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lavoro pubblicato martedì 19 febbraio 2008
ultima lettura venerdì 12 aprile 2019

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Cronache di Matrix: Il mercante dei sogni

di Konte. Letto 1867 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il mercante dei sognidiGiuseppe Graceffa La guardava avvicinarsi a piedi nudi sulla spiaggia con passo fluttuante e felino come quello di un gatto pr...

Il mercante dei sogni

di

Giuseppe Graceffa

La guardava avvicinarsi a piedi nudi sulla spiaggia con passo fluttuante e felino come quello di un gatto pregiato. Era consapevole della sua bellezza, della perfetta sinuosità del suo corpo vellutato, fasciato appena da un abito leggero e aderente, che mostrava ben più di quanto copriva. I capelli neri come il carbone le si adagiavano melliflui sulle spalle nude, incorniciando magistralmente un volto dai lineamenti che sembravano dipinti dal pennello di un grande pittore. Gli occhi verdi e languidi rilucevano come splendidi smeraldi incastonati in una cornice di pelle ambrata, abilmente evidenziata da un trucco delicato e poco marcato che riusciva a mettere in risalto ogni tratto del suo splendido volto. Le labbra appena velate di rosso, sembravano avere una vita propria, e catturavano inesorabilmente gli sguardi come una calamita attira il metallo. Il seno, pieno e sodo, svettava imperioso appena velato da quel leggero lembo di stoffa che non riusciva a coprirlo davvero, ma ne esaltava la prorompente vitalità. Da tutto il suo essere emanava una femminilità quasi animalesca mentre camminava ammiccando verso l'uomo che quasi estasiato la osservava avvicinarsi a lui.

Il suo profumo lo colpì come un pugno allo stomaco, procurandogli allo stesso tempo intensi brividi di desiderio e profondi crampi di eccitazione. Uno splendido sorriso si manifestò sul suo viso quando finalmente giunse di fronte a Markus, come un muto saluto verso quell'uomo che la guardava adorante. Piegò la testa di lato scostando i capelli con una mano e mettendo in evidenza le perfezione del suo collo rosato. I suoi occhi si posarono su quelli dell'uomo mentre le labbra sembravano implorare baci appassionati.

Markus l'afferro per i fianchi e la strinse a se avvicinando il suo volto al suo, come per farle sentire il desiderio che aveva di lei, un desiderio irrefrenabile che lo portava a stringere quello splendido corpo di donna. Il vestito che la copriva non riusciva ad impedire alle mani dell'uomo di sentire la morbidezza e il calore di quella pelle vellutata mentre scivolavano su tutta la schiena accarezzandola voluttuosamente. Cominciò a sentire il respiro della donna che diventava sempre più ansimante mentre le sue mani lentamente ma con decisione scivolavano sotto il vestito fino a raggiungere le sue più profonde intimità. Vinto dal desiderio, Markus cominciò a baciare voluttuosamente la donna, intrecciando la lingua con la sua come un vortice che attira e sprofonda. Non riusciva a staccarsi da quelle labbra morbide ed invitanti e da quella lingua calda e vogliosa che assecondava il suo desiderio con intenso piacere. Lei si avvinghiò ancora di più al corpo dell'uomo, abbracciandolo teneramente mentre le due bocche rimanevano incollate e le mani di lui frugavano lente ogni anfratto della sua pelle. Lei non opponeva nessuna resistenza a quella intrusione maschile anzi offriva il suo corpo alle mani dell'uomo muovendosi in modo da agevolarne i movimenti e permettergli di arrivare in ogni punto del suo corpo fremente. I respiri si trasformarono in gemiti di piacere, in mugolii di passione quando l'uomo le slacciò il vestito, che cadde sulla sabbia con un fruscio setato. Si ritrovò in un attimo nuda, coperta solo da un minuscolo e trasparente perizoma mentre istintivamente, come in una sorta di fanciullesco pudore, tentava di coprirsi il seno con le mani.

Markus si stacco da lei per spogliarsi a sua volta e per osservarla meglio, per assaporare intensamente il sapore di quella splendida visione mentre la donna girava lentamente su se stessa fino a dare le spalle all'uomo come a volersi sottrarre allo sguardo penetrante del giovane che era ormai alle sue spalle e di cui percepiva l'inarrestabile desiderio. Si accostò alla schiena della donna cingendola da dietro con decisione e cominciò a baciarla delicatamente sul collo mentre lei reclinava la testa e spostava i morbidi capelli per ricevere quei languidi baci. La sua virilità premeva alle spalle della donna che emise un leggero gemito quando ne sentì la ferrea consistenza e si inarcò leggermente per agevolare il movimento di quell'uomo che la desiderava talmente tanto.

La sabbia scaldata dal sole li accolse immergendoli in un vortice di passione e desiderio, muta spettatrice dell'ardore e della voluttà dei due giovani amanti. Fecero l'amore più volte incuranti di tutto e con l'unico pensiero di dare e ricevere piacere. Il loro desiderio sembrava non assopirsi mai e i due corpi giocarono con sempre maggiore passione, quasi con violenza, fino allo sfinimento.

Restarono abbracciati sulla spiaggia, nudi ed esausti dopo gli amplessi. Lei si stringeva a lui rannicchiandosi sul suo petto come a voler cercare protezione e affetto. Lui la stringeva tra le braccia e le accarezzava lentamente i capelli e il viso arrossato. Il sole lambiva i loro corpi nudi, attorniati dal silenzio che li sovrastava e dal rumore del mare che rifluiva sulla sabbia dorata. Markus avrebbe voluto fermare quel momento e viverlo per sempre come un vecchio disco rovinato che bloccava la puntina e ripeteva sempre gli stessi suoni. Il trillo lontano di un telefono però, interruppe quel momento di dolcezza, facendo sussultare lievemente la donna che alzò il capo e guardo l'uomo con occhi supplicanti. Markus le strinse il viso tra le mani e la baciò con dolcezza, "dammi ancora un po' di tempo" gridò poi volgendosi al cielo, sperando che la sua richiesta venisse esaudita. Il telefono però continuava incessantemente a squillare e Markus allora, dopo aver dato un ultimo bacio alla sua donna, si alzò senza una parola e cominciò a rimettersi i vestiti. Lei restò in ginocchio a guardarlo mentre si vestiva, senza una parola, senza un gesto. Solo le labbra increspate mostravano il suo disappunto mentre gli occhi adoranti anelavano altri baci, altre carezze.

Markus finì di vestirsi rapidamente, incalzato dal trillo che stava ormai diventando insopportabile. Le diede un bacio sulla fronte e si staccò da lei con rammarico. Ogni volta era come se una fetta di cuore gli venisse strappata via. E ogni volta che doveva lasciarla, la sua anima gridava furente. Si avvicinò con passi veloci alla cabina di legno che conteneva il telefono e che era posta al limitare della spiaggia. Il trillo diventava sempre più forte man mano che si avvicinava e quando arrivò alla cabina, sembrava ormai perforargli le orecchie. Si voltò ancora una volta verso la donna e la vide allontanarsi sulla battigia seguita solo dai lunghi capelli neri che volteggiavano in aria sospinti dalla brezza marina.

Alzò la cornetta.

Aprì gli occhi mentre Jacob riponeva, con una certa difficoltà, lo spinotto cranico sul retro della poltrona di connessione, mentre con lo sguardo controllava i monitor di controllo vitale. "la prossima volta ti scollego direttamente se non ti sbrighi ad uscire" disse Jacob con freddezza mentre Markus si alzava lentamente dalla poltrona. Una volta alzatosi, lo guardò con disprezzo, quasi con odio - che ti costava lasciarmi qualche altro minuto?- gli chiese incurante della minaccia. Jacob non lo degnò di uno sguardo, assorto nel suo febbrile lavoro ai monitor e alle tastiere - sai che non faccio beneficenza - rispose volgendogli le spalle - mi paghi per un'ora e hai un'ora, né un minuto in più né uno in meno.

Jacob, conosciuto come il mercante dei sogni, era un uomo rozzo, disilluso dalle due vite che aveva vissuto, sprezzante verso gli altri e arrogante verso i suoi clienti. Non aveva mai accettato la dura realtà di Zion e passava il suo tempo in traffici di realtà virtuale di ogni tipo, che i suoi clienti sembravano apprezzare molto; e Markus ne era uno dei più assidui frequentatori, un pollo da spennare senza alcun riguardo. La sua stanza, adibita a stazione di connessione rifletteva perfettamente la sua immagine; aveva movimenti goffi e rigidi, connaturati ad un fisico tozzo e corpulento; la barba non rasata incorniciava un volto rotondo con occhi piccoli e guizzanti e labbra sottili e taglienti. I pochi capelli rimasti erano lanuginosi ed arruffati e nonostante numerosi tentativi di sistemarli con le mani, restavano riluttanti a qualsiasi tipo di ordine. Le dita erano corte e grasse, ma mostravano una grande vitalità e velocità operativa quando si muovevano agili sulla tastiera del computer.

- sei solo un taccagno - gli disse sprezzante Markus mentre gli porgeva il piccolo contenitore ricolmo di liquore distillato che avevano come al solito convenuto come prezzo per quell'ora d'amore. Jacob lo prese e ne assaggiò un goccio per verificarne il contenuto, pulendosi poi le labbra con una mano - attento a come parli - disse poi soddisfatto - o la prossima volta Helena potrebbe costarti più di una misera fiaschetta di pessimo liquore. - Markus fece una smorfia - a proposito, voglio vederla ancora, domani. - Jacob prese il disco con la simulazione della donna e lo infilò in un contenitore trasparente - mi spiace ma domani Helena è impegnata con altri clienti.- Markus infuriato gli prese il braccio stringendolo con forza - ti ho già detto una volta che Helena è solo mia, non azzardarti a farla incontrare con altri.- Jacob tentò di sottrarsi alla stretta dell'uomo senza riuscirci - tu sei pazzo. Helena è la ragazza che mi è venuta meglio ed è richiesta da molti e adesso lasciami - Markus faceva fatica a trattenere la rabbia verso quell'uomo viscido - sei un bastardo - gli disse a labbra serrate. - senti bello - rispose Jacob beffardo - Helena è la migliore delle mie puttane e tu non puoi permetterti di averne l'esclusiva. Io la faccio incontrare con chi voglio e quando voglio, mettitelo bene in testa. Puoi metterti in coda come gli altri, e vederla nuovamente fra tre giorni, alla stessa ora. E adesso vattene. -

Markus lo guardo sempre più infuriato e all'improvviso lo colpì con un potente pugno in pieno volto che lo scaraventò al suolo. Con in testa solamente l'amore per Helena, si avventò poi sul mercante dei sogni e cominciò a colpirlo con tutta la forza che aveva e fino a quando il suo volto non divenne una maschera di sangue. Si alzò ansimante e si diresse verso la sua postazione di lavoro. Prese il contenitore trasparente e con le mani tremanti per l'eccitazione, ne estrasse il disco.

Il mercante dei sogni era a terra, morto, e adesso Helena sarebbe stata solamente sua .



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