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lavoro pubblicato venerdì 4 aprile 2008
ultima lettura sabato 7 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Alla pioggia di primavera

di Cecilia. Letto 897 volte. Dallo scaffale Pensieri

La pioggia di primavera ha qualcosa di diverso. Viene giù leggera, sottile, quasi calda. Alle dieci di sera di questo giorno feriale, le strade...

La pioggia di primavera ha qualcosa di diverso. Viene giù leggera, sottile, quasi calda. Alle dieci di sera di questo giorno feriale, le strade deserte, lei è padrona della città ed io seduta sotto una pensilina dell'autobus a scrivere nel cono di luce di un lampione solitario, mentre lei lava via le brutture della giornata, le cattiverie di oggi, i sorpassi azzardati, gli isterismi degli automobilisti, le morti improvvise, gli insulti gratuiti che gli abitanti di questo paesone hanno depositato sulla strada, sugli alberi, sui marciapiedi. Ho passeggiato a lungo mentre lei mi sfiorava i capelli, le labbra, le mani , con la tenerezza dell'uomo che non ho. Ho passeggiato in silenzio e all'improvviso ho sentito dei sussurri, mi sono girata, non c'era nessuno, i sussurri venivano dall'alto...Era lei, ogni goccia mi raccontava la sua storia: i posti che aveva visitato, le persone che aveva conosciuto, la vastità del cielo, l'immensità del mare, le foglie che aveva accarezzato, i danni che aveva provocato quando faceva parte di un forte temporale o quella volta in cui, chissà per quale magia, era stata un fiocco di neve...Ho ascoltato la storia di ogni goccia che ha voluto raccontarmela, avrei voluto essere una di loro. Poi ho steso la mano ed una è venuta a posarsi sul mio palmo. Le ho sussurrato una richiesta: la prossima volta che trovi qualcuno disposto ad ascoltarti, per favore, parlagli di me, di questa ragazza strana che in una sera d'aprile è stata immobile in mezzo alla strada a chiederti di portare via con te un pezzetto di lei.



Commenti

pubblicato il 04/04/2008 16.12.56
Reinerart, ha scritto: C ara Cecilia,non ti nascondo di provare un certo timore riverenziale nel commentare un componiento di un'artista che ha all'attivo su questo sito 160 opere.il tuo componimento,tratteggiato con sfumature ibride di sensazioni e stati d'animo colpisce e coinvolge per la tenerezza profusa. Pone in risalto la solitudine del corpo e dell'anima che ci distrugge e solo una goccia di cristalli venuta dal cielo ci introduce verso la rincorsa verso cose semplici per noi tutti che abbiamo male dentro.un abbraccio ignazio Dimenticavo, ti sei ripresa dalla palata sui denti infertati da cento anni di solitudine? Ciao
pubblicato il 04/04/2008 20.03.09
Mario Vecchione , ha scritto: brano molto poetico, di una tenerezza struggente, risvolto di una Cecilia che non sempre è così intimista...l'incipit mi ha ricordato un verso di Alice di De Gregori dove si parla di un Cesare (Pavese) in attesa sotto la pioggia, una pioggia che nei tuoi desideri vorrebbe essere un ambulacro delle brutture della vita, ma è un modo di vedere molto suggestivo, quella gocciolina è l'acido del mondo che cmq, è venuta a raccogliere un po' di te, del tuo calore umano per non scomparire, fredda, nella fogna di città....
pubblicato il 04/04/2008 21.35.13
redheadlove, ha scritto: Uhuuuuuu! e ci siamo già capiti....
pubblicato il 08/04/2008 21.42.29
MichaelJ, ha scritto: sai rendere la poesia come nessuno. Ma nonostance ciò, la tua tristezza mi addolora, sento che tutto attorno a te sta morendo... morendo di valore, e ritorna la Cecilia che conosco... passa la goccia, ma chi l'ha riversata...il cielo? Cosa ha da raccontarci questo distaccato sferico globulo di luce e ombra, di positvo e negativo?
pubblicato il 08/04/2008 22.06.05
MichaelJ, ha scritto: It is thanks to the incomparable targeted peregrin stars, blazing in the anatomic depths of sky, that mine ginning devoured eyes see one only the permeant Mnemosyne of suns - da C. Baudelaire, una innocente parodia.

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