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lavoro pubblicato domenica 18 maggio 2008
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A man with beautifull eyes <<Capitolo ottavo>>

di Lineabianca. Letto 1260 volte. Dallo scaffale Fantasia

Chi è il misterioso personaggio che sta avvicinandosi alla Wings? E' dei buoni o una nuova minaccia per i nostri? Chi è a manovrare i pipistrelli? ( Ho cambiato account perchè /murderer è inaccessibile per il momento. Grazie...


Il prete

Aoi avvolse Mimi in una sfera rosa grande quanto il suo corpo, all’interno della quale la ragazza fluttuava priva di sensi.
<< Devo sbrigarmi>> si disse Aoi. Con un potente battito di ali, spiccò il volo verso l’alto.La sfera contenente Mimi la seguì come una lucciola fedele.
Aoi sorvolò dall’alto il bosco fino al punto in cui sapeva ci fosse l’entrata della base della Wings. Quando fu sufficientemente in alto per perlustrare tutta la foresta, per poco non urlò dallo stupore alla vista di un’enorme cupola che spuntava dal terreno.
La base della Wings era visibile. Se fosse passato un aereo in quel momento, avrebbe senz’altro visto l’edificio che, normalmente, era nascosto da una rete elettrica che lo rendeva invisibile a tutti.
<< Cosa diavolo è successo? >> la ragazza planò verso la cupola. A mano a mano che si avvicinava, vedeva i pipistrelli tutti intorno all’edificio. Ne erano moltissimi.
Seguita dalla sfera di Mimi, Aoi atterrò sul terreno della base della Wings. Rimase per un attimo interdetta, non sapendo da dove cominciare.
I pipistrelli erano ovunque, i loro strepitii soffocavano l’aria.
<> Mimi si guardò intorno. Non c’era nessun’altro a parte lei e Mimi svenuta nella sfera.
Improvvisamente, due pipistrelli scesero in picchiata verso Aoi. La ragazza fu più veloce e spiccò il volo. Cominciò a fluttuare a mezz’aria, schivando le bestie con grande maestria. Altri pipistrelli stavano assaltando al sfera contentente Mimi, ma con scarsi risultati. Aveva una permeabilità eccezionale, limitata però a soli venti minuti. Dopodiché sarebbe diventata immensamente vunerabile.
Aoi scacciò con le mani i due pipistrelli e le incrociò rapidamente in petto.Chiuse gli occhi e pronunciò a bassa voce un incantesimo. Quando li riaprì, davanti a lei fluttuavano due spadini sottilissimi e appuntiti.
La ragazza li impugnò nelle mani e cominciò a fendere l’aria. Quando la punta degli spadini toccava i piastrelli, questi esplodevano. Nonostante ne avesse uccisi almeno un ventina, questi sembravano non diminuire.
<< E’ come se si riproducessero alla velocità della luce! >> urlò Aoi, quando ebbe ucciso con un solo colpo cinque pipistrelli.
Nel frattempo, la sfera che conteneva Mimi cominciava ad indebolirsi. Il colore rosa cominciava a diventare bianco pallido. A minuti sarebbe esplosa e i pipistrelli avrebbero attaccato l’indifesa ragazza.
Un pipistrello prese alla sprovvista Aoi, ferendole la guancia con un’ala. Aoi rovinò a terra, gli spadini volarono via come uccelli, dissolvendosi nell’aria.
I pipistrelli formarono un vortice e, strepitando, si lanciarono tutti verso Aoi, che, terrorizzata, si coprì il viso.
<< LUX DEI>>.
Un fascio di luce bianca illuminò la notte come un sole improvviso. I pipistrelli, disorientati, cominciarono a colpirsi a vicenda. Alcuni caddero a terra, morti. Altri esplosero in volo.
Aoi aveva ancora le braccia davanti agli occhi, quando il silenzio cadde tutti intorno. Si sentivano solo i fruscii degli alberi aldilà della rete elettrica, distrutta in malo modo.
<< Va tutto bene, signorina? >>.
Aoi allontanò le braccia dal viso per vedere chi fosse.
Si trovò ad osservare un affascinate uomo alto, con capelli biondo cenere legati in una coda di cavallo, Gli occhi azzurri come gli abissi marini erano imperscrutabili ma allo stesso tempo dolci. I tratti del viso erano occidentali, ma Aoi non seppe stabilire di quale nazionalità fosse. Il suo giapponese era perfetto, a dir poco.
Solo quando l’uomo le porse la mano, esponendosi allo specchio di luce lunare, Aoi notò che aveva un collarino bianco. Era un prete.
<< Va tutto bene ? >> chiese nuovamente l’uomo, mentre l’aiutava a mettersi in piedi.
<< Si… solo un po’ scossa. >> Aoi notò che l’uomo stava osservando la sfera contente Mimi. Ormai, la sfera stava per scomparire. Era già danneggiate in parecchi punti dai morsi e le unghiate dei pipistrelli.
<< Chi sei tu? >> chiese Aoi al giovane prete.
<< A dopo le presentazioni. Adesso prendi con te quella ragazza e portala al sicuro in quell’ edificio. Io devo allontanare l’ultima minaccia.>>.
<< L’ultima minaccia? >>.
Improvvisamente il prete volse lo sguardo al cielo e spalancò la bocca. Aoi si voltò e vide una enorme nuvola nera scendere su di loro. Quando acuì gli occhi, Aoi vide che erano tanti pipistrelli.
<< Presto,scappa!>> urlò il prete. Aoi fece scoppiare la sfera che conteneva Mimi, la prese in braccio e saltellò verso al cupola. Il prete la vide calarsi nell’edificio dall’enorme buco che i pipistrelli avevano formato.
Piombò un silenzio tombale, quasi rilassante,ma l’uomo sapeva che non sarebbe durato a lungo. Infatti, alcuni istanti dopo, la nube di pipistrelli planò a pochi metri da lui e dopo una baraonda di strepitii e urli, ecco che comparve al suo posto un essere umano. O meglio, apparentemente umano.
I capelli lunghi argentati dell’uomo caddero svolazzavano ribelli e i suoi occhi grigi erano quanto di più falso possa esistere. Sembrava sorridessero sempre, ma il prete sapeva che erano cattivi e ipocriti. Promettevano la pace eterna, in un bagno di sangue.
<< Charmann… >> cominciò il prete, ma fu interrotto da un rumore alle sue spalle. Si voltò e vide che qualcuno stava salendo dalla fessura della cupola rotta. Dapprima il prete vide le ali bianche, poi i capelli neri scompigliati, infine gli occhi verde giada di un ragazzo bellissimo. Erano fissi su di lui e sull’altro uomo.
<< Chi siete? >> urlò. Nessuno dei due si prese la briga di rispondere. Si limitarono ad osservarsi l’un l’altro. Gli occhi di Charmann erano famelici. Il prete immaginò che un angelo, per di più, uno con le ali più grandi e più bianche in circolazione, fosse un piatto prelibato per ogni vampiro.
<< Va via, ragazzo, va via. >> urlò il prete. Ma il ragazzo non si mosse. I suoi occhi innaturalmente vivi guizzavano dall’uno all’altro.
<< Un angelo… >> mormorò Charmann. Fece per muoversi, ma il prete fu più veloce. In un battito di ciglia fu alle sue spalle. Gli strinse un braccio intorno al collo e sentì l’odore acre dei suoi capelli fin dentro le narici.
L’angelo spalancò le ali e si diresse verso di loro.
<< VA VIA! >> urlò il prete con tutta la voce che aveva in gola. Sentiva la fame di Charmann farsi più acuta. Sentiva anche la sua forza aumentare. In poco tempo avrebbe oberato tutta la sua potenza bestiale.
Il ragazzo angelo lo ignorò ancora. In tutta risposta accorciò notevolmente le distanze fra lui e i due uomini.
Charmann si liberò dalla stretta del prete e corse verso il ragazzo angelo, che, spaventato sia dalla forza con cui Charmann si era liberato dalla presa, sia dai suoi occhi grigi poco umani, indietreggiò verso la cupola.
Il prete fu velocissimo. Scattò in avanti, slacciò la corda che legava il saio e la lanciò verso Charmann. La corda si avviluppò intorno al vampiro, che, come una belva in prigione, cominciò a strepitare. Il ragazzo angelo, adesso, si teneva a debita distanza.
<< Va dentro, ragazzo! >> urlò allora il prete. << Va dentro se non vuoi morire ora!>>.
Questa volta l’ordine del prete ebbe il suo effetto sul ragazzo angelo. Si voltò e scomparve dalla fessura nella cupola.
Charmann si liberò facilmente dalla corda. La sua fame era diminuita, ma nei suoi occhi guizzava ancora la rabbia e la frustrazione.
<< Judas. >> ridacchiò. << Fratello. Che sorpresa vederti qui. >>
Il prete si strinse la corda al saio. << Io invece immaginavo che prima o poi ti saresti fatto vivo… fratello.>>.
I due uomini stettero ad osservarsi per una manciata di secondi. Poi, in un nano secondo, come se entrambi l’avessero stabilito in precendeza, cominciò una lotta furibonda. Charmann lanciava verso Judas raggi rossi e neri. Judas li schivava e accecava il suo avversario con fasci di luce calda e bianca.
<< Quindi hai deciso di schierarti dalla parte dei buoni , caro fratello ? >>urlò Charmann, mentre rispondeva agli attacchi di Judas.
<< Io sono buono, fratello. Sei tu che hai sempre avuto il marcio dentro>>.
Per una manciata di minuti nessuno dei due parlò. Charmann si limitava a schivare i colpi di Judas e a ridacchiare.
<< … Nonostante la tua discendenza dannata, oh fratello, tu hai deciso di stare con questo branco di smidollati?>> aggiunse poi, quando entrambi furono troppo stanchi per combattere ancora.
<< Io sono un apostolo del Signore. Io non sono dannato. Quello che lo è sei tu.>>.
Charmann scoppiò a ridere sguaiatamente. I suoi capelli argentati si muovevano ad ogni suo movimento corporeo.
<< Io sono un vampiro, come anche tua madre lo era, Judas. Quindi anche tu hai del marcio dentro. Anzi, devo dire che tu sei più marcio di me… Non solo sei il discendente del più infimo dei traditori della storia, ma sei anche figlio di una sporca vampira.>>.
<< Non ti permetto di definire così mia madre. >> sibillò Judas, e immediatamente una luce bianca lo circondò. Succedeva sempre quando si arrabbiava. E succedeva raramente, a dire il vero. In un batter d’occhio, la battaglia era ricominciata. Con una spada di luce, Judas sferrava colpi a Charmann, il quale, con scatti felini, li evitava magistralmente. Charmann rideva come un pazzo ad ogni colpo non andato a segno e ciò procurava ulteriore rabbia e frustrazione a Judas.
Quando però la spada di luce di Judas trafisse il braccio destro di Charmann, il vampiro sgranò gli occhi e cadde all’indietro.
Urlava forte tutto il suo dolore. Judas torreggiava sopra di lui. La spada di luce produceva un suono simile allo sfrigolio del fuoco.
Charmann fissò gli occhi grigi e freddi in quelli di Judas. Erano occhi terrorizzati e deformati dal dolore.
Un ricordo prese forma, richiamato da quello sguardo reciproco.

… Judas era appiattito contro il muro, con gli occhi sgranati, paralizzato, spaventato. C’era un mostro nella sua stanza, un mostro terrificante.Judas non aveva mai visto nulla di simile nemmeno nelle illustrazione bibliche dell’inferno. Quel mostro era un essere umano prima. Era suo fratello. Un attimo prima era li, accovacciato a fare le sue preghiere e un attimo dopo si era trasformato in quella bestia.
Piangeva. E urlava,
“ Io non sono malvagio… Io non sono malvagio! Aiutami Judas, aiutami! Io non sono un demonio! “
Ma Judas non aveva il coraggio di avvicinarsi.
<< Fratello…. >> si limitò a sussurrare.
<< AIUTAMI! JUDAS, AIUTAMII… IO NON SONO MALVAGIO… IO NON SONO MALVAGIO… >>.

<<… Tu non sei malvagio.>>.
Judas vide gli l’espressione di Charmann passare attraverso diverse fasi. Dolore, follia, pietà, lucidità. In quest’ultima fase Judas lo riconobbe come quel ragazzino che sua madre portò a casa una notte. Quel ragazzino affabile e timoroso di Dio, ma tanto strano. Suo fratello.
Per una frazione di secondo Judas e Charmann stettero ad osservarsi senza dire una parola. Judas aveva puntato la spada alla gola di Charmann, che si stringeva il braccio sanguinante.
Non vide i pipistrelli.
Li sentì solo quando si abbatterono su di lui con violenza, strappandogli i capelli, tirandogli i vestiti e graffiandogli il viso. Quando riuscì a liberarsi di loro, Charmann era sospeso a mezz’aria, sostenuto da una nuvola di quelle bestie infernali e lo guardava severamente.
<< Non sei mai stato un grande guerriero, Judas. Hai sempre risparmiato i tuoi nemici. Sei uno smidollato, degno di questa accozzaglia di gente qui dentro. Per questo tu non vincerai mai. Morirai così come ti è stato predetto, così come il tuo avo. E ricorda che io… Io non sono malvagio… Io sono satanico.>>.
E, ridendo di gusto, scomparve trascinato dalla nuvola di pipistrelli neri.
Judas si inginocchiò, esausto.
Non si aspettava certo che avrebbe combattuto così strenuamente non appena avesse messo piede in Giappone. Non era ancora sufficientemente allenato.
Sentì che qualcuno si avvicinava. Alzò lo sguardo e si trovò ad osservare un gruppo di persone che lo osservavano un po’ sulla difensiva, un po’ incuriosite.
<< Chi sei? >> disse quella che era più vicina a lui degli altri. Era un ragazza dai lunghi capelli neri, sguardo enigmatico e una divisa scolastica che le dava l’aria di una liceale un po’ stagionata.
<< Lei è...il tenente Hana, dico bene? >> disse Judas , mettendosi in piedi a fatica. Il saio era quasi interamente distrutto, la corda che lo legava era ridotta a brandelli ormai.
La ragazza annuì impercettibilmente. << E tu chi sei? >>.
Judas aggiustò i capelli come meglio poteva e passò lo sguardo da Hana al ragazzo angelo, dal ragazzo angelo a quello che sembrava un dottore e da lui di nuovo ad Hana.
<< Scusate l’intrusione un po’ violenta. >> cominciò Judas. << Il mio nome è Judas Apostolis. Sono qui in veste di messaggero di Dio. Ho delle cose da darvi. >> Judas contrasse il viso, in preda a spasmi di dolore. << Ma prima necessito di una medicazione.>>.



Commenti

pubblicato il 28/06/2008 19.48.52
Reinerart, ha scritto: Mi hai chiesto di leggere qualcosa di tuo, cercherò di fare del mio meglio. Racconto di grande impatto visivo e di scorrevole trama narrativa...ben delineati i personaggi...delineati da te con grande intuito dando loro anima e sentimento.complimenti mi piace!Rein. Le mie poesie si trovano nella mia home spero solo che ti piacciano.

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