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lavoro pubblicato sabato 8 marzo 2008
ultima lettura domenica 25 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La FAccia

di nevedispagna. Letto 975 volte. Dallo scaffale Generico

- Pensavo a questo - , disse puntando il dito sullo schermo quasi fosse una porta.Poi continuò dicendo: - Pensavo a questi cazzo di siti. Ma ...

- Pensavo a questo - , disse puntando il dito sullo schermo quasi fosse una porta.
Poi continuò dicendo: - Pensavo a questi cazzo di siti. Ma come si può fare una schifezza così? -

- Eppure qualcuno li guarda. Qualcuno che compone frasi così brutte.
Magari alle ragazze piace, che ne sai? -

Rimase per un attimo in silenzio, toccandosi meccanicamente il cappotto nero che aveva sulle ginocchia.
Era come un uomo senza formattazione, esitava.
Lo guardavo stare sul divano, mentre la luce stava morendo, ed il suo sguardo era perso chissà dove, stava assumendo un sapore scimmiesco.

Lo sapevo dove voleva arrivare, contai nella mente solo pochi secondi, e poi lo fece, fece la Faccia.
Una faccia, nulla di più di una faccia qualunque, solo storpiata in un assurdo rigonfio di occhi, allargamento della bocca e delle labbra, persino le punte dei capelli sembravano rizzarsi, ma, attenzione!

Non si trattava d'uno schema efficace e collaudato che dettava le sue rigide regole.
No, perchè la vera forza de "la Faccia", è il suo continuo mutarsi.
E la seconda caratteristica, non meno importante della prima, è la sua totale capacità d'adattamento.
Si andava a ballare? E partiva una faccia.
Ci trovavamo in montagna, sulla Luna o sopra un treno? Ecco la Faccia.
Uscivamo per divertirci e flirtare? Sempre la Faccia. E qualcuno pure scappava...
Ricordo persino una Faccia Cinese. Pure lì...

Ruppi una storia a causa della Faccia, sono passati anni, ma non la vergogna.
Ormai la Faccia s'era insinuata in ogni battuta, nei vari discorsi.
Qualcuno iniziò ad imitare la Faccia, ma non c'era niente da fare.
Mascelle troppo grosse, occhi che si raggrinzivano quasi sino a finire dentro se stessi guance che si tendevano, ma , attenzione, cascavano, "cascavano".
Niente a che vedere con l’originale.
Pure io conto nel mio repertorio un due o tre varianti de "la Faccia".
Si badi bene, "la Faccia", al singolare, nel senso proprio che la Faccia è unica, un' unica e irripetibile manifestazione d'uno stesso fenomeno umano.
E’ quasi un fenotipo, un qualcosa che non vedi e ti sta sotto.

Potrei affermare che nelle sue diverse manifestazioni, la Faccia rimanga sempre e comunque se stessa.
Ciò che noi in realtà classifichiamo come facce diverse, altro non sono che il suo semplice modo di esprimersi.
Non dunque "facce diverse", piuttosto segni primordiali d'un linguaggio articolato da un un'unica entità.

Cosa ci vuole comunicare questa "Faccia"?
La risposta è quasi come Essa, cangia continuamente.
Che cosa cerca? Simpatia? Approvazione? Oppure porta un messaggio profetico?
Provoca? Imita forse? Ci si potrebbe innamorare de “ LA Faccia”?

E va sempre così, probabilmente non lo sai , ma sei un coglione.
Forse è solo un modo per ottenere rispetto.

“CREIAMO IL MYTHOS, creiamo la FACCIA ”, detto fra virgolette come se fosse un coro durante un "fortissimo" Wagneriano..
Perchè la Faccia non ha bisogno di conferme.
LA Faccia è la conferma stessa…
Tutti noi abbiamo una “Faccia”.
E’ non è il Libro “Cuore”.
Il maestro Perboni si gira e vede una “Faccia”.
Ma stiamo scherzando?
Alcuni purtroppo sono spaventati da “ La Faccia”.
Maria Teresa era una donna di gran classe, portava i capelli castani ricci, oppure faceva un salto, in una giornata naturalmente casuale dal suo parrucchiere e ci deliziava della sua liscia criniera.
S’accompagnava solamente con gente di un certo livello, noi eravamo proprio l’eccezione perché ci conoscevamo da una vita.
Un giorno uscì all’improvviso dal suo appartamento, lo seppi con un certo ritardo perché mi lasciò tre messaggi in segreteria, ed io la segreteria la pago, ma non la utilizzo mai.
Il primo messaggio diceva con aria gioviale: - Ciao -, e s’interrompeva bruscamente.
Fu il secondo a preoccuparmi, e dopo qualche ora anche le forze dell’ordine che sequestrarono quel documento.

Devo ammettere che si sentiva abbastanza male, e diceva più o meno: - Tu. Oh, tu, nooo! –

E ce n’era pure un terzo, a pochi secondi da quello, e non si sentiva quasi nulla talmente era disturbato e “lontano”, durava qualche minuto di fruscio e suoni ambientali, era davvero tanta roba da sentire, anche un minuto, un solo minuto di pura attenzione e ricerca può sfiorare l'eterno.
Ma non si capì nulla perchè "La Faccia" era molto discreta.
Portarono subito il mio amico in commissariato, lo riacompagnarono dov'era altrettanto presto dalla Buddhità ch'emanava.
Era chiaro che non c'entrava nulla.
Qualcuno gli tirò addirittura una pacca sulla spalla.

Rilasciarono lui ed incolparono " LA FAccia".
Fu addirittura emesso un mandato di cattura, naturalmente entro confini, chi andrebbe a fare una figura di merda così all'estero?

De Gaulle chiama Cavour e gli chiede:
- Alors, comment va l'affaire? -
- E Cavour risponde : - Niente... Rien de Rien...-

De Gaulle allora controlla i propri nervi e la rabbia montante di chi ha salvato il deretano piegato a la "pechinese" alla propria nazione durante la seconda guerra e sussurra, sussura per non farsi sentire dall'altro capo: - Les Italiens...Quelle Merde! -
Comunque La stanno ancora cercando.
Mia sorella ha coniato pure una versione alternativa : “ LA FAccc!” dal sapore evidentemente italico meridionale.
Una nuova religione sta varcando i confini.

Ed il sommo profeta gioca un ruolo che assomiglia maledettamente a quello del martire, tanto che ormai si può vedere questa sua "stimmata" anche dalle vetrine, sui numerosi schermi delle tele in esposizione che lancia il suo messaggio ambiguo e terribile.
E miete fedeli fra i passanti.
HA pensato di uscire dall'ombra per fare un salutino ai vecchi amici.
E sta qui davanti a me.
Cosa faccio?
Ok Rido.



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