, ma solo morte, violenza e oscurità dilagante.>> lesse Mimi. Rifletté un po'. << Forse... Il fatto che tu sia l'ultimo angelo del signore... non vuol dire che tu sia l'unico. Forse... Ce ne sono davvero altri come te, in giro.>>.

Yu annuì, serio. << Questa eventualità mi fa sentire meno solo.>>.

Mimi sentì il petto stringersi forte. Yu pensava davvero di essere solo? Forse quella missione doveva pesargli.

<< Yu...>> cominciò a dire Mimi, con gli occhi bassi, un po' per la vergogna, un po' per non incontrare quelli magici dell'angelo. << Tu non sei solo. So di non poter fare molto per te... Ma ti assicuro che cercherò di supportarti in qualsiasi impresa... Forse all'inizio potrò sembrarti un po' instabile, un po' incoerente... Ma è perché il mio carattere mi porta razionalizzare anche ciò che non lo è affatto... Ma ti giuro che non ti abbandonerò mai.>>

I suoi occhi fluttuarono dai fili di erba, alle scarpe di Yu, alla sua giacca con i bottoni che ostentavano il simbolo della Maho Daigaku, al libricino aperto sulle sue gambe...


Tu sarai la sua arma.


Mimi sbatté più volte le palpebre. Aveva letto per davvero questo , fra mille parole di una lingua che non rientrava nemmeno fra quelle morte? O forse aveva avuto un miraggio, un illusione ottica? Guardò più attentamente laddove le era parso di leggere " Tu sarai la sua arma", ma si ritrovò a fissare una sequenza di simboli sconosciuti.

<< Ehi! Che hai letto? >> chiese Yu, allarmato e speranzoso. Prese il libro dalle mani di Mimi e guardò le due pagine con gli occhi sbarrati.

<< Niente.. Mi era parso di leggere qualcosa, ma mi sono sbagliata. >> Mimi fu scossa da una campana lontana. << Oddio! E' tardissimo! Il professore sarà in classe da dieci minuti , ormai.>>.

Yu era ancora intento a leggere il libricino, con le ciglia aggrottate.

Mimi si sporse verso di lui e gli diede un bacio sulla guancia. Yu finalmente alzò gli occhi dalla lettura.

<< Ok. Ci vediamo più tardi. >> Mimi si alzò e fece per allontanarsi, quando Yu la chiamò.

<< Che c'è, ancora? Mi fai fare tardi! >> urlò Mimi, alzando gli occhi al cielo, e incrociando le braccia.

Yu si alzò con un salto atletico e la raggiunse.

Quando furono ad una spanna di distanza le fece una carezza delicata e le sorrise. << Apprezzo molto ciò che mi hai detto poco fa. E sono contento che sia al mio fianco. Sono certo che la tua presenza mi sarà di molto aiuto.>>.

Mimi sentì ancora una volta insinuarsi in lei quella sensazione indefinibile, ma prima che potesse perdere di vista la realtà, si allontanò con il sorriso sulle labbra e un rossore ingombrante sul viso.

Sentì un colpo di ali, e si voltò giusto in tempo per vedere un puntino fra le nuvole, che si allontanava gradatamente.


<< Finalmente l'abbiamo trovato.>>

Lo stesso cielo, lo stesso punto lontano. Da un'atra prospettiva. Due persone rivolsero lo sguardo in cielo dalla cima di una scuola superiore, con un sorriso nuovo, fiducioso e ottimista. Un ragazzo e una ragazza.

Quest 'ultima infilò la mano lunga e affusolata in una tasca, prese una sigaretta e l'accese, semplicemente generando un fuoco magico da un dito.

<< Avevi fatto bene i tuoi calcoli, Mun.>> disse il ragazzo rivolto alla compagna. << Sapevi che sarebbe tornato ieri dalla Germania. E inoltre sapevi che sarebbe venuto qui, oggi. Non ti sbagli mai, vero?>>.

Mun respirò pieni polmoni una boccata di fumo. << Sono una chiromante eccezionale, lo sai>>.

Il ragazzo sghignazzò. Mun abbassò lo sguardo oltre il parapetto della terrazza della scuola. Vide una ragazza salire frettolosamente le scale laterali dell'edificio. I suoi capelli neri , legati in una coda, si muovevano sbarazzini. Aveva un sorriso felice che le colorava il bel viso.

Mun socchiuse le palpebre. << E' lei.. che ruolo ha in tutta questa storia?>>.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: