ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 24 aprile 2008
ultima lettura venerdì 27 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Eden

di vertigonoir. Letto 538 volte. Dallo scaffale Poesia

ubbidienza o individualismo, privazione o desiderio, sottomissione o libertà? consapevolezza e ribellione!

La valle si tingeva di bellezza
Lontano si scorgevano colline
E tutto intorno, il suo mistico paesaggio
Mascherava verità mai svelate

Camminavamo tra i cespugli in mezzo al verde
Inconsapevoli credevamo d'esser soli
Ma una presenza nel buio ci guardava
Ed aspettava attenta, nel silenzio

Un grande albero in cima alla collina
Aveva grandi ed invitanti frutti
Che sussurravano appesi a quei rami
"Venite a coglierci, figli della Terra"

Ci avvicinammo pieni di desiderio
A quella pianta caricata di magia
Che dal principio ci venne vietata
Che dal principio ci venne proibita

"Chissà perché", mi disse la mia sposa
"Negarci il nettare di questi frutti,
Perché tentare i nostri occhi e i desideri
E condannarci poi alla privazione?"

Una Serpe scivolò intorno al tronco
Al risuonare di queste parole
Strinse un frutto in mezzo alle spire
E ce lo mise soavemente fra le mani

Lievi parole ci incalzarono ad assaggiare
"Un morso e quello che non conoscete
Si manifesterà davanti ai vostri occhi
Tutte le cose avran per voi nuovi colori"

Io gli risposi che Dio misericordioso
Ci disse "Uomini, statene lontani
O tutto quello che vedete e siete oggi
Cambierà e niente dopo sarà più lo stesso!"

Ma il rettile rispose "fate presto,
Poveri Uomini a fidarvi di quel Dio
Che vi creò come sue marionette
Pronte a servirlo ed adorarlo ciecamente,

Voi siete il frutto della sua vanità,
Della sua assurda brama d'esservi padrone
Ed ora in questa bella valle pascolate
Come le bestie che non pongono domande"

A questo punto la mia sposa morse il frutto
Ed anche io in quel suo gesto la seguii,
Per provare sensazioni mai vissute
In questa vita inconsapevole e bugiarda.

Dio ci punì o credeva di punirci
Scacciandoci da questo paradiso,
Ma pure sulla nuda roccia ed il deserto
Siamo riusciti ad allevar la nostra speme

La conoscenza e la coscienza del sapere
Valgono più di mille paradisi
La privazione e la sottomissione
Non sono niente contro il Desiderio

E non è niente l'Immortalità
Se ad accompagnarla non c'è la ragione
È sempre meglio una brutta Libertà
Invece che una bellissima prigione.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: