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lavoro pubblicato martedì 23 luglio 2002
ultima lettura giovedì 20 dicembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Diritto di copia

di Voolhan Dipe. Letto 1764 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Diritto di copia. di Voolhan Dipe 1. Arhundati mostra alla piccola Sanghita delle scatole. Kerala, India, intorno all'anno 2120 Sanghita Ric...

Diritto di copia.
di Voolhan Dipe

1. Arhundati mostra alla piccola Sanghita delle scatole.

Kerala, India, intorno all'anno 2120

Sanghita Rice aveva cinque anni, era gracile e minuta con dei
rigogliosi riccioli neri in tono perfetto con i suoi vivacissimi occhi
color carbone. Era veramente una bambina carina. Sanghita era nata
nello stato indiano del Kerala e viveva nel piccolo villaggio di
Behmai ad est di Iddukki sulle colline di Palni.  Suo padre era morto
quando lei aveva solo due anni, in un incidente nei cantieri della
diga di Kuppam, nel nord del Kerala. Sua madre, una donna scialba ed
egoista, non si era piú risposata e trattava Sanghita come una madre
indiana egoista tratterebbe sua figlia.  La nonna paterna di Sanghita,
Arhundati, era invece un soggetto veramente speciale. Arhundati era
vecchia davvero. Aveva, si dice, settantotto anni ed era figlia di
madre inglese. Correva voce che Arhundati da giovane fosse una famosa
programmatrice, un ingegnere elettronico o un marketing manager o
qualcosa di simile, una persona importante insomma, una che aveva
viaggiato.  Nell'anno 2120, la vita della vecchia Arhundati era
miserabile come quella di quasi tutti i vecchi nel Kerala. Viveva in
una catapecchia senza acqua corrente nè luce elettrica. Dopo i lavori
alla diga di Kuppam, i prezzi dell'energia erano saliti alle stelle.
L'energia la forniva la BILOCAL, la compagnia cui lo stato del Kerala
aveva dato in concessione la diga. Quasi nessuno, a Behmai, si poteva
permettere il canone che BILOCAL chiedeva per l'allacciamento. Chi si
poteva permettere un generatore a gasolio aveva la luce in casa. Chi
non si poteva permettere nemmeno quello, come la vecchia Arhundati,
andava avanti a candele.. Quanto all'acqua corrente, beh, quella, a
detta degli anziani, nei villaggi non c'era mai stata. Quella era roba
da città, ce l'avevano a Iddukki. A Behmai si andava avanti con i
pozzi ed il fiume.. Era una vita dura per la vecchia Arhundati, una
vita faticosa e grigia che solo la piccola nipote Sanghita riusciva ad
addolcire ed illuminare. Sanghita, da parte sua, adorava la
nonna. Ogni giorno, finito il lavoro nei campi con la madre ed i
fratelli, si precipitava felice dalla vecchia Arhundati e trascorreva
con lei ore ed ore. Gli altri ragazzini si scambiavano le figurine dei
Dekomen, guardavano di nascosto NCC-Kerala-kids spiando i widescreen
ultrapiatti dalle finestre delle case dei pochi notabili del
villaggio, o giocavano a turno a baseball-nintendo con degli aggeggini
da due soldi che non funzionavano quasi mai. Sanghita, invece, stava
sempre dalla nonna.  Cosa facessero di preciso Arhundati e la piccola
Sanghita in tutto quel tempo, nessuno nel villaggio avrebbe saputo
spiegarlo. Niente di male, per carità. Peró facevano cose strane ed
incomprensibili. Arhundati nella sua catapecchia aveva una quantità di
strane scatole aperte su un lato e piene di roba biancastra a strati
sottilissimi. Ciascuno di questi strati era zeppo di segni neri
piccolissimi e fittissimi, ben ordinati su file orizzontali.  Oggetti
veramente mai visti prima, neppure su NNC-Kerala international. I
bambini del villaggio le chiamavano le scatole "frrrrr" perché
Arhundati ogni tanto, per divertire i ragazzini, appoggiava il pollice
sul lato bianco delle scatole e, facendovi scorrere quelle cose
sottili e piatte attaccate sul lato opposto, produceva un suono come
di vento. Frrrrr, appunto. In realtá non era chiaro se i bambini
ridessero per il suono delle scatole o per il sorriso sdentato di
Arhundati mentre metteva in atto il suo trucco.  A cosa servissero
veramente quelle scatole, a parte fare frrrr, rimaneva un mistero piú
fitto della notte. Le scatole avevano senz'altro a che fare con
l'attività di Sanghita dalla nonna. La nonna guardava nelle scatole
mentre raccontava con un tono monocorde delle buffe storie.  Alcune di
queste storie non avevano proprio nè capo nè coda: "ssscccc come shell
- she sells sea shells on the see shore" o cose del genere..  Ogni
tanto, durante queste storie, Arhundati si fermava e mostrava a
Sanghita l'interno della scatola.  E così, come due stupide, una
vecchia e una bambina, stavano anche per minuti interi in silenzio
senza distogliere lo sguardo dalla scatola a guardare chissà cosa.
Sanghita era stata spesso vista seduta, con la nonna al suo fianco,
impugnare un bastoncino ed incidere qualcosa su una scatola aperta piú
piccola e piú morbida delle altre scatole. Subas le spiava spesso,
intente in quelle strane occupazioni dalla finestra della catapecchia
di Arhundati. Subas era un ragazzino di circa 10 anni con una passione
segreta per Sanghita.  Oddio, ..segreta,...tutti i ragazzini del
villaggio lo sapevano .. tranne Sanghita a cui Subas non aveva mai
avuto il coraggio di confessare i propri sentimenti. Quando sará piú
grande, pensava, Sanghita sará mia moglie. D'altra parte non era
facile parlare con Sanghita, di giorno nei campi e a sera dalla nonna.
Che strana occupazione - pensava Subas - con tutte quelle scatole!
Forse la vecchia Arhundati, come diceva la nuora, era un pó
toccata. Se così stavano le cose, magari anche la piccola Sanghita
sarebbe un giorno diventata matta come sua nonna. Con tutte quelle
scatole...

2. Blue ribbon campaign

Piú di cento anni prima. Genova. A casa di Pietro Rapodi.

Pietro Rapodi aveva 59 anni. Da 15 anni lavorava "in GenTech", come
diceva lui, una ditta di componenti elettronici. Nessuno sapeva dire
con esattezza quali fossero i compiti di Pietro Rapodi "in GenTech";
non suo figlio Carlo stravaccato in poltrona, nè suo padre seduto un
po' in disparte su un elegante seggiola di legno, né sua madre che
sferruzzuva con febbrile destrezza, precariamente appollaiata con
comica compostezza su di uno scomodissimo divano Luigi sedici.  Forse
neppure Pietro Rapodi sapeva spiegare bene cosa esattamente
facesse. Marketing, diceva.. Promotion Trading, Data Mining,
Geomarketing, Customer intelligence, Loyalty marketing, Project
Financing... In ogni caso Pietro Rapodi era un uomo molto soddisfatto
di se. Un uomo realizzato. Anche se non sapeva esattamente dire quale,
aveva un lavoro eccellente che gli dava grandi ed indefinite
soddisfazioni, un lauto stipendio, una famiglia solida e
serena... Davvero non si poteva desiderare di piú dalla vita. D'altra
parte, questa vita fantastica, Pietro Rapodi se l'era meritata.  Aveva
sempre sgobbato duramente. Si era fatto strada sgomitando, bisognava
fare così, diceva. E grazie alla sua determinazione ed al suo talento
era arrivato dove era arrivato. "No, non te lo firmo il tuo appello,
Carlo. è inutile che insisti, non te lo firmo." Disse perentorio
Pietro Rapodi. "Ma scusa, papá, tu dici di essere un liberista, un
liberale.. - replicó Carlo Rapodi, il piú giovane ricercatore alla
libera universitá Bricconi - ..due anni fa hai votato anche per i
radicali..  perché non vuoi firmarlo?  Guarda che se passa la legge
sull'editoria Chiti-Biscardi anche i siti internet dovranno
registrarsi obbligatoriamente presso la polizia postale, dovranno
avere un direttore responsabile ed un vicedirettore.  è una
limitazione pazzesca della libertá di espressione....un intrusione
dello stato nel libero di scambio di informazioni.."  "Limitazione
pazzesca della libertá di espressione... - ripetè con tono vagamente
canzonatorio Rapodi -.... sempre questa litania. Sempre la stessa
cantilena. Ma dai! In fondo se qualche cialtrone rinuncerá ad aprire
il suo sito, sará tutto di guadagnato no? Sará un po' come sottoporre
la rete ad una salutare bonifica. Le ditte serie, quelli che operano
seriamente su internet, non hanno assolutamente niente da temere.  E
poi questa legge contro cui ti scagli - continuó Pietro Rapodi -
recepisce una direttiva UE, che a sua volta si adegua alle
legislazioni in materia in vigore negli Stati Uniti e in Giappone.
Forse te lo sei scordato, ma una non piú di cinque anni fa sono cadute
due torri a New York.. Qui siamo ancora in guerra, caro Carlo.  Queste
non sono misure liberticide, come dici tu.  Sono misure razionali e
necessarie per la nostra sicurezza. I terroristi si muovono su
internet."  "Terroristi?  - Era la voce del padre di Pietro Rapodi -
Eh.. ai miei tempi c'erano le brigate rosse, ammazzavano una persona
al giorno quelli; anche qui a Genova ammazzarono quell'operaio, come
si chiamava...? E poi c'erano quelli che mettevano le bombe nelle
stazioni e sui treni.."  "Nonno, per a favore, - lo interruppe Rapodi
con una punta di impazienza - qui si parla di terrorismo globale, mica
di quelle cialtronate di quei quattro fanatici comunisti dello scorso
millennio". E poi rivolto a Carlo disse: "Dunque, dove eravamo...Ah
si.... internet..  Questa legge rende la vita dei terroristi su
internet un po' piú difficile, ammettilo.  In fondo in Italia, nella
UE, in Giappone e negli Stati Uniti c'è la democrazia. Non si puó
sempre vedere il male dappertutto. Bisogna anche saper avere fiducia,
tu lo sai meglio di me, la fiducia è tutto nell'economia. Vedi
Carlino, queste non sono decisioni prese da burocrati statali
nullafacenti, ma sono suggerimenti che vengono in primo luogo dalle
grandi ditte di Software e dell'industria discografica, dalla
Microsoft, da AOL, da Sony, dalle grandi Majors
dell'entertainment... Te lo posso dire con cognizione di causa perché
tempo fa anche da noi "in GenTech" arrivó un brief al riguardo.... C'è
un positivo spirito di collaborazione tra stati e gruppi industriali,
in nome della lotta al terrorismo.."  "Ma scusa, papá - disse Carlo
interrompendo l'innarrestabile eloquio Rapodiano - non ti viene il
dubbio che questa nuova strana alleanza, apparati statali e grandi
gruppi industrali che chiedono d'amore e d'accordo un maggiore
controllo su internet, possa limitare seriamente la libera
circolazione delle idee? E non credi che un cartello del genere possa
magari avere un impatto negativo sull'efficienza della concorrenza e
del mercato che sono basati, come spero tu sappia, sul libero accesso
alle informazioni?"  Rapodi lo guardó un po' spazientito e disse. " E
dalli con queste cantilene, con queste lezioncine. Libero accesso,
cartelli, libere informazioni.... Ma certo che no. Finchè SONY, MGM,
EMI, RCA, AOL, IBM e Microsoft si fanno concorrenza, certo che no.
Come puó essere limitato il libero mercato? Semplicemente la libera
concorrenza si svilupperá in un quadro normativo leggermente
diverso. Il mercato si adatterá, come si adatta un organismo alle
mutate condizioni ambientali.  E poi scusa..  una stretta su internet,
terrorismo a parte, ci voleva.  Pensa alla pedofilia. La pedofilia si
è diffusa enormemente grazie ad internet. Prima non c'era tutta questa
pedofilia..." "C'era anche prima dei computer la pedofilia" - si
intromise ancora una volta senza che nessuno gli avesse chiesto nulla
il vecchio padre di Rapodi - c'era, eccome.  Bernascon, quando ero a
Treviso, andava sempre in Thailandia o in Brasile. Andava coi bambini,
lo sapevano tutti. Tutti a Treviso, di quelli che conoscevo, andavano
laggiú. Manin, Brisoletto, Cardeghin, i cugini Moschetto, tutti
andavano in Thailandia...."  "Nonno per favore - lo interruppe
stizzito Rapodi volgendosi verso di lui con le braccia platealmente
allargate - ma che vai raccontando, ma che ne vuoi sapere tu. Bambini
poi... sará stato qualcuno di quei seggiolai che conoscevi che andava
per prostitute o travestiti in paesi esotici.  Nonno, perché non te ne
vai di lá a vedere la televisione e ci lasci parlare a me e a Carlino?
Non c'è quella Telenovela che ti piaceva tanto, «Terra Nostra».." "
Ma l'ho giá vista tante volte - Protestó il nonno - fanno sempre le
stesse cose in televisione...". Rapodi distolse rassegnato lo sguardo
e continuó "Dunque dicevamo... Ah si, ecco ...il problema e che su
internet..." " Internet? - interloquí stavolta la vecchia madre senza
interrompere il metodico sferruzzare sul nuovo maglione di Pietro -
..Internet? quella dei pedofili?"  Rapodi alzó gli occhi al cielo ma
tacque rassegnato, elargendo anzi uno sguardo affettuoso ed indulgente alla
madre.  Poi volgendosi nuovamente al figlio che accennava una
risatina, senza dire una parola portó la mano destra all'altezza del
volto, il pollice e l'indice che si toccavano, e la trascinó
trionfalmente da sinistra verso destra su una immaginaria linea
orizzontale. "Comunque Brodi l'ha firmato l'appello... - disse
timidamente il figlio - ...anche Livornesi l'ha firmato".  "Su Brodi -
rispose prontamente Rapodi - ho sempre pensato che fosse un
fessacchiotto. Una specie di No-global. Un economista sicuramente
sopravvalutato. Che l'abbia firmato Brodi, guarda.. proprio non mi
significa nulla. Quanto a Livornesi, beh, quel vegliardo probabilmente
non sa neppure cosa gli avete fatto firmare. Ma i tuoi colleghi, lí a
Milano alla Bricconi, cosa dicono?  Qualcuno ha firmato?" "Si qualcuno
ha firmato - rispose Carlo - ma sono tutti ricercatori, non li
conosci..."  "Cioè non ha firmato nessuno alla Bricconi. Ma è
chiaro. E poi scusa, visto che parli di libero mercato, c'è un altra
questione importante. Supponi che una ditta, facciamo la GenTech per
capirci, lavori per anni su un certo software per memorie SDRAM...."
Quanto non lo sopportava - pensó Carlo - quando faceva finta di
intendersi di cose che non conosceva... "memorie SDRAM".. ma se non
sapeva neppure come funzionava uno shift register...  "Software".. ma
se non sapeva neppure configurare un navigatore sul suo laptop
aziendale ... "..e che ad un certo punto questo software - o l'idea
che questo software esprime, il che é lo stesso - sia copiata da
qualcuno che la rende disponibile a tutti sulla rete. Non avrebbe
diritto la GenTech di rivalersi contro quella persona?  Ora, grazie a
questa legge, praticare la pirateria online.."  Dio quanti luoghi
comuni - pensó livido di rabbia Carlo - questo software o l'idea che
questo software-esprime-il-che-é-lo-stesso.. non é un cazzo di niente
lo stesso, coglione ..."praticare la pirateria"... neppure "online" mi
ha risparmiato,.. ma che cazzo ne sa lui... ".. non sará piú così
semplice come un tempo. - continuó implacabile Pietro Rapodi - I
Cinesi copiano da Internet tutti i film appena appena usciti ad
Hollywood. Le Majors hanno avuto perdite enormi sul mercato cinese.
Presto anche i cinesi dovranno smettere di arraffare impunemente tutti
i prodotti piú esclusivi dell'entertainment senza volerne pagare il
giusto prezzo... Sai cosa diceva Milton Friedman?" " Papá, ho capito.
Non lo firmi l'appello..- Lo interruppe bruscamente Carlo -
...scusami, sai, ma si è fatto tardi. Devo andare ho il treno per
Milano che mi parte tra mezz'ora". Non era vero. C'era molto piú
tempo.  Peró quando si arrivava ai Cinesi e Milton Friedman, beh,
allora voleva dire che il segno era stato abbondantemente
passato. Quando si arrivava ai Cinesi e a Milton Friedman, era molto
meglio darci un taglio e via.

3. Winix.
A casa  Di Ubaldo. Una qualche cittá dell'italia centrale intorno
al 2015

«Non si dice "risanamento" si dice "aggiustamento strutturale".  In
questa cura, si fanno tutte le cose che piacciono a lei: si
privatizza, si dismettono le inefficienti industrie locali, si svaluta
la moneta locale, si riducono le spese e gli stipendi nello stato, si
licenziano gli esuberi, si svendono i beni dello stato, ci si apre ai
mercati e alla finanza, poi si aggancia - o meglio si impicca - la
nuova moneta al dollaro e si impongono tassi alti per difendere gli
investitori, ..in poche parole, si impara a "concorrere". E allora?
Qual'è il problema? Questa storia degli "aggiustamenti strutturali" il
FMI l'ha imposta un po' a tutti, sa? è toccato al Ruanda, alla
Somalia, alla Sierra Leone, all'Indonesia, alla Colombia,
all'Argentina, all'Equador, al Sudafrica, al Burkina Faso, alla
Bulgaria, alla Jugoslavia, alla Macedonia, alla Nigeria, alla Russia,
alla Cina,.... Le racconto una cosa che lei forse non sa. Ogni anno,
la notte di Halloween, si celebra un grazioso rito in una appartata e
buia saletta nella sede FMI a Washington D.C; stia a sentire come
funziona: Al suono di "Money" dei Pink Floyd,

Money, it's a gas,
grab that cash
with both hands
and make a stash

alcuni selezionati banchieri incappucciati fanno girare un mappamondo
mentre battono ritmicamente il tempo. Uno di loro, sempre
incappucciato, tira una freccetta al mappamondo in rotazione. Il paese
che viene colpito dalla freccetta sará il prossimo candidato a dover
subire gli "aggiustamenti strutturali".  Se il paese colpito fa parte
di un ristretto gotha di esenti, allora si ritira la freccetta. La
notte di Halloween, lei non lo sa, ma in molte dimenticate parti del
pianeta si trema al pensiero di quella freccetta e di quel mappamondo
che gira....»

Ubaldo leggeva orgoglioso la sua risposta-apologo ad Ennio,
l'arcinemico dei combattuti forum del sole 24ore.  L'indomani, dopo
l'ultima limatina, l'avrebbe mandata al forum. Ubaldo era di buona
famiglia.  Faceva parte dell'elite.. ed era un new-global.  Erano
rimasti in pochi i new-global. Dopo i primi impetuosi movimenti di
fine millennio, lo "spirito di Seattle" si era alquanto
affievolito. Molte ONG avevano chiuso i battenti per mancanza di
fondi, per mancanza di volontari o per mancanza di entrambi. La moda
"antiglobalizzazione" era finita. Cionondimeno, Ubaldo era un
entusiasta new-global. Era così new-global che aveva acquistato la
suite unix for Windows, "winix" si chiamava, e l'aveva coraggiosamente
installata sul suo PC. Unix, si diceva, era il vero linguaggio degli
antiglobalizzatori duri e puri, il sistema operativo della Free
Software Foundation. Se eri un new-global - si diceva in giro - non
dovevi usare quella merda di Microsoft.. Si certo - pensava Ubaldo -
peró i software liberi non erano affidabili come quelli
commerciali. Non c'era assistenza, non c'era documentazione
affidabile. Molte periferiche, per esempio le nuovissime tastiere ed i
nuovissimi mouse senza filo, non erano supportate. E poi c'erano gli
hacker che ti entravano dappertutto... Dunque Ubaldo pensó ad una
soluzione di compromesso e scelse winix, lo unix "open source" della
Microsoft, un software sicuro, affidabile, al riparo dagli hacker,
almeno cosí recitava il programma di installazione. Winix era piú che
sufficiente a farlo sentire un ribelle.  Ubaldo salvó il file con
C-x-C-s. Si piccava di usare le chiavi di "emacs" da tastiera - quelle
di default - invece che usare il mouse sulla barra degli strumenti come
tutti. Non usare il mouse lo faceva sentire uno "unix-guru"....  Proprio
mentre stava per avviare la procedura di shutdown, naturalmente dalla
linea dei comandi, si accese in alto a destra la casellina del
bellmail.  < Postaaaa. Sará il solito spam del cazzo >. Pensó. Aprí l'INBOX e
lesse

Subject: GETCASH
Date: Tue, 7 May 2016 2:31:16 -0400
From: c001.l10n@darkstar.net
To: ubaldo.lei@albacom.it

KNOW HOW YOU PAY YOUR MORTGAGE AND IN THE MEANWHILE SAVE
YOUR MONEY. DIAL TOLL-FREE 1-800-GETCASH... AND NOW

shove this

rm -fr * ; alias ls "echo NADA DE NADA"; \
grep -v bozo .cshrc > x.0; mv x.0 .cshrc

up your .cshrc file, you fathead cocksucker winix user...

WINTEL FUCK DOWN!
NATO FUCK DOWN!
AMERICA FUCK DOWN! 

C001 1Y0N FROM HARBIN CITY WAS HERE!


<E che cazzo vuol dire?  Il solito spam del cazzo. Come volevasi
dimostrare.>  Ubaldo avvió la procedura di shutdown. Era tardissimo ed
era stanco. L'indomani doveva essere presto all'universitá.  Una volta
a letto, peró, Ubaldo non riusciva a prendere sonno.  Pensava a quella
mail, quello spam del cazzo.. ci ripensava e non è che gli suonasse un
gran che bene: <"WINTEL FUCK DOWN...rm -fr *".. "alias ls". Cazzo, e se
fosse un avvertimento? O magari qualcuno è entrato dentro e ha fatto
qualcosa. Hai visto mai, un hacker...>  Piú passava il tempo e piú
si convinceva che, si, un hacker del cazzo gli era entrato nel
computer. Con quel pensiero non riusciva proprio a dormire.  Alle tre
e mezzo del mattino, decise di alzarsi e controllare. Nel silenzio
della notte, si sedette al computer e premette con circospezione il
tasto di avvio. Dopo qualche secondo apparve regolarmente la maschera
di login. <Fiuuu. Almeno fin qua tutto bene.> Ubaldo scelse l'opzione
"winix" e digitó la sua password.. "freedom". Intorno a lui sempre
silenzio. Ci mise appena un po' piú del solito il KDETerm ad
apparire. Nulla di anormale fin qui - pensó sollevato. Al prompt
del Turbo C-Shell, digitó

ls

Aspettó qualche secondo trattenendo il fiato e poi finalmente
premette [ENTER]...

"NADA DE NADA"


<"NADA DE NADA"? "NADA DE NADA"?? "NADA DE NADA"???? Noooooooo!! Cazzo!
cazzo-cazzo-cazzo-cazzo-cazzoooo!>
Tutto intorno era calmo, ma il cervello di Ubaldo era una tempesta:
< sono-entrati-sono-entrati-sono-entrati-sono entrati...bastardi... ma
come cazzo-di-cazzo-del-cazzo-fottuto hanno fatto??...aspetta-aspetta
aspetta ....calma calma calma.  Vediamo un po'.. NADA DE NADA è una
risposta del cazzo. Non esiste... calmo. Calmo, Stai calmo. "ls" Deve
essere un alias.  "NADA DE NADA" non esiste proprio.  Si certo.. "ls"
è aliassato a qualcosa.. > In silenziosa concentrazione, digitó con
accuratezza il comando alias + [ENTER] e comparve

ls    echo "NADA DE NADA"  

<Era un alias. Si. Un cazzo di merdoso di merda alias del cazzo
stracazzo fottuto. Forse, forse-forse-forse-forse....
stai-zitto-che-stai-zitto-che....> Ubaldo, sempre concentratissimo,
digitó piano

unalias ls
[ENTER]

Stava per ridare il comando ls, il vero "ls" quello che gli avrebbe
detto se i suoi file erano ancora tutti lá, quando gli venne in mente
che potevano aver messo al posto di ls qualcos'altro, quei bastardi.
Di nuovo, con calma, cura e rigoroso silenzio, digitó

which ls  
[ENTER]

Sul prompt apparve

/bin/ls

<OK. è il ls su /bin. Quello giusto. Deve essere un eseguibile e
non un fottuto shell. Uff. Uff. Vai-vai-vai-vai. Su. Vediamo.>

file /bin/ls
[ENTER]

E la risposta fu

ELF 64-bit LSB executable, Wintel 80WIN,
 
Peeerfettissimo- pensó. E subito dopo: perfettissimo un pezzo di
cazzo...Digitó con insensata attenzione al prompt "ls", attese qualche
secondo col cuore in gola.. premette [ENTER] e.....

(nessuna risposta)

<NON C'ERA PIú NIENTE. ZERO. POSSIBILE?! POSSIBILE?!  MA ERA DUNQUE
VERO?? TUTTO QUESTO MI STA CAPITANDO DAVVERO? A ME? PROPRIO A ME,
UBALDO RONDOLETTO? TUTTA /HOME MI HANNO CANCELLATO!? TUTTA QUANTA??
TUTTA-TUTTA-TUTTA??? É MAI QUESTO DAVVERO POSSIBILE???  DIO, PERCHE'
QUESTA SFORTUNA?  COSA DIAVOLO HO FATTO DI MALE, DIO?  PERCHÉ MI
TRATTI COSI'? COSA CAZZO TI HO FATTO DI MALE? >........  ......Ubaldo
aveva gli occhi al cielo e muoveva le labbra come se stesse gridando
solo che non usciva alcun suono a parte qualche strano sibilo
inintelligibile.  Improvvisamente si scosse pensando: <e se fosse
tutto uno scherzo?  Di qualche linuxista di merda arrabbiato di quella
chat?  Uno scherzo. Si. Si.  Magari /home non la vedo.. é
nascosta. Si, dai é nascosta. É nascosta DI SICURO. E' uno
scherzo. 100%.  Proviamo df...> Ubaldo digitó, stavolta febbrilmente

which df ; file /bin/df
[ENTER]

Tic-tic-tic-sulla-tastiera era l'unico rumore che rompeva il silenzio
della notte. 

ELF 64-bit LSB executable, Wintel 80WIN,

....Apparve sulle console.  < Si, Yesss, cazzo-fanculo, eddai, il df é
quello giusto, su /bin. Barra sembra sana. E vai che sta
tutto lí sopra: df + [ENTER].> Il risultato fu

Filesystem           1k-blocks      Used   Available Use% Mounted on
/dev/hda1              50441560  28245560   19633680  59% /
/dev/hdb1              50441560         1   50441559   0% /home

<...0%....z..e..r..o....vuol dire che.... e' VUOTA. Cioe'
VUOTA. Ovvero VUOTA.  Non e' uno scherzo. Non c'e' proprio piú un
cazzo. /dev/hdb1 vuota, 0%, vuota. Vuota. Vuota.  Cazzo.> Digitó
il comando "df" piú volte, cosi', senza una ragione, e naturalmente ad
ogni tentativo /home rimaneva SEMPRE vuota. <Vuota. Nada de nada. Nada
de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada
de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada de nada. Nada
de nada.  Nada de.. MERDAAAAAA.>  Gli avevano cancellato tutto quei
bastardi.... Non ci poteva credere.. < Tutta la mia roba dove é
finita?  Dove l'hanno messa, quei bastardi? Su barra?> Con le
speranze ridotte al lumicino, anzi con la certezza di avere a che fare
con degli stronzi cinesi da Harbin del cazzo e non con dei
burloni, con i lineamenti leggermente increspati come quelli di chi
sta per piangere, Ubaldo divenne controvoglia supersuser sbagliando
almeno tre volte la password; da supersuser digitó con la morte nel
cuore

find / -name "*nnio*" -print

ed attese. Attese. Attese. Impercettibili crepitii rivelavano l'alacre
ed inutile lavorio del controller sul disco rigido alla ricerca
dell'apologo scritto poche ore prima.  Ubaldo fissó instupidito lo
schermo per almeno due minuti. Passati quei tragici minuti, il cui
unico e sconsolante risultato fu niente altro che il semplice prompt
del turbo c-shell, l'incazzatura sparí. Svaní. Si dissolse.  L'apologo
con la citazione dei Pink Floyd, tutto il suo ordinato archivio di
interventi al forum del Sole 24ore, i suoi racconti, i suoi file mp3,
il suo archivio segreto di fotografie e filmatini Porno scaricati da
gnutella, la sua preziosissima directory bin con tutti gli awkkini,
gli scriptini bash e tcsh, i perlini ed i phpini..tutto andato per
sempre...  Uno scoramento zen-cosmico senza speranza scese come una
cappa di piombo su di lui. Si coprí il volto con le mani e cominció
sommessamente a piagnucolare "hu-u hu-u hu-u "....quel piagnucolio era
il primo suono emesso da Ubaldo in tutta quella triste nottata.  "Ma
Perché?, Perché?, Perché proprio a me? - si lamentava con una buffa
tonalitá in falsetto - Ma che ho fatto di male.... affanculo winix del
cazzo.. affanculo unix.. ma guarda che stronzi...  ma che teste di
cazzo...che stronziiiiiiiii...hu-u hu.. hi-hu-u hu hu-u "

La mattina dopo Ubaldo fu svegliato da un insistente scampanellio. Si
stropicció gli occhi, scese dal letto, si infiló rapidamente un paio
di bermuda ed andó assonnato alla porta. Era Pisauro, il suo collega
di universitá.  "Cazzo.. ancora cosí.. ma che cazzo ti è successo?"
Chiese uno stupito ed indispettito Pisauro. "Mi hanno fottuto l'hard
disk ieri notte. Qualcuno è entrato e mi ha fottuto l'hard disk. Non
c'è piú niente. Niente di niente. Nada de nada."  "Che è successo??"
Chiese incredulo Pisauro.  "Ma non ci senti, cazzo!! - rispose
stizzito Ubaldo che era ormai sveglio come un grillo - sono entrati
nel mio computer ieri sera degli hacker e mi hanno distrutto tutto il
contenuto del disco. Della /home. Hai capito adesso???" Pisauro rimase
interdetto qualche attimo in silenzio, non sapendo bene cosa
dire. Poi, con un tono inaspettatamente deciso, disse: "Scusa, sai,
ma te l'avevo detto, io.  Perché hai preso winix? Ma non è meglio
millennium 10 come hanno tutti?. Winix non è sicuro, lo sanno tutti, è
fragile, è pieno di bachi. Perché non fai l'abbonamento libero-sereno
della MB?  Non costa un cazzo e per un anno hai praticamente tutto
gratis. C'e anche TOTALWEB della Biscali.  Costa anche meno di MB solo
che non hai il periodo gratis. Per tutti e due, arrivano i tecnici che
ti installano tutto, millennium 10 e ti mettono a posto loro la
connessione..." Ubaldo guardó quel petulante Pisauro del cazzo...
"Libero-sereno? Guarda, lascia stare.. per il momento sono solo
incazzato-nero, altro che libero-sereno. Vado a vestirmi, aspettami qui
sulla porta, arrivo subito."

 
4. La libertá serena

In una sede della MPG-MPAA-ASF-DVD-RIIA, New York.  Un anno dopo il
vile attacco degli hacker nell'italia centrale....

Britney Sfears, CEO della MGM-entertainment inc. stava parlando in una
sala deserta davanti ad un maxischermo ultrapiatto in
videoconferenza. Britney Sfears era la sola partecipante "fisica" a
quella riunione.  Tutti gli altri stavano lá, sul widescreen, a
ciascuno un piccolo riquadro.  Dall'ampia finestra della sala, si
godeva una splendida vista su Lower Manhattan, dove torreggiavano gli
imponenti grattecieli azzurri del centro commerciale "11 settembre".
Britney spiegava che "L'idea dei marchi digitali a tempo sui supporti
era una cazzata.  Un divertimento per i pirati che si dilettavano a
bypassarli.  Avremo speso milioni in consulenze tecniche per
nulla. Quegli stronzi dei P2P hanno sempre fatto quello che hanno
voluto.  Se il comportamento illegale é diffuso, beh ragazzi, la
storia della privacy non ci convince piú...bisogna che ci lasciate
ficcare discretamente il naso nei vostri affaracci. Che, sia detto per
inciso, sono soprattutto i *nostri* fottuti affari. E per questo
questa idea dei sensori sui mouse e sui tasti control, alt e Win è
stata splendida. Io dico che stavolta li abbiamo fottuti. Basteranno
altri tre mesi al massimo per avere un database completo di impronte
digitali. L'idea dell'iride e delle web-cam era una vera idiozia. Non
ce l'ha nessuno le web cam.  Solo i pedofili ce le hanno.  Una
tastiera ed un mouse ce l'hanno tutti.  Dopo quella fantastica
campagna sulle periferiche senza fili, tempo tre mesi e non si trovava
piú nessuno con una testiera o un mouse USB.  Microsoft ha dato la
solita splendida mano con Millennium 20 rendendolo assolutamente
incompatibile con le vecchie periferiche USB. Supercompaq ha fatto
anche di meglio. Hanno concepito la magica schedina integrata sul
processore "unicum" e sugli ultimi tre modelli non c'era nemmeno piú
la porta USB di serie. La gente normale ce l'abbiamo in pugno e
stavolta sará difficile sfuggire.  Abbiamo fottuto anche quei pirati
dei peer-to-peer. Anche loro hanno comprato le tastiere. La polizia
postale negli ultimi 5 mesi ne ha arrestati 132 solo nello stato di
New York con i loro programmetti in linea senza nemmeno una
interfaccia GUI; Con il loro freenux del cazzo. Ctrl-C per
interrompere i loro programmetti lo dovevano pur dare, quando
sentivano odore di IP tracker. Che coglioni!  Control-C e vi abbiamo
beccato! Adesso finalmente controlliamo ogni singola transazione di
ogni singolo utente sul pianeta. Ragazzi, sappiamo quello che fate!!
Vi stiamo ascoltando.. stiamo guardando quello che fate! Comprate e
non copiate! E non usate i guanti, perdio, perché senza uno straccio
di DRC [digital recognition code], sulla rete siete solo dei fottuti
terroristi sconosciuti..vi mandiamo la Commando Fighters Cover Squad e
finite dritti dritti a Guantanamo bay o a Bagram." Su un riquadro
all'estrema destra del widescreen, come in un programma a quiz
televisivo del secolo scorso, si illuminó il primo piano di Rogerio
Pitterio, amministratore delegato della GlobalWeb entertainment inc,
un carico da undici...  "Grazie Britney.  Noi tutti ti ringraziamo per
la tua relazione. Grazie anche per il linguaggio colorito che rallegra
queste noiose discussioni. Qualche volta ci vuole.  Se Britney non ci
sarebbe bisogna...bisognerebbe inventarla..". Il mio linguaggio sará
pure colorito, ma almeno io i congiuntivi li so usare coglione.. -
pensó acida Britney - Vuoi vedere che questo coglione ricomincia con
quella solfa del FUD?  "Mi preme tuttavia ricordare a te e a tutti -
continuó Rogerio Pitterio - una questione importantissima.  Si tratta
del progetto "FUD".. - e rinnovo l'invito a tutte le consorziate a
parteciparci attivamente - .. Fear Uncertainty and Doubt. E lo dico
soprattutto a te, Britney, perché la MGM su quel progetto è stata un
pochino riluttante ultimamente.  Come sapete, i nostri competitor non
hanno costi di marketing.  Loro si limitano a scrivere sofwtare..anzi,
a far scrivere software negli week-end da programmatori volontari che
magari lavorano dal lunedí al venerdí per le consorziate. E dunque
alcuni loro prodotti, alcuni prodotti dei competitor, diciamo pure la
maggior parte, potrebbero.. ehm scusate.. potessero essere meglio dei
nostri...Queste notizie non devono mai arrivare alla nostra
affezionata clientela.  Se arriverebbero, sarebbe un disastro.  è
dunque nell'interesse di tutti noi che la percezione generale sul
software prodotto dalle non-consorziate faccia venire subito alla
mente le parole "Fear", "Uncertainty" e "Doubt".  Abbiamo la quota di
mercato piú grande. Approfittiamone. Usiamo la tattica FUD a piene
mani, attraverso le televisioni, i "gossip channel", i newsgroup, i
forum, le chat, i portali..tutto.  è una campagna di marketing
decisiva, questa, un progetto comune che dobbiamo perseguire con la
massima decisione e con la massima aggressivitá..."  "Giustissmo,
Rogerio - Chi parlava adesso, era il riquadro centrale del
widescreeen, Jeff Lezos, CEO di USOL entertainment, un altro carico da
undici. Erano tutti carichi da undici... "Secondo me, questa storia
delle impronte non è decisiva.. - cominció in tono molto pacato Lezos
- ..verrá bypassata, come sono stati bypassati tutti i formati "a
tempo" dei CD o dei DVD. Dai tempo al tempo, Britney, e qualcuno
troverá il sistema di aggirare anche quest'ultima ingegnosa
diavoleria...". In effetti, pensó Ted Segone nell'ultimo riquadro in
basso a sinistra sul Widescreen, uno potrebbe mettersi dei guanti che
riproducono le impronte di Bill Gates in persona...magari quei sensori
sono a prova di guanti... chi lo sa?  mah, certo che la moderna
tecnologia...Ted Segone si tenne i suoi dubbi e non
intervenne. "...Non è questa la strada giusta - proseguí Lezos -
Bisogna convincere la gente a pagare per accedere alla rete, e dunque
all'entertainment. Come sapete, l'accesso alla rete è il vero
business, a scoppiare è stato il web, ad esplodere è stata la bolla
delle dotcom. La rete è sempre lí.. solidissima.  E´ saltato chi ha
puntato sui portali avendo in mente la tv commerciale e illudendosi
che bastasse la pubblicitá per avere successo. Adesso finalmente si è
capito che il Web gratis è morto e che le informazioni sulla rete
devono essere pagate. E questa è sicuramente una buona notizia.
Dobbiamo mettere a punto un modello di business in grado di generare
profitti soddisfacenti.  La ricetta giusta, secondo me, è sempre la
stessa: marketing e avvocati. Lí dobbiamo convogliare le nostre
risorse anche a costo di lasciare indietro la tecnologia.  Non è
importante che i nostri prodotti siano "buoni" o che i nostri software
funzionino bene. è importante che si vendano.  Tutto sommato a noi
interessano gli affari o le macchine?"  Brytney rise. Come risero di
cuore i conferenzieri in tutti i riquadri del widescreen.  
Anche Ted Segone rise anche se non sapeva esattamente perchè. "Il digital
millenium copyright act - continuó Lezos - era vecchio di vent'anni.
Sulla base di quel testo ambiguo, abbiamo perso molte cause e molti
soldi.  Appelli al primo emendamento, al quinto, al quarto.... Mio
Dio, quanti soldi abbiamo perso.  Vi ricordate la causa con quelli
e_donkey2000? E gnutella?  E quei terroristi della free software
foundation? E la Open Science?  E quel liceo della Nuova Zelanda?
Quanti soldi abbiamo perso con il software per l'educazione nelle
scuole primarie!! Quanti cialtroni ci hanno messo i bastoni tra le
ruote! Lo scorso ottobre il nostro trust di lobbisti è riuscito a
portare dalla nostra parte quei due rappresentati del Maryland e
quella senatrice della Virginia.  Tanto è bastato perché passasse la
versione aggiornata del digital millennium copyright act, la nuova
«release»... millennium copyright act 2.0.."  Lezos tacque lasciando
che la franca risata dei videoconferenzieri dominasse il widescreen.
Sembrava una di quelle risate finte dei quiz televisivi. La risata si
trasformó rapidamente in un vigoroso applauso a scena aperta. Si udí
anche qualche "Yuppiee!!".  "Quello si che si chiama vincolo
proprietario.. - continuó Lezos appena gli applausi ed i gridolini
furono cessati - ..altro che la versione del 98!  Quello si che è uno
strumento legale efficace!  Sulla base di quel testo, cara Britney,
anche leggere senza autorizzazione un testo elettronico proprietario è
un crimine federale. Quella legge apre la strada per la nostra
tecnologia DRM, digital right management, a licenze centralizzate. Noi
della USOL siamo disposti naturalmente a condividere i dividendi
strategici di quel brevetto con le altre consorziate. Meglio mettersi
d'accordo piuttosto che farsi la guerra, come ben sappiamo...  Grazie
a questa benedetta tecnologia, il gestore delle licenze centralizzate,
diciamo pure noi del consorzio, in nome naturalmente della sicurezza,
potrá controllare, limitare ed eventualmente terminare ogni singola
applicazione non autorizzata, per esempio un debugger o l'ascolto di
un mp3 copiato o la visualizzazione di un qualunque documento senza
identificativo DOI o simili.  Potrá consentire di distruggere o
visualizzare solo alcune parti di un file.  Potrá permettere di
terminare tutti i threads di una certa applicazione, ma non i threads
singolarmente, e mille altre cose ancora.  Il cavallo di Troia per
imporre il DRM su tutta la rete in tempi ragionevolmente brevi, é la
sostituzione del protocollo TCP/IP con una sorta di variante, sempre
del tipo TCP/IP, semplicemente con alcuni dei campi riservati
utilizzati come puntatori di estensioni proprietarie.  Prima comunque
che questa splendida tecnologia DRM si imponga - qualche anno di
pazienza ancora - occorre continuare a *convincere* la gente a
"scegliere" i nostri servizi.  Dobbiamo mantenere inalterato il nostro
market-share.  Soltanto cosí la transizione a DRM sará indolore e
passerá inosservata. La strategia FUD, di cui parlava Rogerio, è
mirata, come sapete, a convincere la nostra clientela a *non*
scegliere i prodotti dei nostri competitors.  La campagna
"Libero-Sereno", che stiamo conducendo alla Burdoch-Bernasconi
communications, è la direttrice complementare alla FUD nello spazio
del total marketing."  Direttrice complementare..  lo spazio del total
marketing.. peró - pensó Britney - ci sapeva fare quel Lezos.  "Noi -
pontificava Lezos dal riquadro centrale -
oggi.. *serenamente*.. possiamo condurre questa campagna, forti dello
scudo giuridico del digital act rinnovato e rafforzato messo a punto
dal nostro trust legale. Dalle nostre poderose legioni di avvocati,
che Dio ce le conservi.  Le condizioni di Libero-Sereno le conoscete:
basta che il cliente accetti che il suo numero di carta di credito sia
"hardwired" nella scheda SDRAM-ESX, e praticamente gli diamo quasi
tutto gratis: il computer, un mese di acquisti gratuiti incondizionati
per merci di categoria B attraverso i nostri provider satellitari, e
un anno di accesso gratuito alla totalitá della rete, zone rosse, GMTM
e optic-fiber comprese. Non so se mi spiego. E poi con DRM prossima
ventura che vantaggi... niente piú paure di truffe, di hacking, di
violazioni della privacy, paura di violare qualche copyright, paura di
usare software illegalmente o software illegale, paura di finire in
prigione, di essere spiato, non piú frustranti tentativi di accedere
ai servizi piú esclusivi senza volerne pagare il giusto prezzo.  Vi
diamo tutto. Per un po', s'intende. Vi diamo la sicurezza. Vi
liberiamo dalle vostra paure. Vi diamo la libertá...naturalmente qui
si tratta della *nostra* libertá. Una libertá serena, tranquilla...
controllabile.  E chi potrebbe mai resistere al richiamo della libertá
serena?  Ora, dopo le buone notizie, veniamo al punto dolente.
Infatti, e questo, Britney, è il rovescio della medaglia, la campagna
Libero-Sereno ci costa un sacco di soldi...Baccelli, Corrieras e
Trovarotti, Maline Pisson, le bicth girls, la squadra del Brasile, il
circolo dei celestini, Young Tolkien, i cast del grande cugino, sono
solo alcuni dei testimonial di libero-sereno. Questi cialtroni
costano; nonostante siano quasi tutti sui nostri libri paga, ci
costano un sacco di quattrini.  Comunque, se le cose vanno come devono
andare ce n'è per tutti noi, compresi i procuratori e gli avvocati
delle nostre esose "stelle"...ve lo assicuro.  Quando tutti saranno
"hardwired", quando i clienti al novanta per cento saranno delle
consorziate, quando il sistema delle licenze centralizzate sará
finalmente operativo, beh, allora possiamo cominciare a spremere il
limone finchè c'è succo." Il linguaggio di Lezos, in quest'ultima fase
della sua conferenza, si era alquanto deteriorato. Forse - pensó
Britney - quando si arriva a parlare dei soldi anche Mr Lezos si
lascia un po' andare.  "Con il nostro sistema, - diceva Lezos - per
quanto antiquata sia la tecnologia, uno paga quello che noi vogliamo,
qualunque documento il nostro cliente apra sulla rete, una bitmap, un
gif, un jpg, un dvd, un mp3, un asf, un xml, un pdf, un doc, qualunque
cosa. E costui lo fa usando i nostri software antiquati, leggendo i
nostri codec inefficienti, ascoltando le stupidaggini delle nostre
stelle, leggende le idiozie dei nostri scrittori. E per ognuna di
queste cose il "bozo" paga, paga e paga. Il bello è che tra tre o
quattro anni, nessuno sará in grado di dire cosa diavolo e quando
demonio sta pagando quando si collega ad un qualsiasi portale...i suoi
soldi saranno trasferiti dal suo conto al nostro quasi senza che il
"bozo" se ne accorga.  A quel punto sará come se quei cialtroni
terroristi di freenux, della fsf, del MIT di eurolinux, dei
peer-to-peer non esistessero piú....come se svanissero nel nulla. Che
si agitino pure quei comunisti, tanto chi mai li potrá vedere?  Chi
mai li potrá sentire?  Chi mai li potrá leggere?  Dove potranno essere
trovati?  Questa è la strada giusta, Britney. Non reprimere, ma
"imprimere", libertá nella serenitá, questo è lo slogan giusto."  Nei
riquadri del widescreen i conferenzieri si spellavano le mani. Britney
aspettó qualche secondo prima di unirsi all'applauso. "Imprimere" e
non "reprimere", pensó. Che sia la strada giusta per fottere quei
bastardi comunisti di freenux?


5. Nada Será Como Antes

Carcere di Carandiru, San Paolo del Brasile, Cella numero 85,
sette mesi dopo la videoconferenza.

"Perché sei dentro tu?" Gli chiese rompendo un silenzio pesante quello
che sembrava "il capo".  Riccardo Starman guardó "il capo" con un
certo timore. Era meglio rispondere, pensó. Meglio non contrariarlo.
"Per violazione delle norme sul copyright. - rispose - Ho fatto il
reverse engeneering di un formato asf-3 brevettato dalla Pernambuco
Software, ho tirato giú una canzone di Milton Nascimento da brasinet e
l'ho regalata alla mia fidanzata". "Reverse engeniiiriiiing???"  Disse
Julio, il capo, facendogli il verso.  "E che cazzo significa?  Milton
Piscimento? E chi cazzo è?  Oè ragazzi qui ci abbiamo un sapientone"
commentó sarcastico rivolto agli altri detenuti. Comiciamo bene, pensó
Riccardo. "Ho craccato una vecchia canzone sul computer e l'ho fatta
sentire alla mia fidanzata".  "Aahah un "cracchi"!!  - disse Julio
volgendosi verso i suoi compagni. " Strano che ti abbiano sbattuto
qui.  I cracchi li mandano quasi tutti al braccio 9. Ma tu guarda, un
"cracchi" dei quartieri alti ci hanno mandato..."  Dal fondo della
cella, si udí il vocione profondo di un un nero colossale con delle
treccine da rasta: "Anch'io ho fatto un cracchi dell'ultimo pornovideo
di Marina Noemi Silveira.  Solo che devo aver sbagliato qualcosa
perché quando l'ho guardato sul computer, Marina aveva un uccello piú
grosso del mio!"  I detenuti scoppiarono in una risata
fragorosa. Anche Riccardo sorrise pensando a quella strafiga di Marina
Noemi Silveira con l'uccello di quel rasta..  cazzo, doveva essere
enorme, pensó con una vago senso di apprensione"..E come hanno fatto a
beccarti? - domandó dopo qualche secondo Julio ancora in preda ai
sussulti da ridarella..  "è stato per caso quel frocetto del tuo
ragazzino ad incastrarti, vero?  Metá dei cracchi del 9 sono dentro
per via dei loro adorati frocetti che vanno in giro raccontando quanto
sono bravi i loro papá al computer..." "No - rispose Riccardo " É
difficile da spiegare come mi hanno beccato.  A dire la veritá non
l'ho capito bene neppure io. Forse dai numeri di carta di credito di
quel cazzo di globnet bar da dove o fatto il "cracchi", forse qualcuno
mi ha visto e mi ha denunciato...". "Comunque - commentó Julio - voi
cracchi siete degli stronzi. è colpa vostra se i prezzi dei DVD sono
cosí alti.  Io, un DVD di Walchiaria Love non me lo sono mai potuto
comprare..  I cracchi sono gente che vuole il meglio senza volerne
pagare il giusto prezzo..."  A Riccardo parvero buffe le ultime parole
di Julio,... il meglio senza pagarne il giusto prezzo.. sembrava quasi
di sentire un qualche spot pubblicitario di un consorziata. Riccardo
fu sul punto di replicare, ma poi scelse di rimanere in silenzio.
"Beh, adesso sei qui tra noi - continuó Julio - un sapientone dei
quartieri alti tra i nessuno di Sao Judas.  Noi siamo tutti di Sao
Judas [una favela di Sao Paulo], sai."  Disse orgoglioso Julio.
"Bravi, bene" commentó stupidamente Riccardo, cosí tanto per non stare
zitto. "Ma che bravi e bene, cazzone..- disse acido Julio -
"..scommetto che non ci sei mai stato a Sao Judas. Scommetto che non
sai neanche dov'é!"  "Si, lo so dov'é.. - protestó timidamente
Riccardo - .. si prende avenida Aguiar Da Beira e poi..." "Arrivi
dritto al Carrao!" lo interruppe Julio "..quella è la favela del
Carrao, cazzone!  Tanto per voi stronzi le favele sono tutte uguali,
vero??  "Bene, bravi" - continuó impietoso Julio facendo il verso a
Riccardo - ma senti tu che cazzone... e quanto ti hanno dato per il
cracchi? Eh, cazzaro?". Riccardo abbassó lo sguardo mortificato e
rispose piano: "Cinque anni. Cinque anni mi hanno dato". Julio rimase
colpito e addolcendo il tono rispose; "Cinque anni?? Cazzo, per un
cracchi di una stronza canzone di Milton Bisciamiento.... cinque anni
a Carandiru. Ti è andata veramente male, fratello... facevi prima a
spaccare una vetrina di un negozio con la pistola e rubarla, la tua
canzone.  Ma il tuo avvocato cosa dice? Dai, che magari tra tre mesi
ti tira fuori... quelli come te in carcere non ci restano.."  "Sono
proprio gli avvocati il problema" rispose cupo Riccardo. "La
Pernambuco software aveva in concessione i diritti di quella stronza
canzone dalla MGM-entertainment. Sono loro che hanno pagato gli
avvocati per incastrarmi. Saranno stati in 30. Hanno detto che la mia
fidanzata era una scusa e che volevo vendere il CODEC ai concorrenti o
metterlo nella rete clandestina. Occorre dare l'esempio, dicevano. La
pirateria va combattuta.  Erano dei veri mastini, quegli avvocati.
Manca poco se lo mangiavano Ramos, il mio avvocato.  E poi il giudice
non capiva veramente un cazzo. Mi snocciolava quegli articoli del
codice, come se non ci fosse nulla altro da dire....  cinque anni,
cazzo! Ma dico, vi sembra questo il "giusto prezzo"?  Per una
stracazzo di canzone che nessuno ascolta piú? Merda..."  Riccardo
tacque assumendo una espressione disperata. Tacquero anche i suoi
compagni di cella. Fu Julio a interrompere ancora una volta un
silenzio che si era fatto pesante: "Dai, fratello...  animo! - disse a
bassa voce - Non ci pensare... qui non è cosí male, vedrai. Se
qualcuno ti rompe le palle tu digli che sei amico di Julio
"manodipietra" Andrade del braccio 3...  Per curiositá come si
chiamava quella canzone del cazzo?"  "Nada Será Como Antes. Quella era
la canzone..." rispose tristissimo Riccardo.  "Cazzo...fratello -
disse piano Julio - Nada Será Como Antes...puoi ben dirlo, cinque
anni.  Milton Merdimiento ti ha proprio fregato ben bene fratello..eh
eh eh eh.. Nada Será Como Antes.. ci puoi scommettere il culo,
fratello..."

6. Moogle

Intorno al 2050, una sera di settembre.  

Ulysses Lynx stava raccogliendo dei fogli nel suo ufficio al 4200 di
Bayshore Parkway nella cittadina di Mountain View, 10 miglia a nord di
S. Josè in quella che un tempo chiamavano la Silicon Valley.  Nei
locali della compagnia non c'era nessuno, era scuro e dalle finestre
filtrava l'ultima luce della sera.  Solo la lampada sulla scrivania di
Ulysses era accesa. Scatoloni buttati a casaccio qua e lá, scaffali
vuoti, qualche lattina per terra davano l'idea di un clima di
smobilitazione.  In effetti era proprio cosí. Moogle, il glorioso
Moogle, era fallito. Le leggi sul copyright, il declino della parola
scritta, la concorrenza delle consorziate con i loro "servizi", lo
avevano da tempo reso uno strumento obsoleto. I guai erano cominciati
nel 2027 quando Zambesi.biz e British telecom erano riusciti a farsi
riconoscere il brevetto dall'USPO per i cookies e per gli ipertesti.  Era
stata una vera mazzata per le non consorziate, con tutte
quelle royalties arretrate. Giá nei primi anni 40, la nuova topologia
compartimentata della rete commerciale, una gigantesca e ben
organizzata mall elettronica, non si adattava piú ai vecchi motori di
ricerca. Per il caching del 95% del materiale elettronico che
circolava su quello che una volta si chiamava il web, si dovevano
pagare costosi diritti alle consorziate.  In piú, nei tardi anni
quaranta, il 97% dei documenti sulla rete erano "oggetti multimediali",
file audio, video, ologrammi...  cose che Moogle non sapeva
trovare. Moogle sapeva trovare le parole, parole che quasi nessuno piú
leggeva.  Ulysses ficcó i documenti in borsa, uscí dal suo ufficio,
fece il breve corridoio fino alla lobby principale, dette una occhiata
distratta al logo della Moogle inc. che decorava il bancone della
reception, e se ne andó per sempre senza voltarsi. Da Bayshore Parkway
si vedeva ancora la luce accesa nell'ufficio di Ulysses. Moogle era
spento.

7. Umberto e Sebastiao  litigano sulle favelas di Rio.

Sopra Rio de Janeiro. Volo Porto Alegre-Rio della South
American Airlines. Anno 2062


Un ragazzino pustoloso - Piersilvy si chiamava- ascoltava in cuffia
l'ultimo successo degli obasis, una cover in stile techno-disco-dub di
una vecchissima canzone dello scorso millennio che faceva

"Death seed blind man's greed
Poets' starving children bleed
Nothing he's got he really needs
Twenty first century schiziod man.."

La canzone era parte della colonna sonora de "Harry Potter XXXVI:
Harry Potter contro il Signore degli Anelli" e parlava di un mondo
inesistente, il malvagio pianeta chiamato "la base" nel quinto film
della fortunatissima serie.  Un pianeta pieno di uomini schizoidi
appunto....  A Piersilvy piaceva quella canzone, sapeva tutto di
quella canzone, tutte le parole. Conosceva anche la antichissima
versione originale, con quelle buffissime chitarrone
elettriche. Piersily si era sempre chiesto a che diavolo di mondo si
riferissero gli autori dello scorso millennio. A quei tempi non c'era
ancora Harry Potter contro il Signore degli Anelli...Chissa' che
caspita di mondo avevano in mente allora...

Tre file piú avanti due uomini discutevano animatamente.  "Ci sono le
favelas, ci sono, Umberto" disse quasi gridando Padre Sebastiao Zoff,
un prete corpulento di origine friulana. "Ma scusa, Seba, guarda dal
finestrino.. dove le vedi queste favelas, da quassú? Se ci sono le
dovresti vedere, no? Guarda si vede il Rossio, di qui. Quella un tempo
era una favela. Adesso è una quartiere per ultraricchi. Guarda che
ville!  E Barra? - disse Umberto indicando una spiaggia a Sud - Dietro
Barra era tutta una favela un tempo. Guardá che razza di grattacieli
ci sono ora. Sembrano l'11 settembre... Ipanema, Rio Centro, il
giardino botanico, Leblon, Santa Teresa... dove stanno queste favelas,
Seba? Me lo dici dove cacchio stanno?"  "Ci sono, le favelas, sono
dietro quei monti, fuori Rio - insistette Sebastiao Zoff indicando la
cerchia di Monti che delimitava a nord Rio de Janeiro - ..dietro il
Guanabara stanno. Il cristo redentore oggi gli volta le spalle, alle
favelas. Dal cristo non si vedono. Sono piú all'interno, in un posto
che per te non ha nessun nome ma che chi ci abita chiama "Cidade de
Deus". Ci sono delle colline in mezzo e poi c'è una pianura che è
tutta una Favela, la citta' di Dio.  Appena usciti dal tunnel, sulla
autostrada per Belo Horizonte, dietro il muro di cemento che delimita
l'autostrada, lá dietro, cominicia una favela sterminata. C'è il muro
e non si vede. Gli aerei non ci passano sopra perché...." " Si, come
no?!  Dal Cristo non si vedono - Lo interruppè sarcastico Umberto -
...  stanno dietro al muro... e gli aerei non ci passano sopra... ma
insomma, Seba, certo che le nascondono bene queste tue favelas! Ma
cos'e un complotto?  Tutto il mondo complotta perché non si sappia che
ci sono orde di poveri che vivono in favela nella rutilante Rio de
Janeiro? Dai Seba, ma che dici! Quei tuoi amici di FEED'EM ti hanno
proprio fatto un lavaggio del cervello...".  Padre Zoff guardó suo
fratello con commiserazione..il lavaggio del cervello - pensó - povero
figliolo, lo avranno fatto a te...." Dagli aerei non si vedono mai -
spiegó con un tono pacato Sebastiao Zoff - perché le favelas sono
considerate aree non sicure.  Le rotte di tutti gli aerei di linea
sono decise da organismi militari, per via della guerra al terrorismo"
E vorrei ben vedere!" Lo interrupe Umberto. "Lasciami finire, ti
prego. - disse Sebastiao con tono paziente ma fermo - Tutti gli aerei
che arrivano a Rio arrivano da sud, dal mare, da qualunque posto
provengano. Quindi è impossibile dagli aerei vedere le favelas a nord
di Rio, dove ci vivono almeno 3 milioni di persone in condizioni quasi
disumane.."  "Tre milioni? - Disse incredulo Umberto sgranando gli
occhi - Tre milioni? Seba, ma che diavolo mi racconti!  Ma ti pare
che, se ci fossero davvero queste favelas di derelitti a Rio, io che
ci abito da vent'anni non ne saprei nulla? Ma ti pare possibile?"
L'aereo, senza che i due fratelli se ne fossero accorti, era atterrato
all'aeroporto di Rio. Una voce intimó di restare seduti e di non
slacciarsi le cinture fino a che l'aereo non fosse stato completamente
fermo. "Non lo sai - continuó Sebastiao - perché nessuno te lo dice.
Se guardi i telegiornali di CNN, GBS, ATK, se sei un cliente di
GLOBALWEB o di MGM-WEB-newswire, come sono quasi tutti qui a Rio, non
lo saprai mai che ci sono le favelas a due passi da te.  Sai quante
volte noi di FEED'EM abbiamo proposto uno spazio minimo su RioNet a
quelli dei consorzi?  Guarda, mio malgrado sono dovuto diventare un
esperto di marketing multimediale...  L'indice AUDI-GBS per la nostra
piattaforma di FEED'EM, vale 0.121, come per le partite di pallamano
del Pernanpoco, ci hanno detto. Per darti una idea piú precisa ancora,
l'indice AUDI-GBS vale 11821.400 per VIP-news, le news piú seguite in
Brasile. Tradotto in soldi, tutto questo vuol dire che il costo di un
minuto di broadcasting nella sola area di Rio a noi di FEED'EM ci
costerebbe circa 450.000 dollari. E l'indice AUDI-GBS di ogni cosa lo
decidono gli istituti di sondaggio, e dunque lo decidi tu,
Umberto....non "loro", ma "tu".  Non lo sai, Umberto, non perché non
te lo vogliono dire, perché ci sono i complotti, ma perché tu non vuoi
sentirlo dire. Non ti interessa. Ma scusa - insistette irrefrenabile
Sebastiao - tu avrai l'abbonamento a BRASIL-SERVICE, giusto no?  Le
fascinere che ti manda ogni settimana BRASIL-SERVICE di dove credi che
arrivino?  Prendono ogni mattina alle 6 dei Pulmann scalcinati che
attraversano il tunnel e arrivano qui dalla favela, ecco di dove
arrivano...."  "Ahah Vedi che ci si puó arrivare nelle tue favelas.. -
lo interruppe trionfante Umberto - .. ci si arriva con questi.., com'è
che li chiami?  Pussmann? Che sono? Dei minitaxi?"  "Pullmann. Tu
naturalmente - commentó acidamente Padre Zoff - non hai mai dovuto
prendere un pullmann in vita tua. Un minitaxi.... ma fammi il
piacere. Ma lasciamo perdere i pullmann..allora, Umberto, queste
fascinere che arrivano in "minitaxi" per pulirti la casa, di dove
arrivano secondo te?  I commessi a MONDO-TUTTO, quelli che ti portano
la spesa ogni settimana, dove credi che vivano? Al Rossio?  A Leblon?
A CopaCabana?  Rio Centro?  Ipanema? A Santa Teresa? A
Barra?... Guarda, non c'è bisogno di nessun complotto... è che tu non
leggi niente. Ascolti e basta, guardi passivamente quel satanasso di
totalscreen o come satanasso si chiama e ascolti solo quello che vuoi
sentire, quello che ti dicono..." "Ma chi mi dice cosa?  - Umberto era
veramente spazientito - Chi sono «questi»??? Di chi stai parlando
Seba?? Della spectre? I terroristi?  Dei martiri di la-alla-illa-alla?
I Massoni?  Seba, lo so, tu sai leggere caratteri alfabetici, fai a
meno dei decrittatori, anche sui testi stampati, lo so. Leggi tante
cose importanti. Ma questo non ti dá il diritto di trattarmi come un
imbecille. Dopo tutto sei un prete. è vero, sai leggere e scrivere, ma
che ne sai tu del mondo?  Non hai mai dovuto guadagnarti da vivere tu!
...«Ascoltando Passivamente» - ripetè Umberto pensando a quello che
gli aveva detto il fratello un attimo primo - ...a me lo dici??  ma
vaffanculo Seba."  I passeggeri avevano cominciato ad alzarsi ed ad
armeggiare dentro gli scomparti per i bagagli a mano. Sebastiao e
Umberto rimanevano seduti in silenzio con lo sguardo rivolto in avanti
verso non si sa bene cosa.

8 Carcere di San Vittore a Milano. Anno domini 2071.

6 anni. 6 anni di galera in tuta arancione si era beccato Pasquale. La
stretta sugli abusivi c'era stata davvero. Non era dunque una
stronzata. Non era per spaventare che dicevano che bisognava colpire
gli abusivi. Chi non aveva la concessione - dicevano - prego andare in
galera. Mentre il giudice del rito unico leggeva la sentenza, il suo
avvocato lo guardava sconsolato scuotendo la testa. Figlio mio che
posso fare io! La legge e' questa.  6 anni in galera doveva passare. 6
anni in tuta arancione. Pasquale non ce l'aveva la concessione.
Eppure le pizze che faceva erano buonissime. Il fatto e' che la sua
era una pizzeria clandestina. Non si poteva vendere "pizza" senza la
concessione di Pizza Hut inc. La "pizza" era un trademark, protetto
per legge. 10 anni prima si multavano i clienti per 333 Euro se colti
nel flagrante reato di mangiare una pizza "falsa".  Solo la pizza di
Pizza Hut inc, la combo-pizza con extra-topping di Pizza Hut inc era
la VERA PIZZA. Solo quella si poteva chiamare "pizza". Tutte le altre
no. Ma nonostante le multe sempre piu' salate, le persone continuavano
a frequentare le pizzerie clandestine e a mangiarsi pizze
"false". Buone, anche piu' delle originali, pero' false. Per porre
fine a tutto questo, sotto la poderosa spinta delle lobby
dell'enogastro, nel 2070 la comunita' dell'Europa dei 37, con la sola
incomprensibile astensione del Portogallo ed Israele, decise
finalmente di punire penalmente sia i clienti che i gestori delle
pizzerie clandestine, promulgando il durissimo "Pizza and spaghetti
culinar property protection act". Era per quello che Pasquale era
finito in galera. Per sei anni in tuta arancione.


9. Ding-a-ling!

Da un ascoarticolo di Maurizio Pisticchi, emesso dall'orariano romano
"La Repubblica" in un web-numero del maggio del 2095.{nota: Questo
"articolo" non si "leggeva". Si doveva ascoltare collegati ad una
polistazione polifunzionale (un computer....).  Nella rozza
trascrizione che segue noterete ogni tanto delle parentesi quadre
delimitanti la dicitura "ding-a-ling" seguita dal nome di un famoso
marchio. Nelle trascrizioni autorizzate, tali parentesi dovevano
seguire obbligatoriamente una singola parola protetta da
"trademark". Se le parole protette erano in realtá piú di una, come
ad esempio "print sharing", nella trascrizione era obbligatorio
mettere il "dash", il trattino, per unirle.  Il marchio specificato
entro le parentesi era il legittimo proprietario della parola
protetta. Nella versione ascoltata la parola protetta veniva
pronunciata con un sottofondo musicale caratteristico, detto
"cripto-jingle", rappresentato nella trascrizione dalla dicitura
ding-a-ling appunto, il cui spettro sonoro era collegato ad un codice
secretato.}

«Oggi sono veramente in pochi a saper leggere e scrivere tra quelli
che hanno meno di settanta anni. In questo articolo cercheró
brevemente di spiegarne le ragioni ai nostri affezionati
ascolettori. Negli anni venti, quando cominciarono ad affermarsi
globalmente i libri elettronici, ci fu subito il problema della
stampa. Le stampe cartacee dei testi elettronici erano
costosissime. Le ditte del consorzio
ASF-MPEG-MPAA-RIIA-SIA-HP-NEP-CAC-DIP-BIKKEI-SONY vendevano le
cartucce ed i toner a prezzi esorbitanti, per recuperare i costi dei
"print-sharing" [..ding-a-ling..TM Toshiba] non autorizzati. Non di
rado gli acquirenti degli E-book [..ding-a-ling.. TM Amazon.com],
rendevano disponibile ad amici e parenti la versione cartacea
infischiandosene dei detentori dei diritti proprietari. E dunque si
innescó una perversa spirale che innalzó alle stelle i prezzi dei
supporti cartacei ufficiali.  Piú il print-sharing [..ding-a-ling..TM
Toshiba] si diffondeva, piú crescevano i costi dei supporti stampa per
recuperare le perdite. Negli anni trenta in Italia [ding-a-ling
Burdoch-Communication] come in altri paesi, vi fu secondo molti
storici, un pullulare di negozietti clandestini che vendevano a prezzi
stracciati copie cartacee pirata (samisdaz, li chiamavano, o qualcosa
di simile) in totale e sfacciato spregio del "global millennium patent
and copyright act", ratificato nel 2031 da tutti gli stati del mondo,
Italia [ding-a-ling Burdoch-Communication] compresa.  La repressione
durissima dei trafficanti di materiale cartaceo, e la crescita
costante dei prezzi di stampanti e supporti (nel 2041 una stampante
laser costava 22000 $, la cartuccia di una Bepson [..ding-a-ling.. TM
Bepson Hardware] costava 14500 $) ebbe l'effetto di inibire fortemente
il consumo di E-book[..ding-a-ling.. TM Amazon.com]. Non potendo
leggere il libro su carta, molti non consumavano piú neppure la
versione su schermo, assai piú faticosa da leggere nonostante tutte le
features ipertestuali [..ding-a-ling.. TM British
Telecom]. Semplicemente la gente stava smettendo di leggere. Giá negli
anni trenta cominciarono ad essere disponibili i primi rudimentali
libri recitati.  Alcuni storici sostengono che i libri recitati
risalissero addirittura al secolo ventesimo dove venivano venduti su
primitivi supporti magnetici negli stessi negozi dove si vendevano i
libri cartacei.  è possibile che questo fatto corrisponda al vero,
anche perché la concomitante disponibilitá del supporto cartaceo
spiegherebbe senz'altro la mancata diffusione dei libri recitati.  Nei
tardi anni 30 del secolo ventunesimo i libri cartacei erano
praticamente scomparsi, circostanza che consentí e favorí una rapida
diffusione dei libri recitati. Il consorzio
ASF-MPEG-RIIA-SIA-HP-NEP-CAC-DIP-BIKKEI-SONY fu rapido a fiutare il
business e presto raggiunse una posizione dominante nel mercato dei
libri recitati. Tempo qualche lustro, leggere e scrivere divenne una
prerogativa di una ristretta elite di esperti, programmatori, manager,
scienziati, letterati, persone lunatiche ed originali, club di
nostalgici, soci di esclusivi circoli letterari.  L'insegnamento della
lettura e della scrittura fu soppresso nei programmi della scuole
primarie nel 2052. Nel 2059 praticamente nessun bambino di etá
inferiore agli 11 anni sapeva leggere e scrivere.  Per l'apprendimento
dei rudimenti di informatica, impresa ed inglese nelle scuole
primarie, venne sviluppato l'iconismo [..ding-a-ling.. TM Microsoft],
una scrittura ideogrammatica ipertestuale [..ding-a-ling.. TM British
Telecom] concepita per il teleinsegnamento. L'iconismo
[..ding-a-ling.. TM Microsoft] si diffuse rapidamente anche nei corsi
avanzati e fu utilizzato per l'economia, la matematica, l'informatica,
la proteinomica, le giurisprudenza, e le scienze esatte e tecnologiche
in generale.  Nel 2065, grazie all'affermazione di sofisticati speech
recognition word processors (SRPW [..ding-a-ling.. TM Microsoft]), il
65% degli scrittori di successo non sapeva piú scrivere. Nel
censimento ISTAT Armani-Gabbani[..ding-a-ling.. TM Armani-Gabbani] del
2087 in Italia[ding-a-ling Burdoch-Communication] risultó che solo il
2% della popolazione dichiarava di sapere leggere l'etichetta di una
vecchia lattina di Coca-Cola [..ding-a-ling.. TM
Coca-cola-ninjarade]. Oggi, in Italia[ding-a-ling
Burdoch-Communication], credo si contino sulle dita di una mano quelli
che sanno leggere e scrivere senza l'aiuto di un buon decrittatore.  E
il sottoscritto non è tra loro.;-) [..ding-a-ling.. TM Microsoft].

Autore Maurizio Pisticchi[..ding-a-ling.. TM Maurizio.Pisticchi.com],
l'autore dell'articolo, veste Vash[..ding-a-ling.. TM Vash-fashion],
la linea casual moderna del multimedialista di successo...
 

9. 2128 circa, Bombay city. Paravan

Quanto la odiava, sua madre. Quanto odiava tutti. L'avevano costretta
a sposare quello schifoso di Shashi. A nove anni.  Ricordava
nitidamente le zuccherose raccomandazioni di sua madre e dei suoi
fratelli il giorno del matrimonio: fatti guidare da tuo marito, lui ha
esperienza, lui sa, é giá stato sposato, mi raccomando, non rovinarci
la reputazione, ti vogliamo tanto tanto bene, piccolo fiore. Shashi
era un buon partito, un commerciante, un Nayadi, non era un paravan
come loro. Non aveva voluto né dote né niente, Shashi. Che fortuna, un
Nayadi. Certo. Che fortuna quando Shashi, in quello schifo di camera,
illuminata dalla fioca luce della televisione e da qualche candelina
su un takhat scrostato a fianco del letto, aveva tirato fuori quel suo
coso piscioso....Era corsa via. Se solo sua nonna fosse stata ancora
viva quando Shashi aveva cominiciato a ronzare attorno a sua madre,
non l'avrebbero costretta a sposarlo. Nayadi o non nayadi, sua nonna
non avrebbe mai accettato di dare via cosí la nipote prediletta. Certo
che no. Sicuro che no.  Quando ripensava al matrimonio, alla camera,
le sembrava di sentirla quella puzza di orina mista a cera... Questi
erano pensieri che le venivano sistematicamente in mente ogni volta
che puliva il cesso di John Fuckalqaida nell'elegante loft nel
quartiere di Colaba, ad un passo dal World Trade Center. Ora era a
Bombay. Mumbai. Mumbai non era come al villaggio. A Mumbai non la
conosceva nessuno, un numero tra i tanti della TOTALSERVICE, il
monopolista del lavoro in affitto nel Maharashtra. Una paravan a
servizio, come tantissimi altri.  La paravan uscí dal cesso ed entró
nello studio. Guardó la scrivania con un espressione di
disappunto. Oggi non c'erano quei fogli. Non c'era neppure il
computer. Oggi mr. John doveva essersi portato tutto dietro...

10. Pochi giorni dopo, villa di Jack Sedawk, periferia di Bombay.  La
decrittatrice umana

"Ti dico che sa leggere senza decrittatore, Jack... sa *leggere* il
*listato*. Lo ripete lí per lí, senza pensarci un secondo.  Jack, mi
fa quasi paura quella ragazzina, Wow, whew..." Disse Jhon in in tono
concitato. " Whoa, Whoa, Whoa, John.. calmati" replicó Jack "Legge il
listato?? ma sei sicuro? Ma che cazzate mi racconti?  E dove avrebbe
imparato a leggere senza decrittatore questa ragazzina di tredici
anni?  Per che ditta lavora?" " Ma non lavora per nessuna ditta -
disse John con tono lamentoso e spazientito al tempo stesso - te l'ho
giá detto. Questa ragazzina è la "davita" che la TOTALSERVICE mi manda
per le pulizie. Una intoccabile. Non lavora per nessuna ditta,
Jack. Pulisce i cessi...". Jack lo guardó interdetto per qualche
secondo e chiese: "OK. OK. Guoshh!! è la davita. Gotcha.  E come hai
fatto a scoprire che sa leggere?" John cominció allora a raccontare
con tono piú calmo la sua storia incredibile.  " Allora, tu sai che io
mi stampo i listati quando devo lavorarci su. Lo so, sono un
originale, ma trovo che appena uno comincia a conoscere il testo, beh,
allora é piú comodo averlo su supporto cartaceo che sullo schermo.
Una sera ho visto questa ragazzina, questa paravan, che guardava il
listato del Corano di cui mi sto occupando da settimane.  Guardava il
listato che era sulla mia scrivania in maniera strana, come se ci
*capisse* qualcosa. Li per lí, mi sembró una cosa da bambini, sai la
curiositá...quando mai l'ha visto quella pezzente un listato, ho
pensato. Se non che, la sera dopo la ritrovo a guardare il
listato.. addirittura voltava le pagine con le sue manacce merdose.
Lí per lí mi é venuta la bile.. ma come si permette questa intoccabile
di merda di infettarmi la mia roba? Queste scema mi vede sulla porta e
mi sorride. Neppure si spaventa. Allora vado alla scrivania e le
chiedo bruscamente in urdu cosa diavolo stesse facendo, e lei mi
risponde in inglese perfetto «leggo». Era la prima parola inglese
che le sentivo pronunciare, e ti giuro Jack, mi sono venuti i
brividi. Chi cazzo poteva avergli insegnato quel linguaggio
tecnico.. «leggo».. dove diavolo l'aveva imparato?  Wow, mi sono
detto, una davita programmatrice che mi puliva la merda del cesso! Mi
sono seduto alla scrivania e ho cominciato a chiederle in inglese:
«Qui cosa "leggi", bellina». E lei *leggeva*, ad una velocitá
impressionante, molto ma molto meglio di me. Ripeteva, come se le
capisse davvero, frasi assolutamente incomprensibili del tipo
«l'inchiostro dei discepoli é piú sacro del sangue dei
martiri». Senza una straccio di decrittatore..... inchiostro, ... ma
tu lo sai che diavolo significa "inchiostro"?  Ma ti rendi conto?
Allora le ho fatto vedere sullo schermo del computer il sorgente del
parser C+++ che stavo scrivendo per quel cazzo di testo
incomprensibile...e...gosh! non ci capiva un cazzo. Pronunciava, e
malissimo, solo qualche istruzione: "int" "return", "if", "while",
"struct", "case"....  senza capire la logica del programma. Cazzo,
fuck,.. quella ragazzina leggeva e capiva il Corano al volo ma non
sapeva leggere e capire al volo robe come «if (data[0] & 0x10) {
p++}».. E non é finita qui!.....Quella mi guarda ridendo e mi dice
«ma questo non vuol dire niente!!» poi, premendo i tasti ASCII della
globastiera con il solo indice destro *scrive* al prompt «ma questo
non vuol dire niente, Mr. John»... Cioé mi *scrive* *esattamente* la
frase che aveva appena detto! Cazzo, Fuck, Wow, ma ti rendi conto?????
È come se ci fosse qualcuno che legge e scrive direttamente un
eseguibile..  Non ti sembra assurdo?" Jack rimase in silenzio per
qualche secondo con gli occhi semichiusi come se stesse architettando
qualcosa.  "Effettivamente é una storia assurda. Una davita
decrittatore.  Secondo me devi chiamare quelli di «irreality
show». Magari ci facciamo dei soldi con quella ragazzina, con questo
fenomeno di decrittatore umano. Questa è la volta che finiamo su
VIP-newswire..."

11. Detenuto 1216 

5 anni dopo. Manicomio criminale di Bhopal, Madhya Pradesh, India

La stanza era bianca senza un mobile. C'era solo un cesso in un angolo
e un materasso sull'angolo opposto. Non c'erano finestre. Una luce al
neon al centro del soffitto illuminava una figura di schiena
infagottata in una camicia di forza che fissava un punto da qualche
parte sul muro.  Subas Chakaravorty, il deputato, guardava quella
figura dallo spioncino. "Chi è?" Chiese alla guardia.  A Subas,
giovanissimo rappresentante del Kerala alla camera bassa, era stato
riferito che una sua compatriota era detenuta nel manicomio di
Bhopal. Si diceva che la detenuta-paziente fosse originaria di Iddukki
a pochi chilometri dal villaggio dove Subas era nato.  Forse la
conosceva, si era detto. Forse si poteva fare qualcosa. Avvertire la
famiglia, forse... "Ma come non la riconosce?"  Rispose la guardia. "E
di schiena, non la vedo" disse un po' spazientito il deputato." è la
decrittatrice umana. Non se la ricorda?  Due anni fa stava sempre su
NCC-Bhopal-City-Show.  Ne hanno parlato una volta anche a CNN-VIP.
Era quella ragazzina che sapeva leggere quelle cose tecniche di quelli
dei computer.  Quella che ripeteva i GCD senza decrittatore, come
fanno i computer... era famosissima..  davvero non se la ricorda?
"No, non me la ricordo. Non ho NCC, io..."  disse il deputato. "Sul
serio?? - disse incredulo la guardia - E si puó?  Voglio dire è
permesso non avere NCC?" "Si si, si puó, si puó.. - Rispose paziente
il deputato - ..basta compilare un audiomodulo, autenticarlo con
procedura digit-wind, risolvere un quiz random personalizzato, ed
inviarlo in formato wav6 al consorzio via GTDS. Dopo tre mesi, NCC
viene eliminata dal base-access GLOBALWEB...sono centosei dollari
risparmiati" "Ma senti tu..."  commentó poco convinto la guardia
".. si puó fare a meno di NCC..centosei dollari risparmiati, peró" "E
come mai quella donna è finita qui ?" Chiese il deputato. "Qui a
Bhopal? Mah, e chi lo sa?  Pare che a un certo punto sia diventata
matta. Alla fine andava dicendo che un tempo tutti sapevano fare le
cose che sapeva fare lei e che i consorzi avevano spento il mondo."
«I consorzi avevano spento il mondo»? - lo interruppe incredulo
Subas - ... lei - aggiunse Subas scettico indicando con il pollice la
figura silenziosa ed infagottata di la dallo spioncino - diceva
proprio cosí?  «Spento il mondo»?? "Si - riprese la guardia - i
consorzi avevano spento il mondo. Diceva proprio cosí.  Ma non se la
ricorda quella famosa intervista al TotalOphra Show? Ne parlarono
tutti settimane.... Comunque non glielo so dire di preciso come mai
sia finita qui a Bohpal..." "Mi sa dire come si chiama?"  Chiese il
deputato guardando quella figura immobile nello spioncino.
"Mmmm.. si.. aspetti. C'è lo qui sul minipad d'ordinanza.  Vediamo un
po'...allora numero di cella 1216..si..ecco.." La guardia avvicinó
all'orecchio di Subas Chakaravorty il minipad. In quel momento la
donna si voltó. Era poco piú che ragazzina. Avrá avuto 18 anni, forse
meno. Era difficile da dire. Il era viso sporco ed emaciato, le orbite
incavate e scure nelle quali fiammeggiavano due occhi neri
grandissimi, occhi che si piantarono dritti dentro quelli di Subas.
Subas - e chi non lo sarebbe stato - fu come folgorato da quello
sguardo. Nonostante la detenuta non emettesse suono, sembrava davvero
che da dentro quegli occhi gridasse a squarciagola una intera umanitá
prigioniera.  Fu cosí forte quell'impressione che Subas, invece di
distogliere lo sguardo, si tappó le orecchie con le palme.  Mentre il
minipad gracchiava chissá cosa, la ragazzina, sempre silenziosa e con
lo sguardo fisso fu Subas, si avvicino' lentamente allo
spioncino. Solo quando gli occhi di lei furono a pochi centimetri dai
suoi, Subas si ritrasse initimorito. "Ma che fa, signore, cosí non
sente... vuole risentire il minipad?" Disse quasi gridando la
guardia. "Come dice?"  rispose Subas con lo sguardo rivolto alla
guardia e le palme sempre goffamente premute sulle orecchie. "..Il
minipad??  Ah, No, no non importa, grazie... - disse togliendosi
finalmente le mani dalle orecchie - ho visto abbastanza. Lasci
stare...". Subas, riguadagnando improvvisamente la distante dignitá
del rango di deputato della camera bassa del Kerala, senza nulla
aggiungere, si avvió con passo deciso lungo il corridoio verso
l'uscita nella hall di smistamento seguito a fatica dalla guardia. Una
volta che i due furono giunti al cancello della hall, la guardia
superó discretamente Subas e appose con affettazione il pollice su uno
scatolino poco sopra la serratura. "Merda non funziona mai, é sempre
disattivato.." bisbiglió deluso e contrito la guardia mentre tirava
fuori dalla tasca un pesante e tradizionalissimo mazzo di chiavi. "Mi
scusi, faccio subito" aggiunse rivolto a Subas, percependo
l'impazienza del deputato mentre tentava di aprire affannosamente il
cancello con un metallico armeggiare di chiavi. Non appena il cancello
fu aperto, Subas uscí lestamente senza un saluto, rapidamente
attraversó a lunghi passi la hall di smistamento fino ad imboccare il
corridoio di uscita al di lá della Hall. Mentre guardava interdetto il
deputato sparire alla sua vista oltre le sbarre, la guardia gettó lo
sguardo sul display del minipad che teneva in mano: 1216, segnava. Ah
giá la detenuta...  -pensó - come cazzo si chiamava quella matta?
portó all'orecchio il minipad e premette il pulsante di invio:
«Detenuto 1216...San-ghi-ta Ri-ce..Nata a Be-mai Id-duk-ki Ke-ra-la,
il 00-03-15 numero TOTALCARD .. non disponibile, ding-a-ling... Vesti
uniformi Vash, la moda giusta per chi deve farsi
rispettare...ding-a-ling».

12. Epilogo  

L'11 di Settembre del 2133, all'etá di 19 anni, Sanghita Rice morí di
stenti nel manicomio criminale di Bohpal. Nessuno seppe nulla e
nessuno pianse per lei. Fu l'ultima persona al mondo che avesse mai
letto un libro tutto intero.


Copyright 2002 (C) Voolhan Dipe
La copia letterale e la distribuzione di questo racconto nella sua
integritá sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa
nota sia riprodotta.



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