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lavoro pubblicato venerdì 4 aprile 2008
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Grande Mamma Azzurra

di mostriciattolo. Letto 1042 volte. Dallo scaffale Sogni

Non accontentarti dell’orizzonte… cerca l’infinito (Jim Morrison)Un baluginare di sole tra sabbia e cielo annienta il mio sguardo, ...

Non accontentarti dell’orizzonte… cerca l’infinito
(Jim Morrison)


Un baluginare di sole tra sabbia e cielo annienta il mio sguardo, perso verso un punto imprecisato dell’orizzonte. Il brusio scomposto e vociante della spiaggia si stempera, man mano che l’acqua mi accoglie, sino a diventare indistinto, ininterpretabile, lontano. Ora avverto come... un vago brulicare alle mie spalle, qualche sciabordio sempre più distante, ma è già sensazione silenziosa.

M’immergo, avanzando senza fretta, dietro me la scia increspata s’attenua dolcemente… ora l’unico segnale percepibile è l’incedere faticoso e cadenzato dei miei passi, verso quel punto oltre cui non potrò proseguire. Istintivamente allargo le braccia, come a volerti stringere, amico mare, come a volermi perdere in te. Avvolgimi. Abbracciami.

Un tuffo nel blu, ed ogni brusio scompare, mentre il mio corpo scivola leggero tra sabbia e superficie, protetto ed isolato dal resto, dalla gente, dagli ombrelloni fuscelli balia del maestrale, dai castelli di sabbia e dagli asciugamani chiacchierosi di confidenze, dai trilli variopinti dei telefonini e dal girovagare imperterrito dei vucumprà. Dai pensieri cattivi, che si diradano e attendono momenti di miglior fortuna.

Soli, io e il mare. Riemergo in un vortice delicato di schiuma carezzevole, a rivedere il sole, alto sul profilo sellato alla mia destra, e lo sguardo si perde dove l’immensità cambia colore, là dove la distesa azzurra prende le sfumature decise del cobalto e del prussia. Una linea sottile e perfetta, interminabile sinché lo sguardo l’abbraccia, separa il cielo dal mare… l’orizzonte è un taglio deciso di lama affilata tra acqua ed aria, perfetto ed ininterrotto, screpolato solo qua e là da qualche frustata di schiuma ribollente.

Sono parte di questo cielo e di questo mare, asperso di sale bagnato, gli occhi stilettati dai riflessi scintillanti del sole sulle increspature turchine… ma non mi sento ferito da quei bagliori. Semmai, coccolato. E cullato amorevolmente dal moto dolce e riandante delle onde.

Un gabbiano in lontananza, satellite solitario dello scenario, ristà immobile, quasi ad esprimere la vastità del divenire blu che si spiega sotto i suoi insaziabili occhi gialli. Poi, in uno scarto repentino, spinto da una folata assassina, s’allontana pigramente.

Dilago nel mare, e il mare mi dilaga dentro. Mi sento tutto e niente, spaventato ma compreso.

Un piccolo uomo insignificante, perso tra le braccia di questa grande mamma azzurra.


Commenti

pubblicato il 04/04/2008 13.50.04
Forsythia, ha scritto: Che bello, leggendo mi sono ritrovata altrove per qualche momento, sono scivolata anch'io nel mare, lontano da qui...Grazie!
pubblicato il 05/04/2008 12.31.33
mostriciattolo, ha scritto: Grazie a te di avermi dedicato il tuo tempo e la tua attenzione

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