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lavoro pubblicato lunedì 21 gennaio 2008
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

ProSecco

di losquinternato. Letto 1049 volte. Dallo scaffale Pulp

Mezzogiorno meno un quarto.Cielo plumbeo,colmo di nuvole pesanti.Seduto al tavolino del suo solito bar,attendeva il suo caro editore Carlo come da appuntamento.Sul tavolino figurava il suo solito aperitivo.Un fluté colmo di Prosecco ed attorno a...

Mezzogiorno meno un quarto.
Cielo plumbeo,colmo di nuvole pesanti.

Seduto al tavolino del suo solito bar,attendeva il suo caro editore Carlo come da appuntamento.
Sul tavolino figurava il suo solito aperitivo.
Un fluté colmo di Prosecco ed attorno ad esso degli stuzzichini della casa.
Era già il secondo della mattinata.
"Se tarda altri 10 minuti mi trova già brillo,e non credo che la prenderebbe benissimo" pensava ad alta voce Tobia.
Dall'angolo in fondo alla strada comparve Carlo con la sua classica e inconfondibile camminata molto anni '70. Il passo fortemente cadenzato,faceva muovere l'intero corpo a ritmo,molto 70's appunto.
"Ah,ecco a chi somigli quando cammini!" esclamò Tobia in preda a reminescenze adolescenziali. "Somigli ad un incrocio tra Tony Manero e Lupin,cazzo!" scoppiando a ridere da solo. Carlo no.
In effetti aveva ragione. Bisogna dire per correttezza di cronaca che il viso di Carlo era identico a quello del Lucarelli nazionale,il giallista
più famoso del Belpaese. ("Paura EH!")

12.30 am

Cielo squarciato da flebili raggi di sole.
Due losche figure sedute ad un tavolino esterno di un bar qualsiasi.
Due volti caratterizzati da occhiali da sole orribili comparsi quasi a tradimento. Due menti pensanti per un unico lavoro.

"Carlo come cazzo la mettiamo con questo mio periodo inconcludente?"
"Thò... come metterla non saprei proprio. Ma starsene qui a cercare di guardare la cosa da più punti di vista non serve certo al nostro scopo."
"Ah no? Pensavo che qualcosa di buono poteva uscire fuori da questo incontro."
"Sei il solito disfattista del cazzo. Con i tuoi discorsi inutili sicuro non s'arriva da nessuna parte" disse guardando in un punto vuoto davanti a se'. Poi come spiritato volse lo sguardo verso Tobia e gli disse:"Tu piuttosto... quand'è che ne esci?"
L'amico sorseggiando il 3°prosecco,quasi distrattamente rispose:"Uscire da cosa scusa?"
"Dai su'... non prendiamoci per il culo. Saranno già un paio di mesi che continui a viverti addosso".
E quasi infastidito continuò:"Cioè non che voglia criticarti;ma visto che io servo a te tanto quanto tu servi a me,non sarebbe meglio sputar fuori tutto quello che porti dentro,così la facciamo finita con questa pantomima?"
Il tono della conversazione cambiò come il cielo a primavera,quando le nubi rappresentano un'incognita poco gradita ai più.
"Carlo,a parte le cazzate che hai sparato... io sto male! Non so cosa mi sia successo. So solo che ogni volta che prendo carta e penna,il mio cervello si resetta. E' come quando hai la penna che non scrive. Il problema è che la mia penna scrive,ma il mia mente non sa cosa farle scrivere. Mi sento come un fiume in secca. Ecco come mi sento:ARIDO"

"Ok,questo è il risultato... ma l'origine?" disse con tono furbetto "E poi,se forse non te ne sei accorto,non stai facendo altro che tabula rasa attorno a te"
"Carlo,ma i cazzi tuoi quando?" rispose Tobia con sufficienza.
"Sono CAZZI MIEI CARO!"
"Ah Bhè se la metti così....Ultimamente non sopporto altre voci che non siano l'eco della mia."
"Detto terra terra,stare qui e parlare con me ti richiede uno sforzo incredibile!"
"Non dire cazzate Carlo. Lo sai benissimo che non rientri nella marmaglia. Se così fosse stato,al primo prosecco tracannato avrei già levato le tende. Sei l'unica persona di cui mi fidi veramente,quindi risparmiati queste pippe sentimentali. Mi ricordi Marina!"
E carissimi il nostro amico sorrise. Erano almeno due mesi che non lo faceva.
"Peccato che nei lavoretti di bocca sia meglio lei!"
"Stronzo."
"Aivoja! Piuttosto l'hai sentita?"
"L'ultima volta che l'ho sentita sarà stato,vediamo un po',circa 3 settimane fa. Aveva bisogno di un mio consiglio"
"E da quando dai consigli te?"
"Boh,me l'ha chiesto e basta. E io gli ho risposto"
"Strano che tra tutte le persone a cui potesse chiederlo l'abbia chiesto proprio a te."
"E che ci vedi di strano? Voleva sapere se l'amavo ancora o se era il caso che incominciasse anche lei a vivere una vita che non mi vedesse come protagonista."
"E tu?"
"L'ho mandata a cagare!"
"E il consiglio?"
"Andare a farsi fottere no?"
"Che stupido! Come ho fatto a non arrivarci da solo?!?" e intanto il suo volto s'increspava in ogni angolo. "Perché la tratti così? Come fai a non renderti conto che quella donna ti ama davvero?"
"Il problema e',caro Carlo,che io prima d'amare qualcuno devo imparare ad amare me stesso."
"Come darti torto... il discorso fila!"
"Attento a non dimenticare mai quello che sono stato e perché sono cambiato."
"Dove vuoi andare a parare?"
"Carlo,ti rendi conto che sono solo al mondo? Le uniche persone che provavano verso di me amore incondizionato sono morte. In vita hanno sofferto per me e,ironia della sorte,sono morte per colpa di una testa di cazzo come me."
"Quindi?"
"Quindi un cazzo. E' solo che,ripeto,mi sento Arido"


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