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lavoro pubblicato lunedì 21 gennaio 2008
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

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Il Risveglio (part one)

di losquinternato. Letto 1346 volte. Dallo scaffale Storia

La radiosveglia incomincia a emettere suoni come sempre con quei dieci minuti di anticipo abbondanti,e la vita là fuori incomincia a farsi sentire. Lentamente sotto le coperte incomincia a muoversi qualcosa,o meglio dire,qualcuno. D'improvviso d...

La radiosveglia incomincia a emettere suoni come sempre con quei dieci minuti di anticipo abbondanti,e la vita là fuori incomincia a farsi sentire. Lentamente sotto le coperte incomincia a muoversi qualcosa,o meglio dire,qualcuno. D'improvviso dalle lenzuola sbuca una testa che svogliatamente tenta d'aprire gli occhi. Sono dei begli occhi verdi,gonfi per l'occasione. Il risveglio prosegue per circa 15 minuti che scorrono lentamente,in cui quei due begli occhi lottano per non richiudersi. Il lenzuolo viene spazzato via con un gesto risoluto ed è già in piedi. La testa è attaccata ad un corpo di una giovane donna. Uno sbadiglio rompe il silenzio mattutino che domina nel trivani arredato con discreto gusto.

La giovane donna si infila la prima maglietta,ad occhio di un paio di taglie più grande che trova sulla poltrona,decisa a partire alla ricerca di qualcosa da mangiare. Per il corridoio si ferma a guardare una stampa di Dalì che capeggia attorno ad una serie di frasi deliranti. Il tutto sormontato da una sorta di titolo:"La percezione delle memorie".

Dall'unica porta aperta,la cucina,un forte odore di caffè si propaga per tutta la casa. Appena entrata,si ritrova una tavola imbastita di tutto punto per un'abbondante colazione. La giovane donna,incredula,si stropiccia con forza gli occhi per sincerarsi d'essere sveglia. Erano anni ormai che non si svegliava con la colazione già pronta. Sul tavolo ogni ben di Dio era pronto per essere servito. Marmellata,fette biscottate e una brocca di caffè appena fatto da un lato,dall'altro spremuta d'arancia con biscotti caldi caldi e dei cornetti appena sfornati. Alla ragazza non parve vero. Dovette darsi un pizzico sul sedere per rendersi conto d'essere realmente sveglia e non sognare. Ma la tavola imbandita non era l'unica cosa che colpiva i suoi sensi. Era l'aroma antico di quella cucina che la inebriava. Avrebbe potuto tranquillamente essere la cucina della casa dei suoi nonni e per lei sarebbe stato normalissimo.

Dal bagno il getto d'acqua s'interruppe,rendendo sempre più nitido quel motivetto che pareva prima soffocato;interrotto poi dall'accendersi dell'asciugacapelli. E' una canzone che aveva già sentito la sera prima in quel localetto a San Lorenzo. Anche allora s'era trovata nella stessa situazione. Quel motivetto le era stranamente familiare,ma non ne ricordava ne il titolo ne l'autore.

Sulla sedia alla sua sinistra il giornale gli offre una veloce spiegazione di come il mondo ha vissuto le ultime ore,e soprattutto le ricorda la data odierna. Per un attimo sovrappensiero non s'era accorta che la casa era diventata di colpo nuovamente silente. Solo uno strano ciabattio si sentiva sordo e cupo,quasi fosse lontano centinaia di metri. Il rumore delle ante dell'armadio che si chiudono la fanno quasi rabbrividire. Non conosce o almeno non ricorda chi l'ha condotta in questa abitazione. Potrebbe essere chiunque. Prima di scoprire chi sia questo fantomatico essere,ha tutto il tempo per maledire il suo vecchio debole per l'alcool. A causa di questa debolezza s'era ritrovata in situazioni molto più imbarazzanti e critiche. In fondo s'era solo risvegliata sola,seminuda in un letto sconosciuto con un forte gusto amaro in bocca,dolcemente eliminato da una bella sorsata di spremuta d'arancia trovata sul quel tavolo meravigliosamente imbastito. Certo,la stessa gli scoppia ancora,ma un po' di meno;dandogli un momento per cercare di fare mente locale sulla notte appena trascorsa. I ricordi si fermano alla quinta pinta di birra e al successivo gin lemon. Era con Dadi e Silvio.

“Chissà come stavano anche loro per non fermarmi prima dell'ennesima cazzata. Ma non me la posso prendere certo con loro” pensa tra sé. Il richiudersi di una porta la riporta alla realtà. Ora non è più un ciabattio che si muove,anzi. Sembra il rumore di scarpe eleganti che si muovo verso la cucina.

Assieme ad esso,arriva del buono odore. Si sforza a far mente locale per ricordare dove ha già sentito quell'odore familiare,ma nulla.

to be continued...


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