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lavoro pubblicato giovedì 17 aprile 2008
ultima lettura martedì 15 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Mastro Titta

di redazione. Letto 2810 volte. Dallo scaffale Comunicazioni

Dedicato a chi e' prepotente, arrogante e maleducato. A chi non ha il rispetto per il lavoro altrui, ma neanche per cio' che potenzialmente e' di tutti e che per questo andrebbe doppiamento rispettato.

Da alcuni giorni, un utente di vecchia data, ha cominciato a scrivere alla redazione per essere cancellato. Come di prassi gli e' stata chiesta la password per verificare il suo account. Ma la password non se la ricordava. Abbiamo provato a fargli capire che cosi chiunque poteva spacciarsi per qualsiasi utente del sito e richiedere la cancellazione di un account a caso. La prepotenza di questo individuo lo ha portato a scrivere che se non si fosse provveduto alla cancellazione avrebbe consultato chi di dovere. Ecco, questo allora lo dedico a questa persona (da Wikipedia Italia).


La sua carriera di incaricato delle esecuzioni delle condanne a morte, iniziò il 22 marzo 1796 e fino al 1864 totalizzò ben 516 "servizi" tra suppliziati e giustiziati.

Le sue operazioni sono tutte diligentemente descritte nelle sue Memorie, fino al 17 agosto 1864, quando Papa Pio IX gli concesse la pensione con un vitalizio mensile di 30 scudi.

Mastro Titta si recava anche nei "mandamenti" pontifici e si trovano le memorie della sua triste opera. L'esordio «nella mia carriera di giustiziere di Sua Santità, impiccando e squartando a Foligno Nicola Gentilucci, un giovinotto che, tratto dalla gelosia, aveva ucciso prima un prete e il suo cocchiere, poi, costretto a buttarsi alla macchia, grassato[1] due frati».

A Valentano, presso l'archivio storico, è reperibile la testimonianza della sua prima esecuzione nella località di Poggio delle Forche. Mastro Titta stesso racconta la sua prima esecuzione valentanese: «Il 28 marzo 1797, mazzolai e squartai in Valentano Marco Rossi, che aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicarsi della non equa ripartizione fatta di una comune eredità».

Il nomignolo dato al Bugatti fu poi esteso anche ai suoi successori, ed in alcune terre che fecero parte dello Stato Pontificio - ma a Roma in particolar modo - il termine "mastro Titta" è direttamente sinonimo di boia.

Il boia viveva nella cinta vaticana sulla riva destra del Tevere, in Borgo, e nella città "civile" normalmente non doveva entrare (donde il proverbio "Boia nun passa Ponte", per dire - ognuno se ne stia nel suo pezzo di mondo). Ma siccome a Roma le esecuzioni capitali pubbliche decretate in nome del papa-re, soprattutto quelle che dovevano essere "esemplari" per il popolo, non avvenivano nel borgo papalino ma nella città dei romani - a Piazza del Popolo, o a Campo de' Fiori, o nella piazza del Velabro (dove Monicelli ha ambientato l'esecuzione del brigante Fra' Bastiano nel film Il marchese del Grillo) - e comunque sull'altra sponda del Tevere, in eccezione al divieto il Bugatti doveva attraversare Ponte Sant'Angelo per andare a compiere i suoi servigi. Questo fatto diede origine all'altro modo di dire romano "Mastro Titta passa ponte" per dire che era in programma per la giornata l'esecuzione di una sentenza di morte.

Lo scrittore inglese Charles Dickens durante il viaggio che compì in italia fra il luglio 1844 ed il giugno dell'anno successivo, mentre era di passaggio a Roma, nella giornata di Sabato 8 marzo 1845[2] assistette ad una esecuzione in via de' Cerchi effettuata da Bugatti[3] che commentò sul suo libro Lettere dall'Italia.



Commenti

pubblicato il 17/04/2008 8.22.08
kirikù, ha scritto: Brava redazione! Non so proprio chi potrebbe essere! Mah!...
pubblicato il 17/04/2008 12.12.19
Cecilia, ha scritto: Curiosa e disgustosa la biografia di questo individuo e questa è la prova che la redazione quando vuole sa farsi sentire decisamente bene ed in maniera molto efficace. Quanto a questo utente...chi sarà mai? Io un sospetto ce l'avrei ma meglio tenermelo per me!
pubblicato il 17/04/2008 15.07.59
kirikù, ha scritto: Scusa Michele, ma qual'è il problema? Secondo me hanno fatto bene! Se una persona non vuole più partecipare al sito non ci entra e va da un'altra parte, c'è così tanto spazio per tutti. E poi, secondo me, non si parla di Mario. Perché dovrebbe andarsene? Piuttosto credo che abbiamo capito tutti di chi si sta parlando, ma non ce ne deve fregare di meno, cerchiamo di non fare polemiche perlomeno su questo. Chi non vuole starci contatti la redazione e saranno loro poi a dire quello che deve fare. Tu per favore resta dove sei o vengo su da te a riprenderti!!!
pubblicato il 17/04/2008 20.42.43
Mario Vecchione , ha scritto: Infatti Mario non ha intenzione di andarsene, a meno che non lo decida la redazione, unica ed insindacabile...MichaelJ come mai hai pensato a me? Io ho sempre difeso la libertà di questo sito, l'ho criticato nel passato quando c'era la stupida classifica mensile dei lavoti più letti, ne conosco la genesi e la storia e ho avuto piacere dei cambiamenti e, in più, delle nuove persone che da un po' lo stanno rivitalizzando. Perché dovrei lasciare una squadra vincente a cui sono affezionato e dove ho conosciuto tanti validi autori?
pubblicato il 17/04/2008 22.22.19
redazione, ha scritto: E infatti Mario non è. Invece il perchè della biografia di mastro Titta la capirà l'utente incriminato e anche il senso lo comprenderà solo l'interessato. Per il resto non vi preoccupate, se volete andare basta ricordarsi la propria password e mandare una mail alla redazione, che celermente provvederà alla cancellazione di ogni vostra traccia su questo sito. Grazie a tutti coloro che passano qui per caso e per piacere, ma grazie soprattutto a coloro che rispettano gli altri, che fanno un uso di questo sito, consapevole e, diciamo così, ecologico, nel pieno rispetto di tutti.
pubblicato il 17/04/2008 22.41.38
Reinerart, ha scritto: Non voglio,entrare,nella questione, dell'autore,reo,di un comprtamento, riprovevelo verso gli amici del sito, perchè sono qui sul sito da appena 20 giorni.il vostro intervento, pone in risalto,la volontà di mantenere unito il sito,con tutto il bagaglio umano,cultrale.ormai, mi sento parte di questo mondo, conosco soltanto,nomi,non volti, ma dietro a quei nomi battoni i cuori di autori,veramente bravi. Leggendo le poesie,constato che ci sono dei componimenti stupendi, che io credo non riuscirei mai a scrivere.da parte mia tendo al commento,senza creare dispiaceri agli altri con garbo,con ironia, con tristezza.sappiamo tutti. Quanto la vita sia difficile per noi, questo sito e il momento di evasioe, si sentimenti,d'amore.
pubblicato il 29/05/2008 10.55.01
Liliana Paparini, ha scritto: Ai carissimi compagni di viaggio.... Riprendo a proposito il problema che aveva posto in evidenza la Redazione alcuni mesi riguardante certi comportamenti di alcuni, troppi, direi soci... nei confronti di quegli utenti ritenuti meno validi (secondo una bilancia tutta da verificare). Perchè mi risulta che chi sta stabilendo detta classifica farebbe meglio a rileggersi i propri di lavori...Non proprio EDIFICANTI, spesso e volentieri! Basati, per lo più, solo sull'attacco personale in risposta a questo o a quello, (anzichè scrivere di suo e avere il coraggio di confrontarsi) per sminuirne così la bontà del lavoro altrui. E silenziosamente, magari, farsi un bella autocritica...( visto che hanno pure la fortuna di non essere attaccati! ). Per questo anche la Redazione ogni tanto fa capolino ricordando a chi non si sente REALIZZATO O INADEGUATO su questo sito, di sciegliersene appunto un'altro, indicando anche il semplicissimo sistema con cui farlo....Lasciando così in pace chi ha come unico scopo lo scrivere poesie, e tutto ciò che sta nello scaffale....Senza SPORCARE tali scritti, con la maleducazione, col cattivo gusto, con un' astio e una cattiveria, voglio ribadire, del tutto gratuita... Infierendo contro chiunque non gli vada a genio... Perchè cari Signori e Signore, quì nessuno deve sentirsi RE, REGINE, o SUDDITI! (Onorificenze distribuite gratis da certa plebaglia) Casomai, più democraticamnete e umilmente, dire che siamo tutti qui per UN DARE E UN RICEVERE, per imparare a nostra volta qualcosa. Ecco cosa sarebbe meglio dire.... Liliana Paparini

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